Ricerca

La Storia sono Loro

– storia e storie della democrazia –

Autore

Pierluigi Raccagni

prof. di filosofia e storia a Milano al Vittorio Veneto, al Liceo artistico Brera, pubblicista su Corriere della Sera ( scuola), Lotta continua, Re Nudo,testate straniere,autore dispense università filosofia antica e moderna, autore romanzi storici su anni settanta ecc. Volontario carcere s. Vittore...

MA l’amor mio NON MUORE…

Ecco un gruppo di Black Block in azione in Italia.

Non so se voteranno SI’ o NO, oppure si asterranno.

Stanno difendendo il primo articolo della Costituzione, quello che fonda la Repubblica sul lavoro.

 

SPECIALE REFERENDUM

eventuale pubblicità referendum non condivisa

Il sole sorgerà anche a Cuba

Il ” sole sorgerà”, ha dichiarato Obama, dopo la vittoria di Trump.

Voleva dire, presumo, che comunque e semplicemente la vita  e la speranza  vanno  avanti.

Pure a Cuba il sole sorgerà.

I detrattori del dittatore Fidel sono tanti, soprattutto fra i fuoriusciti cubani che hanno ballato e danzato tutta la notte a Miami all’annuncio della morte.

Anche gli estimatori sono tanti

L’ultimo dei comunisti, nel bene e nel male,  se n’è andato dopo aver lottato contro la mafia italo – americana e la  lunga mano dell’imperialismo americano.

Oppure se ne è andato l’ultimo dei despoti del socialismo reale, vissuto all’ombra del mito del ” CHE”, che ha trasformato Cuba in un inferno di miseria, corruzione e repressione?

Quando americano si scriveva necessariamente  con la K, considerato quello che la “democratica “CIA organizzava nel cortile di casa del Sud – America contro i contadini poveri e gli studenti democratici, c’era poco da fare i raffinati guardoni della miseria altrui..

Non tanto per quei  comunisti che discutevano di socialismo, tuffandosi nel mare dei Caraibi, piuttosto che nella limacciosa Sprea inseguiti dalla Stasi…

Tutto quello che è stato scritto e si scriverà su Castro non ha bisogno di ulteriori commentatori, avrà bisogno di storici intellettualmente onesti.

Il popolo cubano, aspettando i funerali del 4 dicembre, sembra partecipare in massa al lutto del grande padre della patria, così fu per Mao, così,o bella, per Stalin, quando masse sterminate di operai piansero in tutto il mondo la sua morte..

Quando le guerre antimperialiste del “secolo breve” portarono fuori dal colonialismo e dalla miseria assoluta milioni di poveri dell’intero pianeta, dando loro un senso di dignità,erano pochi gli assassini e tanti i sinceri rivoluzionari.

Cuba ha mandato a scuola tutti e ha curato tutti con risultati universalmente riconosciuti. Poi il regime negava o nega quelle libertà civili e d’espressione ( dissidenti, gay, non allineati alla linea ufficiale), prerogativa mortale di ogni regime del socialismo reale morto e defunto.

Non so se i giovani che piangono la morte di Castro sono tutti figli dell’apparato di partito, dei funzionari corrotti, della polizia segreta.

So solo che il diritto a ” rimanere socialisti”, riconoscendo i tragici errori del passato, non è un atto criminale.

Giovanni Paolo II, anticomunista senza se e senza ma, quando andò a Cuba, disse che in fondo Che Guevara era in buona fede quando lottava a favore degli ultimi.

Non riuscire a trasformare gli ideali in atti concreti,  oppure fare degli ideali delle idee assassine è tipico di ogni rivoluzione umanitaria e socialista, ma anche delle restaurazioni conservatrici e  liberali, ( nazismo e fascismo furono  finte rivoluzioni capitalistiche appoggiate dal populismo di massa).

Trump, ha già dichiarato, che se Cuba non cambierà la musica su diritti civili e libertà gli accordi dell’amministrazione Obama che prevedono la fine totale dell’embargo, saranno rivisti.

L’importante è che la sua amministrazione ricordi a quelli del KKK che bruciare i neri,  perseguitare gli ispanici e i gay nel segno della più grande democrazia del mondo, non è una grande impresa sulla via del progresso.

