Ricerca

La Storia sono Loro

– storia e storie della democrazia –

4.9 L’ odio di una parte della società civile verso i più deboli: guerra d’inciviltà

Si direbbe che il successo editoriale del libro ” il mondo al contrario”del Generale Vannacci sia ben riposto.

Non solo vende bene e razzola male,ma il successo sembra normale.

Mi ha schifato,come a tutti ,i meschini insulti a Michela Murgia,ma anche alla vittima dello stupro di Palermo,gli evviva agli stupratori di Caviano,il compiacimento maggioritario per le parole di Giambruno sulle ragazze ree di ubriachezza.

Questo solo in due giorni.

I social la fanno da padroni e amplificano l’orrore,ma l’orrore ormai è sedimentato in una coscienza di fallimento generale,dei rapporti umani,che forse non è una novità: anche se ora lo spettacolo dell’odio e dell’insulto e ‘ accettato a livello di massa.

E tutto ciò non riguarda solo l’estrema destra che gioca con Hitler e Mussolini con la goliardia di una festa universitaria.

Riguarda anche personaggi di ogni latitudine politica, sinistre istituzionali o no,con assenso senza riserve ai crimini di guerra in Ucraina.

Insomma la libertà di vomitare sul prossimo, magari in difficoltà, diffamazioni,è stata sdoganata come libertà d’espressione.

Con la stessa sicumera,se sei contro Putin,sei un bastardo filoamericano, se sei vs. Zelensky uno stalinista fallito( buona la seconda…)

La discussione via chat rasenta diffamazione,rancore,odio contro tutti quelli che analizzano il problema con categorie razionali,non fatte solo di statistiche,ma anche di approfondimenti non banali.

Poi ci s’indigna se le giovani generazioni prendono a calci umani e animali,fino a ridurli in fin di vita.

Per non farsi prendere dallo sconforto bisogna avere molta forza.

Guardare ad esempio le migliaia di iniziative del terzo settore,la semplicità di chi si occupa di chi sta male.

Piuttosto di atteggiamenti fasulli e disgustosi alla Marco Rizzo,alla Salvini,alla Santanchè,alla Donzelli e via di seguito, un interrogarsi sui propri limiti sarebbe un passo in avanti.

La terza guerra mondiale non ci sarà,speriamo.

Ma se l’odio è il cemento della convivenza si va ad affondare nell’ abisso del nulla.

Quanto ci manchi

1.9 La fascisteria clownesca governativa si prepara all’autunno: sarà caldo?

La sortita della Meloni a Caviano dopo l’intreccio fra pedopornografia e camorra,salutata con plauso dalle istituzioni in prossimità (?)non è entrata nelle storia: poca gente che gridava vogliamo lavoro e claque di supporto alla premier.

Per la cronaca,la presidente ha fatto il suo,e che doveva fare?

Perché intanto il Belpaese,bello,ma inutile, fa acqua da tutte le parti,non solo per colpa dei reazionari governativi,ma per il dissesto psichico e culturale degli ultimi vent’anni.

Sono le proteste per le promesse non mantenute che cominciano a preoccupare i padroni del vapore.

Proteste molto tiepide a dire il vero,come se la maggioranza della popolazione fosse contenta di quello che non ha.

Dagli aiuti all’Emilia Romagna non pervenuti,all’eliminazione del Rdc con corsi di formazione fantasma,dalla tassa sugli extraprofitti in banca,finita in vacca,al mancato taglio delle accise sulla benzina,dal taglio del superbonus per l’edilizia,al salario minimo non legiferato: ci si domanda se tutto ciò e molto altro non fossero altro che spot elettorali per le elezioni europee.

L’antisemitismo di De Angelis,il sessismo da parte di Giambruno compagno – camerata di Giorgia,il generale Vannacci e il suo mondo al contrario triste e reazionario, il clownesco modo di rivedere la storia in chiave repubblichina negazionista,lasceranno il posto alla rabbia sociale?

Sembra di no,per ora.

L’autunno caldo dopo l’estate torrida e’auspicato,da almeno vent’anni.

Ma lo scetticismo in proposito non è disfattismo.

Se un governo toglie il minimo di sussistenza ai morti di fame dovrebbe esserci una insurrezione,almeno etica.

Se vi sono quattro milioni di lavoratori poveri,falcidiati dall’inflazione,qualche migliaia di persone in strada dovrebbero sfilare.

Invece vince l’impotenza,la rassegnazione per la prossima mancia,il prossimo ristoro,il prossimo straordinario detassato.

