Si potrebbe sintetizzare che il trionfo dell’ homo homini lupus è entrato nella routine quotidiana: gli atteggiamenti del vivere civile,la postura amorale,il confine sottile fra guerra e pace portano alla considerazione che tutto è lecito,tutto è permesso. L’ indulgenza verso chi ammazza, in genere nella guerra di tutti contro tutti,  però non è la conseguenza di una consapevolezza di fare del male. Così la banalità del maligno trionfa,tutti hanno paura di tutto,salvare il proprio particolare lasciando la valle di lacrime alla condizione che non c’è vita senza guerra è diventata condizione universale dei professionisti della violenza. Netanyahu,Trump,Putin continuano imperterriti nel massacro,nel nome del nazionalismo e dell’ imperialismo degli affari privati in atti d ‘ ufficio. Zelensky risponde con la stessa moneta, però è stato aggredito in una guerra inutile.Chi,trattasi di minoranze rumorose più che sediziose, blatera che bisogna passare dalla guerra imperialista alla rivoluzione comunista ha sbagliato secolo e non possiede armi.Intanto fra tavole rotonde di giorno e raid notturni Usa e Iran si disputano le nuove coordinate della geopolitica.Finche’ c’è guerra,poi, non si possono fare riforme, né riconversioni produttive ed ecologiche. Costringere, però,i tartassati dalle bombe ad una pace ingiusta, è negare la realtà.