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La Storia sono Loro

– storia e storie della democrazia –

Autore

Pierluigi Raccagni

prof. di filosofia e storia a Milano al Vittorio Veneto, al Liceo artistico Brera, pubblicista su Corriere della Sera ( scuola), Lotta continua, Re Nudo,testate straniere,autore dispense università filosofia antica e moderna, autore romanzi storici su anni settanta ecc. Volontario carcere s. Vittore...

Habemus decretum: nuova pacchia o un nuovo pacco? Ce lo dirà il Silvio…

Finalmente fumata bianca per il decretone che salverà gli “itagliani” dalla perfida Europa, dai “negri” e dagli “assassini comunisti”.

Quota 100 per le pensioni e reddito di cittadinanza sono un colpo propagandistico mica da ridere comunque.

La disillusione che tanto non cambierà nulla, che siamo in Italia, che nascerà l’esercito dei furbetti che lavoreranno in nero, che i fruitori della quota 100 saranno una minoranza sono considerazioni più che legittime, ma hanno poco a che fare con la politica.

Er popolo, di fatto, fregato  dalla crisi perenne ha patito l’innalzamento della pensione : ora avrà la possibilità di scegliere se andare con i nuovi requisiti ( 62 + 38), senza detrazioni, ( con il contributivo se versi meno prendi meno).

Col il reddito qualcuno in povertà magari prenderà una boccata d’ossigeno, sempre che stia dentro gli stretti paletti della povertà-

Certo che da punto di vista economico non è che la cosa marci bene: il debito pubblico non   è stato toccato, le previsioni di crescita sono in stagnazione,la disoccupazione non è che troverà il suo ridimensionamento in tempi brevi.

Cerco di fare l’avvocato del diavolo, cerco di capire, per quello che posso capire,come i due provvedimenti, manovrati a sapienza  dai social e dai media potrebbero funzionare per mantenere alto il consenso del governo.

Che il reddito sia un regalo al Sud è un giudizio superficiale: il 53%  andrà al Sud il 47% al nord sottolineando ancora  una volta lo squilibrio che c’è sempre stato fra sudisti e nordisti dall’Unità d’Italia in poi.

Quello che non funzionerà a livello amministrativo ( centri per l’impiego, incrocio dei dati sulla vera povertà,mancanza di ricambio di lavoro nonostante lo sperato turn – over per gli statali ),ci accompagnerà almeno fino alla campagna elettorale delle Europee-

Qui,nella versione dell’Uomo ridicolo, si presenterà Silvio B.che ha dichiarato che si sente responsabile del futuro del mondo ( Cina compresa), perchè senza il suo illuminante pensiero il mondo non va avanti,( beato lui, che si ubriaca solo di egocentrismo).

Come si noterà la vera questione economica, lo sfruttamento allo sfinimento di proletari italiani, europei, extraeuropei,non è manco in discussione, gli investimenti sono stati accantonati in attesa della prossima legislatura.

Ma questo è un problema di quasi tutti i governi  d’Europa a corto di idee, se non quelle di far quadrare i conti fra welfare  e sviluppo economico. esaltando il problema emigrazione e rinnegando quello che di buono aveva partorito la gloriosa storia del movimento operaio: giustizia sociale, rispetto per gli ultimi,rifiuto del razzismo quale crimine verso l’umanità.

Come scritto varie volte se entrerà in tasca degli ITAGLIANI qualche spicciolo, gli africani potranno morire in mare consapevoli che la pacchia è finita.

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Le élite che si piangono addosso hanno fatto del post ideologico l’ideologia della fine della lotta di classe per il progresso

Anche Alessandro Baricco su Repubblica ha fatto mea culpa verso il popolo.

In pratica il bravissimo e raffinato scrittore ha riconosciuto che le élite, borghesia materiale e intellettuale in genere, e quelli che “hanno almeno 500 libri in casa”,non sono più ascoltate dal popolo.

