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– storia e storie della democrazia –

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19.6 Gioventù fascista e nazional- socialista, fiore all’ occhiello della doppiezza meloniana….

L’ inchiesta di Fanpage trasmessa da Formigli sulla 7, nella quale un campo di Gioventù Nazionale,organizzazione giovanile di Fratelli d’ Italia,si è trasformato in una birreria tedesca del Terzo Reich  o in un’ osteria di avvinazzati fascisti del ventennio, è stata negata con stile omertoso da vari esponenti governativi.

Duce,duce,Sieg Heil,ragazzi di Buda,olio di ricino, manganelli,sono stati filmati da una giornalista infiltratasi fra le camicie nere.

Ma tutte queste immagini nel talk di Parenzo dell’ altro ieri sono state negate come poco credibili da Gasparri e dall’ intellettuale di punta del Meloni pensiero,certo Francesco Giubilei,che fa della storia democratica un incidente di percorso nel regno della reazione.

Non solo,ma questo individuo ha messo on line il nome della giornalista di Fanpage che ha costruito con coraggio l’ inchiesta: dategli voi l’ infamia che merita.

Secondo il Giubilei pure nelle sedi del PD si inneggia alle Brigate Rosse,questo per dire l’ onestà intellettuale del nostro.

Ma è sempre Giorgia la protagonista: la sua ipocrisia nel dichiararsi  pulita dalla storia nazifascista si scontra con la Gioventù del littorio,libera di autodefinirsi pure nazista.

Hanno sdoganato il fascismo in Europa,ora tocca al nazismo ,e praticare l’ antifascismo è da terroristi.

Parlano in pubblico di forni crematori, come Giuseppe Marasco di Fdi eletto a Manfredonia: battute da psicopatici,tutta gente da salvare e rimettere nelle fogne.

Come finirà non si sa.

Il sì governativo al premierato spinge l’ Italia fra le braccia del primato del presidente del Consiglio sul Parlamento.

Intanto in settimana il Consiglio della UE ha condannato la simbologia fascista di Fdi.

Ma siccome nel 2019 una risoluzione europea , votata pure a sinistra, anche dall’ avvocato Pisapia ex sindaco di Milano,ha omologato fascismo e comunismo come totalitarismi, tutto continuerà come sempre.

Il fascismo e il nazismo non ci sono più,rimangono solo i nazifascisti ….

Dalle elezioni Europee agli Europei di calcio: “l’ Italia conti di più  in Europa”…( Giorgia.G7)

Con Italia Albania di sabato sera, valevole per il girone di qualificazione dei  campionati europei di calcio, vinta per due a uno vs. l’ Albania, la guerra civile delle diffamazioni,pernacchie,negazionismo e talk show sulla guerra, squadrismo parlamentare,mafia, vanno in secondo piano nel palinsesto della autocoscienza nazionale.

E questo  in tutta Europa vista la presenza a Dormund di una marea di albanesi, e visto che il nazionalismo calcistico rimane una gioiosa riedizione olimpica sostitutiva della guerra,con qualche incidente da hooligans.

In  particolare,ora che in Europa sono tornati prepotentemente in auge tutti i disvalori del patriottismo facile ,retorico e buffonesco.ma identitario.

In questi casi la nazione si ricompatta,solo la nazionale ci fa sentire tutti italiani,si dice.

Se si vince siamo un’ eccellenza anche nel calcio ,se si perde è tutta colpa della decadenza strutturale del Paese.

Anche se siamo campioni d ‘Europa.

Si tifa, però , più per le squadre di club dove la vulgata delle tifoserie non risparmia niente, quasi che il calcio fosse un  complotto giudaico-massonico, dei poteri storti.

Chi ormai considera il pallone l’ arma letale del qualunquismo,quando da più  di un secolo è solo l’ oppio dei popoli in un mondo occidentale dove non c’ è più religione,non si rassegna alla stupenda banalità della sfera parmenidea.

Io pure difficile mi perda una partita, perché  il calcio è il calcio in tutto il mondo.

E poi il calcio davvero c’ entra poco con la politica.

Anche se ,ad ogni latitudine, vi sono sempre stati,connubi geo politici.

