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La Storia sono Loro

– storia e storie della democrazia –

22.23.8 – Kabul:Per esportare la democrazia bisognerebbe averla veramente..

Forse sulla tragedia delle donne afghane la cosa giusta l’ha detta la signoraAngela Merkel:abbiamo sbagliato tutti.

Quel tutti si riferisce alla cultura eurocentrica,occidentale,atlantica,liberale socialdemocratica che ha l’egemonia su quei modi di produzione e di pensare che noi sintetizzano come progresso.

Esportare la democrazia sottintende esportare sanità,scuola,risorse umane,scientifiche,modi di vita liberati dalla dittatura religiosa,confessionale,dalle ideologie nazifasciste,e magari, senza magari,dal polpottismo sovranista e macellaio.

Ma l’Italia è un esempio di liberal democrazia o socialdemocrazia?

Siamo sicuri che possiamo esportare lo stile di vita europeo occidentale senza cadere,come la storia insegna, nel colonialismo, nell’imperialismo, nel trapianto con le armi di ciò che riteniamo giusto e fondativo del nostro vivere sul pianeta terra?

Secondo la visione schiettamente liberale di Angelo Panebianco i disgraziati che a Kabul si aggrappano agli elicotteri in quella bolgia infernale sono la testimonianza che in fondo,in questi venti anni, qualcosa di decente in quella terra l’occidente ha costruito.

Ernesto Galli della Loggia sempre sul Corrierone è convinto che la liberal democrazia,visto sempre la storia del fascismo e del socialismo reale, sia il migliore dei mondi possibili.

Per le donne afghane e le bambine senz’altro.

Per le donne libiche,subsahariane detenute,violentate e stuprate non c’è invece la stessa emergenza:un pasticcio assoluto e una tragedia infinita viene trattata come i dati dell’import export del made in Italy.

Anche Napoleone voleva esportare l’umanesimo borghese in Russia convinto che un paese con tante chiese fosse un cattivo paese…

Operatori sanitari e umanitari sono rimasti a Kabul,in Grecia sembrano abbiano costruito un muro per fermare le invasioni barbariche,non basta un parlamento per la democrazia reale,materiale,civile,egualitaria.

Almeno così pare.

21.8 L’unica guerra giusta è quella contro i nazifascisti di ieri, di oggi e di domani..

1939 – 1945 Il racconto della  GUERRA GIUSTA

Quando l’antifascismo salvò la civiltà

PRIMO VOLUME: LA SVASTICA SULL’EUROPA 1939 – 1941

Una guerra giusta è una bestemmia.

Eppure ci voleva una sporca guerra, una guerra perfida e cattiva, magari con l’uso di una bomba atomica che è pur sempre figlia dell’antifascismo per salvare il mondo.

Non è uno slogan, né una facile retorica sulla vittoria della democrazia.

“solo la temporanea e insolita alleanza del capitalismo liberale e del comunismo, che si coalizzarono per autodifesa contro la sfida del fascismo, salvò la democrazia, infatti la vittoria sulla Germania hitleriana fu ottenuta, e poteva essere soltanto ottenuta, dall’Armata Rossa. – .Eric Hobsbwam,Il secolo breve,

E ancora:

“….si è ormai generalmente d’accordo sul fatto che il teatro bellico decisivo sia stato il fronte orientale, poiché senza la resistenza sovietica è difficile immaginare come il mondo democratico  sarebbe riuscito a sconfiggere il nuovo impero tedesco…il grande paradosso della seconda  guerra mondiale è che la democrazia fu salvata dall’impegno dei comunisti.” Richard Overy, La strada della vittoria .

Armata Rossa e capitalismo, democrazia e comunismo, termini naturalmente inconciliabili,addirittura antitetici per come è stato ed è il mondo.

ll mondo, nel suo irrinunciabile bisogno di pace e civiltà è stato salvato  dall’antifascismo che ha messo insieme una sorgente di valori che ha determinato la nascita di una nuova era dell’umanità e la sconfitta del Male Assoluto.

