Massimo Carminati, ex Nar, uomo dalla sub – cultura di estrema destra degli anni settanta, tolkiniano letterato della “terra di mezzo”, è a casa sua, con obbligo di dimora.

Visto il curriculum della sua brillante carriera di fascista al servizio dello stato reazionario,(depistaggio strage  di Bologna,mandante  omicidi Fausto e Iao,omicidio Pecorelli etc), il sedicente capro espiatorio della mattanza nera ha indubbiamente tanti santi in paradiso.

E poi se cadono i termini della carcerazione preventiva un cittadino ha diritto di uscire di galera in attesa del processo, anche, o soprattutto, se si chiama il Nero Carminati.

Il “Mondo di mezzo” di Carminati, la sua psico ideologia di un realtà che sta fra i vivi, quelli che stanno in alto e i morti, quelli che stanno in basso, però non è una trovata estemporanea e suggestiva.

In effetti la galassia nera degli anni settanta e anche dopo ha sempre abitato il regno dell’illegalità contro le istituzioni, con il favore dei potenti ( i vivi) a danno dei morti ( quelli che non contano nulla).

L’Italia è un paese  di intrighi e di privilegi,stare in mezzo significa vivere nella rappresentazione della legalità, per maneggiare l’illegalità.

I Nar con Giusva Fioravanti, la Mambro e altri esponenti delle SA italiane terrorizzarono la Roma democratica degli anni settanta sino al 1981.

E la ragion di stato degli anni settanta è chiaro che tifasse più per Carminati che per Renato Curcio.

In questo stare sospeso fra legalità apparente e illegalità criminale il “Mondo di mezzo” di Carminati ha fondato la banda della Magliana, grande incrocio di spaccio, di controllo del territorio, di favori ai politici, agli amministratori, alle istituzioni romane fino al generone affaristico delle cooperative.

Il personaggio Carminati è da “Romanzo criminale”, da” Suburra”; amico dei politici di tutti i colori era perfettamente inserito nel sistema che in Italia non vuol sentire parlare di democrazia compiuta, ma solo di affari criminali al di là delle etichette politiche.

E così mentre la famiglia di Giulio Regeni attende che il governo decida fra ragion di stato e verità della morte del figlio, il Mondo di mezzo avanza: chi ha trucidato Regeni lo si sa,ma i nomi non si possono fare.

La “terra di mezzo” di Tolkien è abitata solo da orchi di tutto il mondo.

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