Ricerca

La Storia sono Loro

– storia e storie della democrazia –

8.4.2017 Donald Trump, intenerito dai bimbi uccisi dal gas nervino,senza ok. dell’ Onu, vara l’operazione ” save the children” a colpi di missili contro Assad.Il fondamentalismo islamico non concede tregua a Stoccolma.Il”Politique d’abord” se ne frega dei bimbi morti, e pure dei bimbi vivi,( 2milioni di bambini siriani sono rifugiati).

Aveva ragione Pietro Nenni che, riprendendo lo scritto del nazionalista Maurras, nel 1930 sull’Avanti  spiegò che la ” politica innanzitutto” era la chiave della prassi storica al di là di considerazioni tecnico – economiche.

Donald Trump, che non credo conosca Pietro Nenni, in Siria sta agendo come tutti speravamo facesse Obama. Il consenso interno è più forte di qualsiasi considerazione esterna.

L’eterna crisi mediorientale, aperta dagli Usa con la guerra all’Irak nel 1991 e 2003,  dopo le Torri Gemelle, ritrova gli States.

I quali rientrano a pieno titolo nel ruolo di buoni gendarmi del mondo, tracciando, secondo stampa e pensiero politicamente corretti, una linea rossa  sul modo di uccidere consentito dalle leggi internazionali.

Con i missili da crociera c’è modo di rilanciare nel mondo l’immagine del Ranger dal cuore d’oro che, come J. Wayne in “Sentieri Selvaggi”,dopo aver salvato una giovane vita dalla furia indiana, ritorna, solo,alla sua missione umanitaria contro il resto del mondo cattivo e malvagio.

Prima gli americani, dunque, in tutti i sensi, politici, economici, e anche morali.

In Europa, Holland e la Merkel plaudono, Bruxelles e l’Italia fanno sì con la testa.

L’Arabia Saudita e la Turchia, che ne fanno di tutti i colori contro i curdi, si uniscono al coro del “Donald uno de noi”, l’Iran, ovviamente sta con Assad, contro gli yankee e Israele.

La Russia che aspira a ridiventare la grande madre Russia degli Zar, ha capito che il suo ruolo di superpotenza nello scacchiere deve essere condiviso con Trump.

Chi ci capisce non solo deve essere bravo, ma deve essere anche alquanto cattivo,  per affermare che i bambini uccisi c’entrano poco.

La politica, il potere, vincono su tutto, la rappresentazione del giusto e dell’ingiusto varia a seconda dei meridiani e paralleli,

Così  l’attentato di Stoccolma con il camion, che segue quelli di Londra, Nizza e Berlino   ci dice che il fondamentalismo islamico naviga nell’oro.

Non si può debellare solo con la repressione, come già si è visto in Libia, Iraq,Siria, Egitto, Turchia.

Non si può contrastare solo con il dialogo inter- religioso e l’internazionalismo umanitario degli uomini di buona volontà.

Perchè anche in questo caso vince l’autonomia della politica.

L’Isis fa comodo a se stessa, il sogno di un mondo pulito con il sangue degli infedeli, attira masse diseredate,   qualche  intellettuale raffinato e psicopatico dall’Europa, un gran massa di delinquenti che sequestrano ragazze per mercati sessuali.

Sono” nazisti che sbagliano”, vanno eliminati, nessuno lo mette in dubbio:

Ma lo sta già facendo Assad….

Le repressioni, sacrosante e legittime difese,  danno spazio però a intelligence e spioni di mezzo mondo che con le Costituzioni democratiche hanno qualche problema.

Gli Usa armarono Bin Laden contro l’Urss  e aiutarono Saddam contro Khomeini, mentre lasciavano massacrare contadini poveri in Guatemala e nel giardino di casa del Sud America.

Putin difende Assad, teme ceceni e musulmani dell’ex Unione Sovietica, e reprime il dissenso interno con modelli di stalinismo alla Coca Cola.

Il papa, diceva Stalin, non avendo divisioni armate conta poco.

Quell’uomo, despota comunista di rara crudeltà, la sapeva davvero lunga..

