La morte dello studente Lorenzo Parelli, deceduto durante l’ultimo giorno di stage nell’alternanza scuola lavoro, settimana scorsa ha riportato in varie città gli studenti a scendere in piazza.

Niente di trascendente la normale prassi di un’agitazione studentesca, che ha visto pure la protesta per la seconda prova scritta alla maturità e contro l’alternanza scuola lavoro.

Ma le manganellate della polizia a Torino e Napoli sulle teste dei giovani studenti della secondaria hanno fatto scalpore.

Tanto che ci sono state interrogazioni parlamentari di PD e Sinistra alla ministra degli interni Lamorgese, che a sua volta ha bacchettato i prefetti per una tenuta dell’ordine pubblico da repressione poliziesca.

Il fatto gravissimo è la morte dello studente che addolora in modo dilaniante; le manifestazioni in piazza,secondo la madre di Lorenzo, sono state una carezza al figlio.

Quello che è accaduto dopo,invece,sono cose che accadono nell’identità fra razionale e reale in ogni paese dove gli studenti non accettano il sistema educativo o lo contestano.

Capiamoci.

La Lamorgese per tutte le manifestazioni mantiene la chiave interpretativa di sempre: il diritto a manifestare è sacrosanto,il problema è che vi sono i cattivi che si infiltrano ( anarchici e centri sociali).

Una volta era la sinistra dei” gruppuscoli”extraparlamentari.

Inutile star qui a polemizzare con affermazioni di rito,retoriche,da sbadiglio..

Così come la giornalista – blogger- attrice Selvaggia Lucarelli che ha intervistato gli studenti picchiati dalla polizia su Domani, sembra in vita sua abbia visto solo le proteste studentesche in televisione ,manco in internet.

Senza reducismo e senza presunzione,la mia generazione ha fatto tanto sul piano realistico della rivolta anti sistema.

Così si può dire che fra studenti e polizia negli anni sessanta e settanta non ci sia stato mai un rapporto amichevole.

In genere la contrapposizione studenti polizia è un classico dell’universo conflittuale

Forse dalle manifestazioni degli studenti del Politecnico a Milano del 1848 vs. Cecco Beppe e autorità costituite…

Per cui il tenere gli studenti nella bambagia alla Lucarelli,li fa sembrare più deboli di quello che sono.

Non che debbano provare il fragore della battaglia,non che debbano fare chissà che cosa: solo che la contestazione di settimana scorsa ha messo in luce la fatica del movimento degli studenti ad aggregarsi.

La furia repressiva della polizia contro uno sparuto gruppo di studenti minorenni, fa comprendere quanto debole sia il movimento e quanta enfasi si metta in scena per manganellare con ferocia chi in tempi di sudditanza alza la voce per dire no.

I feriti fra i minorenni delle scuole secondarie umilia i manifestanti,scesi in piazza per una questione realmente tragica come la morte del ragazzo e il disagio studentesco in generale.

Vogliamo lasciare che gli sceriffi non rispettino la Costituzione,?

Vogliamo non dare ascolto a Mattarella che ha esortato il Parlamento ad ascoltare gli studenti?

Ma i poveracci che in galera prendono mazzate gratuite?

E quando la repressione recentemente ha mazzolato i lavoratori della logistica, la Lucarelli cosa faceva?

E quando le manganellate negli anni settanta erano il pane quotidiano?

I giovani studenti sono stati puntuali a manifestare,non hanno bisogno di inconsolabili democratici e forse mettere insieme la protesta vs la repressione con la lamentela degli scritti alla maturità è cosa confusa.

La libertà e così bella a 16 17 anni…

Solidarietà agli studenti scesi in piazza, comunque,vere avanguardie di un malessere educativo represso da 2 anni di pandemia e di riforme mancate.

Ci si risparmi però l’enfasi della repressione alla Pinochet,quando abbiamo conosciuto Scelba,Cossiga e il G 8.

Immagini di repertorio