” Tutti promossi” ha deliberato il ministro dell’istruzione Lucia Azzolina, per la gioia di milioni di studenti.

Tutti d’accordo partiti e opinione pubblica perchè non si poteva fare altrimenti.

Pure se in Francia e in Germania riaprono le scuole ( per studenti di ogni ordine e grado), in Italia, secondo l’esimio cattedratico epigone di Benedetto Croce, Ernesto Galli della Loggia, il tutti promossi è diseducativo, mette gli studenti nella bambagia del familismo e del mammismo italiano.

Siccome non si poteva annullare l’anno, il professore, con qualche dubbio, ha proposto di ricominciare l’anno scolastico il 25 agosto per poi chiuderlo fine dicembre con scrutini veri, e non farlocchi come quelli che ci saranno a giugno.

Tutte le idee in questo periodo sono buone per chi non può tacere per lavoro: ma questa è un po’ stravagante.

Ma il super – prof è terrorizzato dal fantasma del 6 politico ed è sicuro che la scuola sia attraversata dall’ignoranza diffusa degli studenti ( è una vita che il professore insieme ad Angelo Panebianco chiede più selezione).

Certo che la scuola a distanza non produca effetti positivi sul territorio nazionale perchè nel solito Sud si fa fatica ad avere il tablet in casa per tutti gli studenti (non per pigrizia, ma anche per indigenza), il prof dei prof dimentica che il primato della salute, PRIMUM VIVERE DEINDE PHILOSOPHARI, in questi casi equivale al proverbio pop del “meglio un asino vivo che un dottore morto.”

Trattare il problema dell’educazione solo dal punto di vista di una necessaria fiscalità selettiva, poi, senza percepire che le differenze di classe incidono enormemente sullo status degli studenti è un vizio antico della classe liberale ( ma oggi esistono i liberali?)

Se l’Italia ha il primato degli abbandoni scolastici negli istituti professionali e tecnici vorrà dire pure qualcosa,prof.!

E’ vero che la scuola deve attrezzarsi per convivere con la pandemia, e che il telefonino non è il dizionario della lingua italiana.

Ma è anche vero che, come si dice dai tempi di Giolitti, bisognerebbe pagare meglio gli insegnanti, che comunque hanno dato in questo periodo quello che potevano dare.

Tanto l’ignoranza diffusa non è solo prerogativa dei discenti.

Stendiamo un pietoso velo sulle insipienze di quelli che contano e cantano nei talk show….

E poi, se manca il diritto allo studio, ma viene assicurato il diritto alla salute,chi vivrà vedrà.

Intanto gli studenti devono studiare, ovvio, proprio perchè in questo periodo tragico ognuno deve fare la sua parte.

Non era il caso perciò di scomodare la scienza infusa dell’esimio.

PS il vero problema sarà recuperare in ogni senso i più piccoli, materne ed elementari, che non mantengono facilmente le distanze per la loro voglia di stare al mondo,

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