“Un intervento illuminante come una lampadina nel buco del cesso”. Così si espresse Tito Perlini, uno dei più raffinati filosofi italiani ( secondo Claudio Magris) purtroppo deceduto alcuni anni fa.
Quando eravamo colleghi in un liceo milanese ( dopo Tito andò a insegnare teoretica a Venezia), Perlini stroncò in questo modo un arrogante preside reazionario.
Oggi il filosofo sarebbe disperato, per le lampadine ovviamente, perché il pensiero reazionario, parafascista, para- nazionalsocialista è tornato in auge.
In Italia, in Francia, nell’Europa degli illuministi, come nell’ America di Trump ,si assiste ad una gara a chi ha le palle più dure per cacciare migranti, metterli al rogo, mandarli tutti a mare: puzzano di povertà, danno fastidio più della cacca dei cani che imbratta il marciapiede delle nostre città.
Anche a Capalbio, a dire il vero, quando si è prospettato di insediare gruppi esigui di disperati c’è stato qualche “ma, insomma…vediamo di sviluppare un discorso più generale………..bla, bla, bla.”
Scappano dalla fame e dalla guerra? Fatti loro.
I pezzenti non danno niente e non meritano niente, il dolore non fa prodotto interno lordo.
Però gli emigrati regolarizzati che versano all’Inps 11 miliardi di euro all’anno, quando erano sui barconi erano monnezza, ora sono brave persone venute in Italia per lavorare.Si potrebbe andare avanti all’infinito.Nella valle di lacrime nessuno è innocente, ma il nazionalsocialismo strisciante potrebbe diventare un cancro difficile da estirpare.
L’illuminazione da buco del cesso, comunque, l’ha avuta il Salvini pensiero.
Questi,, davanti alla caserma Montello, a Milano,insieme a Casa Pound, ha detto alle forze dell’ordine di disubbidire perché viene ordinato loro di trattare quelli che scendono dai barconi con troppa umanità. Manganellate per i centri sociali, per i migranti, amore e indulgenza verso la brava gente.
Fra Gesù e Barabba il popolo scelse Barabba……….
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