Disse Kennedy all’università di Washington il 10 giugno 1963:

“….nessuna nazione nella storia delle battaglie ebbe mai a soffrire più di quanto soffersero i russi nella seconda  guerra mondiale.

Almeno venti milioni di persone persero la vita.

Innumerevoli milioni di case e cascinali furono dati alle fiamme saccheggiati. Un terzo del territorio ( europeo) del paese, comprendenti quasi due terzi delle industrie, venne trasformato in deserto.

La seconda  guerra mondiale,  è stata una guerra internazionale perché “l’opposizione fra forze fasciste e antifasciste era interna ad ogni società” (Hobsbwam, Secolo breve).

Winston Churchill, De Gaulle, Stalin, Roosevelt erano una “poltiglia” dal punto di vista ideologico: il loro fronte unito contro Hitler, Mussolini, il clerico – fascismo, il razzismo, l’ideologia di morte fu vincente.

 Scrive sempre Hobsbwam che il “ fascismo è guerra”, che il fascismo internazionale portò morte e distruzione in tutto il mondo se si eccettua quei paesi che rimasero neutrali.

Di quegli anni che cambiarono il mondo tanti valori positivi sono andati perduti, tanto si è scritto, molto si è cambiato nel novero delle interpretazioni.

Non c’è da aggiungere più nulla

Ma poi c’è sempre qualcosa da ricordare, non solo ai più giovani, molte volte ai più vecchi che non hanno vissuto nessuna guerra. La mia generazione la guerra l’ha sentita raccontare.dai genitori.

E ne porta ancora le tracce.

Queste tracce, o anche cicatrici, non possono essere cancellate.

A 80 anni di distanza si può dire che il mondo in quei sette anni scomparve.

Scomparve la civiltà, il senso della pietà e dell’appartenenza al genere umano.

Una cosa è rimasta

. La guerra dei 55 milioni di morti è stata apocalittica quanto decisiva per le sorti dell’umanità.

La civiltà, la convivenza,la democrazia, il liberalismo e anche la parte positiva del socialismo dei diritti dei lavoratori sono stati salvati da una guerra santa, l’ultima guerra santa e religiosa della storia dell’umanità.

Una guerra giusta, antifascista nel senso di un valore assoluto che non può essere scalfito da negazionisti criminali, né da opportunisti di vario colore.

La salvezza del mondo è stata pari alla spietata determinazione dei vincitori.

.7 anni, 2174 giorni..

Quella guerra coinvolse le popolazioni civili con perdite senza precedenti, la ferocia dimostrata dagli uomini in quel periodo non ha riscontri nelle storia della barbarie del genere umano.

Eppure….

Eppure non è raro che Svastiche ed SS trovino ancora grande considerazione in tutta Europa.

E che i cosiddetti populismi si ispirino a Mussolini e Hitler.

In fondo che il nazismo e il comunismo siano stati la stessa cosa ormai è un  pensiero ricorrente.

Certo Stalin e il comunismo furono feroci e anche criminali, ma senza i venti milioni di morti dell’Unione Sovietica contro i macellai nazi fascisti non ci sarebbe stata democrazia e pace per ottanta anni.

La parte giusta era una sola, e sarà sempre quella  degli uomini che si batterono e si battono per la difesa della vita e della democrazia.

gratuito in english

Gli insulti deliranti a Gino Strada mostrano il vero volto del fascismo italico…

I social che riempiono d’odio le vite reali sono l’homo homini lupus di questo secolo.

Per cui lamentarsi della guerra civile della bassezza umana, alla fine diventa un piangersi addosso.

Poi ho letto le considerazioni dei fascisti italiani sulla morte di Gino Strada e ci sono rimasto male.

Nemmeno i Talebani hanno mai insultato un nemico nel modo in cui i fascio – leghisti, i no vax di destra,i Forza Nuova etc hanno insultato la memoria di Gino Strada.

