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La Storia sono Loro

– storia e storie della democrazia –

Gli anziani, ( meno abbienti), sono una minaccia alla zona più sensibile del sistema: gli utili

Adesso che siamo alle soglie della Fase due, iniziano a uscire alla luce del sole le stragi di anziani lasciati soli a morire in casa, oppure nelle case di riposo.

A Milano al Pio Albergo Trivulzio, dove iniziò la Tangentopoli del” mariuolo” Mario Chiesa un’infermiera ha dichiarato che lì dentro, alla Baggina, come dicono i milanesi, era un inferno.

Anche qui non si può generalizzare, ma gli anziani, si sa,non producono ricchezza, dipendono dall’istituto della previdenza sociale, in termini darwiniani sono elementi che ostacolano il futuro, perchè per loro comunque il futuro è un tempo relativo ed esiguo della loro esistenza.

Ma anche qui, mi sembra, che gli anziani lasciati alla mercè del virus non fossero in grado di assolvere alla deliziosa condizione dell’essere anziani in prosperità oltre che in salute: molto di loro, oltre ad affidarsi alla speranza di un Dio benevolo, erano costretti ad affidarsi più che alle istituzioni alla carità cristiana e al volontariato.

Così mentre il papa, pure lui OVER, sollecitava a occuparsi dei più derelitti,si assisteva alla vulgata del” tanto sono anziani, con patologie pregresse, prima o poi dovevano morire, no?”

Altro che solidarietà senza se e senza ma.

Anziani, cioè scusate ” vecchi poco abbienti”,clochard, detenuti, immigrati, poveri in canna aspettano qualcuno che si faccia vivo per dare loro un po’ di sollievo.

Anche nella efficientissima Lombardia (?) dove nel bergamasco il numero dei morti sembra sia stato occultato.

Matteo Salvini che voleva riaprire tutto in tempi molto sospetti ora vuol riaprire le chiese per Pasqua in un’orgia di istrionismo mistico che ricorda più i mercati del tempo, che i mercanti nel tempio.

I due Matteo, Salvini e Renzi, non avevano da gettare la maschera.

La loro fretta di riaprire tutto, a dispetto di tutto, è stata ed è una scemenza da sepolcri imbiancati.

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Milioni di persone lavorano in nero,sotto il ricatto di mafiosi e caporali:la bomba sociale è funzionale al sistema Italia

Tutti siamo pronti da anni a denunciare l’ipocrisia generalizzata.

Soprattutto quella della politica, intesa in senso sostanzialmente partitico.

La società civile,però, lo abbiamo imparato, non è che lo specchio del Palazzo.

L’impotenza delle istituzioni democratiche a sovvertire quello che dall’Unità d’Italia è l’essenza del way of life italiano: disoccupazione, lavoro nero, lavoro precario, povertà diffusa, capitali portati all’estero… e vai con l’Inno di Mameli ,rimbalza nell’emergenza del virus.

Ora improvvisamente alcuni sedicenti liberali di destra e di sinistra, intellettuali improvvisati specializzati in tuttologia, scoprono che bisogna intervenire in modo ” strutturale” sui fenomeni sopraelencati, vera piaga sociale dell’Italia che non ha riscontri nei paesi fondatori dell’Europa.

Ho sentito in Tv un’ intervista del sindaco Orlando di Palermo che ha denunciato come il lavoro nero diventerà la miniera per il ricatto mafioso, per il pizzo, per lo sfruttamento selvaggio di chi lavora ancora con le braccia ( sono proletari, non ceto medio con il tablet a casa..)

E’ la riscoperta dell’acqua calda.

Il virus ha fatto cadere il velo d’ipocrisia sotto il quale si è nascosta sia l’arte di arrangiarsi italiana, sia l’arte di far sembrare lo sfruttamento una generosa regalia dei vari potentati: se non ci pensa lo stato ci pensa la mafia del sud, ma pure del nord.

Dicunt che bisogna far emergere il sommerso.

Pietose bugie; il lavoro nero e sommerso è funzionale a tener bassi i salari, a incrementare i profitti di quella che si può chiamare una borghesia criminale.