La rivoluzione non è un pranzo di gala, valeva per Mao o per Castro, ma pure per le grandi rivoluzioni borghesi e liberali che hanno forgiato l’uguaglianza, la fraternità e la libertà.

Scoprire ora che Castro è stato un dittatore è una scemenza bella e buona.

.Fare il conto delle morti e delle malefatte quando si tratta di Castro, vuol dire dimenticare il libro nero del capitalismo..

 

 

 

 

 

 

 

 

DEDICATO A FIDEL

EVENTUALE PUBBLICITA’ REFERENDUM NON CONDIVISA

L’ESTREMO PASTO DELLE CANAGLIE

Samuel Johnson, poeta e  letterato inglese del 18° secolo, disse che ” il patriottismo è l’estremo pasto delle canaglie”

Kirk Douglas in “Orizzonti di Gloria” di Stanley Kubrick, dice la stessa cosa riguardo i comandanti francesi che mandavano i soldati al macello nella prima guerra mondiale

La frase di Johnson, però,  non voleva disprezzare il concetto di patria, ma l’uso strumentale che ne veniva fatto.

Il pasto delle canaglie, oggi, è il populismo di destra, quello originario, russo, era di altra fattura.

Oggi, il populismo sembra anticipatore di ogni fascismo corporativo,  di ogni intolleranza contro le minoranze.

Ho sentito e visto in TV l’ex ministro Giulio Tramonti dire che se avesse vinto la Clinton ci sarebbero stati conflitti armati nei Balcani.

Avete compreso bene: non conflitti sociali o economici, ma ARMATI.

Ognuno le spara più grosse che può, per darsi visibilità, e va bene.

Il senso del Tremonti – pensiero, salito sul carro di Salvini, e quindi sulla carrozza di Trump, voleva dire, in buona sostanza, che è stato un male per gli Usa e l’Occidente voler esportare la democrazia.

In pratica, secondo l’ex ministro, Trump, con il suo isolazionismo, unito al nuovo nazionalismo di Putin, rappresenta il  bene  dei popoli contro il mondo del  politicamente corretto  del sistema delle banche e multinazionali, che fanno l’occhiolino alle KASTE o classi dirigenti, certamente di sinistra.

Mi viene in mente la guerra del 2003 contro Sadam Hussein quando il movimento arcobaleno e no – global scesero nelle piazze del mondo intero contro Usa e Inghilterra, inventori  dell’esportazione della democrazia.

Il movimento fu tacciato di nostalgico comunismo antimperialista, buonismo cattolico, populismo demagogico di sinistra, proprio dalla destra.

Era solo il 2003, e da allora sembra passato un secolo.

Putin e il suo autoritarismo da” Stalin dei McDonald “,che  oggi flirta con Trump, miliardario, amico del KKK,   è l’ennesima canagliata, non anticomunista, ma anti – liberale, fatta propria, non è un caso, dalle estreme destre europee che non disdegnano il nazi – fascismo..

Il nuovo modo di intendere la polis  da  parte della NEW RIGHT  sarebbe quella di far saltare il tavolo del Grande Capitale riprendendo la triade del Dio, patria, lavoro.

Un Dio cristiano, per un popolo che si ritrova nella sua identità, con un lavoro al riparo della concorrenza di altri lavoratori, più che di altri capitali.

Un Reich da consumismo a prezzi stracciati, con ideologie cucinate come minestroni dalla peggio cucina delle dittature del secolo scorso.( Stalin e Pol Pot compresi, ovviamente).

C’è un problema per i commensali del pasto del canagliume ideologico.

Papa Francesco è per una visione diametralmente opposta a quella del nuovo fascio – populismo, tanto che fra un po’ arriveranno filastrocche di opinioni contro l’ultimo dei comunisti che non paga le tasse al comune di Roma ( Grillo dixit)

Trump non è la fine del mondo, niente è paragonabile al nazi- fascismo.Che poi sia un salutare scossone per la sinistra, come ha detto Valentino Parlato del Manifesto, è decisamente opinabile.