Il quale si ribella,  è frustrato, vuole governarsi da solo, non vuole più rappresentanti,  vuole la democrazia diretta,  non si fida più dei partiti.ecc,

Il fenomeno del disfacimento morale e storico della classe dirigente europea e statunitense, è stato affrontato in Italia, tra gli altri, anche da Ernesto Galli della Loggia,da vari scrittori intellettuali liberali e post marxisti, come Federico Rampini, ad esempio,

Dagli Stati Uniti della sconfitta del clintonismo, all’Europa derelitta anche del merkelismo, dal renzismo mandato in soffitta, al macronismo bruciato dai gilet gialli, dalla Brexit alle contorsioni populiste ,è evidente che il popolo, la” ggnte” di funariana memoria ha preso un’altra strada.

E ora dicono, le èlite in disgrazia di consenso, è arrivata la resa dei conti con una massa sterminata di tagliati fuori, di muovi diseredati, di spiazzati da quella crisi del 2008 che mai si è risolta.

Anzi la CRISI  ha cambiato il mondo, le nostre esistenze sono vuote, prive di sogni ( termine abusato da una retorica da incubo), la società competitiva butta via i singoli poveri di cultura; l’angoscia si affaccia anche dalle parti della borghesia colta, soprattutto quella che ha creduto che dopo il socialismo reale avrebbe trionfato il capitalismo dal volto umano.

Chi in questi venti anni ha cercato di resistere all’ineguaglianza sociale, alla prevaricazione del capitalismo liberato dalla classe operaia,alla nuova ondata di saccheggio delle risorse naturali, al razzismo di pelle e di genere, è stato così consegnato alla storia del vecchio secolo,del vizio ideologico, del residuato ante muro di Berlino.

Baricco, Gallli della Loggia,ad esempio,  negano che  il malessere generalizzato sia oggi ostaggio del ritorno del fascismo.

E qui sta l’errore di chi non vuole vedere che l’anticomunismo di sempre ha finito per travolgere non solo la socialdemocrazia, ma lo stesso liberalismo e le stesse istituzioni intermedie della democrazia.

Il post ideologico è diventato così l’ideologia della fine della lotta per la dignità e il progresso umano.

E la sinistra ufficiale, in questi giorni, ha liquidato l’esperienza di lotta a sinistra del Pci trincerandosi dietro la faccia di Cesare Battisti.

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Il caso “dell’assassino comunista” Battisti ripropone la tragedia della guerra civile degli Anni Settanta,( solo i parenti delle vittime hanno diritto di parola)…

Il ministro degli Interni gongola. Cesare battisti è atterrato a Ciampino:una vittoria per gli “italiani (?) il regalo del fascista Bolsonaro, Presidente del Brasile.

Preso in Bolivia, ora l’ergastolano condannato in contumacia per quattro delitti, sarà messo in isolamento per 6 mesi. Quindi marcirà nelle galere, dixit il Felpa.

Cesare Battisti  si è sempre professato comunista: iscritto alla Fgci, poi entrato nel magma del movimento  dell’autonomia operaia, sempre dentro e fuori dalle galere per vari reati contro la proprietà, è salito alla ribalta del terrorismo ( o lotta armata) dopo l’omicidio Torregiani, ( che ha solo ideato).

A suo carico altri tre delitti, ma non era un delinquente comune che ha trovato nell’ideologia un vestito per uccidere.

Per Salvini,  è un colpo insperato di fortuna,lo metterà all’incasso alle elezioni prossime.

Entrare nel merito di tutto ciò che ha comportato la vicenda è non solo presuntuoso, ma irrispettoso delle vittime,comunque per la cronaca Battisti ha sempre dichiarato di non aver ucciso materialmente nessuno.

E’ facile dire che era un delinquente comune, evita di chiedersi  il perchè quella guerra civile  arruolò in quegli anni circa 30 mila giovani di estrema sinistra.

Troppo per uno stato di diritto che ha nascosto fisiologicamente le stragi di stato fasciste..

In quegli anni ci fu in Italia il più grande movimento rivoluzionario d’Europa perchè le istituzioni nate dalla Resistenza subirono l’attacco dello stragismo nazi fascista sotto il controllo degli Usa nell’ambito della guerra fredda.

