Lotta continua,sulle parole,mentre i massacri continuano.La polemica sulle dichiarazioni di Francesco De Gregori hanno portato pure Walter Veltroni a elogiare il cantautore per la presa di distanza da Bruce Springsteen vs. Trump.Ha rispolverato sul Corriere della sera di ieri il dubbio come arma critica insostituibile.vs. quella sinistra populista che ha processato la autore di successi “memorabili” nel segno dell’ antifascismo.Insomma il nostro Francesco si sarebbe dichiarato contro i totalitarismi esenti da dubbio come quello di Bruce e altri che non si limitano a opporsi al fascismo di Trump, ma pure organizzano culturalmente la sua opposizione. Vasco Rossi a Rai news 24 ha esplicitato il concetto dell’ umanesimo bottegaio con la lapidaria frase: finché c’è musica non c’è guerra. Tale superficialità di Veltroni è compagnia cantante è un classico di chi specialmente in questi anni si è arricchito,beato lui, e solitamente non ha grossi problemi da risolvere con le bollette..A De Gregori,Veltroni,Erri De luca, Vasco Rossi manca quella rabbia civile,quella voglia di riscatto degli ultimi ( Gaza ) che è patrimonio delle idee socialiste e libertarie dalle origini. Insomma si capisce o si intuisce che anche i bottegai dello spirito borghesuccio hanno permesso alla destra di vincere in Italia. La retorica dello spirito di bottega, non permette infatti di usare l’ arma della critica radicale verso un sistema di valori definito in crisi profonda da uomini che hanno ben altro spessore intellettuale dei canzonieri. Pure a stare con la sinistra americana di Sanders oggi si rischia di finire fra l’ estremismo più idiota e stalinista secondo ermeneutica alla “ualter”.

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