L’economia  è capace di unificare le anime belle di tutto il mondo:i musulmani coi soldi comprano grattacieli a Milano,i cinesi coi soldi comprano le squadre di Milano,l’Italia vende armi al Qatar, ecc.

Il pasto delle canaglie è servito dai cuochi dello sfruttamento dell’uomo sull’uomo, dell’uomo sulla donna… e mi fermo qui..

La classe operaia deve digerire tutto

Il titolo è vecchio, d’accordo, ma il contenuto è sempre d’attualità.

Tutti corrono al capezzale della classe operaia, soprattutto quella borghesia che diceva che ” gli operai sono buoni ma aizzati dai comunisti”, come fossero cani aizzati dai padroni delle loro idee.

La guardavano con il sospetto dovuto a chi mangiava i bambini nell’apericena della miseria.

L’opposizione reale,  operai, precari, studenti,disoccupati,immigrati ecc, nuove povertà che ormai sono rappresentate da sindacati di base in perenne rissa  con la Triplice, sono ormai pane buono per i denti del populismo, si dice che la sinistra li abbia abbandonati.

Vero

E’ un po’ tardi, però, accorgersene ora che la sinistra ha perso consenso, e soprattutto, non è il caso di piangersi addosso.

La gauche non si è occupata più dei “poveri”, termine con il quale si chiama oggi il nuovo proletariato..

Francia, Italia, Inghilterra ( cfr. l’ultimo film di Ken Loach),Stati Uniti; operai senza sinistra pure in Germania. Ma c’è anche la Cina dove gli operai,  lavorano come bestie per il profitto degli oligarchi targati eredi di Mao.

Poi ci sono gli operai egiziani, iracheni….quelli che hanno perso il lavoro per la guerra: ucraini e russi…se la passano bene?

Dopo le devastanti ristrutturazioni degli ultimi venti anni è ovvio che gli operai abbiano perso potere: organizzare una qualsiasi rivendicazione sui diritti è dura in Italia.

Decine di contratti nella stessa azienda, lavoro interinale, caporalato on line con gli Sms che ti assumono un giorno e poi ti scaricano.

La proletarizzazione dei ceto medio giovanile, poi, è all’ordine del giorno: fuga di cervelli dall’Italia, bassi salari, esercito industriale di riserva che ricatta gli occupati giovani e gli operai vecchi.

Ma questo non era il migliore dei ” mondi possibili”? L’ottimismo teoretico del liberismo ha fatto sì che la cultura operaia, in senso alto, non paternalistico, cioè nel senso che i diritti della classe operaia emancipavano tutta la società nel suo insieme, è finita.

Chi vuole più un modo di produzione con il livellamento dei salari fra lavoratori manuali e intellettuali per merci utili al bene pubblico  e non al consumo privato.?

Questo modo di sentire lo stato e il bene comune, pieno di contraddizioni, zeppo di diritti e parco di doveri, era sbagliato d’accordo, era l’uguaglianza nella povertà. Forse, per chi sta male, era pur sempre qualcosa.

E’ stato spazzato via dalla globalizzazione, con la complicità di una sinistra che ha avuto paura, non di vincere, ma di perdere i propri privilegi di classe dirigente.

Vivere con il terremoto, la cultura della rivoluzione permanente, della messa in discussione delle gerarchie, era una bella categoria dello spirito rivoluzionario.

Ora, anche per l’ex classe rivoluzionaria,” tirare a campare è meglio che tirare le cuoia”.

.Così a Torino, nonostante le buone opere di Fassino, i poveri si sono rivolti ai Cinque Stelle per trovare il modo di far sentire la propria rabbia e frustrazione.

E nelle fabbriche del Nord Est, a Monfalcone, la rimanente classe operaia è contro la sinistra,  si è sentita abbandonata e ha finito per votare Lega là dove prendeva il 75% dei voti.

Così è accaduto a Livorno, a La Spezia e in genere  in quelle enclave operaie rimaste in piedi dopo l’informatizzazione dei mezzi di produzione.

E non è che gli operai  incazzati si siano rivolti alla sinistra del PD, alla sinistra italiana, alla sinistra cosiddetta radicale.

Sono diventati tutti scemi?