Il nipote dell’agente Ciotta ha parlato di bisogno di pacificazione con verità storica.

Ha ragione, è una vita che lo aspettiamo.

Ma la verità storica, per i media di oggi, è solo una insulsa risciacquatura di luoghi comuni che mira a colpire chi, sbagliando, voleva più che una rivoluzione una giustizia sociale contro una parte dello stato e della classe dirigente che dichiarandosi democratici, proteggevano i mafiosi, i fascisti, gli stragisti ( il fratello del presidente della Repubblica fu ucciso dall’accordo fra mafia e neri).

L’anticomunismo fa da collante anche oggi,finalmente il paese diviso su tutto ritrova il senso di appartenenza allo stato di diritto: sbatti il mostro in prima pagina, che è pure antipatico e arrogante e avrai trovato il senso di giustizia.

Questo se non giustifica chi scelse la strada della lotta armata,  non giustifica nemmeno la gioia dei post fascisti ora diventati  razzisti nazionalisti.

Cesare Battisti,  a quanto risulta, era stato abbandonato da tutti, non serviva più a niente,era un fastidio per chi lo ospitava.

Purtroppo il caso Battisti servirà all’estrema destra per vomitare odio su tutto il movimento degli anni settanta che si battè contro la reazione armata e golpista in Italia.Ma soprattutto sui comunisti che proteggono gli scafisti, e i terroristi in libertà, sono radical chic, ecc.

Guai ai vinti, come sempre.

Anche per Cesare Battisti la pacchia è finita. Quella dei fascisti in Italia non finirà mai.

Chiedetelo ai parenti delle vittime di omicidi fascisti: qui il post – ideologico non vale una cicca.

PS Nel caso  si è parlato di tortura ai militanti dei Pac perchè accusassero Battisti dei delitti che non aveva commesso. Per la verità storica sarebbe meglio saperlo.

 

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Profonda malinconia per Fabrizio De Andrè che cantava l’amore e la libertà per i disperati. Oggi sarebbe un “buonista”

L’11 gennaio del 1999 ci lasciava Fabrizio De Andrè, poeta e cantore della disperazione esistenziale per il dolore del vivere degli ultimi.

Era un uomo contro.

Oggi l’Italia incattivita e psicopatica che fa appello alle leggi dello stato in modo meccanico, superficiale e violento lo tratterebbe come un buonista patetico.

Alcune sere fa, ad esempio, Massimo Cacciari,ospite di Lilli Gruber, riferendosi al ministro della pubblica amministrazione Giulia Bongiorno,   ha gridato  che rispettare la legge dello stato quando questa viola i diritti umani è un vergogna.

Rincarando la dose ha aggiunto che una legge dello stato come quella che imponeva di mettere gli ebrei in campo di concentramento è giusto non rispettarla.

Poi ha concluso sostenendo che se lui fosse stato ancora sindaco avrebbe applicato la legge sul decreto sicurezza, ma nel contempo avrebbe fatto ricorso alla Consulta.

De Andrè, ne siamo sicuri,sarebbe stato coi migranti, con i disperati della terra, con le donne violentate  legalmente dalla prostituzione mafiosa, con chi si arrabatta per sopravvivere con la pelle nera, nel Paradiso degli ariani.

Sul decreto sicurezza, avrebbe parlato di scimmie del Quarto Reich:le leggi in Italia vengono disapplicate dagli stessi legislatori quando fa loro comodo da tempo immemorabile.

Ricordare alla pletora di “destri perbene “che trionfa il poco senso dello stato quando non viene applicato l’articolo della Costituzione che punisce l’apologia al fascismo, che vi sono migliaia di antisemiti in curva che inneggiano alla Shoa, che i grandi evasori fiscali sono inattaccabili , che la mafia sopravvive grazie ai codicilli e non ai codici,ecc ,non è difficile, è inutile.

E’ inutile perchè  la legge, per il miscuglio del perbenismo, non sta nella forza del diritto, ma nel diritto della forza.

Insomma la legge, piacerà poco all’universo degli anticomunisti,protegge la classe al potere, anche se questa classe è quel pasticcio interclassista generato dalla modernità.

