Si parla sempre più di comunismo che non c’ è più ( socialismo reale ,ovvio), e di un mondo che è orfano di una filosofia della prassi che ne ha condizionato il divenire.In questo senso Karol Wojtyla, durante il suo pontificato, in più occasioni parlò del crollo del comunismo a cui lui stesso aveva contribuito con Solidarnosc. Quando disse che il comunismo era stato un “male necessario” intendeva che dal male a volte può nascere la consapevolezza del bene.Nel senso che la necessità del comunismo non era un ,”dover essere metafisico”,ma un ‘inevitabile conseguenza della storia, insomma che Dio sapeva che il comunismo sarebbe crollato da solo nel tempo. Infatti completò la sua analisi con l’ espressione “chi ora si occuperà dei poveri?’ La storia gli ha dato ragione anche perché,sempre per citare il Pontefice,è facile essere comunisti  in un paese libero,difficile essere liberi in un paese comunista.  Espressione che trova oggi o ha trovato sempre ragione d’ essere nelle pieghe di un socialismo libertario che chiedeva,ai regimi comunisti dittatori sul proletariato giustizia sociale, solidarietà,rispetto per le minoranze,diritti civili. Hanno  sempre perso i libertari:vedi le repressioni staliniste sui Consigli operai di Budapest, a Praga nel 68,in piazza Tienanmen nel 1989,in Venezuela.. Le disuguaglianze assassine di oggi recuperano alcuni viandanti  fuggitivi come  socialdemocratici di sinistra.