Brano tratto dall ‘ebook 1939 – 1945″ il racconto della guerra giusta” vol.I la svastica sull’ Europa completamente  tutto gratuito  da oggi al 7 maggio

L’EUFORIA DEL PICCOLO CAPORALE

Purtroppo lo svolgimento della campagna di Norvegia diede ancora una volta ragione a Hitler.

I tedeschi con due incrociatori da battaglia, una corazzata tascabile, sette incrociatori, 14 cacciatorpediniere e circa 10.000 soldati occuparono la Norvegia.

Il successo nazista, come già in Polonia, era attribuibile alla Luftwaffe che con i suoi 800 aerei riuscì ad intimorire la popolazione norvegese.

L’altra faccia della medaglia fu che il successo tedesco trovò giustifica- zione nella sconsiderata condotta dell’Ammiragliato inglese, che aveva le idee confuse su tutta la strategia tedesca nel mar Baltico.

Il 21 aprile a Lillehammer, a Nord di Hamar, vi fu il primo scontro fra truppe inglesi e truppe tedesche di tutta la seconda guerra mondiale. 

Si risolse con la vittoria dei tedeschi che avevano l’appoggio dei carri armati e dell’aviazione.

La notte del 29 aprile il re di Norvegia e i membri del suo governo furono presi a bordo dell’incrociatore inglese Glasgow, il primo maggio il governo fu trasferito addirittura a Tromsø, parecchio al di là del circolo polare artico.

Forse sulla luna i norvegesi avrebbero trovato un po’ di tranquillità.

Tutto andava a gonfie vele per il Führer che era così raggiante da voler invadere subito la Francia dopo tanta attesa.

Anche se il Führer, comandante indomito a cui andava tutto bene, aveva palesato momenti brutti in varie circostanze.

I comandanti della Wehrmacht, Göring, Brauchitsch, Halder, Keitel, Jodl, Raeder, durante la campagna di Norvegia, avevano avuto la sen- sazione che Hitler, per rovesci militari anche di poca entità, perdesse la testa.

O meglio, passava da euforia a depressione, troppo facilmente.

Ma era solo una sensazione.

E poi non era il caso di sottilizzare con introspezioni psicologiche sul brutto carattere del Signore del Male.

La Germania non perdeva un colpo, gli alleati arrancavano. Austria, Cecoslovacchia Polonia, Danimarca, Norvegia: l’uso della forza aveva fatto dei tedeschi degli invincibili guerrieri, l’onda d’urto del nazifascismo sembrava inarrestabile.