Brano tratto da” 1941 Operazione Barbarossa e Pearl Harbour guerra totale” di Pierluigi Raccagni completamente gratuito dal 15 al 19 aprile.L’anno per il dittatore fascista non si apriva bene, non ne aveva azzeccata una e Hitler era seriamente preoccupato per la piega che aveva preso la guerra in Grecia, dove lo “spezzeremo le reni alla Grecia”, era diventata una stentata difesa dei confini albanesi.
Contrariamente a quello che si aspettava l’avvilito Duce, che non aveva nessuna voglia di intraprendere un viaggio che sapeva di espiazione, Hitler fu, come ricorda il giornalista William L. Shirer, cordiale, riguardoso e addirittura propenso alla piena collaborazione con l’italiano.Hitler intendeva aiutare gli italiani in Libia e in Albania, ma si lasciò sfuggire un commento che confermava quello che prima abbiamo esaminato: “(…) non credo che l’America possa essere un gran pericolo, anche se dovesse entrare in guerra. Un pericolo ben più grande è il gigantesco blocco di forze della Russia.
Benché con la Russia abbiamo accordi politici ed economici assai favorevoli, io preferisco rimettermi ai mezzi potenti di cui dispongo.”
Cfr. W. L Shirer, op. cit. pag. 125.Hitler, però, non rivelò le sue reali intenzioni verso la Russia, anche se il Duce fu ben contento di trovare un Hitler decisamente anti-bolscevico perché questo rilanciava il fondamento ideologico del fascismo internazionale di cui il Duce si riteneva ancora l’ideologo.
Hitler, per cercare di disattivare la presenza filo-russa nei Balcani e per cercare di ovviare al pasticcio della Grecia, agì come sempre su un piano diplomatico, in cerca di alleati fantocci decisamente anticomunisti se non nazisti.
Intanto attraverso l’Ungheria, stato fedele al nazismo dal 13 dicembre del 1940, aveva trasportato le proprie truppe verso la Romania.
E in Romania il gen. Antonescu aveva stabilito un regime dittatoriale, dopo che il re Carol aveva abdicato in favore del proprio figlio Michele.Antonescu si mostrò docile verso Berlino, ma non quanto pretendevano le Guardie di ferro, un movimento nazista romeno che sarà in prima fila nello sterminio di ebrei e rom.
Hitler, davanti alla repressione di Antonescu verso i nazisti romeni, si comportò da vero politico.
Non ruppe certo con Antonescu, gli faceva troppo comodo, e occupò l’intera regione, anche se, come abbiamo visto, con l’adesione al Patto Tripartito la Romania era stata occupata parzialmente fin dal 23 dicembre del 1940.
Hitler occupò pure la Bulgaria, sempre per proteggerla dall’orco stalinista, il 2 marzo del 1941.
L’operazione Marita contro la Grecia prendeva forma.
Ora bisognava convincere diplomaticamente la Jugoslavia, ma qui le cose non funzionarono come nei casi di Bulgaria e Romania.
A Belgrado non vi era la stessa adesione verso il nazi-fascismo che vi era in Bulgaria e Romania.
Il reggente della Jugoslavia, Principe Paolo, era stato educato a Oxford, era filo-britannico, era sposato con una principessa greca, insomma non era a favore dell’Asse.
Il problema per il nostro reggente era quello di contrastare le pressioni di Hitler perché Ungheria, Romania e Bulgaria si stavano riempiendo di truppe tedesche.
Il principe Paolo si trovava in un mare di guai, schiacciato fra l’incudine e il martello delle potenze occidentali e di quelle dell’Asse.
Le prime lo esortavano a resistere a Hitler e ad attaccare pure gli italiani in Albania, le seconde, cioè la Germania, promettevano che mai avrebbero invaso il suolo della Serbia se gli slavi del Sud avessero aderito al Patto Tripartito.
E quello di venir schiacciati in mezzo alla guerra totale fra i due schieramenti non era certo una metafora.Paolo fu convocato da Hitler fra il 4 e il 5 marzo al Berghof, gli fu pro- messa Salonicco e fu convinto a firmare il Patto Tripartito il 25 marzo del 1941.
Hitler ne fu contento al punto di dire a Ciano che l’accordo, che prevedeva di non far attraversare il territorio alle truppe tedesche, avrebbe facilitato l’attacco italiano verso la Grecia. Tutto però doveva ancora succedere