Non c’è da meravigliarsi perché la destra estrema parlamentare ha per anni insultato Levi Montalcini e Liliana Segre ree di essere donne ebree di famiglia bene,pure non estranee all’amore per la scienza e la democrazia.

Provocano i fascisti, alzando il tiro delle cattiverie gratuite:come quello di dedicare una piazza ad Adolf Hitler.

Ormai l’insulto in nome della libertà e’ il tratto distintivo dei fascisti nostrani che finalmente sentono che un altro mondo del Male è possibile senza rischiare nulla.

Gino Strada,come tutti gli abitanti della terra, non era perfetto,non era un dio,ma aveva fatto semplicemente tanto bene al prossimo nello spirito di umanità e di accoglienza peculiari alla sua professione.

La sua diffamazione era opera identitaria per i fascisti veri,autentici,che non moriranno mai,perché il regno della menzogna e dell’inganno e’ di questa terra.

Prima sparirà il mondo,poi il capitalismo si dice.

Mai il fascismo intimamente connesso alla specie umana che crede solo nella forza.

Forza che si esprime in una subcultura di massa che vorrebbe impiccare anche i defunti,se comunisti,ebrei etc

Gli ideali fascisti e nazisti sanno di onore,razzismo, fedeltà,morte,nazionalismo retorico,tutto quello che Gino Strada non era.

Hanno tirato in ballo il suo passato di militante sprangatore del Movimento Studentesco ( fu il leghista Moncalvo a farlo per primo e si prese una condanna per diffamazione)

Hanno rievocato il suo essere anti – italiano perché curava i bambini stranieri feriti dalle bombe, gli hanno rinfacciato l’essersi occupato di vaccini in Calabria negli ultimi mesi di vita.

Diffamazione,calunnia, volgarità tipiche della mass mediologia nazifascista li trovi tranquillamente sui social,sulla stampa,sui siti della presunzione da tastiera,e Gino Strada era il bersaglio perfetto.

Cosa vi aspettate da una situazione culturale di questo genere non lo so.

16.17 .8 – Kabul = Saigon solo una suggestione:i vietcong non odiavano le donne..

La domanda che ci si pone, anche se non si fa parte del politicamente corretto occidentale atlantista e’ semplice:chi salverà donne ,bambine non ancora soggiogate dalla criminalità fascio fondamentalista talebana?

La fuga da Saigon degli americani, avvinghiati agli elicotteri sul tetto dell’ambasciata, richiama nell’immaginario via web quello che succede a Kabul in questi giorni:tutti a casa, l’Afghanistan è ingovernabile, vent’anni di guerra e sofferenza gettati nella spazzatura della storia in nome di una esportazione della democrazia facilona e guerrafondaia.

Giap, però,non era Bin Laden.

I vietcong nella guerra anticolonialista prima con la Francia e poi antimperialista con gli Usa, non erano figli di Maometto,ma di un Ho Chi Minh,nazionalista e filosovietico non per caso.

E rappresentavano la lotta di popolo fin dal 1954 ( Den Bien phu) quando i para francesi la provarono sulla propria pelle.

Mentre l’invasione sovietica del 1979,quando il compagno Karmal invocò l’intervento dell’Armata Rossa, fu il colpo di coda di un socialismo reale alla frutta, che venne sconfitto dall’alleanza Bin Laden – Casa Bianca.

La guerra fredda era una cosa,la tragedia a Kabul e’ il parto fecondo della divisione in razze,religioni, nord – sud del mondo, con il tradizionale corollario della vendita di armi,petrolio,eroina,pietre preziose ,condito con il cinismo scontato della diplomazia internazionale.

C’è il problema, quasi un dettaglio, che riguarda la vita agra delle donne e delle bambine che con una parvenza di democrazia alla Ghani hanno potuto perlomeno essere risparmiate dalla prevaricazione infame dell’ islamo – fascismo e che ora rischiano la mattanza.

