Adesso che il blocco nero americano, in tutti i sensi, scende per le strade contestando il voto a Donald Trump” il Giornale” parla di ” razzisti chic” intendendo dire che i ricchi benpensanti di sinistra, di tutti i colori, non accettano il verdetto del popolo.
In democrazia chi vince ha sempre ragione, anche se Hitler prima del 1933 mandò all’altro mondo durante le elezioni migliaia di comunisti, socialdemocratici, ebrei etc.
I reazionari non cambiano mai. Cosa ne pensavano Sallusti, Meloni e soci quando Pinochet massacrò Allende e la sinistra che avevano vinto le elezioni?
. E i golpe in Sudamerica con il sostegno della Cia, per paura che ai contadini fosse data la terra?
Altro mondo, altra storia, guerra fredda e ideologica, inutile fare paragoni, d’accordo.
Ma stiamo vivendo “quell’epidemia psichica” che Thomas Mann individuava nell’avvento del nazismo
La rabbia e il rancore che abitano l’Occidente contro le minoranze, colpevoli di tutto, dallo stupro al furto, dal rubare il lavoro ai bianchi a essere di religione diversa da quella cristiana,è la stessa musica con la quale Adolf Hitler incitava a estirpare il ” cancro” ebraico dal mondo.
Solo che oggi Trump sostiene Israele e il suo sistema democratico,al senato Usa c’è stato il record dell’elezione di donne di colore, le semplificazioni ideologiche fanno ridere, oppure ribrezzo.
Per Trump hanno votato i ” forgotten” i “dimenticati”. ha scritto Ezio Mauro in un bellissimo articolo su Repubblica.
Per Le Pen si disse la stessa cosa,per la Brexit pure, per il successo della Lega e dei Cinque stelle anche.
A Firenze domani nascerà ” la cosa populista”: tutti vogliono scendere in campo contro il sistema delle banche, degli affari, dei tecnocrati, dei ricchi di sinistra dei salotti etc.
Briatore diventa Che Guevara, Putin e Trump, e Salvini fanno invidia a Marx, Lenin e Mao per come hanno a cuore i diseredati.
Il Mein Kampf così è tornato in formato tascabile, in confezione ” light”, non solo perchè i nazi sfilano per Trump inneggiando alle SS,non solo perchè nell’Est europeo le curve degli stadi adorano esporre simboli nazional – fascisti di ogni genere, ma anche perchè la sinistra ha fallito in modo epocale il suo compito.
Quando parlo di sinistra fallimentare non parlo della fine del socialismo reale, non parlo delle rivoluzioni del Terzo mondo.
Parlo del riformismo che conosco, quello di casa nostra.
Quel riformismo del tiriamo a campare mentre gli altri tirano la cinghia che a Genova nel 2001 lasciò il movimento no global da solo ( tranne Rifondazione, per la cronaca), Quel riformismo di sinistra parolaio del “popolo della sinistra”, con vitalizio assicurato, che ha lasciato il mondo degli sfruttati nelle mani della Destra estrema.
I peggiori politici comunque, quelli che dell’incoerenza hanno fatto virtù, sono i sedicenti rivoluzionari della mia generazione che si sonno rintanati nella retrobottega dell’opportunismo del riformismo professionale di sinistra e di destra.
Sono i trenta denari che li hanno fregati?.
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