Il ” sole sorgerà”, ha dichiarato Obama, dopo la vittoria di Trump.

Voleva dire, presumo, che comunque e semplicemente la vita  e la speranza  vanno  avanti.

Pure a Cuba il sole sorgerà.

I detrattori del dittatore Fidel sono tanti, soprattutto fra i fuoriusciti cubani che hanno ballato e danzato tutta la notte a Miami all’annuncio della morte.

Anche gli estimatori sono tanti

L’ultimo dei comunisti, nel bene e nel male,  se n’è andato dopo aver lottato contro la mafia italo – americana e la  lunga mano dell’imperialismo americano.

Oppure se ne è andato l’ultimo dei despoti del socialismo reale, vissuto all’ombra del mito del ” CHE”, che ha trasformato Cuba in un inferno di miseria, corruzione e repressione?

Quando americano si scriveva necessariamente  con la K, considerato quello che la “democratica “CIA organizzava nel cortile di casa del Sud – America contro i contadini poveri e gli studenti democratici, c’era poco da fare i raffinati guardoni della miseria altrui..

Non tanto per quei  comunisti che discutevano di socialismo, tuffandosi nel mare dei Caraibi, piuttosto che nella limacciosa Sprea inseguiti dalla Stasi…

Tutto quello che è stato scritto e si scriverà su Castro non ha bisogno di ulteriori commentatori, avrà bisogno di storici intellettualmente onesti.

Il popolo cubano, aspettando i funerali del 4 dicembre, sembra partecipare in massa al lutto del grande padre della patria, così fu per Mao, così,o bella, per Stalin, quando masse sterminate di operai piansero in tutto il mondo la sua morte..

Quando le guerre antimperialiste del “secolo breve” portarono fuori dal colonialismo e dalla miseria assoluta milioni di poveri dell’intero pianeta, dando loro un senso di dignità,erano pochi gli assassini e tanti i sinceri rivoluzionari.

Cuba ha mandato a scuola tutti e ha curato tutti con risultati universalmente riconosciuti. Poi il regime negava o nega quelle libertà civili e d’espressione ( dissidenti, gay, non allineati alla linea ufficiale), prerogativa mortale di ogni regime del socialismo reale morto e defunto.

Non so se i giovani che piangono la morte di Castro sono tutti figli dell’apparato di partito, dei funzionari corrotti, della polizia segreta.

So solo che il diritto a ” rimanere socialisti”, riconoscendo i tragici errori del passato, non è un atto criminale.

Giovanni Paolo II, anticomunista senza se e senza ma, quando andò a Cuba, disse che in fondo Che Guevara era in buona fede quando lottava a favore degli ultimi.

Non riuscire a trasformare gli ideali in atti concreti,  oppure fare degli ideali delle idee assassine è tipico di ogni rivoluzione umanitaria e socialista, ma anche delle restaurazioni conservatrici e  liberali, ( nazismo e fascismo furono  finte rivoluzioni capitalistiche appoggiate dal populismo di massa).

Trump, ha già dichiarato, che se Cuba non cambierà la musica su diritti civili e libertà gli accordi dell’amministrazione Obama che prevedono la fine totale dell’embargo, saranno rivisti.

L’importante è che la sua amministrazione ricordi a quelli del KKK che bruciare i neri,  perseguitare gli ispanici e i gay nel segno della più grande democrazia del mondo, non è una grande impresa sulla via del progresso.

La rivoluzione non è un pranzo di gala, valeva per Mao o per Castro, ma pure per le grandi rivoluzioni borghesi e liberali che hanno forgiato l’uguaglianza, la fraternità e la libertà.

Scoprire ora che Castro è stato un dittatore è una scemenza bella e buona.

.Fare il conto delle morti e delle malefatte quando si tratta di Castro, vuol dire dimenticare il libro nero del capitalismo..