Siamo tutti brava gente. Ora che duecento ragazzini hanno dato la linea di come si può mettere in crisi un sistema spaccando le vetrine,gli esperti del mestiere del saper vivere si sono ritrovati nel siamo tutti brava gente.Non bastano gli aforismi di Flaiano e / o Leo Longanesi,quelli che recitano che ” in Italia non potremmo mai fare la rivoluzione perché ci conosciamo tutti”,oppure che “sempre da noi si vuole fare la rivoluzione con il permesso dei carabinieri”, per descrivere l’ esaltazione del beau geste,eroico ed inutile come recita pure dizionario. Tanto sono ancora profondi in Italia i legami della raccomandazione e del familismo, che il sottogoverno dei sentimenti può mettere d’accordo l’ opinione pubblica. Poliziotti che si tolgono i caschi al passaggio dei buoni,poggiano a terra gli scudi, manifestanti che offrono pasticcini e frittelle ai poliziotti,mamme che si immolano al gettito d’ acqua degli idranti per difendere i figli, manifestanti che gridano basta si poliziotti che menano come da loro lavoro….Tutto troppo bello. Quando però c’è da confrontarsi con il dolore di vivere degli altri, allora le cose cambiano , perché la trama umanistica diventa la paternalistica pacca sulle spalle, l’ omertà mafiosa che non vede milioni di ingiustizie, l’ egoismo di chi giudica senza voler essere giudicato,il correre sempre in soccorso al vincitore.

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