Ricerca

La Storia sono Loro

– storia e storie della democrazia –

5.6 L’economia da demagogia “liberista” bocciata,non dai comunisti,ma da Bankitalia…

Bankitalia nella sua relazione alle Camere ha detto chiaramente e sensi indugi che la tassa piatta,partorita dall’ingegno vasto e multiforme del fascio leghismo, è un pericolo per il Welfare del paese.

In più il governatore della Banca,Ignazio Visco,ha ribadito nelle sue ultime Considerazioni del mandato, la necessità di un salario minimo.

Insomma basta che liberali di una borghesia storica guardino in faccia Salvini e compagnia cantante per accorgersi che il populismo e la demagogia trionfano sovrani nella battaglia per le disuguaglianze.

Le tasse,per chi le paga, sono calcolate secondo una progressività sancita dalla Costituzione.

Bene,la Meloni,le chiama pizzo di stato,e le riduce per i ceti che la votano, con invito allegorico all’evasione.

La tassa piatta,poi, favorisce tutti quelli che possono guadagnare più di un lavoratore dipendente con agevolazioni fiscali,…. già fallite in Bulgaria.

Il merito in questo caso c’entra un fico secco.

La trovata corporativa e classista dei governanti aggiunge poi, con l’abolizione del reddito di cittadinanza, un tassello in più alla politica delle disuguaglianze.

Lo stato in questo modo fa pagare sempre di più al ceto povero e medio basso politiche che facilitano l’accumulazione dei profitti e impediscono una equa distribuzione della ricchezza.

Il popolo unito, però,mai sarà sconfitto.

Il ricorso al nero,alla precarietà, all’evasione fiscale: ognuno secondo le sue capacità a danno di chi ha bisogno.

E poi dicono che non c’è nostalgia per il ventennio.

1.6 La collusione fra mafia – fascismo – Stato,negata dal governo dei patrioti..

Brutta,anzi fetida, l’aria che si respira dalla parte dei ( post) fascisti al governo,sedicenti neo conservatori.

Non tanto per il trionfo elettorale nelle elezioni comunali,normale prassi di un amministrazione.

La nomina della Chiara Colosimo alla commissione Antimafia, che ha fatto infuriare persino un uomo di destra come il fratello di Borsellino,non può essere rivendicata come segno di democrazia, però.

L’ennesima donna del cerchio magico meloniano che sulla stragi fasciste ha tirato una riga in un’intervista alla Stampa,le sue frequentazioni con Ciavardini dei Nar,la negazione del rapporto fra Cosa Nostra e fascisti nello stragismo degli anni novanta sono notizie che non fanno scalpore.

Il fenomeno di collusione fra ambienti della destra nazista e fascista con alcuni personaggi come Carminati e la Cosa nostra di via Georgofili,sono noti da decenni.

E tutti i depistaggi degli apparati dello stato riguardo al governo della mafia in vari territori, nonché ad alti livelli delle istituzioni, e ‘stato dimenticato.

Quindi questa è l’ennesima ribollita.

E poi se vai su Fb,su Instagram etc l’ esaltazione di una cultura nazifascista con i relativi insulti e minacce a quelli della stella gialla,rossa,viola sono più diffusi e impressionanti di quello che si crede.

C’è una voglia di massacrare,sul pianeta internet, quelle donne e uomini che negli anni trenta e quaranta furono torturati e vilipesi fino alla morte nei campi di sterminio.

E ‘ un fenomeno planetario,d’accordo,ma in Italia con simil governo c’è una indulgenza che rasenta la collusione.

I sig Heil dei Fidanza,i tatuaggi dei vari consiglieri regionali di Fdi di icone del ventennio, le scivolate sulle etnie,gli insulti continui omofobi per qualsiasi iniziativa Arcobaleno sono ormai all’ordine del giorno.

I vigili urbani di Milano che ostentano lo stile di lavoro della polizia razzista dell’Alabama,visto che una transessuale di cittadinanza brasiliana e ‘stata trattata peggio di un cane idrofobo, spiegano la mentalità corrente.

Il replay dell’Olocausto sui social però non interessa quasi più a nessuno.

L’omertà mafiosa qualunquista diventa disinteresse per la sorte dei più indifesi.