Il governo, stabile nei sondaggi, che tiene i conti a posto e le ingiustizie al suo posto, gode di buona salute e discreta stampa.

E le varie mafie che controllano lavoro nero e caporalato sono senz’altro alleate della pace sociale.

Bisognerà tirare la cinghia con la nuova legge di Bilancio?

Per tirare la molotov la benzina costa troppo…

30.8 Migranti “La pacchia è finita”,ma la pacchianeria abbonda.

“La pacchia è finita”,è la grande frase che il ministro Salvini pronuncia sulla questione migranti da quando faceva il buffone al Papeete.

Adesso che gli sbarchi sono aumentati del 100 per cento nel 2023,ci vuole un nuovo decreto sicurezza che assicuri i confini nazionali dall’invasione,secondo il più fascista della compagnia.

A dire il vero ha già fatto tutto la destra:dall’annuncio del blocco navale, all’ arresto degli scafisti,alla morte delle vittime: senza distinzione di razza,sesso e religione…la fortuna elettorale ha ripagato la generica xenofobia.

Secondo gli ” studiosi” targati lega e fratelli di Italia,la sinistra spinge per accogliere tutti,il centrodestra per selezionare in base ai flussi fra regolari e irregolari.

Per questo, però, bisognerebbe mandare al macero la Bossi Fini,mai messa in discussione manco dalla sinistra..(non si capisce perché la legge sia stata scolpita sulle Tavole Sacre ).

Ora che la Confindustria ha sottolineato che ci vogliono mezzo milione di migranti per lavori che gli italiani non vogliono fare a prezzi stracciati ( è successo agli italiani emigrati in Germania,Svizzera,Francia, Belgio..etc soprattutto nel dopo guerra al posto dei locali),la destra ha finalmente pensato che non si può prenderli a cannonate.

Quello che non dicono i pacchiani e arroganti ministri governativi è che l’emigrazione è ancora un cavallo di battaglia per le elezioni amministrative,politiche,europee,stellari.

Ma qui gli italiani non sono soli.

Persino in Australia dove, ad occhio, c’è un continente per tutti,vi sono restrizioni all’immigrazione .

Non parliamo di quei paesi che prendono ucraini a valanghe,ma hanno paura degli africani,dei pakistani,afghani etc etc.

Quello di fare la colpa alle ONG è una pacchianata oscena: solo il 10 per cento degli sbarchi e ‘delegato alle organizzazioni non governative.

Gli appelli della presidenza della Repubblica e del Papa dopo la tragedia di Cutro hanno persuaso i maestri di pensiero nostrani trumpiani ad andarci piano a fare morire la gente in mare.

Non possiamo spostare Lampedusa, troppo vicina all’ Africa,comunque,e i 27 paesi europei,virtuosi nei conti bancari,sono poco propensi a contare le vittime in mare.

Siamo un paese di migranti,ieri morti di fame,oggi di giovani che vanno a cercare all’estero una sistemazione.

E l’ Europa è quello che è quando si tratta di accoglienza.

Ne abbiamo per tutti:ma non possiamo vivere di rancori,come vorrebbe il Generale Vannacci,che è amico del sor Mortacci.

28.8 Putin + Trump,binomio perfetto della reazione..

Putin, che presumibilmente ha abbattuto l’aereo che trasportava Prigozihn e comandanti Wagner, e Trump, che mostra la grinta del golpista dopo il formale arresto, sono il biglietto da visita che i reazionari di tutto il mondo aspettavano.

In comune l’amerikano e il russo hanno tante cose: il disprezzo della democrazia e dell’illuminismo, l’odio verso il diverso,le simpatie conclamate verso i movimenti sovranisti,la battaglia contro l’accoglienza, il capitalismo corporativo,le maniere spicce con le quali si proclamano portatori di una nuova visione del mondo,basata sul carbone fossile.

Putin,nella palude di una guerra indefinita vs.l’ Ucraina,Trump alle prese con una guerra infinita contro i procuratori dopo Capitol Hill, sembra piacciano all’Amerika profonda,alla Russia profonda e anche a un’Italia superficiale e rossobruna.

I motivi sono tanti, ma uno è semplice e dominante.

Hanno una visione del.mondo modello “generale dietro la collina”,vedono nel patriottismo il senso del loro egoismo nazionale,sono indifferenti alle disuguaglianze globali.

Nel nazionalismo mettono dentro tutta la coincidenza degli opposti possibile,ma su una cosa sono pappa e ciccia oltre misura.

La cultura della ricchezza,dello sfarzo volgare,della potenza assassina,della demagogia criminale.