Stalin tifava per il Lokomotiv Mosca,la squadra delle ferrovie, perché facendo il ladro sui treni aveva in simpatia il personale,Mussolini era per la Roma dell’ Impero,Togliatti per la Juve degli Agnelli che inventerà Togliattigrad,Longo del Pci per l’ Internazionale,ovvio,Churchill per il Chelsea della Londra dei tories,Craxi per il Toro di Valentin Mazzola,Pasolini per la Lazio di Silvio Piola etc

Gianni Brera sosteneva che nella vita si può cambiare moglie,religione,partito,ma mai la squadra del cuore.

Qui c’è l’ Italia di Spalletti nettamente inferiore sulla carta a Francia,Germania,Spagna,forse Inghilterra e Portogallo,come dice il perfido Mourinho.

Nel ritiro degli azzurri in Germania è andata in scena la presentazione della nazionale: un “Italiano vero”di Toto Cutugno ha pacificato il ricordo del  presidente Pertini con l’ italianità che piace ai nostri immigrati giustamente nostalgici, per chi ha dovuto cambiare paese per campare.

In Germania sempre immigrati siamo e saremo.

Ora che l’ Italia,secondo il governo,ha un ruolo centrale in Europa,una vittoria sarebbe il lieto fine di una retorica nazionalista e patriottica che si intravvede in tutte le occasioni sportive in modo forzato.

Se perde, lo spirito dei tempi si convertirà al tennis di Skinner: l’ importante che si canti Fratelli d’ Italia,con senso di appartenenza.

Qui sotto la foto di un italiano per cui giocare e vincere alla faccia di Vannacci.

  14.6 – Lo squadrismo lego – fascista ricorda G.Matteotti mandando un oppositore all’ ospedale.

Fino a ieri la ” picchiatrice” per eccellenza Ilaria Salis era additata come terrorista da Lega,Fdi e pure Forza Italia.

Dopo l’ attacco squadrista fascista alla Camera da parte di alcuni leghisti e  fratelli camerati d’Italia, che hanno menato con pugni e calci un deputato Cinque stelle,che voleva consegnare il tricolore al deputato Calderoli, ideologo dell’ autonomia differenziata,Ilaria Salis è da premio Nobel per antifascismo.

Il ras della Camera si chiama Igor Iezzi, leghista di estrema destra che ha presentato un disegno di legge per dare alle forze dell’ordine libertà di repressione.

Il deputato Cinque stelle Donno e’stato colpito con calci,pugni,e un colpo allo sterno in una mischia da schifezza mai vista.

Altri leghisti e post fascisti che facevano branco si sono distinti per teppismo istituzionale.

Uno di questi, nella gazzarra, avrebbe inneggiato alla X Mas, in risposta a Bella Ciao,cantata dai banchi dell’ opposizione.

Crippa della Lega ha difeso la Decima,sostenendo che Bella Ciao e’peggio perché inno comunista che inneggia a milioni di morti.

Non per il fatto che la Camera sia il paradiso della democrazia,ma per il fatto che fascisti e leghisti si possono permettere di tutto quasi godessero dell’ impunità assoluta,oltre all’ immunità parlamentare,  ci si aspettava che la presidenza della Camera prendesse provvedimenti severi immediati.

Invece a Iezzi sono stati comminati 15 giorni di espulsione,a Donne 4!?!!!

Così anche questa rissa da bar provocata da bullismo da 20.000 euro al mese passerà in cavalleria.

Se questi cominciano a usare la violenza in parlamento,vuol dire che considerano la violenza un metodo di prassi politica.

Rispondere colpo su colpo non è molto producente,ma farsi intimidire è impossibile.

Il nuovo modello di sviluppo deve tornare con la lotta di classe dappertutto,denunciando la deriva isterica,fascista,padronale,della maggioranza che ha  nella Gioventù Nazionale della Meloni, pretoriani dichiaratamente fascisti ( ieri sulla 7 da Formigli il servizio di Fanpage)

Sperando che Donno quereli Iezzi per percosse e aggressione, l’ esempio che viene dall’ alto è come sempre tragicomico.

Il tentativo di dichiarare che soprattutto comunisti,anarchici,libertati sono i fuorilegge del Nuovo Ordine è evidente.

Come sappiamo, abbiamo finito di parlare coi fascisti,nel 1945.

