Il 4 dicembre del 2016 sarà come il 6 giugno del 1944,.

Dall’operazione Overlord, signore feudale, si passerà all’operazione dell’ a – si – no: nessuno si offenda per favore, ma le cose stanno così.

Il referendum, infatti è un’altra resa dei conti fra nuova e vecchia classe dirigente

La nomenclatura dei vitalizi e dei privilegi, dell’apparato statale in combutta con tutto quello che in Italia sa di corrotto e puzza di mafia, non verrà minimamente scalfita da quello che i detrattori di Renzi chiamano deriva autoritaria della riforma.

Dall’altra parte le riforme, quella del senato ridotto a senato delle regioni, quelle elettorale con il negozio continuo dei premi di maggioranza, l’abolizione del Cnel, il capitolo che riguarda il rapporto fra stato e regioni sono oggetto di uno scontro falso, mistificante, che nulla a che vedere con gli interessi reali dei cittadini italiani onesti che soffrono la crisi da almeno 5 anni.

Massimo Cacciari in un tramissione Tv ha detto giustamente che ” la riforma fa schifo”, ma che quelli che da 40 anni chiacchierano sulle riforme e voteranno no forse, gli fanno  più schifo ( sottinteso)

Non si riferiva naturalmente a quella parte che crede che votare NO significa votare contro la deriva Renziana a destra nel partito della nazione.

Si riferiva ai D’alema,  ai Bersani alla sinistra cantante che  trasuda  gattopardismo opportunista da ogni parte.

quando erano al governo con Prodi hanno fatto solo il solletico alla classe dirigente corrotta…

Costoro duri e puri nel difendere i sacri valori della sinistra  sperano che andando in vacca il progetto renziano di blairismo di casa nostra, trionfi il pan populismo dei cinque stelle a cui si aggregherà un pezzo di sinistra italiana fuori dal PD:

In democrazia è giusto tentare ogni strada per mantenere il potere, quindi beati coloro che  che si accingono al cambiamento con Verdini da una parte ( mastella era meglio?) e voteranno Si

e quelli del No che aggregano potentemente casa Pound, Forza italia, la lega ecc

L’astensione è un dovere, a questo punto.