E gli immigrati dei campi, i dannati della terra che infettavano solo con la loro presenza la razza ariana italo- idiota ora mancheranno alla filiera alimentare: dove li trovi dei disperati che lavorano per pochi euro al giorno come schiavi?

Ne troverai sempre di più.

E poi riguardo al rapporto lavoro e povertà una considerazione va fatta.

Il vituperato reddito di cittadinanza, quello dei fannulloni sul divano, quello che, sembra, abbia tolto due milioni e mezzo di persone dalla povertà, oggi è richiesto a gran voce proprio dai borghesi del mondo di mezzo. ( neoliberismo pagato dallo stato).

Quelli che a fronte di miliardi portati in paradisi fiscali, oggi si sentono in prima linea nell’emergenza economica sono la faccia feroce del capitalismo italiano.

L’esercito delle partite Iva, finte naturalmente perchè non si vogliono pagare i contributi da parte dei padroncini,la pletora di chi ha intrapreso con sacrifici un’attività, pagando le tasse, oggi è in rovina: l’onestà in Italia è cosa da fessi, la virtù è lasciata alla retorica delle balconate tricolori.

Chi pensa ad un riscatto del Belpaese di fronte ai 13.000 morti da virus, forse chiede la luna nel pozzo,canta ” l’isola che non c’è” con la speranza che nessuno la sogni mai.

Oppure sono uomini dalla fede forte, sincera, autentica.

Dietro la maschera di Pulcinella c’è un paese diviso, stanco, infettato dall’eterna corruzione che dovrà riaprire i conti con la propria recente storia.

E’ chiaro che saranno lacrime e sangue, non so per quanti anni.

Ma non per tutti: l’eterno ritorno della lotta di classe diventerà il bellum omnia contra omnes.

Perchè non solo non siamo sulla stessa barca, ma il lavoro nero e sottopagato dei contributi non versati e l’economia sommersa rimangono una struttura del sistema Italia: di un capitalismo che si finge con le pezze sul sedere quando c’è da dare, e pure da prendere.

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” Non basterà un migliaio di anni a purificare la Germania dalle sue colpe” Hans Frank- Governatore nazista della Polonia

Hans Frank tedesco, governatore della Polonia, intellettuale, avvocato,nazista, sterminatore di ebrei nella Polonia annessa al Terzo Reich dopo il 1939, fu condannato per crimini contro l’umanità nel processo di Norimberga: fu impiccato il 16 maggio 1946.

I governanti tedeschi, dopo 80 anni , dovrebbero far tesoro delle parole di Hans Frank.

Soprattutto oggi che occorre una politica di solidarietà europeista contro il virus.

Perchè si sono dimenticati pure che il debito della Germania dopo il 1945 era di 29,7 miliardi di marchi di allora.

La Germania, che mai avrebbe potuto pagare simile debito, nel 1953 fu aiutata sia dagli Stati Uniti, ( la guerra fredda cancellò non solo il debito, ma anche i crimini nazisti, non fosse stato per il Mossad anche Eichmann sarebbe morto nel suo letto..), ma anche da Italia,Francia, Spagna, Belgio che consentirono che il debito pubblico fosse dimezzato.

I tedeschi hanno la memoria corta: negli anni trenta Hitler fece credere che la sconfitta del 1918 fosse opera del sabotaggio di ebrei e comunisti.

Nell’ultimo dopo guerra revisionisti come il prof.Ernst Nolte, che ebbi la sciagura di intervistare, sosteneva che in fondo il Terzo Reich non era stato altro che il il tentativo di realizzare il sogno di Federico il Grande.

Non voglio scendere ai luoghi comuni del nazionalismo più superficiale, per cui se gli italiani hanno nel dna la mafia, i tedeschi hanno nel dna il nazismo, sarebbe troppo semplice concedere all’egoismo teutonico simile banale spiegazione.

E sarebbe troppo comodo per i tedeschi ovviare alla storia dell’homo homini nazi.