12.6 Meloni,Salvini,Le Pen,Afd,etc:dovete ringraziare l’ antifascismo se siete liberi

E sì che milioni di morti testimoniano che il processo di liberazione dal nazifascismo è stata una delle grandi svolte della storia umana quando democratici,liberali, socialisti,comunisti,anarchici, cristiani democratici, ebrei si unirono contro Mussolini,Franco,Hitler,Hirohito,Quisling,Laval etc

Ma ormai le fogne sono deserte .

Il marciume morale,culturale del Male Assoluto ha un seguito imponente in tutta Europa ed è tracimato in coscienze collettive.

I successi dei fascisti locali,non sono niente rispetto a quello che è accaduto in Germania e Francia, dove socialdemocratici e liberali sono stati annientati dall’ estrema destra nazi – fascista .

Sull’ Austria è meglio sorvolare , lì i nazi hanno il  padre fondatore del Male Assoluto.

La libertà di votare a Meloni e Vannacci,individuo da golpe cileno,l’hanno data gli antifascisti,poche balle.

È ora questi gongolano, perché sta trionfando l’ anticomunismo e l’ anti socialismo reazionario.

Il vento di destra è già arrivato, è ormai consolidato

La Salis come antifascista è stata giudicata come una picchiatrice,le stragi vengono nascoste,mille episodi dicono che senza un minimo di Resistenza reale per la difesa dei diritti costituzionali, il voto risulterà superfluo, perché la destra vincerà sempre.

Voce di popolo,voce di Dio: vai sui social e percepisci  che camicie nere,brune,e rossobrune sono convinte di aver ribaltato la storia del secolo scorso .

Paura? Non scherziamo.

In fondo,a pensarci bene,mio padre negli anni quaranta era stato fermato dalle SS al cinema Odeon di Milano,renitente alla leva della Repubblica di Salò rischiava la fucilazione.

E in fondo in Italia la sinistra parlamentare, PD Avs, ha racimolato milioni di voti sia nelle votazioni europee che in quelle amministrative.

E milioni di antifascisti non hanno votato.

Oggi a Bruxelles Meloni la farà da underdog di lusso,anche se in termini assoluti Fdi ha perso 700.000 voti.

La libertà e la democrazia hanno un prezzo da sempre.

Il governo si è rafforzato,senza dubbio,ma margini di Resistenza offensiva ce ne sono.

Pagheranno caro,pagheranno tutto, loro ,prima o poi, un giorno o l’ altro.

Panta rei,la vita continua,la lotta pure.

Georgia stravince, Schlein vince, Salis pure,5 stelle ko,ma nazisti e reazionari sono dappertutto..

In  Italia l’ astensione alle Elezioni Europee ( 49 per cento) l’ ha fatta da padrone,sottolineando che la disaffezione verso la rappresentanza parlamentare e’ in ‘una crisi irreversibile.

Ma un dato è certo.

Meloni stravince in Italia con un punteggio formidabile ( 2 milioni di preferenze),che attesta che insomma il fascismo era morto,ma ora è resuscitato come movimento ultra reazionario,Lega male nonostante le 500 mila preferenze al Generale,Forza Italia del badogliano Tajani regge comunque meglio della Lega come forza di centro.

A sinistra il PD grazie alla ventata  Schlein arriva quasi al 25 per cento,Sinistra e verdi grazie alla Salis ottengono il massimo del loro abituale consenso.

Altrettante considerazioni sono tristi,ma ampiamente previste: Calenda e Renzi risultano miserevoli ( non superano la soglia), perché un riformismo del genere è già di Forza Italia,Santoro è rimasto a servire il pollo e arriva al 2,.2 per cento.

E il movimento cinque stelle con Conte versione Che Guevara sembra  non credibile e fa un patatrac storico.

Morale: solita minestra per una sinistra diffusa che non va a votare,che è divisa su tutto,che ruota attorno ad una nobile storia che l’ elettorato non trova sufficiente per votarla.

Perché,si discetta,non occupandosi della questione sociale,lascia spazio alla estrema destra nazi fascista, come in Germania,Francia Belgio, Austria..

Può darsi,lo diciamo da venti anni,ma una prospettiva libertaria e socialdemocratica non la puoi costruire così, parlando di ridurre la settimana lavorativa a 32 ore,quando sai  che gli operai vivono di straordinari,come fanno i parolai con vitalizio ( la pace va bene a tutti,la dignità un po’ meno).