Si può fare di tutto contro chi è malato di mente nei Cpr,chi vive in solitudine e in povertà. E ha pure problemi psichiatrici.

Hitler ha fatto cose buone,ma ha avuto la mano pesante.

Lo pensavano pure il 50 per cento dei tedeschi a fine della guerra

Mussolini era un nonno amorevole.

Esagero?

Non è necessario aprire gli occhi,la cultura di massa non è certo de sinistra, ed è portata a riconoscersi nello squallore della sottocultura dominante.

30.5 Comunali: la destra trionfa,effetto Schlein non pervenuto…

Un trionfo della destra di quelli che fanno riflettere al di là del fatto che le elezioni di domenica abbiano riguardato solo i ballottaggi comunali.

E al di là di un’affluenza che sottolinea il dato negativo delle ultime consultazioni, ( meno del 50 per cento,ormai un italiano su due non va al voto).

La riflessione allora riguarda l’oggettiva vittoria del governo più a destra della storia repubblicana, che vince in tutti i comuni tranne che a Vicenza, dove perde per 500 voti.

Inutile,secondo me, nascondersi dietro alla considerazione che alle consultazioni comunali il voto è poco identitario , come si usa dire oggi.

Le liste sono molte volte un mischione di amministratori stimati per capacità,o per convenienza, o per clientelismo,per opportunismo etc.

Anche il voto politico non è mai l’insieme di considerazioni di purezza ontologica, scolpite nell’iperuranio della politica,da sempre.

Quindi anche il taglio del cuneo fiscale può essere stata una leva giusta per elettori post ideologici .

Ma era successo anche per gli 80 euro del governo Renzi,ad esempio.

La sconfitta di turno,ovviamente, è Elly Schlein che viene attaccata certamente dalla destra del PD: la sua colpa è quella di non parlare dei problemi delle masse,ma di arroccarsi in un estremismo dei diritti civili,tanto per non uscire dalla retorica della Ztl.

La spinta ad un ribellione laica e socialdemocratica all’ andazzo della sinistra ufficiale, affidata alla segretaria del PD che aveva o ha riportato nei sondaggi nazionali il Pd a più del 20 per cento,per alcuni è un bluff,per altri è estremismo,per altri non cambia niente.

Così la spinta propulsiva non ha sortito nessun effetto.

Gli obiettivi su inflazione, salario minimo, bassi salari, non ha avuto momenti di scontro reale e incisivo da parte della cosiddetta sinistra tutta, dove i cinque stelle vanno da soli, e sinistra italiana e verdi sono sempre lì,qualsiasi cosa facciano.

Insomma il vento di destra spira dalla Spagna,alla Turchia,alla Svezia.

Più che scrivere che la lotta continua non si può.

Ma al di là della retorica, se si sceglie l’opposizione socialdemocratica,questa deve essere radicale e senza infingimenti intorno alla giustizia sociale,ai diritti civili e all’antifascismo che viene considerato un residuo del secolo scorso.

Soprattutto dai nuovi vincitori.

29.5 1941 – Operazione Barbarossa: “sterminate giudei e comunisti…….”

Brano tratto da” 1941 Operazione Barbarossa e Pearl Harbour,guerra totale” e book gratuito dal 29 maggio al 2 giugno di Pierluigi Raccagni

