Settembre fa i conti con quello che era in sospeso dopo la pausa dal punto di vista politico. Viene in mente i pastori d’ Abruzzo del Vate,ma invece di migrare si pensa a rimettere under fire, cioè di mirare con assoluta precisione il campo largo,che,come si sa,deve ancora decidere con le primarie il proprio leader.Non è un problema drammatico,o meglio per dirla alla Flaiano, è drammatico,ma non serio. Non tanto perché mancano il programma e la strategia,quanto perché il bombardamento vs.la Schlein è l’ unica cosa che trova d’ accordo il Movimento cinque stelle e tutta l’ estrema destra. Si dirà che è normale per la destra reazionaria,ma per la cosiddetta sinistra populista è una sciagurata avventura da spazzatura. Non ho mai votato PD,ma secondo, me è un autogol voler fare le primarie per una leadership che c’è già nei voti.Se Conte presume di diventare il premio Nobel per la pace mettendo d ‘accordo Zelensky e Putin ( parole sue) si accomodi,saranno le urne a decretarne la grandezza . Se vuole rimanere invece all’ opposizione criticando gli eccessi woke ( forse non ha capito che il woke viene dalla cultura afro americana e non dai decreti sicurezza ) perdendo le elezioni si accomodi. Basta che ogni giorno,insieme al Fatto di Travaglio,non suoni la canzone delle primarie con il solo intento di raccattare voti pro domo sua.@tutti