6.4.2017 Kamikaze& armi chimiche:non ci sono guerre pulite. Lo sa benissimo l’Occidente, che ha inventato le armi di distruzione di massa dei gas nella Prima guerra mondiale. Lo Ziklon B e la bomba atomica nella Seconda.Denunciare che i bambini muoiono nelle guerre e poi respingerli alle frontiere, è la Soluzione finale della civiltà della menzogna.

Ogni tanto la guerra “sporca” entra nelle case della pace terrificante dell’Occidente.

Ha ragione lo scrittore siriano Muhammad Dibo, che sul Corriere della sera ha denunciato che  è almeno da sei anni che Assad stermina il suo popolo, con il tacito consenso di America, Europa, Russia, senza che si intravveda una soluzione.

Lungi da noi improvvisarci esperti di politica internazionale, (i molti che parlano ripetono le stesse cose dal 1991, prima guerra del Golfo).

Ma affermare che nessuno abbia una soluzione a breve del conflitto è puro realismo e onestà intellettuale.

I bambini uccisi dai gas chimici fanno impressione ad un opinione pubblica da paesi ricchi, che pensa ai propri figli come fossero indenni all’infinito dalla sciagura della guerra.

Poi, naturalmente, quando si scopre che un traffico d’armi redditizio, che una geopolitica subordinata ancora all’ex colonialismo, vale di più di milioni di bambini maciullati dalle guerre, allora si ridiventa all’improvviso cultori dell’umanesimo cristiano del ” lasciate che i pargoli vengano a me”.

Fino a dopodomani.

Quando i bambini accompagnati dai genitori si trascineranno  vicino a qualche frontiera dove il filo spinato si accompagna ai dazi doganali, allora il ” Sinite parvulos venire a me” è già conteggiato tra le quote di accoglienza.

Fra le scartoffie burocratiche di qualche diplomazia è pronta una lista di Schindler che possa coniugare la continuità della razza umana con la bilancia dei pagamenti.

Inutile fare come Trump:dare la colpa ad Obama perchè non ha contrastato Assad.

Quando Obama intervenne in Libia fu attaccato da sinistra, quando cercò di limitare l’espansionismo coloniale nei territori palestinesi fu attaccato da destra, se non si muoveva era considerato un pavido, se si muoveva, il continuatore dell’imperialismo americano.

E poi secondo Assad, sarebbe stato l’Isis a bombardare un deposito di armi chimiche…

Da papa Francesco, alla radicale Emma Bonino e da varie associazioni umanitarie è da anni che si reclama un corridoio umanitario per evitare coinvolgimenti delle popolazioni civili nella guerra in Siria, Iraq e Libia.

Parole al vento.

Poi arrivano i kamikaze, quelli del ” Vento divino”, che in nome della religione, in nome dell’odio verso l’Occidente, si suicidano in modo consapevole nelle metropolitane di mezzo mondo.

Quando c’erano Usa e Urss, quando c’era la guerra fredda, le guerre proliferavano nell’ordine mondiale stabilito a Yalta.

I bambini vietnamiti uccisi dal napalm sono un ricordo di un mondo più equilibrato, quando con il telefonino non potevi trasmettere in diretta la morte

E’ questo il paradosso del suicidio della civiltà della tecnica e del capitalismo dal volto umano del ceto medio post – ideologico.

 

4.4.2017 I NAZIONALISMI HANNO SEMPRE PORTATO GUERRA:LE INTOLLERANZE SONO IL PANE QUOTIDIANO DEI NUOVI FASCISMI.

Una crisi di sistema, l’ha definita Massimo Cacciari, non a torto.

La crisi del Pd, non è drammatica in senso assoluto, anzi può essere foriera di novità a sinistra.
Ma, non si può negare, che la Destra, ideologicamente parlando, stia attraversando un momento magico, quale si era mai visto dal dopoguerra in poi.

Il trumpismo e le sua intolleranza alla democrazia liberale, il suo razzismo strisciante, il suo capitalismo autarchico, ha dato il via agli effetti imitativi nella quotidianità.

Il popolo della destra radicale in tutta Europa non vede l’ora di iniziare a menare le mani contro qualche immigrato, qualche comunista, qualche cattolico progressista,qualche emarginato di colore ecc.