In realtà anche Angela Merkel deve però fare i conti con una cultura che vive su due postulati:

  1. “l’incredibile ubbidienza cadaverica” della popolazione ( Kadaverische Gehorsamkeit), tipica del Reich tedesco:
  2. la “dolce acquiescenza” (Fùgsamkeit) che permise ai tedeschi di trovare giusto e scontato il massacro di milioni di ebrei, slavi, comunisti, zingari, omosessuali,portatori di handicap ecc./ cfr, Antonio Frescaroli ,La Gestapo

Però, ad essere obiettivi, dopo l’intervista di Conte alla Tv tedesca con l’appello del presidente italiano all’unità europea pena la sua frantumazione, anche i rigoristi teutonici e olandesi sembrano voler optare per un timide ripensamento.

In ballo infatti non ci sono solo gli eurobond, ma la sicurezza nazionale dei singoli paesi democratici che subiranno una crisi economica foriera proprio di nazismi e fascismi.

Questo vale anche per gli italiani brava ggente che guardano a un Orbam come a un modello di democrazia illiberale.

La volontà di potenza della Germania, però, ha sempre portato sciagure all’umanità nel secolo scorso, e il disprezzo verso i mandolini, spaghetti e mafia è arrivato fino alla semifinale dei Mondiali persa nel 2006 a Dormunt

Cfr, Gennaro Gattuso, intervista sui Mondiali 2006

D’altronde hanno inventato il fascismo biologico e l’inferno del nazismo che non hanno eguali per sadismo e crudeltà nella storia del genere umano e animale.

Guai però a generalizzare, in Germania, ad esempio, esiste una sinistra coi fiocchi, antifascista, antinazista, aperta all’Europa.

Speriamo che la signora Merkel ricordi che passa le vacanze in Toscana e che la Grecia,l’Italia, il Portogallo, la Spagna non sono terreno da lebensraum.

Tutto il mondo è paese, non Terzo Reich.

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Filosofia da salotto:” questo tempo è provvidenziale per imparare”, se non ti sei ammalato o hai perso qualcuno,si aggiunga..

C’ è sempre da imparare nella vita, anche ad ammalarsi per un male che non conoscevi.

Ma qui il virus viene trattato molte volte in senso futurista e marinettiano: quello della” guerra sola igiene del mondo”.

E’ vero che un paese e un popolo o anche un individuo se superano la prova della guerra, del virus, della malattia diventano più forti, ma che ci volesse una prova come questa per pensare alla presunzione spocchiosa del generone umano non era necessario.

Ho letto che anche Silvio B. sente l’isolamento, lui che aveva promesso la sconfitta del cancro e lunga vita per tutti fino a 120 anni: dalla villa di Arcore è comunque arrivata la beneficenza dell’Uomo della provvidenza.

Eppure anche se il papa ha denunciato l’ottimismo positivista,il sentirsi superuomini perchè il progresso veniva considerato illimitato, il consumare il superfluo per permettere a tutti di mangiare il necessario, ( quella “carogna” di Marx avrebbe scritto di divisione internazionale del lavoro) si ha l’impressione, non tanto nascosta, che non si veda l’ora di tornare alla normalità del prima.

Il mondo finirà, ma il capitalismo rimarrà: è questa la certezza che accompagna lo “spezzo ma non mi piego” dei maggiorenti, che predicano il nulla sarà come prima, intendendo che il peggio deve arrivare per i soliti disgraziati.

Non si migliora in questa occasione come sostengono alcuni guru del pensiero da salotto: i razzisti convivono con i volontari del mare e di sempre,l’egoismo della Germania è noto a tutti, l’Olanda, dice Prodi, a chi venderà i propri fiori?

Tutto era lì, bastava vederlo,affrontarlo, prendersi la responsabilità di sbagliare,affrontare le contraddizioni del tempo storico con umiltà e politeia aristotelica.

Da anni, si diceva, il paese non cresce, siamo al collasso, i poveri aumentano.