Era questo uno dei temi di De Andrè, che inneggiava all’anarchia di chi vuol essere libero dagli stati padroni e oppressori.

 Nel caso del decreto sicurezza, poi, i diritti dell’uomo e del cittadino obbligano  eticamente  sindaci e amministratori a non applicare una norma che butta nell’illegalità anche chi non vive nell’illegalità.

Lo abbiamo detto tante volte, la lega e i fascisti nuovi fanno dell’odio verso la diversità la rassicurante ninna – nanna ad una società egoista,male – educata dalla psicologia violenta.

Sono la negazione del pensiero  di Fabrizio De Andrè e nostro.

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GILET( gialli) CON UNA ELLE;scusate l’ignorantata ( sic) Vedi titolo di oggi

Ultimissime, I Migranti sbarcheranno a Malta, grazie grazie PADRONE, e ora buttativi voi a mare NAZISTI di tutta Europa..

Sembra raggiunto l’accordo che prevede che i migranti sulla nave Sea W. sbarcheranno a Malta e poi saranno ridistribuiti in 8 paesi europei.

Salvini è furibondo, la diplomazia di Conte ha vinto. Ma la chiusura dei porti di Toninelli e Salvini e il decreto sicurezza sono da bruciare.

 

L’intolleranza verso l’ingiustizia è amore verso i più deboli,leggi, studia ecc

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La Ue salva le banche -rotte, il governo le curve,i gillet gialli; i migranti, però, devono patire il dolore del vivere. SIEG HEILL, con Rosario…

Chi continua a far finta di niente davanti a quello che sta succedendo nel nostro paese non dico che sia in malafede. Si avventura però nella buona fede dei nazionalsocialisti.

Di Maio che ha insultato il governo Renzi perchè aiutava i poteri forti, ( le banche), impoverendo il ceto medio, con l’operazione Carige mostra tutta la sua viscida e schizofrenica personalità ( era giusto salvare i risparmiatori prima lo è anche adesso).  Mentre Salvini ormai si è dichiarato per quello che è.

Così come molti nazisti erano stati iscritti al partito comunista negli anni trenta in Germania, ora i leghisti duri e pavidi svelano il vero volto del loro impegno sociale come nuove camicie brune.

Che è quello, tra l’altro, di flirtare con le curve, il partito armato del neo fascismo  a cui il nostro Duce felpato indirettamente ha regalato il suo appoggio sulla questione della violenza negli stadi. Atteggiamento accomodante,comprensivo: sa che lì, in curva, ci sono migliaia di voti per la Lega e per l’estrema destra.

Così come ha commentato l’aggressione di due giornalisti dell’Espresso alla commemorazione al Verano per i fatti di Acca Larentia nel 1978 ( ognuno seppellisca  i propri morti),con le rituali frasi fatte: “i violenti vadano in galera.”

Gli unici che pagano la manovra del cambiamento sulla propria pelle devono però essere i migranti, soprattutto di colore, a cui non viene concesso nemmeno il beneficio del dubbio.

Non basta sfuggire a guerre, torture, crisi economiche, carestie per essere considerati degni di aiuto,bisogna arrivare vicino all’assideramento, all’annientamento psichico, alla follia per interessare il nazional – salvinismo europeo.

Di Maio e Diba ( l’eroe dei due mondi, dal sole del Guatemala a quello delle nostre montagne), hanno indicato nei gillet gialli i loro gemelli di rivolta contro le istituzioni facendo capire l’eterno gioco del potere: manovrare rancore, rabbia, solitudine, frustrazione sperando di ricavarne  qualche spicciolo.

In altre parole la rivolta include anche anarchici e sinistra, ma esulta nel nome di Salvini ( rosso – bruni?).

La campagna elettorale, mai finita del tutto, è di nuovo iniziata, di qualche morto in mare in più o in meno non frega molto.

I penta-leghisti hanno dichiarato guerra civile alla comunità democratica e solidale, occhio che chi semina vento poi raccoglie tempesta.