Si ergono a paladini della libertà liberista: nel loro guardaroba non c’è posto per la solidarietà.

La ricchezza li rende immortali,ma non hanno imparato nulla dall’ amico Silvio Berlusconi.

25.8 Il generale segregazionista,sessista,omofobo: macchietta per i nazisti dell’ Illinois…

Lo si potrebbe definire una macchietta il generale Vannacci,che è l’erede più del generale fascista Graziani che del reazionario Badoglio.

Il suo libro,”il mondo al contrario”,non ha bisogno di particolari letture filologiche.

Su una cosa ha ragione: nel titolo.

Il Male,la discriminazione,il fascismo culturale,il qualunquismo che vomita sono degni di un mondo rovesciato, dove i valori della democrazia vengono messi in discussione da istituzioni che per Costituzione dovrebbero essere antifasciste.

Lui è solo il trombone di turno,che canta le lodi al KKK de noantri,che rivendica il diritto all’odio e alla discriminazione.

Donzelli,Salvini,sono degni di humus culturali da campi di sterminio, edulcorati da libertà di espressione.

Se tu disegni una stella a cinque punte su una latrina di periferia rischi il reato di istigazione alla violenza.

Invece istigare all’omofobia,al disprezzo verso la libertà affettiva,al razzismo verso i migranti e ‘ un esercizio di libertà di pensiero contro la egemonia di ebrei ricchi,di sinistra,neri,donne etc

Un’imitazione grottesca del nazismo,che Crosetto,ministro conservatore,ma non sciacallo fascista , ha bollato come farneticazioni e che i Blues Brothers hanno regolato nel capolavoro di J.Landis.

E mi si consenta,berlusconiana mente,di scrivere che non è vero che le sortite quotidiane contro i diversi sono solo strumenti per distrarre dalla situazione economica non proprio in linea con “il salveremo tutti” e” non lasceremo indietro nessuno….”

Il generalissimo sa che un posto in parlamento fra i banchi della destra reazionaria e fascista nelle radici, e’ ‘prenotato.

Si dice che il libro del generale venda di più di quelli della Murgia: anche per il Mein Kampf il successo fu garantito dalla mentalità dei governanti in carica… e dai tedeschi patrioti ,brava gente in fondo.

23.8 La tavola rotonda per teste quadre del politicume italiota.

Non ci vuole un gran fiuto politico per denunciare che l’attuale classe politica rispetto a quella della prima repubblica è oggettivamente una nullità.

Lo dicono tutti i giorni gli addetti ai lavori alle prese coi disvalori della mediocrità rappresentativa.

Faziosa,ignorante,vociante,arrogante: pochi hanno il tratto intellettuale e culturale dei Martelli,Craxi,Andreotti, Spadolini,Berlinguer, La Malfa scusate se cito a caso,ma ci siano capiti.

La faziosità,peculiare ai Guelfi e Ghibellini,Bianchi e Neri,a fascisti e antifascisti ,patrioti e apolidi,etc è costume nazionale,

Ma non riguarda più scontri di fondatezza teorica,pratica,esistenziale.

La faziosità urlata nasconde un omologazione di comportamenti puerili,idioti,dove la classe dirigente finge di erigere barricate,ma in realtà è ben contenta che la contesa,fra destra e sinistra,diventi un tirare avanti all’indefinito di riforme mai fatte.

In questo modo la democrazia diventa un sacco vuoto,una filastrocca di opinioni buttate lì e poi rimangiate,un accontentare lobby,corporazioni,consorterie,associazioni,ma raramente il cittadino semplice,che onestamente si guadagna il magro salario .

E quindi si sente sempre narrare, davanti alle difficoltà, che bisogna creare un tavolo di lavoro che permetta di andare oltre a ideologie pregiudizievoli.

Poi si mette in discussione via Rasella,la strage di Bologna: fra un po’ diranno che le Br hanno messo la bomba di piazza Fontana…..

Falso, in atto pubblico.

Uno dei tantissimi.

Di bugiardi in malafede sempre a caccia delle streghe… Meglio se rosse…

Ma chi si ricorda?

21.8 Perché in Italia si parla ancora di comunismo e fascismo ?

È solo in Italia che il confronto fra fascismo e comunismo è ancora in auge?

Se lo chiedono i soliti liberali che considerano il fascismo e il comunismo due patologie antidemocratiche.

Il Galli della Loggia è sempre in prima fila nel chiedersi perché il secolo breve da noi è diventato lunghissimo.