Ma Trump ha accettato a Doha nel 2020 la transizione pacifica coi talebani,Biden la rispetta,gli americani vogliono essere a casa l ’11 settembre a vent’anni dalle Torri gemelle che diedero il via in Afghanistan e Iraq alle guerre che piacevano a Berlusconi e Ferrara convinti del valore salvifico del corpo dei marines.

Ora si teme che la vittoria talebana rilanci il terrorismo da New York a Parigi con l’Isis e al Qaeda pronti al ritorno .

Come 30.000 studenti coranici che vanno al cesso con il mitra tengano in scacco potenze e superpotenze rimane un mistero.

L’esercito di Kabul si è sciolto come neve al sole

Le invasioni del paese da parte di britannici,sovietici,americani,inglesi,canadesi, italiani e altre trenta nazioni da due secoli non hanno certamente favorito la integrazione con la cultura occidentale illuminista in nome della fratellanza.

C’era da aspettarselo.

14/15/ 8 – Ferragosto.. Gino Strada e’ qui con noi..

Ferragosto da urlo per il turismo nonostante caldo torrido,incendi,green pass etc.

Le discoteche però sono chiuse,le feste ridotte e al loro posto la socialità giovanile e giovannea si materializza negli hub vaccinali.

C’è poi una stortura che sa di zozzura da parte del fascio – leghista Durigon che preferisce la storia del fratello del Duce a Falcone e Borsellino,ma ormai è folclore anche per Antonio Cassese.

Proseguono omicidi di donne e morti sul lavoro:enfasi spenta perché la gente vuol dimenticare tutto e subito.


Ma noi siamo tristi per la scomparsa di Gino Strada, chirurgo fondatore di Emergency,uomo ” contro” che difendeva i malati, i deboli i disperati di qualsiasi etnia,nazione, continente.

Che aveva fatto della sua missione una scelta propedeutica alla lotta per un mondo migliore.

Che detestava le guerre imperialiste,ma non la guerra contro l’ingiustizia.

Fra tanti eroi fasulli della banalità lui non c’era, perché era di parte,un partigiano della pace e della solidarietà dotato di un amore universale.

I media corretti lo hanno chiamato, post mortem,filantropo: quelli che lo ritenevano un estremista pericoloso, una “zecca comunista”,sono stati silenti nella loro nullità.

Le solite anime belle alla Ualter Veltroni hanno omaggiato Strada come fosse in odore di santità laica.

Ora che non c’è più.

La sinistra fru fru e la destra reazionaria fanno la gara dei sepolcri imbiancati,disdicevole ipocrisia.

Gino Strada invece non accettava tutto,non parodiava il dramma.

Ad un mondo impossibile da sopportare nelle sue violenze contro i diseredati contrapponeva l’arma della critica della sua prassi umanitaria,senza le smancerie di rito.

Pax et bonum,dottor Gino Strada.

Ciaooooooooooooooooooo

Ciaoooooooo

11.12.8 1939: La sola cultura dei nazifascisti e’ contro la civiltà..

La strage in Polonia non fu un eccesso nazista, la guerra per Hitler voleva dire la liquidazione dei giudei e dei comunisti.

L’elenco dei crimini è lungo, ma il senso politico è corto: dice che il nazismo era tutto meno che una scelta all’interno di quello che noi comunemente chiamiamo civiltà.

Prima abbiamo visto le stragi all’interno delle cronache di guerra, ora vanno viste all’interno della strategia del nazismo: che era unicamente una strategia di morte.

Forse non si riesce a comprendere pienamente quale sia stata la valenza biologico-razziale della guerra scatenata da Hitler.

Gli alti comandi della Wehrmacht, viene spesso sottolineato, rimasero turbati dagli eccessi delle Einsatzgruppen.

Solo che a renderli inquieti e nervosi su quello che accadeva in Polonia non erano le sofferenze della popolazione ebraica e in generale dei subumani massacrati secondo codice etico nazista.