Non è vittimismo: se si dovesse fare la conta delle nuove violenze tramite web, delle bastonature mediatiche, delle mazzate anche reali contro ” la diversità”, religiosa, razziale, sessuale,ne conteremmo a centinaia solo in Italia.

Quella orribile vicenda delle donne nomadi, chiuse in uno sgabuzzino di un supermercato di Follonica, riprese da uno dei dipendenti e messe in rete ha trovato ampi consensi sul web.

Mentre la direzione del supemercato aveva stigmatizzato l’episodio del sequestro di persona, non sono mancate adesioni fasciste  ai difensori della razza.

Il problema per i democratici, non è tanto quello di riscoprire un’antifascismo da anni settanta.

Ma è quello di rispondere colpo su colpo, culturalmente e nella prassi deomocratica, al ritorno della notte deila ragione, prima che diventi una nuova notte dei cristalli.

Il pericolo è ancora remoto, non è il caso di drammatizzare, già detto tante volte.

Ma la crisi ha prodotto un’ideologia di massa che cerca capri espiatori su cui scaraventare odio e rancore accumulato.

Quando si diffonde la paura del domani, quando si miete intolleranza anche verso le palme e le banane di piazza Duomo, è come se si dicesse che ” gli ebrei avvelenano i pozzi”,

Oppure si affermasse quello che Hitler disse al grande fisico Max Plank:” personalmente non ho niente contro gli ebrei, è che dove c’è un ebreo, c’è un comunista”..

Perchè, alla fine è sempre  lì,che si finisce.

Pure se i comunisti organizzati sono davvero una sparuta minoranza,oppure sono solo “sinceri democratici”, ( come si diceva una volta), la destra radicale teme che la democrazia nasconda l’ideologia marxista dell’uguaglianza, che oggi è  una bestemmia, retaggio del Secolo Breve.

E’ da anni che la militarizzazione delle curve ha i connotati del nazi- fascismo.

Dal “devi morire” dell’avversario in campo, qualcuno gioca e ride al “devi morire” delle razze bastarde e inferiori..

Chi semina vento, raccoglierà tempesta è slogan troppo abusato: ma affemare che l’antifascismo è una valore assoluto non è demagogico. E’ democratico.

 

 

 

 

 

1.4.2017 NOSTALGIA DELLA FILOSOFIA (2) “UNA MORTE E’ UNA TRAGEDIA, MILIONI DI MORTI UNA STATISTICA” ( frase attribuita a G. Stalin)

 

Giuseppe Stalin faceva paura anche ad Adolf Hitler, per questo milioni di proletari piansero al suo funerale.

Di statistiche se ne intendeva.

25 milioni i morti dell’Unione Sovietica, nella seconda guerra mondiale, ad opera dei nazi fascisti,  decine di milioni le vittime delle purghe, dei gulag, delle violenza nel periodo staliniano, contro oppositori di destra e di sinistra del socialismo in un solo paese.

Quando, però, parlava della morte, era di un cinismo e di un realismo sconcertanti.

Se guardiamo al ragazzo massacrato ad Alatri fuori dalla discoteca, oppure alla tragedia di Trento dove un padre ammazza i figli e si suicida per questioni finanziarie,la vita  ci sembra ridotta allo stato di barbarie.

Ma non è assolutamente vero, che oggi sia così, mentre ieri eravamo nel Paradiso dell’armonia terrena.

Le violenze sulle donne che sono pura barbarie ,come le violenze di 15 enni che seviziano un ragazzino di 11 anni, un secolo fa, ma anche meno, potevano anche essere la vita di tutti i giorni.

Il “sempre” del regno degli uomini è la violenza, non l’amore.

Il giorno prima di Alatri,però, gli americani hanno ammesso che i 200 morti a Mosul, nel bombardamento di un ospedale scambiato per un covo di terroristi, era opera loro.

E orrende carneficine, in nome della storia, avvengono da sempre in tutto il mondo e, come ricordava Giuseppe Stalin, finiscono solo tra l’elenco delle statistiche.

La violenza ” storica” è però vista con giustificazione finalistica, cioè come filosofia della storia.