Le elezioni europee le ha vinte il vento di estrema destra a livello di opinione,sul governo di Bruxelles rimane il baricentro del Ppe, coi socialisti e liberali,il  moderato PD rimane il partito più votato a sinistra in Europa.

In Francia i neofascisti fanno andare Macron alle elezioni,in Germania  Afd neonazista raggiunge il 16 per cento ,la Fpo in Austria è la riedizione del nazismo anni trenta…

E in quei paesi i salari sono più alti che in Italia.

Non si tratta solo di soldi: bisogna trattare di salari,di immigrati,di diritti delle donne,di transizione di modernità,di ecologia,di scuola,di sanità: c’è lo diciamo tutte le volte.

Inutilmente.ciaooo bell

Avrei votato ancora lui,ho votato la Salis

Salvate il soldato Ilaria Salis

L’ antifascismo e l’ antagonismo non hanno nazione,una nuova Europa senza nazifascisti

6/6 80 anni fa: lo sbarco in Normandia che uni’ Churchill,Roosevelt e Stalin

E book gratuito Pierluigi Raccagni : 1944 Attacco al Terzo Reich

“Il giorno più lungo”, il 6 giugno del 1944, si dice sia un’espressione riferita da Rommel al suo aiutante di campo Lang.

Durante un’ispezione, guardando una spiaggia deserta, disse:” le prime ventiquattro ore dell’invasione saranno decisive (…) Tanto per gli Alleati, quanto per la Germania, quello sarà il giorno più lungo”.Ma proprio Rommel, colui il quale era stato delegato da Hitler a scatenare l’inferno sugli Alleati quella notte dormiva beatamente nella sua casa circondata da petali di rose a Herrlingen.

Ma proprio Rommel, colui il quale era stato delegato da Hitler a scatenare l’inferno sugli Alleati quella notte dormiva beatamente nella sua casa circondata da petali di rose a Herrlingen.

Degli alti ufficiali addetti al Vallo Atlantico la notte del 5 giugno pochi erano in servizio; il Quartier Generale del Fṻhrer avrebbe in seguito aperto un’inchiesta.

Il motivo di tale rilassatezza è da spiegare con il fatto che i tedeschi non solo erano privi di informazioni sul luogo dello sbarco, ma avevano pure sbagliato le previsioni del tempo.

Ike Eisenhower nel suo diario di guerra spiega così la faccenda:

“Il 5 giugno era il gran giorno previsto, il famoso D – Day; senonchè i bollettini ricevuti l’antivigilia erano stati così sfavorevoli, che alla

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riunione della mattina del giorno 4 decisi che era necessario un rinvio di almeno 24 ore (…).

La mattina del 5 giugno le condizioni atmosferiche erano migliorate solo lievemente, ma le previsioni per il giorno seguente lasciavano sperare in un miglioramento (…).

La data dell’invasione poteva essere fissata al più tardi per il 7 giugno, ma era impossibile rimandarla di altre 24 ore perché le navi destinate al bombardamento, che erano già salpate il giorno 3 dalle loro basi settentrionali, avrebbero dovuto rientrare in porto per rifornirsi di combustibile.

E alle 0,40 del 5 giugno decisi irrevocabilmente di lanciare i miei uomini nella lotta finale il giorno successivo”. Cfr.Enzo Biagi, La seconda guerra mondiale op.cit. n54, pp.423,424

L’angoscia di Ike era comprensibile, l’insperato miglioramento delle condizioni atmosferiche, annunciato dal colonnello Stagg per il 6 giugno, avrebbe comunque soddisfatto i requisiti minimi per lo sbarco.

“Sono dell’idea di dover dare l’ordine”, disse Eisenhower e la macchina si mise in moto.

Nella notte fra il 5 e il 6 giugno mentre i convogli si riunivano per gli sbarchi iniziali la più grande offensiva alleata della storia in Occidente iniziò con il lancio di alcuni manichini di gomma dotati di paracadute raffiguranti paracadutisti che toccando il suolo facevano scoppiare dei petardi come in una festa paesana.

I tedeschi, che se la presero coi manichini, capirono tardi che quei burloni di americani e inglesi facevano sul serio.

