Difficile stabilire che abbia detto la frase del titolo. Se il liberale Giolitti nel 1901, se Mussolini nel 1939, se Chuuchill alla caduta del fascismo il 25 luglio del 1943.

E’ vero che se la frase l’avesse detta Mao, sarebbe stata ripresa da Capanna e Rizzo, ma la provenienza della profezia di matrice incerta, non è propriamente “de sinistra”.

Però è abbastanza vera, o verosimile.

In un paese che è l’ ottava potenza industriale del mondo, che ha risparmi privati in banca superiori alla media europea, che ha il 50% del patrimonio artistico globale, si dice che ci sia una massa di poveri di oltre sei milioni di persone.

Il debito pubblico è il secondo più alto del mondo, l’evasione fiscale anche, la mafia spadroneggia in almeno quattro regioni.

Eppure il popolo del volontariato è a livello mondiale, i migranti sono detestati da molti ma accolti da tanti altri etc.

I giovani laureati faticano a trovare un lavoro, le donne proletarie, invece, sono sfruttate nei campi come cento anni fa,per raccogliere pomodori a tre euro l’ora.

Adesso che siamo sull’orlo di una Weimar in salsa Mediterranea, con un fascismo strisciante che va ben oltre i voti espressi dalla Lega, l’emergenza democratica ha fatto dei giovani antifascisti degli estremisti in una Repubblica fondata sull’antifascismo.

Il reddito di cittadinanza, poi, è cosa normalissima negli altri paesi europei.

Il reddito di cittadinanza, infatti, è il sussidio di disoccupazione europeo, niente di più, niente di meno. In una Repubblica fondata sul lavoro è il minimo che si possa chiedere.

I caporioni di una sinistra perdente, che oggi chiedono diritti per chi lavora, fino a pochi anni fa pontificavano che la democrazia costa, e che quindi le spese della politica bisognava non toccarle. Siamo il paese dove un deputato qualunque ,( Razzi ad esempio),  ha guadagnato più di Obama.,

Tutto il mondo è paese,però.

Cosa dire degli americani che vogliono esportate la democrazia in tutto il mondo con il primato della vendita delle armi, dell’incremento del nucleare, con gli stati ancora con la pena di morte e con la discriminazione razziale dura a morire?

E cosa dire dei francesi della Rivoluzione illuminista con il loro nazionalismo coloniale mai domo ( vedi Africa), o degli inglesi che non si sono mai fidati dell’Europa e ora temono di lasciarla?. Oppure dei tedeschi che non hanno mai ripagato i danni di guerra alla Grecia mettendola alla corde con l’eurocrucco?

Anche qui esempi infiniti.

Ma il diffuso sentimento dell’anti -stato incrementato dallo stato, dell’illegalità incrementato da chi dovrebbe pure combatterla, ha dato l’alibi all’ingovernabilità permanente. Anche se ci sono stati più di 60 governi in 70 anni, governare l’Italia è un lusso di coerenza che pochi si possono permettere. E non si tratta solo di partiti,ma anche di società civile ( Male – Educata).

Churchill, Giolitti e Mussolini riconoscevano agli italiani un dato di fatto incontrovertibile, quello di vivere alla giornata.

Poi qualcuno provvederà. ma forse questo ci salva parzialmente dal nulla.