  1. ATTACCO E STERMINIO

Due giorni prima della data in cui Napoleone nel 1812 aveva attraversato il Niemen con la grande armata, Hitler invase l’Unione Sovietica. Gli obiettivi dell’operazione Barbarossa, come in precedenza documentato, erano principalmente due: sterminare giudei e comunisti, creare un diaframma di separazione dalla Russia asiatica lungo la linea Volga Arcangelo, distante più di 2.000 Km dal confine tedesco (lo spazio vi- tale).
“Il mondo trattiene il fiato”, dichiarò Hitler, sicuro della vittoria nel giro di quattro mesi.
La scelta, quella di combattere su due fronti, apparve immediatamente insensata, anche se, come annotano alcuni storici, pure Napoleone, inebriato dai successi, decise di combattere sia contro l’Inghilterra che contro la Russia dello zar.
I nazisti avevano sottovalutato enormemente l’Armata Rossa, anche se i sovietici erano mal preparati secondo lo stesso Stalin.
Nonostante nel 1940 Timošenko avesse sostituito il veterano Vorošilov a ministro della difesa e i commissari politici fossero stati aboliti, nonostante nel febbraio del 1941 il generale Georgij Konstantinovič Žukov, il più bravo dei generali sovietici dopo le vittorie contro i giapponesi, fosse stato nominato capo di Stato Maggiore generale, le pecche dell’Armata Rossa erano sotto gli occhi di chi voleva vedere al di là del formalismo retorico della propaganda.
L’Armata Rossa era tutt’altro che invincibile per vari motivi, tra i quali ne riportiamo alcuni:
Aerei e carri armati del nuovo tipo cominciavano solo allora ad uscire dalle fabbriche. Il T34, formidabile carro armato entrato nella leggenda, divenne un pilastro solo nel 1943, la produzione di aerei era stata dimezzata dopo il 1939.
La costruzione di 190 aeroporti non era stata ultimata entro il 1941, risultavano quindi scarsi i rifornimenti della già scarsa aviazione.
Povera era l’attrezzatura per i rifornimenti fra i reparti.
Le scorte per il mantenimento dell’esercito erano pure scarse.
La strategia militare prevedeva di combattere una guerra offensiva sul territorio nemico (vedi Finlandia).
Stalin e i generali si apprestavano a combattere una guerra con un avvio abbastanza tradizionale che prevedeva ultimatum, scontri di frontiera, impegno delle truppe di copertura.
Il trionfalismo di Vorošilov, tipico del periodo staliniano, per cui chi avesse attaccato l’Unione Sovietica avrebbe subito un colpo mortale, era un bluff propagandistico.
Infine un piano di autodifesa era stato elaborato tardi, era scono- sciuto pure ai quadri dell’Armata Rossa, difettava di pressapochi- smo.

Con questi requisiti l’Armata Rossa non poteva reggere l’urto nazista che fu formidabile e criminale da ogni punto di vista.
Il primo giorno il fronte sovietico fu sfondato in vari punti nel giro di poche ore.
Le truppe sovietiche che si trovavano nelle regioni di frontiera non erano poca cosa, ma erano mal organizzate, mal distribuite, erano incomplete.

Quasi 3 milioni di russi dovevano affrontare 5,5 milioni di tedeschi che stavano portando l’attacco lungo l’intero arco di frontiera fra il Baltico e i Carpazi con le tre armate Nord, Centro e Sud, corrispondenti alle tre grandi direttrici strategiche di Leningrado, Mosca e Kiev.

I russi, dal canto loro, combattevano con grande determinazione: fin da subito fu chiaro ai soldati tedeschi, e non ai generali e ai gerarchi nazisti, che la Russia sovietica non si sarebbe arresa tanto facilmente.


Se è vero che le truppe corazzate tedesche penetrarono subito in profondità avanzando di decine di Km solo nel primo giorno, è anche vero che il paese reagì subito con un senso di costernazione, ma anche di rabbia, con una fierezza della propria identità nazionale che i tedeschi non si aspettavano.
Gli stessi membri del partito nazista avevano più volte ribadito il concetto che i sub umani giudei e comunisti ben presto si sarebbero ribellati al loro despota Stalin in favore dei nazionalsocialisti.
E che quindi si sarebbe trattato solo di aspettare il crollo del sistema sovietico.

26.5 La giustizia sociale considerata un residuo del socialismo…

Non possiamo essere tutti eguali.

Se A è A non può essere B,ma nemmeno C: principio di identità aristotelico.

Ma l’uguaglianza non vuol dire povertà al ribasso,costrizione per la massa e privilegi per la casta.

Come nel socialismo reale,che comunque,si era posto il problema della distribuzione della ricchezza.

Ma con il vento di destra che spira oggi,l’eguaglianza come giustizia sociale e distributiva sembra diventato l’ ultima patologia da estirpare del vecchio mondo comunista.

Per fare un esempio concreto.

Quando si parla di merito nella scuola,la saggezza di Don Milani, che sosteneva che il problema era emancipate gli ultimi e non premiare i primi, è stata fatta a pezzi.

Quando si parla di migrazione, poi, la consapevolezza che non si può contrapporre la solidarietà al colore della pelle ( vedi la giusta accoglienza per gli ucraini bianchi e la xenofobia per gli africani neri) non è universalmente condivisa.