Sono tutti passati dal comunismo al consumismo del discount?

Si sono tutti integrati?

Adesso che la sinistra di classe quasi non c’è più, intellettuali dal cuore infranto che giubilavano per il liberale Monti nel 2011, di nuovo vanno al capezzale della classe operaia, almeno per sottrarla al cosiddetto populismo dilagante.

La sottile linea rossa, si è rotta.

Riprenderla da chi ha sempre lavorato, da chi ha sempre fatto il suo, da chi ha sempre portato avanti idee socialisite e democratiche sul lavoro, non sembra impossibile.

Sembra inutile per come va il modo della distribuzione della ricchezza, attraverso la grande distribuzione delle merci.

“Eutanasia della classe operaia” ha sancito Fausto Bertinotti. I dottori della dolce morte, però, sono posizionati nella cliniche di lusso del Sol dell’Avvenire.

La domanda è: compagnucci del Sol dell’Avvenire chi vi salverà dalla furia proletaria?

 

E NARCISO CADDE NEL FIUME DELLA MENZOGNA

La mitologia greca ci consegna un Narciso crudele che, disdegnando ogni persona che lo amava e amando troppo la sua bellezza ,cadde nell’acqua del fiume in cui si specchiava lasciandoci  le penne.

Narciso oggi è ritornato prepotentemente alla ribalta per via di internet e televisione. Quelli della Classe dirigente, preferisco questa definizione a quella di Casta, sono quasi obbligati a discettare sul palcoscenico della cronaca, magari sapendo poco di storia, di filosofia, di scienza in generale.

Alcuni grandi ex “maestri”  della recentissima sinistra  ( la storia del movimento operaio   e dell’antagonismo è molto più lunga),  che amando troppo le proprie radici ( nobili) e disdegnano ogni proletario di riferimento sulla terra, sono caduti nell’acqua gelida dell’utopia della domenica, proprio compiacendosi nei salotti televisivi del loro umanesimo senza riserve, fanno solo ridere per la loro patetica indulgenza verso il proprio narcisismo.

Risultato: hanno fatto perdere milioni di voti, non esagero, alla sinistra.Fare i loro nomi, è superfluo ed è un peccato di generosità nei loro confronti..

Però ci sono tutti quelli che contano: politici, giornalisti, sindacalisti,musicisti, uomini di teatro, cultura ecc Vissero anni  “formidabili ” accumulando cariche e incarichi.

Hanno trovato spazio, dopo la crisi, nello stracarico dei loro privilegi di classe.

Poi ci sono “quelli che” sul motivo celeberrimo del Jannacci pensiero: quelli che bisognava tirare la cinghia, loro no, quelli che l’austerity fa male ( a loro no), quelli che il Pil è sceso, salito, stabile ( loro non lo sanno),quelli che non sono razzisti ma “”i flussi migratori sono da controllare”, ( lo sa anche il papa),quelli che insomma, uomini per tutte le stagioni si beano della loro narcisistica competenza.

Nei talk show nei quali quasi tutti litigano e gridano per poi andare al bar dandosi pacche sulle spalle, chiedendosi reciprocamente come è risultata l’immagine nello specchio della menzogna, sfilano personaggi inquietanti che una volta erano per Andreotti contro Falcone, per il giustizialismo o per  il garantismo o viceversa e che non ricordano  nemmeno loro quello che hanno detto in tempi ” non sospetti”

Tutto è costruito, i leader politici hanno alle spalle esperti di comunicazione, i giornalisti la tiratura dei giornali, ad esempio.

Fanno come in quelle trasmissioni televisive sulle reti private dove uno fa il milanista, l’altro l’interista, l’altro lo juventino. Fanno finta di litigare ferocemente, poi, si capisce che è tutto una commedia.

“Quelli  del calcio” e affini sono divertenti perchè ricordano le baruffe d’osteria, perchè sono faziosi, ma non fanno del male a nessuno.

La Classe dirigente, non tutta ovvio, sempre sbagliato generalizzare, ha però come cultura di base, come senso del pensiero unico, quello di mentire sapendo di mentire. Prenderli sul serio, è come esser presi per i fondelli.