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“Nel lungo periodo siamo tutti morti”, diceva J.M.Keynes; vale anche per il ministro dell’Interno e soci…

J. M. Keynes, grande economista, fu criticato perchè i suoi modelli economici di intervento dello stato nel Welfare, ( semplifico), erano troppo di lungo periodo.

Keynes ribaltò la disputa con la celebre frase sopracitata:l’unica cosa che ci accomuna, infatti,è che il tempo, oltre che portare la nascita, porta la morte proprio ai viventi.

Salvini, che in questi giorni pare più forte  sui Facebook che il Papa in piazza S. Pietro in fatto di comunicazione, e che ha fatto studi classici al Parini, più che Keynes dovrebbe ricordare il Talmud che recita che “chi salva una vita salva l’umanità intera”.

Il delirio di onnipotenza del ministro dell’Interno di fatto è un attentato alla civiltà italiana che ha sempre mostrato il suo lato migliore quando ha condiviso il poco che aveva con chi aveva meno.

Una tradizione fatta di valori e ideali ribaltata con l’enfasi della potenza del più forte contro il più debole, come la guerra con l’Etiopia di Mussolini nel ’36, come le leggi razziali del ’38,come tutte le liturgie del fascismo  e del nazismo.

Non è da solo il Felpa, nè il solo.A scordare che con con gentilezza e coraggio si può dare molto non era solo la matrigna di Cenerentola, infatti.

Anche nella Parigi che brucia quasi nessuno ha fatto riferimento al Macron di Ventimiglia, la paura di trovarsi alla pari con un altro uomo, ( magari di colore), sembra più forte dell’ineluttabile destino di andare, ora e in modo immanente. verso il nulla.

Questo governo, comunque, ha sconfessato pure la bellissima frase ” dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior”. Qui dal letame nasce solo letame.

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Il Duce ominicchio intimidisce i sindaci umanitari,i quaquaraquà plaudono alla linea dura:schifosamente ridicolo

E’ sempre lui, il Duce del terzo millennio in salsa italiota che dimostra tutta la falsità di cui è capace gente mediocre assetata di potere.

Forse non è nemmeno il caso di dare le perle ai porci, forse stiamo perdendo tempo a occuparci delle schifezze della cronaca in attesa che il tempo storico faccia giustizia del genocidio culturale e umano intrapresi dal governo.

Oppure è la semplice constatazione che non solo ribellarsi è giusto, ma che bisognerebbe portare Salvini davanti alla Consulta per quel decreto sicurezza che toglie protezione umanitaria ai soli disgraziati.

Siamo, ( io che scrivo e voi che leggete ), in attesa che i sindaci del Pd seguano l’esempio che è partito dal Regno delle due Sicilie ( Orlando, De Magistris), tanto disprezzato dall’ex padano Salvini, prima di fondare il nazional- fascismo delle nuova Lega.

Per ora la sinistra ha spolverato la bacheca della prudenza esibendo un approccio tecnico del problema, Nardella e Sala, Firenze e Milano hanno stemperato i toni auspicando un tavolo di consultazione con Salvini e Conte.

Un atto di coraggio da parte delle istituzioni comunali, comunque, metterebbe i penta-leghisti davanti ad un dilemma: far finta che non esista la Costituzione, appellarsi al presidente della Repubblica che ha firmato il Decreto, prendere in seria considerazione la revisione di una legge che togliendo la protezione umanitaria fa di ogni clandestino un paria, un disgraziato senza alcun diritto, se non quello di chiudersi in un centro in attesa di essere rimpatriato.

Non riesco a capire perchè quelli che amano fare gli scioperi della fame per la salvaguardia delle istituzioni, ( Giachetti in primis), non si siano legati fuori Montecitorio ad un palo della luce manifestando contro il Duce.

Intanto Di Maio parla di campagna elettorale, e sembra non dare importanza al fatto che 40 migranti stanno su una nave al gelo in attesa che i governi di 550.000 milioni di Europei facciano un atto di carità.

Ti faccio la carità, ti dono la vita anche se sei clandestino: dicono i governicchi degli ominicchi, con il plauso dei suini quaquaraquà.

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