7.000 imbarcazioni avrebbero solcato il mare portando in Francia il contingente alleato,30 navi da guerra avrebbero investito la costa francese di un volume di fuoco terrificante.10.000 aerei avrebbero solcato il cielo della Normandia, 150.000 uomini sarebbero sbarcati sulla costa francese. Omar Bradley, responsabile dell’intera armata, avrebbe dovuto prendere terra a Utah e a Omaha Beach con l’appoggio di due unità aviotrasportate, la 82a e la 101a che avevano il compito di rendere sicure le operazioni nelle retrovie.

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Venti minuti dopo la mezzanotte i primi paracadutisti inglesi si lanciarono dagli aerei e i piloti dei primi alianti si liberarono dei rimorchiatori.

Poi, un’ora più tardi, gli americani della 101a e della 82a toccarono il suolo.

La notte buia e le condizioni non ideali portarono parecchi reparti a disperdersi.

I tedeschi avevano allagato vaste aree attorno al fiume Merderet e nell’entroterra delle spiagge, molti parà annegarono perché troppo appesantiti dall’equipaggiamento, oppure perché soffocati dal paracadute.

I tedeschi, che all’inizio furono colti con le “braghe in mano”, credevano che gli Alleati fossero dappertutto perché questi cadevano dal cielo in ordine sparso perdendosi sul territorio.

La 82a che doveva catturare la cittadina di Sainte – Mère -Ềglise tagliando i collegamenti ferroviari con Cherbourg andò incontro ad un massacro in una situazione immortalata dal film “Il Giorno più lungo” di Ken Annakin, tratto dall’omonimo libro di Cornelius Ryan.

Il paracadute di un soldato restò impigliato sul campanile, si finse morto, per non farsi sparare dai tedeschi che nella piazza del paese presidiavano lo spegnimento dell’incendio della chiesa fatto dagli abitanti che si passavano i secchi d’acqua di mano in mano.

In quel caos i soldati tedeschi della contraerea del posto facevano il tiro a segno coi paracadutisti americani che scendevano dall’alto.

In quella notte si lottò con tale odio e tale asprezza da ambo le parti in un modo che, secondo alcuni storici, mai si sarebbe più visto sul fronte occidentale.

“(…) il cattivo tempo, la scarsa visibilità, il fuoco della contraerea, il fatto che tanti esploratori avessero toccato terra così lontano dalle zone che dovevano segnalare, tutto cospirò a che l’impresa, in molti casi rasentasse il disastro”.

Cfr. Larry Collins, op.cit. pag.83

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I 18.000 uomini appartenenti alle divisioni 82a, 101a, e 6a britannica entrarono nella leggenda degli eroi di quello sbarco perché nonostante le difficoltà incontrate raggiunsero i loro obiettivi: la penisola di Contentin per gli americani, il canale di Caen per gli inglesi.

Alle 3 del mattino nella zona dello sbarco incominciò il cannoneggiamento a tappeto da parte delle difese tedesche.

Il ritardo del comando tedesco fu elemento essenziale per la sconfitta della Germania.

5.6 D. Day: l’ antifascismo prepara l’ attacco

1944 ROMMEL:  lo sconfitto

1944 Assalto al terzo Reich da tutti i fronti,e book gratuito fino al 7 giugno….

Rommel, nonostante la sua fama leggendaria, era oggetto di invidie e risentimenti da parte dei vertici della Wehrmacht.

In fondo era considerato un “bubi”, (un ragazzo, in tedesco), che aveva fatto una carriera scandalosa, più che miracolosa.

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Era diventato Feldmaresciallo nel giro di tre anni nonostante la sconfitta dell’Africa Korps a El Alamein: era sempre stato, insomma, il pupillo di Hitler fin dall’invasione della Francia nel 1940.

Rommel era sotto le dipendenze di von Runstedt, anch’egli Feldmaresciallo, comandante del fronte occidentale.

Questi continuava a lamentarsi con Hitler che non amava affatto il suo comandante in Occidente e dei salassi che erano stati fatti ai suoi effettivi: per questo a ovest, pensava Runstedt, la guerra non si poteva di certo vincere.

Nel novembre del 1943 Rommel cominciò il suo giro d’ispezione dalla Danimarca scendendo verso sud.

Quando arrivò in Francia egli percepì che la propaganda di Goebbels non faceva del Vallo Atlantico una fortezza inespugnabile.

La difesa delle coste presentava diverse e gravi lacune.

Porti ed estuari erano sì relativamente fortificati, ma c’erano punti deboli in tutte le parti della costa.