I militari, che prima della caduta di Varsavia avevano compiuto eccidi giustificati dalle esigenze militari dell’azione, temevano che gli eccidi minassero il morale dei soldati e dell’intera popolazione tedesca.

Il loro disappunto era quello che i tedeschi passavano per spietati e crudeli macellai in tutto il mondo civile, altro che soldati pronti al supremo sacrificio per il Reich!

Per avere un’idea di cosa stiamo parlando, bisogna leggere quello che in un memorandum scrisse Johannes Blaskowitz generale della Wehrmacht che denunciò le atrocità naziste: “è controproducente nel massacrare qualcosa come 10.000 ebrei e polacchi come attualmente viene (…) Infatti in questo modo né si uccide l’idea di uno stato polacco nella massa della popolazione, ne vengono eliminati gli ebrei. Al contrario: il modo in cui si uccide porta con sé gravissimi danni, complica i problemi e li rende molto più pericolosi che se venissero trattati con mag- giore ponderatezza e sagacia (…)

Alla propaganda nemica viene offerto un materiale che non potrebbe avere maggiore efficacia in tutto il mondo (…)

Non c’è bisogno di far riferimento ancora una volta al ruolo della Weh- rmacht che è costretta ad assistere a questi crimini senza poter reagire (…)

Quando alte personalità delle SS e della polizia pretendono atti di violenza e brutalità e li elogiano pubblicamente, ciò significa che entro brevissimo tempo comanderà solo il violento (…).

Richard Rhodes, Gli specialisti della morte. I gruppi scelti delle SS e le origini dello sterminio di massa, Milano 2005.

Himmler, d’altronde, è quasi spiaciuto di quel che accade come il buon Blaskowitz, perché udite, udite come giustifica i massacri in Polonia: “naturalmente può succedere a oriente che un treno – ma non solo quello degli evacuati – si geli e la gente muoia assiderata Può succedere, purtroppo succede anche con i tedeschi. Non si può far niente per impedirlo, quando si è in viaggio da Lodz a Varsavia e il treno rimane bloccato per dieci ore sulle rotaie. Non si può prendersela né con il treno, né con nessun altro. È il clima. È spiacevole per i tedeschi, spiacevole per i polacchi, spiacevole, se proprio si vuole anche per gli ebrei, ammesso che vi sia qualcuno che desideri avere pietà di loro. Ma non è intenzionale, né lo si può impedire. Non è il caso di levare un gran lamento per questo”.

R. Rhodes, op. cit

.

In effetti dopo la capitolazione della Polonia, il 21 settembre, Heydrich emanava l’ordinanza che autorizzava la ghettizzazione degli ebrei polacchi.

“Occorre una precisa distinzione fra l’obiettivo finale che richiederà un tempo prolungato e le fasi che porteranno a conseguire l’obiettivo stesso (che possono essere espletate a breve scadenza).

Le misure previste esigono la massima preparazione sia in senso tecnico sia in senso economico (…)”.

Heydrich continuava: “La prima misura per il conseguimento dell’obiettivo finale è il concentramento degli ebrei dalla campagna alle grandi città. La sua realizzazione dovrà essere immediata”

Cfr. Daniel Jonah Goldhagen, I volenterosi carnefici di Hitler. I tedeschi co- muni e l’Olocausto, Milano 1998, pag. 157

Completamente gratuito fino al 13 luglio

1939 – Agosto :Il Duce si mette al servizio di Hitler, per il Male Assoluto…

Quando Ciano andò a fare visita al cavaliere d’Italia, Benito Mussolini a palazzo Venezia, il Duce prima disse al genero che non sarebbe entrato in guerra, poi che l’onore lo obbligava a marciare con la Germania. Sembrano lontani i tempi in cui Mussolini diceva con aria di sfida e superiorità che i ministri del suo governo “erano una lampadina elettrica, io l’accendo e la spengo a mia volontà.”

A Palazzo Venezia mancava ogni tipo di decisione.