I milioni di morti della prima guerra mondiale sono visti attraverso le lenti di un discorso storico che chiama, correttamente quella guerra, lotta fra nazioni e imperialismi.

La seconda guerra mondiale è vista, e giustamente, come il trionfo dell’antifascismo e della libertà.

La storia ha bisogno del sangue dei martiri, dei rivoluzionari, dei buoni diventati cattivi se hai perso e dei cattivi diventati buoni se hai vinto.O viceversa.

La morte del ragazzo di Alatri, invece, è quella morte da sabato sera, oppure da partita di calcio, che è considerata un normale effetto collaterale del nostro modo di fraintendere la vita.

La vogliamo allontanare perchè ci è troppo vicina, familiare, quasi compagna di strada di una vita regolata dallo spettacolo della violenza e della morte, dove i selfie si fanno anche a chi ha perso tutto e piange.

Stupri, violenze di gruppo, risse da stadio, insulti feroci fra vegani e carnivori, fra bianchi e neri, fra italiani e stranieri sono il pane quotidiano della democrazia del web.

Pretendiamo sempre che dietro il male ci sia un” perchè”,una verità.

Molte volte c’è solo malvagità, odio dell’altro: cose purtroppo che non si possono debellare del tutto.

Applicando la legge degli uomini e il conforto sincero per le vittime si ristabilisce almeno la civiltà degli uomini sulle bestie.

La coca in discoteca,i buttafuori che picchiano per un nonnulla,la logica del branco sono modi di essere che, se non c’è il morto, non interessano a nessuno.

L’omertà e la reticenza, poi, sono diventati modi per dire ” fatti i fatti tuoi e vivi tranquillo”.

Oggi che si può sapere in tempo reale tutto di tutti, è ovvio che non ci sia più nessuna certezza( cfr. E: SEVERINO E L’articolo sulla nulla).

 

” SONO CONTENTO DI ESSERE UN VECCHIO FASCISTA ANNI SETTANTA”, dixit Carminati al processo Mafia – Capitale.Tutto “normale” in una Repubblica dove l’antifascismo dovrebbe essere un valore fondante?

Massimo Carminati, milanese di nascita, romano di adozione, non ha bisogno di presentazioni.

Ex missino, ex Fuan, ex Avanguardia nazionale,ex Nar, ex legionario in Libano,  contro i palestinesi, raccomandato di ferro di una porcilaia antidemocratica, anticomunista, legato alla banda della Magliana,ha dichiarato di essere contento di essere un vecchio fascista durante il processo che lo vede sul banco degli imputati per Mafia – Capitale.

Carminati, che Fioravanti camerata dei Nar, descrisse come uno sempre pronto a sparare, uccidere, rapinare è stato il collante fra fascismo armato, malavita romana e istituzioni repubblicane deviate.

Se, mettiamo il caso, qualche ex BR dicesse di essere contento di essere un vecchio comunista, Libero, il Giornale,la Verità,con  Salvini,  Meloni e pletora fascistoide, direbbero che è uno scandalo che gente che ha ucciso e ammazzato abbia ancora il coraggio di rivendicare la propria storia..

In questo caso, invece, la cosa strana è che nessuno abbia pensato di denunciare Carminati   per apologia al fascismo, ( vedi legge Scelba), o per scarso senso del rispetto dei caduti antifascisti di quegli anni.

Le parole di Carminati fanno capire che l’Italia è ben lontana da una seria chiarificazione di quello che è accaduto nei tardi anni sessanta, settanta e inizio ottanta.

Così come fa comprendere che mentre per gli anni di piombo la galera è scattata per quelli della lotta armata, per le stragi ordite da fascisti, mafia, servizi deviati, Cia ( la Gladio di Cossiga), e altre amenità, si è preferito rimuovere il tutto.

Ci sono centinaia di libri, anche riconosciuti in sede accademico – storica, che ricostruiscono il percorso di connivenza fra una parte dello stato e i fascisti alla Carminati.

Si potrebbe dire che se qualcuno potesse parlare veramente verrebbe giù il palazzo.