C’è insomma un retroterra di pensiero diffuso che recita così: non si può cambiare la natura umana del diseguale, e l’uguale non può esserci mai né nei diritti, né nei doveri.

Te lo senti dire in ogni circostanza che il Welfare state è stato un sogno della sinistra,diventato un costo per la società insostenibile .

Costano troppo la sanità,la scuola,i pubblici servizi, l’accoglienza,etc: lo stato non può provvedere a tutto.

E per non lasciare indietro nessuno, c’è il taglio al cuneo fiscale provvisorio.

Insomma l’eguale è una forzatura ideologica coercitiva del giacobinismo e del marxismo leninismo.

E poi dicono che destra e sinistra sono concetti superati.

24.5 La volontà di dominio del colonialismo europeo: il disastro climatico

Adesso che ogni tanto la variabile impazzita fra siccità,alluvioni,pandemie,cambiamento del clima sono cronaca la discussione si è aperta sul ” ma che colpa abbiamo noi”.

Secondo l’antropologo indiano Amitav Ghosh,una delle massime autorità in materia,” la logica per cui la Terra non è altro che un ricettacolo di risorse da sfruttare’ non è altro che il frutto del colonialismo europeo e della sua violenza sulle regioni conquistate e sui popoli nativi.

Sostiene l’antropologo, che è necessaria una cultura dei diritti dei non umani,compresi animali,vegetali,monti e fiumi .

E chiaro che l’illuminismo occidentale,che ha sempre trovato nell’ attività umana più l’utilità che la verità,sia sotto accusa.

Ora che tutto cambia,la religione del cambiamento porta con sé un mondo di sfruttamento di uomini e risorse che fa del progresso l’apogeo di un Prometeo dallo sguardo canagliesco.

In effetti è dal 2018 che eventi climatici estremi come mega incendi,alluvioni, tempeste,inondazioni hanno fatto scendere nelle strade di tutto il mondo giovani come Greta Thumberg che hanno denunciato e denunciano il cinismo di un sistema planetario che ha cancellato milioni di creature,umane e non,nel nome di un progresso diventato regresso.

In Italia l’ambientalismo non è praticato se non da avanguardie intellettuali e colte,oppure dalla semplicità del mondo rurale e contadino rimasto.

Masse acritiche e borghesie dominanti sperano che prima o poi tutto si sistemi,non si sa come.

22.5 Lo spettacolo dell’ immortalità: il ritorno di mister B..

Mister B, highlander, è uscito dall’ospedale, l’importante è la salute.

Il ritorno del re delle televisioni, nel giorno dell’incoronazione di Carlo III,aveva già sublimato la società dello spettacolo.

Bentornato Silvio,dunque,vero pilastro della nazione dal 1994,colui che ha inventato il partito delle libertà casereccie.

Se non proteggi la tua riservatezza intima ,dunque,e non una generica privacy, vieni sbranato e fatto a pezzi da un circo mediatico diventato una macelleria di volgarità.

Famiglie addolorate per la perdita di un parente,di un figlio,di un padre,una madre, devono salvarsi dall’intrusione nella loro vita dei vari sciacalli camuffati da giornalisti d’assalto .

Ma per Mister B,la macelleria mediatica si è fermata,per fortuna sua.

Anche Silvio Berlusconi ricoverato al S. Raffaele di Milano per una leucemia, è diventato però oggetto di grande spettacolo mediatico.

La concomitanza con i problemi di salute di Papa Bergoglio, poi,ha completato la plastica raffigurazione di una sofferenza che ha bisogno di milioni di followers per essere un sentimento condiviso.

Avvoltoi,gufi,portatori di disgrazie, ruffiani, e sinceri tifosi di Silvio ricordano che il grande circo della vita e della morte, che non risparmia nessuno, risparmia invece il santo laico per eccellenza.

Sotto il cielo di grandi tragedie umane, come la guerra in Ucraina,l’ enfasi e la retorica con le quali vengono enfatizzate la volontà di vivere di mister B,come fosse un fatto eccezionale la sua battaglia per la vita, sottolineano che la pietas è scomparsa,non esiste, anche per Mister B ,inventore accreditato del totem della società dello spettacolo sempre.

