Dovevano essere gli operai a ereditare la storia della filosofia, secondo il filosofo di Treviri.

Perché il loro sfruttamento, una volta disattivato con il socialismo, avrebbe riconsegnato loro il ruolo di uomini, anziché  quello di bestie da soma.

Invece, oggi, miliardi di proletari hanno ereditato, con il fallimento dei valori del socialismo in ogni dove , solo la libertà di consumare senza avere poi i mezzi per farlo.

Certo il sistema dello stato padrone era sbagliato, l’utopia è stata tragica e pure sanguinaria, le libertà civili sono fondamentali, la classe operaia non è più soggetto politico maggioritario, ma i disperati, quelli non solo ci sono ancora, ma contano sempre meno nella vita di tutti i giorni.

Così sono chiamati a essere cittadini solo nel momento in cui devono rinnovare le classi dirigenti, che in Italia, sulla loro pelle hanno fatto una fortuna immeritata soprattutto negli ultimi venti anni.

Chi pensa che questi siano temi demagogici è una carogna.

Non vuole riconoscere che per molti proletari, vecchi e nuovi, questa democrazia non è una culla di civiltà, ma la tomba della loro dignità.

Tra gli ” invisibili” di oggi, ci sono categorie che una volta erano destinate ad essere classi dirigenti: giovani laureati e diplomati, precariato in genere, uomini e donne single con una forza lavoro che nessuno vuole riconoscere perché “mancano le competenze, perché poco produttivi”, perché troppo normali per essere degni di attenzione merceologica.

Gli ” invisibili” sono quelli per cui qualsiasi governo di qualsiasi colore degli ultimi vent’anni li ha ridotti a controparte non solo del capitalismo (dialettica necessaria), ma dell’imperialismo buono dei sentimenti buoni, delle pari opportunità, delle quote rosa ( le donne in Italia sono pagate una miseria rispetto all’Europa), etc.

Scrivo “eccetera” perché tutti sanno già tutto, perché l’omertà dei vecchi reazionari ( la DESTRA di sempre), e dei nuovi padroni ( LA SINISTRA parlamentare) fa sì che un concetto di dignità si possa esprimere, mai affermare nella prassi.

PER CUI ANDARE A VOTARE AL REFERENDUM AIUTA I REAZIONARI DI OGNI COLORE.