In questo show della narcisistica menzogna ci sono concetti chiave:populismo, buonismo, ” il bene dell’Italia”, ” prima gli italiani”, crisi strutturale..

Mi sono chiesto: Togliatti era populista? E  De Gasperi? Parlavano alla pancia vuota del paese entrambi,non avevano scoperto i poveri, avevano riconosciuto che con la lotta di classe nel male e nel male bisogna fare i conti, tanto per fare un esempio.

Di populismo, di pancia, di ventre basso, di pulsioni animali, di empirismo frettoloso vivono le masse, poi ci sono quelli che hanno compreso tutto e guidano il paese là dove pulsa la loro Narcisistica visione del potere.

Il nostro filosofo di Treviri, ( Carlone per il popolo del Web), scriveva che ” gli uomini si giudicano non da quello che credono di essere, ma da quello che fanno”.

Narcisisti menzogneri di tutto il mondo, ANNEGATEVI !

“LA NOTTE NERA DELLE VACCHE NERE”

“La notte nera delle vacche nere” è la  metafora lapidaria con la quale il filosofo tedesco G.W.F. Hegel liquidava nella Fenomenologia dello spirito l’Assoluto schellinghiamo di identità fra idea e natura.

Per farla breve, nella notte nera dove tutte le vacche sono nere, tutto è indistinto. i contorni si perdono, tutto sembra uguale, soprattutto non si distingue la differenza fra il soggetto,l’ idea, e l’oggetto,la  natura

La metafora del filosofo fa venire in mente quello che sta accadendo riguardo al referendum del 4 dicembre in Italia.

Senza fare distinguo sul SI’ o il NO, ognuno vota quello che vuole, è sottinteso, la notte delle vacche nere è presente in entrambi gli schieramenti.

Quello del SI’, mette insieme la riforma della Costituzione, con la legge elettorale, con la promessa di rendere l’Italia più giusta, più egualitaria, meno povera.

Il governo del SI’ ha legiferato una legge sul caporalato nell’Agricoltura, ha dimenticato quello che accade nell’edilizia, nella grande distribuzione, nei call center dove impera la barbarie del profitto e dello sfruttamento.Il jobs act ha dato posti di lavoro, poniamo, senza mettere in discussione ” come si lavora” sui posti di lavoro.

Quello del No promette la cacciata di Renzi , il cambio del segretario del Pd, il  rispetto della Costituzione dei nostri padri ….. Poveri i nostri padri e povera Costituzione

Si è scoperto, dopo la vittoria di Trump, che la sinistra ha abbandonato i deboli, per andare in soccorso ai forti

.Questo lo dicono un po’ tutti, a dire il vero.

La destra estrema che, nella sua storia, ha sempre messo operai, studenti, contadini con  la schiena al muro ha ritrovato la sua ragion d’essere occupandosi dei disperati.

La sinistra del ” politicamente corretto”, invece,ha scoperto che il sottoproletariato è diventato proletariato, che il ceto medio è diventato nuovo proletariato, che i tassati all’inverosimile  del terziario  per attività produttive e servizi se non ricorrono al nero non campano. E’ successo solo adesso?

Non diciamo balle.

Gli italiani, ma non solo, si sono staccati dalla politica dei partiti ( non dalla politica),  anche perchè i partiti in venti anni hanno incassato dal finanziamento pubblico 2,7 miliardi di lire, spendendone 800.Si è staccata dal sindacato anche perchè  i sindacalisti di vario genere facevano carriera nel sindacato, per poi passare ai partiti e viceversa.

Gli opportunisti di tutti i colori ( compresi onorati intellettuali, professori, professionisti del talk show), hanno fatto pagare la crisi ai soliti.

RICORDATE LO SLOGAN : FACCIAMO PAGARE LA CRISI AI PADRONI?

Avere fatto finta di niente, aver lasciato questi argomenti a Grillo e internazionali populiste non è colpa di Grillo, la responsabilità non sta in un comico diventato politico, ma nei  cattivi rappresentanti del popolo diventati comici.

Facile fare giochi di parole sulla questione, è vero.