Quindi il giorno dopo sui media si ricordava / ricorda che l’Italia ha un risparmio privato più grande del debito pubblico, che siamo ancora campioni nel trovare paradisi fiscali, che il reddito di cittadinanza era solo un elemosina per chi sta sul divano.

Gli anziani morti in solitudine,gli oltre 10.000 morti non chiedono giustizia.

Ma religioso rispetto, soprattutto evitando di considerare il pensiero unico della facile retorica e della menzogna costruita la resurrezione del “Dio è morto”.

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C19. “All’ombra de’ cipressi e dentro l’urne”… la produzione di armi continua e il profitto non piange

La notizia è di ieri, quindi è vecchia al tempo del social virus.

Il Manifesto rammentava che in tutti i discorsi sul bisogno di fermare la produzione non necessaria per salvaguardare la salute degli operai, quella delle armi non è stata manco presa in considerazione.

Non faccio l’estremista, ( anche perchè a parole in questi giorni tutti dicono di voler cambiare il mondo) ma mi permetto osservazioni semplici.

Quando si parla della necessità di rivedere tutto il sistema di produzione capitalistico, messo in crisi dal virus ,ci sarà anche una buona e lodevole intenzione, che basta e avanza per lastricare le strade dell’Inferno dell’ipocrisia.

Non si chiedeva nulla al governo che non fosse una normativa chiara che salvaguardasse la salute in primis dei lavoratoti, e poi consentisse di mandare avanti il mondo così come appare.

Quello che è, lo sanno solo gli dei.

Per continuare ad elencare obiettivi strategici come ” un nuovo modello di sviluppo” si dovrebbe, tatticamente, includere una riflessione sulla produzione di armi che non penso aiutino la solidarietà umana.

Se produrre caschi per respirare e mascherine per i medici è prioritario, gli F 35 possono aspettare, così come in genere c’è tempo per confezionare armi distruttive per una storia che non ha bisogno di guerre stellari, la vera guerra infatti è la bulimia di profitti.

Visto che la razza padrona universale dichiara di essere in prima fila per la madre di tutte le battaglie; quella contro il Covid 19, una sospensione fino al 3 aprile della “filiera armata” sarebbe stato un buon segnale in Italia e anche nel resto del mondo,visto che per esportazione di armi l’italia è solo al decimo posto.

D’altronde è stato proprio l’Onu ad auspicare il cessate il fuoco nelle aree di crisi.

Dai sindacati sulla questione manco una parola ufficiale, ma manco una parola sull’Ilva di Taranto, sul proletariato nelle carceri ( compreso il personale) e via dicendo.

E’ bello dire prima l’uomo poi il profitto, ma poi bisogna almeno avere il coraggio di dirla tutta la storia.

E invece sono i soliti pacifisti di sinistra e cattolici ad aver denunciato il rebus.

Ps. Mi sono letto oggi le 97 attività che vengono reputate essenziali per il bene della nazione e in effetti le fabbriche d’armi non ci sono..Quindi secondo normativa vigente queste dovrebbero sospendere la manifattura, come chiesto anche direttamente dai lavoratori…

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C19 -La “strana guerra”: dalla dittatura dei consumi al consumo di dittatura….

“Guerra fasulla” era chiamata la guerra che Francia e Inghilterra dichiararano alla Germania nazista il 3 settembre del 1943.

” Fasulla” perchè francesi e inglesi si guardarono bene dall’attaccare la Germania per difendere la Polonia, si limitarono a lanciare volantini sulle città tedesche, mentre gli ebrei in Polonia venivano massacrati.

Il” siamo in guerra” vale per chi è in contatto con la morte e la malattia, per chi sciopera contro il profitto “senza se e senza ma” di Confindustria, non per chi ha pura di morire di noia, o ingrassare perchè deve rimanere a casa.

Nelle guerre si muore di bombe, di malattia, di fame, di sete,di solitudine da Via Crucis.

La mia generazione ha vissuto dei racconti dei genitori che, se non erano abbienti e chiusi in casa, dovevano uscire per portare a casa pagnotte di segatura.