Il Prof scrive che in Italia è facile vedere lapidi che testimoniano dello stragismo nero,mai del terrorismo rosso.

Osservazione quasi banale.

In Italia c’è stato il fascismo del Ventennio,quello della Repubblica di Salò,quello dell’Msi,quello del neofascismo stragista,quello istituzionale di oggi

Non mi risulta che i comunisti siano mai stati al potere: l’antifascismo, anche militante, ha accompagnato l’emancipazione di milioni di proletari,ha difeso la democrazia dalle logge,dalle collusioni con ampi settori dello stato,ha combattuto per la democrazia per decenni.

Il prof scorda che le Br firmavano i loro comunicati con la sigla Mpro,Movimento proletario di resistenza offensivo,scorda che il 68 è durato un decennio perché il contesto avveniva in un ‘ Italia ancora povera,analfabeta, clericale ,classista che sognava il socialismo,ma non riusciva a completare il ciclo di riforme sempre promesso e disatteso.

Insomma fascismo e comunismo,termini generici,si sono sempre battuti sul terreno della lotta di classe,diventata nei momenti più aspri guerra di classe,o meglio guerra civile strisciante.

La teoria degli opposti estremismi regge poco.

L’Italia ha generato il fascismo,ma anche il movimento comunista più forte d’Europa.

Il comunismo armato della fine anni settanta e’ stata una tragedia scaturita pure dall’ingiustizia sociale seminata per decenni dalla classe dirigente,poco liberale e molto reazionaria.

E Galli della Loggia dimentica che la Costituzione è antifascista.

18. Letture d’agosto: seconda parte: Stalin non voleva la guerra,i nazi sì

E book gratuito di Pierluigi Raccagni dal 17 al 21 agosto

QUEL SABATO DI SOLE

Il 5 maggio al Cremlino fu offerto un ricevimento in onore dei giovani ufficiali promossi alle Accademie militari.
Il discorso di Stalin durò quaranta minuti, del contenuto non si seppe molto; ma dopo lo scoppio della guerra venne fuori che Stalin era ben consapevole di quello che stava capitando.
In sintesi disse che la situazione era estremamente grave, non era da escludersi un attacco tedesco a breve.

L’Armata Rossa non era abbastanza forte per sconfiggere il nemico. considerate le carenze di armamento, addestramento e difesa delle frontiere.
Il governo sovietico, continuò Stalin, avrebbe usato la diplomazia per rinviare l’attacco tedesco in autunno.
Se fosse riuscito a negoziare la guerra contro la Germania nazista si sarebbe combattuto solo nel 1942.
L’Inghilterra, proseguì Stalin, non era liquidata e gli Stati Uniti, facendo leva sul Patto di non aggressione con il Giappone, porranno l’URSS al riparo in futuro sulla possibilità di agire su due fronti da parte dell’Asse.
Il 6 maggio Stalin assunse la presidenza del governo, Molotov divenne vice presidente e ministro per gli affari esteri.
Il motivo del cambiamento, indicava la gravità del momento.
La diffidenza di Stalin verso l’Inghilterra raggiunse in quei giorni l’apice alla notizia della fuga di Rudolf Hess in Scozia.
Stalin a questo punto credette di aver visto ancora una volta il volto della verità e il comunicato della TASS del 13 giugno, divenuto famoso, per la sua assurdità, confermò lo schema rigido del gran capo nell’in- terpretazione degli eventi.
Il testo della TASS attribuiva a fonti britanniche il diffondersi dell’al- larme, sottolineava che la Germania stava rispettando il Patto del ’39, così come stava facendo l’URSS.
Veniva sottolineato che da Berlino non era arrivata nessuna proposta di rinegoziazione dell’accordo.
Il 14 giugno Timošenko e Zukov suggerirono di schierare le truppe sul confine.
Stalin rispose: ”ma voi proponete la mobilitazione (…) questo significa la guerra (…) lo capite o no?”
Era difficile però opporsi alla cecità staliniana da parte dei generali dell’Armata Rossa.
Bisogna ricordare che il ricordo delle purghe del 1937-1938, con le quali i quadri dell’armata erano stati liquidati e massacrati, era ancora vivo. Le grandi purghe delle gerarchie civili e militari disorganizzarono e de- moralizzarono le forze armate oltre il limite che avrebbe potuto nuocere