14 agosto

Ciano scrive nei suoi diari” Trovo Mussolini pensoso. Io non esito ad eccitare in lui ogni reazione antigermanica e con ogni mezzo. Gli parlo del suo prestigio scosso e della sua posizione di secondo poco brillante e soprattutto gli consegno una documentazione che prova la mala fede germanica nella questione polacca. L’alleanza è stata conclusa su premesse che essi rinnegano adesso, sono essi i traditori e non dobbiamo avere scrupoli a piantarli in asso. Ma Mussolini ne ha ancora molti”.

15 agosto

Mussolini e Ciano discussero sei ore, e Ciano annotò: “Il Duce è entrato nell’ordine di idee che è impossibile marciare a occhi bendati con la Germania…”.

Mussolini e Ciano si trovavano su posizioni differenti: Ciano, offeso dalla malafede dei tedeschi che una ne dicevano e cento ne combinavano, era decisamente contro l’alleanza coi nazisti, il Duce non vedeva alternativa a quell’accettazione.

Il clima a Roma era ottimo. Come annotò cinicamente Ciano, anche gli pseudo guerrafondai come Starace e Alfieri si alzarono dal tavolo della riunione soddisfatti a tal punto da ringraziare il genero del Duce per aver reso un ottimo servizio al paese.

Eravamo alla solita commedia e per ora tutto filava liscio.

Mentre si stava svolgendo il consiglio dei ministri giunse una nuova lettera di Hitler a Mussolini. Era meglio leggerla attentamente quella lettera, tanto per non farsi prendere da facili entusiasmi.

Hitler scrive in pratica che sosterrà la lotta con tutto il fanatismo di cui è capace il popolo tedesco. Poi ringrazia Mussolini per la sua opera mediatrice, che non è servita a nulla per la malafede del governo polacco, che avrebbe potuto mediare in qualsiasi momento.

Infine il solito ritornello del criminale mentitore: i tedeschi in Polonia sono stati maltrattati, mentre in Germania ai polacchi non è stato fatto niente…

Abbiamo già parlato dell’atmosfera berlinese che contrastava con l’en- tusiasmo dei leader nazisti.

Alla sera durante l’allarme aereo la gente riparava nei rifugi, appena finiti di costruire quel pomeriggio; mancava spirito di corpo, c’erano velate, poi non tanto, critiche a chi aveva portato la Germania ad una nuova guerra.

E la Gestapo aveva il suo bel daffare a zittire i malumori.

I berlinesi si godevano la fine dell’estate, ma i volti sorridenti erano davvero pochi: tutti si chiedevano cosa avrebbero fatto Francia e Inghilterra.

Insomma a Berlino non si scatenò nessuna febbre bellica, nessuna ecci- tazione. Si noti il paradosso. Quando l’Italia entrerà in guerra vi sarà l’adunata oceanica in piazza Venezia, il discorso di Mussolini è passato alla storia…

Completamente gratuito dal 9 al 13 agosto

6.8 Vado a lavorare, sarò sfruttato a morte,ma sono vaccinato..

Il green pass,scorciatoia buona e giusta per obbligare al vaccino la maggior parte della popolazione, è forse il meno peggio per salvare l’estate turistica.

Per mettere in sicurezza relativa,scuola,trasporti e varie categorie della varia umanità per settembre.

Tutte cose che si sanno,tutte verità opinabili da giuristi, costituzionalisti,virologi,veri esperti,o presunti:chi vivrà, vedrà.

La notizia, però, è un’altra:le morti sul lavoro sono tante,troppe.

Tanto che il presidente Sergio Mattarella è dovuto intervenire con il ministro del lavoro Orlando.

E non si tratta solo delle operaie Luana a maggio e Laila l’altro ieri,stritolate dalle macchine a cui stavano lavorando.

Si tratta di una questione nazionale che parte da un principio fondativo del capitalismo anticostituzionale del primo articolo della Carta.

Il principio è meno forza lavoro ( licenziamenti a go go), più produzione, più straordinari,bassi salari,nero a metà con Rdc:il welfare degli spaghetti allo scoglio.