Oggi bene o male al supermarket trovi di tutto,con il telefonino puoi sapere come stanno i tuoi: viviamo tutti, eroi e mascalzoni, pavidi e coraggiosi in un baraccone che deve stare in piedi per necessità.

L’enfasi auto celebrativa l’identità di popolo pronto a tutto per la salute, il partito del senno di poi del “dovevamo prevederlo”, urta contro l’onestà intellettuale di chi conduce una vita ” normale”, della coscienza normale,dei problemi normali :di chi accetta di fare il proprio dovere a scapito di alcuni diritti costituzionali negati. (a tempo, si spera).

La dittatura dei consumi, infatti, era invocata dal mondo intero come accesso alla globalizzazione dei desideri.

La pandemia ha messo tutti in riga, anche se lacrime, sudore e sangue saranno la bandiera assegnata ai più disgraziati.

I buffoni che dividevano i migranti in chi aveva il diritto di vivere e chi per forza doveva morire, oggi vogliono partecipare alla democrazia che denigravano come buonista.

Tutti dobbiamo navigare a vista.

I virologi devono aver il tempo di conoscere il virus,il governo fa il golpe contro i runner e i furbetti del Koronavirus: dispensare pillole di saggezza da case miliardarie è il passatempo di chi vuol diventare il più ricco del camposanto.

I parassiti del pensiero,quelli a cui piace il consenso estemporaneo della superficialità, sono tantissimi sia a destra che a sinistra.

E’ la democrazia bellezza, e fermate il mondo voglio scendere, significa che andava bene così.

Altro che rivoluzione, bisognerà evitare l’inevitabile controrivoluzione nazionalsocialista.

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C.19 La lotta per il diritto alla salute è doverosa attenzione per tutti:"l'uomo è ciò che produce, non ciò che mangia"…..

Finalmente la retorica si infrange contro il muro dei 5.000 morti, contro la pandemia, contro le inevitabili confusioni di un periodo tragico per tutti.

Quel resto a casa, virtuoso, ma non certo eroico, sbandierato da artisti,palastilisti, sportivi andava bene per chi non era costretto a uscire di casa per lavoro, per chi ha bisogno di andare mangiare ( nelle mense dei poveri), non al supermarket, per quelli che la casa non ce l’hanno, per i detenuti che non possono uscire anche con minime pene perchè senza fissa dimora; una casa dove scontare la pena domiciliare.

Per noi Inferno, per loro Paradiso.

Il ducismo del governatore della regione Puglia che disse che andava a prendere uno per uno quelli che erano venuti dal nord era dettato dalla paura e dalla visione corporativa di un regionalismo impotente ( l’Ilva è aperta contro il Coronavirus o contro il cancro?)

D’altronde tutti i governatori fanno la stessa cosa: siamo tutti italiani, ma prima siamo lombardi, piemontesi, liguri, siciliani……

Poi ci sono le sviolinate dei poeti da trincea che stanno in salotto: queste le lascio alla lacrima sul viso di chi sa leggere e scrivere.

I sindacati hanno riscoperto che prima viene l’uomo poi il profitto, dopo aver monetizzato tutto lo sfruttamento possibile: l’uomo è ciò che produce, non ciò che mangia, diceva Marx , ma questo era da vetero marxisti rincoglioniti.

La tragedia, quando ci sono di mezzo i morti non è solo un dramma, che ha colpito l’Italia e mezzo mondo non ha bisogno di dire quasi più nulla, si deve dare senza ricevere se si vuol essere solidali davvero.

E allora io resto a casa, ma non dimentico mai chi si va a infettare perchè la baracca funzioni in tutti i sensi.

Mi sembra il minimo sindacale, di cui non c’è da vantarsi per rispetto a chi è morto senza manco un funerale.

Si è speculato sui terremoti, sulle disgrazie della guerra alle porte, si sono insultati quelli che scappavano e scappano dalla guerra, a Lesbo migliaia di persone vivono fra topi e miserie da medioevo: per loro la BCE potrà far ben poco.

Tanto come scriveva Heidegger solo un Dio ci può salvare.

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