Con la sua grande intraprendenza manageriale Mister B,che voleva vincere il tumore,si è trovato in balia di un divenire patologico che non poteva concludersi con la sola malattia.

Il tempo passa,ma non per lui,uomo della Provvidenza della modernità e del liberismo un po’ cafone,anche se popolarissimo fra gli italiani.

Mister B è uno di famiglia,ha reso migliaia di persone ricche,quelle che ha rovinato non possono fiatare, perché si stava meglio quando si stava peggio.

Le sue televisioni e i suoi giornali sono stati avanguardie nello scavare in quella banalità che è diventata ideologia di massa.

E mister B adesso,ben protetto,non può fuggire alle regole da lui imposte con il mercato della sofferenza.

Anche se,sul piano personale,la sua generosità familistica e corporativa è fuori discussione.

Ancora una volta il leone ha ruggito?

Ma per piacere,un po’ di pudore democratico : Sic transit gloria mundi.

19.6 Questione giovanile:moralismo e ipocrisia vs le proteste…

…Ho assistito abbastanza stupefatto agli ennesimi talk show sulle proteste degli studenti, dei lavoratori,su bassi salari,caro affitti,inflazione ed emergenza climatica.

Sull’ argomento,dal PD della Moretti in Europa, alle estrema destra di Borgonovo, maestro di pensiero della Verità,dal liberale ad un tanto al chilo Sallusti,il coro è stato unanime.

Alla portavoce di Ultima generazione è stata fatta la lavata di capo consueta: il 70 per cento degli italiani vorrebbe in galera gli imbrattatori: perbenismo italiota.

(L’alluvione in Emilia Romagna non era ancora avvenuta,il cambiamento climatico era solo ideologia….)

Gli obiettivi sono giusti,sbagliato il metodo si discetta ( paternalismo italiota)

Alla portavoce della protesta romana degli studenti lavoratori attendati c/o la Sapienza, invece,è stato ricordato che loro,quelli dello star system,hanno fatto i pendolari da Como a Milano per anni, perché non si può avere l’ università sotto casa.

Obiettivo giusto ,protesta civile, moralismo imperante.

È uscito di sfuggita il grido di dolore che la casa dello studente inaugurata da Zingaretti nel 2021 giace chiusa fra topi e immondizia : prassi dell’Amministrazione.

Insomma il dato che con la pandemia le università si erano svuotate e i posti di lavoro pure,e che le giovani generazioni di studenti – lavoratori sono costrette allo sfruttamento selvaggio per campare,è stato menzionato come sciagura acquisita .

Durante la manifestazione sindacale di Milano,Landini ha osato dire che con uno stipendio di mille euro non si vive, sia che si è lavoratori o studenti lavoratori.

Apriti cielo.

Lo dicono tutti,tutti i giorni,come prendessero il caffè al bar.

Veniva voglia di mandarli a quel paese tutti,di portare quel pubblico dibattito sotto la categoria della disuguaglianza e della lotta di classe vs posizioni che hanno il marchio del politicamente vomitevole .

In tutto il mondo gli studenti sono un avanguardia intellettuale progressista : vedi donne iraniane,studenti israeliani,ad esempio.

In Italia vengono trattati da bamboccioni,se non frequentano i rave party e non sono anarchici o dei centrisociali brutti sporchi e cattivi.

NB la classe politica tutta è ancora sotto choc per quello che i giovani combinarono negli anni settanta.

Per questo parlano di riforme strutturali per ogni cosa: non le faranno mai.

3.7 1939 L’inizio della strage infinita del nazismo

Brano tratto da 1939 Attacco nazifascista all’ Europa, e book gratuito fino al 7 luglio di Pierluigi Raccagni