Il  pensiero  del  Feldmaresciallo  Rommel  che  fu  esposto  al Feldmaresciallo Runstedt non faceva una grinza:

durante lo sbarco i soldati saranno sovraccarichi, le loro condizioni fisiche e morali pessime, avranno dormito poco, le uniformi saranno bagnate, il mal di mare li avrà spossati.

E’in quel momento che bisognerà colpire con il massimo della forza, usando le mine, i lanciafiamme, ogni ostacolo possibile.

Non si poteva quindi continuare con una guerra di movimento:

“Ho dato prova di saper dirigere delle operazioni mobili rapide, se ora ci rinuncio ci deve essere una ragione valida,” disse Rommel.

Secondo il Feldmaresciallo, il fatto che Göring non fosse più padrone dell’aria, che la superiorità dei mezzi americani fosse troppo grande per i tedeschi, era un’amara constatazione che nessun propagandista nazista poteva negare.

Il comando in Francia per Irwin risultava frammentato, le truppe erano malandate perché comunque a est venivano ancora schierate le divisioni più attrezzate.

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Non aveva sotto il comando amministrativo le SS, né i paracadutisti, ma soprattutto era divergente il punto di vista proprio con Runstedt, il quale teorizzava che gli Alleati andavano attaccati dopo che fossero sbarcati sulle spiagge, mentre Rommel era sicuro che la battaglia si sarebbe risolta nelle prime 24 ore dello sbarco.

Così, quando divenne comandante del gruppo d’armate B comprendenti in Francia la 7a Armata e la 14a armata e la 88a in Olanda, cercò di ottenere carta bianca ricominciando a lavorare intensamente su ogni dettaglio di difesa del Vallo Atlantico.

Rifece in pratica tutti i piani anti – invasione, nelle sue veglie notturne, ( dormiva quattro ore per notte, come Einsenhower ), immaginava la scena dei mezzi da sbarco alleati che si avvicinavano alla riva sotto il fuoco delle mitragliatrici, dei mortai, che si schiantavano contro le “ porte belghe”, costruzioni metalliche sostenute da putrelle d’acciaio, che esplodevano perché trovavano a 300 – 400 metri dalla spiaggia pioli muniti di una specie di apriscatole in acciaio su cui poggiava una mina “Teller”: doveva essere l’inferno per chi osava mettere piede sulle spiagge della Normandia.

Mise mine dappertutto, alzò barriere di ogni tipo, triangoli di acciaio con spuntoni in ogni spiaggia, le mine disseminate erano milioni sulle coste di Calais.

Era quasi tutto pronto, quindi, ma dalla parte sbagliata della costa.

Rommel, però, era ossessionato dal conoscere i punti della costa dove gli Alleati sarebbero sbarcati.

Ispezionava tutti i giorni le difese sulla spiaggia, aveva sospeso le manovre delle reclute per adibirle alla costruzione delle fortificazioni: Boulogne, Le Havre, Calais, Cherbourg erano ben fortificati, il resto lasciava desiderare.

Il Feldmaresciallo, però, voleva andare a trovare la moglie a Herrlingen e lasciare il suo quartier generale a la Roche – Guyon, tanto il fronte sembrava tranquillo e mai gli Alleati avrebbero intrapreso l’operazione dello sbarco in quei giorni di tempo infernale.

Rommel se ne partì in licenza in un momento poco opportuno.

Ma ridurre la licenza di Rommel al fatto che volesse portare un bellissimo paio di scarpe alla moglie per il suo compleanno è un po’ riduttivo.

Intanto sarebbe passato da Hitler a chiedere almeno cinque divisioni corazzate da mandare sulla costa a fronteggiare l’invasione, due sarebbero state comunque un buon numero.

Con i suoi panzer, Rommel ne era convinto, per gli Alleati sarebbe stato arduo mantenere le posizioni della testa di ponte.

Un altro generale non molto distante in linea d’aria era pronto invece per il D- Day, il giorno più lungo, che avrebbe sanzionato definitivamente le sorti della guerra.

Roma liberata,4 giugno 1944….

Che dal 4 giugno al 6 giugno 1944, con la Liberazione di Roma e lo sbarco in Normandia, i nazi fascisti abbiano perso la guerra lo sa anche la Meloni.Aspettiano inni di giubilo.

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