“La notte nera delle vacche nere” è la metafora lapidaria con la quale il filosofo tedesco G.W.F. Hegel liquidava nella Fenomenologia dello spirito l’Assoluto schellinghiamo di identità fra idea e natura.
Per farla breve, nella notte nera dove tutte le vacche sono nere, tutto è indistinto. i contorni si perdono, tutto sembra uguale, soprattutto non si distingue la differenza fra il soggetto,l’ idea, e l’oggetto,la natura
La metafora del filosofo fa venire in mente quello che sta accadendo riguardo al referendum del 4 dicembre in Italia.
Senza fare distinguo sul SI’ o il NO, ognuno vota quello che vuole, è sottinteso, la notte delle vacche nere è presente in entrambi gli schieramenti.
Quello del SI’, mette insieme la riforma della Costituzione, con la legge elettorale, con la promessa di rendere l’Italia più giusta, più egualitaria, meno povera.
Il governo del SI’ ha legiferato una legge sul caporalato nell’Agricoltura, ha dimenticato quello che accade nell’edilizia, nella grande distribuzione, nei call center dove impera la barbarie del profitto e dello sfruttamento.Il jobs act ha dato posti di lavoro, poniamo, senza mettere in discussione ” come si lavora” sui posti di lavoro.
Quello del No promette la cacciata di Renzi , il cambio del segretario del Pd, il rispetto della Costituzione dei nostri padri ….. Poveri i nostri padri e povera Costituzione
Si è scoperto, dopo la vittoria di Trump, che la sinistra ha abbandonato i deboli, per andare in soccorso ai forti
.Questo lo dicono un po’ tutti, a dire il vero.
La destra estrema che, nella sua storia, ha sempre messo operai, studenti, contadini con la schiena al muro ha ritrovato la sua ragion d’essere occupandosi dei disperati.
La sinistra del ” politicamente corretto”, invece,ha scoperto che il sottoproletariato è diventato proletariato, che il ceto medio è diventato nuovo proletariato, che i tassati all’inverosimile del terziario per attività produttive e servizi se non ricorrono al nero non campano. E’ successo solo adesso?
Non diciamo balle.
Gli italiani, ma non solo, si sono staccati dalla politica dei partiti ( non dalla politica), anche perchè i partiti in venti anni hanno incassato dal finanziamento pubblico 2,7 miliardi di lire, spendendone 800.Si è staccata dal sindacato anche perchè i sindacalisti di vario genere facevano carriera nel sindacato, per poi passare ai partiti e viceversa.
Gli opportunisti di tutti i colori ( compresi onorati intellettuali, professori, professionisti del talk show), hanno fatto pagare la crisi ai soliti.
RICORDATE LO SLOGAN : FACCIAMO PAGARE LA CRISI AI PADRONI?
Avere fatto finta di niente, aver lasciato questi argomenti a Grillo e internazionali populiste non è colpa di Grillo, la responsabilità non sta in un comico diventato politico, ma nei cattivi rappresentanti del popolo diventati comici.
Facile fare giochi di parole sulla questione, è vero.
Ma ora che che il 4 dicembre ” siamo davanti a indecisioni irrevocabili che battono nel cielo dello nostra patria”, come urlava la buonanima,ieri, ( oggi Matteo – Lega + Matteo -Pd), la notte nera delle vacche nere ci fa dire che tutti sono uguali.
Sbagliato, tutti vogliono essere uguali nella sostanza e diversi nella forma.
Se no ci sarebbe una dittatura?
Stupidate, non ci sarebbe il mercato delle vacche nere nella notte nera..
I veri populisti e demagoghi sono quelli che davanti alla crisi hanno fatto dei loro privilegi dei diritti acquisiti e dei diritti acquisiti dei lavoratori dei privilegi.
Se non è così pago da bere, il 5 dicembre, ovvio.
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