Sì, il palazzo che può cadere per uno scandalo  Consip, per le nuove e quotidiane ” Mani Pulite”, per uno starnuto dei Cinque stelle, per una legge elettorale mal fatta, quando si parla di stragi, di anticomunismo militare, armato che colpiva pure i democratici, mette il sigillo alla verità storica.

Quella giudiziaria non è stata mai veramente applicata ai fascisti.

Il 18 marzo quando si è celebrato il ricordo di Fausto e Iaio ho ricordato che quelli che li hanno uccisi, sono fuori dalle patrie galere.

Colpevoli fascisti e para – nazisti in Italia non ce ne sono.

La pacificazione della guerra civile strisciante di quegli anni, quindi,è quasi impossibile.

Come allora non temere che anche i vecchi comunisti anni settanta, non continuino a esserlo fino a quando i fascisti non saranno smascherati e giudicati?

Non è una rissa fra reduci, fra vecchietti spaesati dalla mancanza di ideologie, si tratta di un minimo di verità storica.

Sorprende che ci siano poche reazioni alle dichiarazioni del servitore armato della reazione

La repubblica dei nostri padri, cara ai puristi della costituzione, è antifascista,ma  non è ancora anticomunista.

Fai te.

 

 

NOSTALGIA DELLA FILOSOFIA “VIVIAMO IN UN MONDO DOVE IL PROSSIMO E’ STATO MASSACRATO E LE LEGGI SONO STATE VIOLATE” ( E.SEVERINO)

Quando si legge E.Severino, 88 anni, uno dei maggiori filosofi italiani, si prova una grande e intima nostalgia della filosofia.
Non vuol dire essere d’accordo con il filosofo, significa addentrarsi in un mondo che non viene più riconosciuto come parte integrante l’essere umani.

L’economia politica, che ha soppiantato la ricerca filosofica, va per la maggiore, perchè riguarda la realtà, non le filosofie.

Il luogo comune è abnorme, ma è la pura constatazione  del modus vivendi del terzo millennio.

Perchè lo sguardo di Severino sul mondo, con la sua critica al nichilismo dell’Occidente per cui le cose ” nascono dal nulla per ritornare nel nulla”, è di drammatica attualità esistenziale.

L’esistenza di Dio, che pone un limite all’agire dell’uomo, dice il filosofo, è stata soppiantata dalla tecnica e dalla scienza, per cui non c’è più limite all’azione umana.

Il discorso è così complesso e lungo che trattarlo in un blog può sembrare un atto di  pura presunzione, ma il NULLA come unica possibilità del divenire, è oggi ben presente nella cultura dominante.

Dio è, forse, solo un retaggio consolatorio, e può darsi che sia anche una invenzione con la quale gli uomini chiamano l’eterno e l’immutabile, ma l’idea di una trascendenza conferisce l’illusione che la vita non sia solo divenire, e quindi nulla.

Il capitalismo, l’islam,il populismo, il comunismo sostiene il filosofo, sono in concorrenza fra loro perchè tutte queste forze vogliono mostrare una volontà di potenza che unifichi il mondo.

Il prossimo,  l’altro, però sono stati massacrati.

La vita unificante e partecipata è entrata in crisi proprio in Europa, che senza dubbio è vecchia, malata, ma è pur sempre l’origine del cristianesimo, del Rinascimento, dell’Illuminismo, della filosofia greca.

Se i filosofi continuano a interpretare il mondo senza cambiarlo, per dirla alla Marx, la miseria della filosofia può diventare una filosofia della miseria, aggiungo.

E mi permetto ancora di aggiungere che eliminare il tratto distintivo della filosofia, la sua violenza logica unita al suo amore per l’umanità, la sua infinita dialettica fra quello che l’uomo è e vorrebbe essere, è uno dei massacri culturali di cui l’uomo potrà pentirsi.

Le leggi che hanno regolato il nostro agire, il nostro essere per l’altro, la nostra donazione al senso dell’essere e del non essere sono purtroppo finite nella ” banalità del male”.

” Non si tratta di indicare ai popoli cosa devono fare, ma mostrare cosa sono destinati a volere” dice Severino.

