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La Storia sono Loro

– storia e storie della democrazia –

17.1.2017 CI SEDEMMO DALLA PARTE DEL TORTO, VISTO CHE GLI ALTRI POSTI ERANO TUTTI OCCUPATI. ( B. BRECHT)

L’aforisma di Bertold Brecht, noto  e usato, è anche frutto di molteplici interpretazioni.

I posti, come si sa, sono sempre occupati, soprattutto i posti a sedere in prima fila, quelli comodi, quelli dei primi della classe,non in senso scolastico.

Per cui i posti occupati sono sempre di quelli che  hanno qualcosa  da dire,  da dare,ma sopratutto  da prendere.

Ogni riferimento   alla corruzione nazionale, politico – mafiosa è puramente casuale.

“Da ciascuno secondo le sue capacità, a ciascuno secondo i suoi bisogni”, come diceva il nostro filosofo di Treviri ( Carlone, per il popolo del Web), è andato a farsi benedire.

Prevedeva una società nella quale uomini e donne lavorassero non per un salario, ma per l’emancipazione di se stessi  e dell’altro  uomo.

E’ finita male: uguaglianza al ribasso, nella povertà, nessuna competizione e quindi poca libertà di intraprendere e di parlare.

Il sistema del socialismo pratico è stato il nemico principale della libertà e del liberalismo per un secolo, dalla rivoluzione di ottobre in poi, si dice oggi a livello accademico e pubblicistico. 

Il criminale Stalin,però, alleato con Churchill e Roosevelt contro il nazifascismo, salvò il capitalismo liberale con la vittoria della democrazia nella seconda guerra mondiale.

Una buona parte del welfare dal basso, è frutto della lotta contro l’imperialismo onnivoro che ha salvato milioni di uomini dalla fame e dalla malattia nel Terzo mondo.

I comunisti, in tutto il mondo, si sono battuti contro l’analfabetismo e per una sanità per tutti.

Il prezzo che ha dovuto pagare il genere umano, mette i comunisti dalla parte del torto, oggettivamente.

Ci vuole però uno sforzo,  per digerire le schifezze dei guru dell’impero mediatico.

Il” nuovo pensiero benpensante del politicamente corretto”,  ha scoperto la povertà, ha scoperto il bisogno, ha scoperto l’indigenza, ha scoperto che il capitalismo, libero e selvaggio, ha creato danni irreparabili nelle carne e nello spirito di milioni o miliardi di persone.

A Davos, in Svizzera,    i ricchi del pianeta hanno ribadito che le disuguaglianze crescenti, per cui otto superpaperoni hanno la stessa ricchezza di metà dell’umanità, porterà alla rivolta e alla rabbia, nonchè alla crisi della democrazia.

Quando lo dicevano i no global e il movimento di Genova furono mazzate per tutti quelli che  contestavano la nuova torta, fatta non certo di investimenti, ma dalla ricchezza facile della finanza e della rendita.

Così, moderati riformisti benpensanti e  liberali di buoni studi,prima della crisi del 2008, facevano passare per estremiste tesi che oggi vengono predicate nelle Chiese e negli oratori.

La ragione dei nuovi conformisti, molto anticomunisti e anche populisti, molto liberisti e poco democratici, è sconcertante:peccato che non ci sia più una vera sinistra di classe, dicono,ma loro stessi, quando c’era, la bollavano come antistorica.

Per questo voglio un posto dalla parte del torto, quello dell’imperialismo dal volto umano ha già occupato i posti della “corretta democrazia”.

Ogni periodo storico ha le  sue tragedie e le sue commedie.

La buona fede, di cui ci si vanta per scusare pure le malefatte quotidiane, è un fatto che riguarda la singolarità  individuale,ma  se si tramuta in progetto politico, tutti abbiamo ragione, e nessuno torto.

Le ventilate elezioni a giugno saranno invocare come la medicina di tutti i mali, per chi non vuole cambiare posto e non avere torto.

Sono già fuori dall’assegnazione dei giusti posti quelli che oggi andranno a lavorare all’Italsider di Taranto, offrendo forza- lavoro  per un salario da cancro ai polmoni, per loro, almeno, un posto dalla parte del torto bisogna riconoscerlo.

Anche se il  posto  più occupato è quello dello” spettacolo  della sofferenza” in TV o sul WEB

Voglio  stare dalla parte del torto, se la ragione è quella che ha scoperto che la povertà e la miseria, sono da vendere come qualsiasi altro prodotto.

