La notizia è passata fra emergenza epidemia e guerriglia mediatica su prescrizione, ma non è di secondo piano

Quelli che venivano chiamati i misteri d’Italia sono diventati il segreto di Pulcinella, quello che sanno tutti, quell’ovvietà che non si può non riconoscere.

Perchè la procura generale di Bologna tre giorni fa ha ufficializzato di aver individuato i mandanti del più grave attentato in Europa dal dopoguerra,che costò la vita a 85 persone alla stazione della città emiliana:

Licio Gelli, finanziatore, con due milioni di dollari provenienti dal crac del banco Ambrosiano;

Umberto Ortolani, mente della P2, condannato per il crac Ambrosiano, pure lui finanziatore;

D’amato, il super prefetto ai vertici del Viminale, organizzatore di talento della strage:

Mario Tedeschi, già senatore Msi, direttore del Borghese che avrebbe orchestrato la ” gestione mediatica della strage”.

Peccato che i patrioti citati siano tutti defunti.

La manovalanza era del tutto nera ( Mambro, Fioravanti, Ciavardini , Cavallini, sempre dichiaratisi innocenti).

Il giro degli stragisti oscillava fra Avanguardia Nazionale, Nar e mafia calabrese e servizi segreti.

Tutti con il senso dell’onore e della patria e dell’anticomunismo golpista.

Come da Piazza Fontana in poi.

Come si vede il problema del fascismo in Italia, che ora è avallato come questione storico – folcloristica del secolo scorso, non è mai stato estinto.

Si potrebbe dire che dal 1945 in poi di strutturale, oltre la solita pizza, nel nostro paese c’è sempre stata la presenza di nazi – fascisti,mafiosi in combutta coi servizi segreti per impedire l’avvento di una società autenticamente democratica.

Avete mai sentito una parola di condanna da parte della Lega, di Fratelli d’Italia e pure di Forza italia di quel periodo?

Avete mai sentito Salvini e la Meloni dichiarare che una vera pacificazione nazionale ci sarà solo quando verranno portati in tribunale non solo l’elenco dei mandanti delle stragi ormai all’Inferno, ma quelli che si sono nascosti nel Paradiso della doppiezza, della corruzione, del sottobosco dei poteri forti, a volte più incisivo del potere di palazzo.?

Il discorso vale per tutto il periodo dello stragismo fascista e mafioso: la verità, si dice, non a sproposito potrebbe far saltare l’Italia dei poteri forti e occulti.

Noi, come tutti, speriamo che ora, come hanno sottolineato gli avvocati dei familiari delle vittime, qualcuno si accinga a parlare.

Anarchici da suicidare e da mettere in galera qui non ce ne sono e quegli anni sono da non dimenticare, sopratutto quando si ha a che fare coi fascisti di oggi e i loro collaborazionisti, negazionisti in mala fede.

Che rimangono incompatibili con la democrazia.