  1. LA FALSA PACE DI HITLER

Mentre la Germania nazista annientava la Polonia e Stalin si creava il suo scudo protettivo antitedesco, la Francia e l’Inghilterra, al di là dello sdegno, non fecero poi molto per aiutare la Polonia.
E sì che c’erano stati accordi ben precisi fin dal 19 maggio del 1939. Poco dopo la rottura del trattato tedesco-polacco, il ministro della guerra polacco si recò a Parigi per incontrare il generale Maurice Ga- melin.
L’intervento della Francia avrebbe dovuto svolgersi in tre tempi se- condo il protocollo d’intesa firmato il 19 maggio: esecuzione immediata di un’offensiva aerea, intervento offensivo su obiettivi limitati, piano offensivo verso il quindicesimo giorno.
Ma Daladier voleva evitare bagni di sangue e ci riuscì.
Basta pensare che nei primi quattro mesi di guerra la Francia nel 1914 aveva perso 450.000 uomini e nei primi quattro mesi del 1939, 1434.
La prudenza francese, dunque, era più che giustificata.
La Francia non aveva grandi unità blindate, non aveva una grande fan- teria motorizzata, non aveva aviazione tattica, né grandi contingenti di paracadutisti.
Anche gli inglesi, pur nella loro caparbia posizione antifascista. ave- vano inviato nel mese di settembre solo 6 divisioni nel continente. Poca cosa di fronte alla linea Sigfrido dei tedeschi.
Una volta conclusa la campagna, la Wehrmacht cominciò a trasferire le sue divisioni vittoriose verso Ovest, per presidiare appunto quella linea Sigfrido che doveva sbarrare la strada a inglesi e francesi, anche se fra l’8 settembre e il 1° ottobre, non aveva fatto quasi nulla per aiutare i polacchi.

E il 6 ottobre Hitler in un discorso a Berlino fece la parte del pacificatore, che tanto piaceva a Mussolini e con più sincerità a tutti i popoli dell’Europa, che di guerra non ne volevano sentir parlare.


Il Führer sollecitò il riconoscimento della Polonia, la sospensione delle ostilità, l’apertura di negoziati e compensi coloniali.


La suggestione di pace, manipolatrice, truffaldina e grottesca era un modo per continuare la guerra.
Si videro iniziative veramente ridicole, se non fossero state preludio di una tragedia.


“Noi non vogliamo fare guerra ai francesi” vi era scritto sui cartelloni che i tedeschi innalzavano sulla sponda tedesca.
Radio Stoccarda mise in onda slogan propagandistici che si direbbe oggi erano slogan di buonismo a buon mercato tipo” gli inglesi danno le loro macchine, i francesi i loro petti”


E poi, tanto per non farsi mancare nulla, si arrivò al clou della politica spettacolo: aerei tedeschi, sorvolando il massiccio centrale francese lanciavano manifestini che riproducevano il discorso del Führer del 6 ottobre davanti al Reichstag: “io ho cercato soprattutto di disintossicare i rapporti con la Francia in modo da renderli sopportabili per entrambe le nazioni. Ho già precisato, nella maniera più esplicita, le esigenze te- desche in proposito e non mi sono mai allontanato da questa dichiara- zione…ho rinunciato a riproporre il problema dell’Alsazia-Lorena, non per essere stato costretto, ma perché questo problema non costituisce in alcun modo una questione che possa mai pesare sui rapporti (…) La Francia lo sa.
È impossibile che un solo uomo di stato francese possa dichiarare che io abbia mai presentato alla Francia un’esigenza incompatibile con l’onore della Francia o con gli interessi francesi.”
Cfr. Claude Bertin, La sconfitta della Francia, Ginevra 1972, pag. 35

La propaganda nazista mirava a demoralizzare le truppe francesi.
Il fronte era sorvolato da aerei che lanciavano volantini riproducenti alcuni passi del discorso di Molotov dell’ottobre, i quali gettavano la responsabilità della guerra sui guerrafondai inglesi e francesi.

L’interrogativo che prevaleva su un’opinione pubblica francese ango- sciata per una nuova guerra era “se valesse la pena morire per Danzica o per l’Inghilterra”.
Hitler era ben contento che le potenze” plutocratiche e guerrafondaie” come Francia, Inghilterra e Stati Uniti rifiutassero le sue offerte di pace, così aveva modo di preparare quella guerra totale che era la sua mas- sima aspirazione storica.
E così i tedeschi cominciarono a fare sul serio in fatto di armamenti. Per dispiegare tutta la potenza teutonica era necessario utilizzare le ma- terie prime e importare quelle che riceveva dalla Russia.
Hitler si preparava a fare le cose in grande.
Fra un po’ la guerra fasulla sarebbe stata il migliore dei mondi possibili.

Crea un sito web o un blog su WordPress.com

Su ↑