Carlone, ( Karl Marx), diceva a proposito che” le idee dominanti sono quelle della classe dominante”.

 

 

15.1.2017 ITALIANI, A NOI!

 CRONACA ESCLUSIVA sulle nostalgie nere.

13.1.2017 KONSUMISMUS MACHT UNS FREI

C’è un alternanza frenetica fra desiderio di liberà e desiderio di ordine ” consumistico”.

Se una società basata sul consumo del superfluo percepisce che i consumi vanno calando è crisi profonda.

Così almeno sembra quando tutti i giorni sui network viene data notizia che i consumi calano, oppure crescono, oppure in generale  sono in aumento rispetto a sei mesi prima, ma non rispetto ad un anno prima.

I ristoranti da master chef sono pieni, ma  quelli del ceto medio arrancano… e così via.

L’Italia, nel 2016 è stata in deflazione, non accadeva dal 1959, ma da dicembre c’è stata una” ripresina”.

“Non si capisce più niente”, ci vorrebbe più ordine nel regolare la vita di milioni di individui, partendo dai loro desideri, si dice sui media.

Desideri indotti finchè si vuole, frivoli quanto basta però, per aspirare ad una inflazione controllata.

Si sottolinea  desideri, perchè i bisogni, quelli fondamentali,sono considerati non degni di essere realizzati.

Danno poco profitto; scuola, sanità, cultura intesa come progettazione del futuro,casa a prezzi decenti, procurano un mucchio di seccature.

Se il ceto medio non consuma, l’economia va a pezzi, chi ha qualcosa deve consumare quel qualcosa che permetta al ciclo produttivo di non fermarsi.

Poi ci si consola nella piscina umanistica dell’ erudizione.  L’acqua,, in quel caso non è mai gelata, l’umanesimo a buon mercato lo si può spacciare per solidarietà.

Per questo essere poveri oggi è dura.

Nemmeno  il pregio storico della categoria sociale del proletariato ti viene donata.

Ti chiamano,  ” dimenticato”, non tanto da Dio, quanto dal mercato. .

ELOGIO della guerra totale quale espansione dei consumi ariani

10.1.2017 L’Olocausto è stata la più grande realizzazione compiuta dalla burocrazia e dalla ferocia dell’appartenenza ad una “terra”. Contro gli ebrei ieri, oggi contro tutte le “diversità” poco rassicuranti, l’individualismo di una “società liquida”,senza certezze e piena di paura,impone la tragedia dello spaesamento teorico – pratico.

 OMAGGIO a  ZYGMUNT BAUMAN, FILOSOFO DI ESTRAZIONE MARXISTA, MORTO IERI ALL’ ETA’ DI 91 anni

8.1.2017 A MUSO DURO,contro la camorra che spara ai “negri”, le mafie che sfruttano i disperati,i lager chiamati “accoglienza”, i populismi xenofobi. MIGRANTI DI TUTTO IL MONDO CREPATE, ma non ci sporcate.

A Muso duro contro  chi crede che i migranti non scappano dalla guerra e dalla miseria ma da un resort di lusso,

A Muso duro contro chi sostituisce un dignitoso salario con i voucher,

A Muso duro contro chi scambia lo sfruttamento per ottimizzazione del lavoro,

A Muso duro contro chi mente, pretendendo che la violenza della menzogna sia solo una post – verità.

6.1.2017 Il vero delitto è lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo, Buona Befana.

4.1.2017 Quando la Grande Bellezza era un altro film

2. 1. 2017 L’orrore per il terrorismo è di tutti, l’orrore per la guerra no

Istanbul   ripropone l’eterno orrore del terrorismo, che fa parte della Fenomenologia dell’esistenza umana.

Il terrorismo, come la guerra, è contenibile, ma non è assolutamente eliminabile.

L’orrore verso il terrorismo, che fa sembrare l’orrore per le menzogne del web una barzelletta,fa comprendere che la pace è un’utopia praticabile nella quotidianità, con la lotta intransigente verso le contraddizioni che paiono irrisolvibili. Come lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo, la violenza dell’accumulazione della ricchezza sulla miseria altrui, il disprezzo verso la diversità di sesso, di razza e religione.C’è lavoro per tutti i costruttori di pace. Anche se avvoltoi e iene la fanno da padroni.

 

 

 

 

 

31,12.2016 La post VERITA’,( quella del WEB), ti fa male lo so. L’unica verità è quella post rivoluzionaria: Babbo Natale c’è e lotta insieme a noi.. BUON 2017

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