1945 BERLINO: L’APOCALISSE
“ Sporca e miserabile: tale fu la fine di Berlino.Non potè essere la più grandiosa vittoria finale della storia, tanto meno riuscì a diventare una magnifica fine germanica. Soltanto due delle figure che emergono nel crepuscolo possono risvegliare una particolare partecipazione umana: Goebbels e Weidling.Goebbels aveva nel male una statura superiore alla media e senza dubbio egli ha compiuto l’assassinio dei propri sei figli per i libri di storia…..”.
……Weidling, ( comandante della difesa della città n.d.a),è una figura tragica: con la sua fisionomia da avvoltoio, il monocolo, i suoi pantaloni infilati nei lucidi gambali, era tutto sommato un uomo – un uomo che in definitiva prese su di sé il proprio destino e si consegnò ad un futuro incerto, benché sapesse di avere dinanzi a sé qualcosa di peggio della prigionia, poiché gli era chiaro che i sovietici avrebbero puntato il dito su di lui, una volta che i suoi superiori fossero morti o scomparsi”.
Cfr.Erik Kuby, I Russi a Berlino, la fine del Terzo Reich,Torino, 1966,pag.108
Berlino era una città che dal 1944 era stata praticamente evacuata.
Si era però ripopolata di milioni di profughi provenienti soprattutto da est, dove era arrivata l’Armata Rossa.
Lo spettacolo che si vedeva in giro era il segno più evidente di come il nazionalsocialismo avesse ridotto la Germania.
Accampati nei parchi i profughi dell’est, i berlinesi si contendevano un pezzo di carne di cavallo, una sigaretta che sapeva di catrame bruciato, un riparo qualsiasi che potesse ospitarli,veterani della guerra mutilati si erano vestiti in borghese, vecchi della Volkssturm e ragazzini della Hitlerjugend si aggiravano con aria disperata, in attesa della battaglia decisiva che doveva “ cambiare le sorti della guerra”,secondo Hitler.
Alcuni cinema erano rimasti aperti, in fondo era il giorno del compleanno del Fṻhrer.
Ma la gente era solo ubriaca di stanchezza.
Stanca della guerra, stanca della retorica nazionalsocialista, viveva nel terrore di essere fatta a pezzi dalla Raf, oppure dall’Armata Rossa.
Intanto a sud di Berlino i russi, il 21 aprile, avevano scompigliato la debole difesa dei tedeschi impadronendosi di Zossen.
A nord le ali interne di Zukov e di Rokossowski avanzavano da una parte e dall’altra, minacciando persino Spandau.
I generali tedeschi consideravano la difesa impossibile.
Il comandante del gruppo d’armate Heinrich pensò per un momento di trascurare la capitale per stabilire un fronte difensivo fra l’Oder e l’Elba.
La sera del 21 aprile Hitler, sulla soglia della follia allucinatoria, telefonò in tutte le direzioni fornendo nuove indicazioni tattiche.
La carta che si voleva giocare era quella di un’ estrema difesa da parte di Steiner, di cui Heinrich, aveva ordinato la sostituzione.
Steiner, aveva sì raccolto circa 20.000 uomini provenienti anche dalla marina da guerra e dai licei, ma non aveva cannoni, né carri armati, né carburante per poter combattere.
Solo pistole, fucili e bombe a mano.
La scalcinata armata nazista non poteva di certo fermare i russi, ma Hitler voleva un segnale forte. Tutte le aspettative di Hitler si concentrarono sull’attacco di Steiner.
Perché se il generale delle SS Steiner attaccava da nord,la 12° Armata di Wenck da ovest, e la 9a armata di Busse da sud, c’era la possibilità di tenere i russi fuori dal centro della capitale tedesca.
Erano le congetture della follia.Ma voleva dire che Hitler non si era arreso alla realtà, nonostante le recriminazioni per la codardia dei suoi generali.

Lascia un commento