 

 

 

“VIVA IL PAPA”, LO GRIDAVANO ANCHE i patrioti nel 1848,che lottavano per l’Unità d’Italia. Oggi lo grida anche la tribù di sinistra, senza patria, contro la globalizzazione.PAPA FRANCESCO A MILANO non è andato al quadrilatero della moda: lo aspettavano alle case popolari e a S.Vittore.A Roma, invece,dove per l’ adunata dei capi di stato per i sessant’anni dei trattati europei, sono previste 6 manifestazioni,il timore di incidenti e la paura del terrorismo sono prove di democrazia sostenibile.

LA NEGAZIONE DELLA LIBERTA’ DELL’ATTENTATO DI LONDRA stride con la buffonesca coscienza infelice di chi ha salvato i vitalizi e Minzolini. La degenerazione del Parlamento a consiglio d’amministrazione di interessi corporativi è una caricatura della democrazia.Siamo alla mercè di golpisti di mano.

L’attentato di Londra, cuore occidentale della democrazia, è una tragedia vera per l’Inghilterra, l’Europa e per chi ama la pace e la fratellanza fra i popoli.

Ma non è una novità, è una vicenda complessa, che riguarda l’estremismo fondamentalista islamico, ma non certo tutti i musulmani.

Ci ritorneremo con calma.

La novità è che mentre a Londra tornava il terrore dei nuovi kamikaze,  a Roma scoppiava la bagarre per i vitalizi, l’unica idea di valore che unisce il frantumato parlamento italiano.

Ci sarà un contributo di solidarietà sui vitalizi pregressi, quelli per cui  un parlamentare prendeva una barcata di soldi dopo 5 anni di  legislatura.

L’istituto che consente ad un parlamentare di poter usufruire della pensione dopo 4 anni, 6 mesi un giorno è stato salvato.

Il Pd, che continua a chiamare squadrismo quello dei cinque stelle, sta portando, insieme al centro destra, e a tutti gli altri gruppi parlamentari acqua al mulino del cosiddetto fascio – populismo ( anche  se la Lega e Fratelli d’Italia, quando si parla di soldi, sono schierati con i democratici!)

Bel colpo ragazzi!

Luigi Manconi, ex Lotta continua e ora parlamentare del Pd, presidente della commissione diritti umani,   è stato molto sincero rivendicando il salvataggio di Augusto Minzolini, ex direttore del Tg1 dalla decadenza da senatore.

Siamo sicuri che lo sarà anche quando verrà votata la proposta del suo partito: e in piena libertà di coscienza voterà per l’abolizione del vitalizio.

Anche se la libertà di coscienza c’entra ben poco.

La legge Severino, che prevede la decadenza da senatore se questi ha subito una pena passata in giudicato superiore ai due anni, sarà pure una legge sbagliata, ma andava rispettata.

L’abolizione dei privilegi sulla pensione dei parlamentari è chiesta dalla maggioranza degli italiani,e caldeggiata dal demagogo Boeri, presidente dell’Inps.

Se si guarda alla libertà di coscienza allora la legge sull’aborto verrebbe di fatto annullata, se tutti i medici fossero moralmente contro, quella delle unioni civili pure, quella sul fine vita non  sarebbe manco da discutere.

Solo che il mestiere di senatore, non può essere rinnegato, quando si tratta di confermare una legge voluta dal parlamento stesso.

Sul vitalizio, poi, è ora di mettere la parola fine.

I cinque stelle, in questo caso hanno ragione,c’è poco da fare.

Manconi e gli altri hanno tutto il diritto di salvare la loro coscienza infelice, ma questo c’entra poco con quelle istituzioni repubblicane che vogliono difendere dalla deriva populista.

Beati i primi, perchè lo saranno sempre.

 

UN TROLLEY, un infinitesimo di GRAMSCI, Claudio Baglioni( PD) o Nicola di Bari(MDP) come colonna sonora.L'”Armata Rotta” di “sinistri”, garantisti solo con la gente per bene, ( on.Minzolini,On. Vitalizio), cerca un posto alla tavola del ceto politico. LA DESTRA applaude. RIBELLI-AMOCI A PUGNI CHIUSI.

Crea un sito web o un blog su WordPress.com

Su ↑