al potere staliniano, timoroso di quadri ufficiali troppo forti davanti al potere politico, ma causarono anche l’indebolimento delle stesse da- vanti al nemico.
In quei frangenti Stalin non si smentì: fece arrestare il comandante delle forze aeree, combattente di Spagna, e il commissario d’affari a Parigi considerato troppo antinazista.
L’unica cosa che Stalin si degnò di fare fu quella di portare gli uomini sotto le armi a cinque milioni; molte volte non avevano di che mangiare
o di che vestirsi.
L’Armata Rossa all’inizio della guerra fu mandata allo sbaraglio per deficienze strutturali che anche i tedeschi non mancarono di sottoli- neare: la sottovalutazione dell’avversario però alla fine risultò fatale proprio ai nazisti.
Sabato 21 giugno era una bellissima giornata di sole sia a Mosca che a Berlino.
Al Cremlino, però, si viveva un clima al limite dell’isteria: inquietudine, ordini contraddittori, confusione, le notizie su un’imminente guerra con la Germania si aggravavano di ora in ora.
Alle 21:30 della piacevole serata moscovita Molotov ricevette Friedrich- Werner Graf Von der Schulenburg, l’ambasciatore di Germania.
Era l’estremo tentativo di Stalin di cercare di intavolare coi tedeschi un qualche negoziato.
Molotov disse che vi erano segni che il governo tedesco non era con- tento di quello sovietico e che i sovietici non riuscivano a comprendere i motivi del malcontento.
Si era arrivati, da parte sovietica, al pettegolezzo e alla vana chiacchiera pur di prendere tempo, non essere travolti dalla guerra, cercare in ex- tremis una soluzione.
Molotov non sapeva che in quelle stesse ore Von Ribbentrop aveva in- viato un lungo radiomessaggio a Schulenburg, ordinandogli di distruggere tutti i documenti cifrati esistenti nonché di mettere fuori uso tutte le apparecchiature radio.
Doveva, l’ambasciatore, riferire subito a Molotov una dichiarazione nella quale si diceva che, mentre la Germania si era attenuta lealmente al patto nazi-sovietico, la Russia l’aveva ripetutamente violato.

17.8- 1941 Letture di agosto,prima parte : la fine del patto nazi – sovietico….

Brano tratto da e book Operazione Barbarossa di Pierluigi Raccagni,gratuito dal 17 al 21 agosto

L’Unione Sovietica avrebbe praticato “sabotaggio, terrorismo e spionaggio” ai danni della Germania.
Avrebbe cospirato con la Gran Bretagna per attaccare le truppe tedesche in Romania e Bulgaria.
Alle 03:00 del mattino a Berlino il telefono dell’ambasciata sovietica squillò destando il consigliere Valentin Berezhkov.
Von Ribbentrop, annunciava la voce, desiderava, o meglio, voleva vedere immediatamente l’ambasciatore Vladimir Dekanozov.
Quando il consigliere rispose che ci sarebbe voluto del tempo per sve- gliare l’ambasciatore, si sentì rispondere che una macchina del ministero degli Esteri tedesco si trovava già davanti all’ambasciata sovietica di Wilhelmstrasse.
I sovietici trovarono un Ribbentrop agitato, confuso, forse ubriaco. Senza tanti preamboli e con la consueta arroganza, il ministro degli esteri nazista interruppe l’ambasciatore Dekanozov che cercava di intavolare una discussione sui punti che vi erano da chiarire sui rapporti tedesco-sovietici.
“Non è di questo che si tratta” disse Ribbentrop.
Consegnò quindi una copia dello stesso memorandum che nello stesso istante Schulenburg a Mosca stava leggendo a Molotov.
Come scrive Shirer: “la luna di miele nazi-sovietica era finita”.
L’ambasciatore sovietico fu colto di sorpresa, lasciò la stanza senza stringere la mano ai diplomatici tedeschi rammaricandosi della fine dell’alleanza. Nel pomeriggio del 21 giugno Hitler scrisse a Mussolini una lettera che rimarcava una sintesi suprema della Koinè nazionalsocialista.
Vale la pena di riportare il passaggio più significativo: “Duce! Vi scrivo questa lettera in un momento in cui finalmente dopo mesi di preoccu- pazioni e di riflessioni e di una continua attesa che mi ha logorato i nervi, sono stato portato a prendere la decisione più grave della mia vita (…)
L’Inghilterra ha perduto la guerra. Come una persona che sta per anne- gare, essa si afferra ad ogni fuscello. Ciò non di meno alcune sue spe- ranze non sono prive di una certa logica…La distruzione della Francia (…) ha fatto continuamente volgere lo sguardo dei guerrafondai inglesi..continua

Crea un sito web o un blog su WordPress.com

Su ↑