Ma ora che che il 4 dicembre ” siamo davanti a indecisioni irrevocabili che battono nel cielo dello nostra patria”, come urlava la buonanima,ieri,  ( oggi  Matteo – Lega + Matteo -Pd), la notte nera delle vacche nere ci fa dire che tutti sono uguali.

Sbagliato, tutti vogliono essere uguali nella sostanza e diversi nella forma.

Se no ci sarebbe una dittatura?

Stupidate, non ci sarebbe il mercato delle vacche nere nella notte nera..

I veri populisti e demagoghi sono quelli che davanti alla crisi hanno fatto dei loro privilegi dei diritti acquisiti e dei diritti acquisiti dei lavoratori dei privilegi.

Se non è così pago da bere, il 5 dicembre, ovvio.

IL MEIN KAMPF DELLA PORTA ACCANTO

Adesso che il blocco nero americano, in tutti i sensi, scende per le strade contestando il voto a Donald Trump” il Giornale” parla di ” razzisti chic” intendendo dire che i ricchi benpensanti di sinistra, di tutti i colori, non accettano il verdetto del popolo.

In democrazia chi vince ha sempre ragione, anche se Hitler prima del 1933 mandò all’altro mondo durante le elezioni migliaia di comunisti, socialdemocratici, ebrei etc.

I reazionari non cambiano mai. Cosa ne pensavano Sallusti, Meloni e soci quando Pinochet massacrò Allende e la sinistra che avevano vinto le elezioni?

. E i golpe in Sudamerica con il sostegno della Cia, per paura che ai contadini fosse data la terra?

Altro mondo, altra storia, guerra fredda e ideologica, inutile fare paragoni, d’accordo.

Ma stiamo vivendo   “quell’epidemia psichica” che Thomas Mann individuava nell’avvento  del nazismo

La rabbia e il rancore che abitano l’Occidente contro le minoranze, colpevoli di tutto, dallo stupro al furto, dal rubare il lavoro ai bianchi a essere  di religione diversa da quella cristiana,è la stessa musica con la quale Adolf Hitler incitava a estirpare il ” cancro” ebraico dal mondo.

Solo che oggi Trump sostiene Israele e il suo sistema democratico,al senato Usa c’è stato il record dell’elezione di donne di colore, le semplificazioni ideologiche fanno ridere, oppure ribrezzo.

Per Trump hanno votato i ” forgotten” i “dimenticati”. ha scritto Ezio Mauro in un bellissimo articolo su Repubblica.

Per Le Pen si disse la stessa cosa,per la Brexit pure, per il successo della Lega e dei Cinque stelle anche.

A Firenze domani nascerà ” la cosa populista”: tutti vogliono scendere in campo contro il sistema delle banche, degli affari, dei tecnocrati, dei ricchi di sinistra dei salotti etc.

Briatore diventa Che Guevara, Putin e Trump, e Salvini fanno invidia a Marx, Lenin e Mao per come hanno a cuore i diseredati.

Il Mein Kampf così è tornato in formato tascabile, in confezione ” light”, non solo perchè i nazi sfilano per Trump inneggiando alle SS,non solo perchè nell’Est europeo le curve degli stadi adorano esporre simboli nazional – fascisti di ogni genere, ma anche perchè la sinistra ha fallito in modo epocale il suo compito.

Quando parlo di sinistra fallimentare non parlo della fine del socialismo reale, non parlo delle rivoluzioni del Terzo mondo.

Parlo del riformismo che conosco, quello di casa nostra.

Quel riformismo del tiriamo a campare mentre gli altri tirano la cinghia che a Genova nel 2001 lasciò il movimento no global da solo ( tranne Rifondazione, per la cronaca), Quel riformismo di sinistra parolaio  del “popolo della sinistra”, con vitalizio assicurato, che ha lasciato il mondo degli sfruttati nelle mani della Destra estrema.

I peggiori politici comunque,  quelli che dell’incoerenza hanno fatto virtù, sono i sedicenti rivoluzionari della mia generazione che si sonno rintanati nella retrobottega dell’opportunismo del riformismo professionale di sinistra e di destra.

Sono i trenta denari che li hanno fregati?.

Crea un sito web o un blog su WordPress.com

Su ↑