Così l’andare al ristorante e in palestra,faccio due esempi a caso, diventa importante se si è vaccinati,meno se la working class va a lavorare in posti di lavoro dove la sicurezza e’ una bolla di superficialità,incuria e dolo.

Sospendete i prof.non vaccinati può essere anche utile,basta che sospendi anche chi se ne frega delle norme dettate dalle leggi vigenti sul lavoro.

È il minimo per non fare quelli che sono fiscali sulla difesa della propria salute e temerari con la salute degli altri:per fare solo soldi.

Il dovete è figlio della paura.

3/4/8 E’ iniziato il semestre al calor bianco,ma tanto la politica non rischia le vacanze…

E iniziato il 3 agosto il famoso semestre bianco previsto dall’ articolo 8 della Costituzione nel quale il presidente della Repubblica non può sciogliere le camere.

Un cittadino normale si dice ” bene adesso i partiti cominceranno a governare pensando al bene pubblico”.

E’ esattamente il contrario.

Da oggi la litigiosità permanente e faziosa,che nulla c’entra con la presunta dialettica democratica,infestera’ le cronache fino a quando se ne andranno tutti in vacanza,finalmente.

Sarà una rincorsa a chi le sparerà più grosse in una campagna elettorale che comincerà con le amministrative di ottobre e la elezione del presidente della Repubblica,per poi concludersi con le politiche del 2023.

Pandemia o non pandemia permettendo.

Perché un giorno  si dice che abbiamo una ripresa del Pil superiore a quello della Germania,che la manifattura va alla grande, che il green pass ci salverà.

Che il turismo va bene e la riforma Cartabia si presenta come una svolta europeista sulla giustizia.(?)

Come siti dell’UNESCO per l’arte,le bellezze naturali,il paesaggio siamo i primi al mondo.

Il medagliere olimpico è di tutto rispetto,con due ori prestigiosi e storici nell’atletica,siamo campioni d’Europa nel calcio…

Un altro giorno,invece,siamo alla perenne crisi sanitaria e sociale e siamo da vergogna internazionale per tutte ciò che chiamiamo normalità del vivere civile.

Incendi dolosi in mezza Italia,una vera e propria eccellenza  nell’accettazione compatta delle disuguaglianze,nella modesta avversione verso una giustizia classista e una scuola che sbanda,nella timida reazione generale verso i licenziamenti,nella nullità degli interventi per i più sofferenti socialmente,in tutte le circostanze…

Egoismo generale ed egotismo della classe dirigente:se così va il mondo, perché l’Italia dovrebbe essere diversa?

Gli ultimi dati,ad esempio, anche se ci dicono che craxianamente la nave va, nulla dicono sulla tassazione dei grandi patrimoni,dei diritti degli  emigrati come ius soli e culturae,e del fatto che siamo terzi in classifica in Europa per disoccupazione dopo Grecia e Spagna, e rimaniamo allegri nell’evasione fiscale.

Mentre ci facciamo prestare i Canadair dai francesi per spegnere i roghi in Sardegna non sembra che abbiamo rinunciato agli F15.

Però non fosse per il Covid sarebbe un mondo perfetto,il migliore dei mondi possibili.

Così da Milano Marittima la Lega di lotta spara contro PD e 5 stelle sotto lo ombrellone,si oppone al green pass,ma poi come a poker o passa al voto di fiducia oppure dice ,”parol” per Fdi.

Poi partiti di governo e opposizione fanno due conti,meglio sparare a salve,aspettare i soldi del Recovery,e tenere d’occhio la pandemia, guardare i sondaggi: i disgraziati senza santi in Paradiso possono aspettare.

Perché una cosa è certa,il sogno collettivo  nascosto di quelli che contano è che chi sta in alto rimanga in alto, e chi è in basso rimanga in basso.

Quelli di mezzo continuino a consumare …..almeno fino a settembre.

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