C’è voluto il tremendo procuratore giustizialista Nicola Gratteri dalla Gruber a ricordare che in Italia bisognerebbe dare un taglio a stipendi,emolumenti dei parlamentari e apparati dello stato. compresi i magistrati. Il movimento Cinque stelle con Grillo era esploso sulla contestazione degli stipendi della casta, che poi è diventata la revisione dei vitalizi a sistema contributivo perché lo scempio morale verso il popolo bue era troppo grande.Con tanto di corsa trasversale dall’ avvocato Paniz, quello di Ruby, che si è preso a cuore l’ ingiustizia verso i diritti acquisiti dei parlamentari. Ora con l’ inflazione bestiale,la crisi energetica, i tagli al welfare e il numero dei poveri in crescita,ogni tanto a qualche mezza tacca del politicamente corretto viene ricordato che in Italia un parlamentare guadagna al netto almeno dieci volte più di un operaio con il più basso salario d’ Europa.Ma queste sono considerazioni dell’ Uomo qualunque, si dice con qualche ragione fondata,di quello che vuole assaltare il palazzo ,ma vota Vannacci e Meloni per la sicurezza e contro i migranti. Insomma, i privilegi del Palazzo e dei palazzinari non si toccano pena la decadenza nell’ indifferenziato del rancore sociale. Però quello che ha sancito il distacco fra popolo e politica,in maniera massiccia in questi dieci anni di evasione elettorale, è il rosario dei cornuti e mazziati: alla fine sono tutti uguali perché pensano solo a mangiare… Questa dizione che alla fine diventa alibi qualunquista di destra dovrebbe però preoccupare i nostri maestri di vita – lizio: non si può fare una patrimoniale agli ultra milionari,non si può mettere in discussione il cerchio magico dei privilegi delle lobbies,bisogna manifestare come dicono i padroni della baracca. E la lotta alle disuguaglianze, vera piaga sociale sul globo terracqueo, è rimandata alle prossime elezioni.

.
Rispondi