Di supponenti è pieno l’ universo,ma il general.manager Flavio Briatore li supera tutti.
Il.nostro abituato a maneggiare barche,auto,locali sempre di grido, è in difficoltà quando deve confrontarsi con la normalità esistenziale.
Solitamente i poveri sono da lui trattati come sfigati ,come falliti,come pezzenti.
Il sogno italiano di Briatore,sintesi di Ferrari e Twiga, non prevede gente che guadagni dai 1300 euro ai 1500,pure se fanno mestieri utili come pulire le fogne da lui ingolfate da presunzione,qualunquismo e classismo.
Il nostro manager, classe dirigente del Belpaese, non è informato che l’ Italia è dal 1984 che ha bassi salari ,oppure lo sa fin troppo bene.
Non ho 4 mila euro al mese in famiglia,non li avrò mai, come tanti.
Il problema è che poi milioni di ” falliti”non ne hanno manco duemila ,abitando magari a Milano,Roma con prole compatibile con il decremento demografico.
Ma Flavio è in un mondo a parte, che intende raggiungere l’ Oscar della ricchezza nella quiete cimiteriale.
Lunga vita Briatore,la tua saggezza è illuminante come la solita lampadina nel buco del cesso.
Razza padrona,con la coscienza del servo di regine.
Ormai pare che ancora più sangue e mai più pace sia il solo futuro per milioni di palestinesi,yemeniti,libanesi,israeliani,iraniani e poi speriamo basti così.
Se abiti a Gaza o Rafah o sei sotto una tenda in Cisgiordania a mangiare polvere,oppure hai ancora familiari in ostaggio, il mai piu’ guerra e’ solo una giusta speranza.
Perché forse manco ti ricordi cosa non dovrebbe più succedere fra Israele e Palestinesi.
La posizione del Likud,degli ortodossi di estrema destra, dei coloni,dell’ esercito e di Netanyahu su Gaza e dintorni è contro il diritto all’ esistenza di un popolo che non ha mai avuto uno stato.
È un crimine contro l’ umanità.
Ma la recente strage di ragazzi drusi al campo di calcio in Israele, causata da un razzo di fabbricazione iraniana da parte di Hezbollah,ha rimesso in moto la vendetta israeliana anche contro il Libano.
Proprio ieri alle 19 italiane un drone israeliano ha colpito con tre missili a Beirut la casa di Fuad Shukr,consigliere militare di Rasnallah, capo carismatico di Hezbollah,che nel 1983 aveva causato la morte di 241 soldati americani e sul quale il Pentagono aveva posto una taglia di 5 milioni di dollari.
Stamattina,poi,da Teheran arriva la notizia dell’ uccisione da parte israeliana del capo politico di Hamas…
Le migliaia di morti causati dall’ invasione di Israele nella striscia di Gaza del 7 ottobre,11 settembre anti giudaico,non ha lasciato indifferenti popoli e stati di mezzo mondo, la reazione del governo Netanyahu è stato il via libera alla strage continua.
La fantasmagorica tregua prospettata da Hamas da mesi, con scambi di prigionieri, sembra ormai una mossa tardiva e illusoria da guerra dimenticata.
Netanyahu,isolato sul piano internazionale, condannato dal tribunale internazionale dell’ Aia per crimini di guerra insieme ai capi di Hamas,contestato da mesi a Tel Aviv per non aver portato a casa gli ostaggi, ha ribadito più volte,in sede internazionale ,che Israele non può riconoscere una Palestina egemonizzata dai terroristi di Hamas.
Da qui l’ oggettiva impossibilità di una tregua: Netanyahu vuole distruggere quello che rimane della Palestina,Hamas vuole nientificare Israele.
L’ Iran,orfana del sanguinario Raisi che mise sul patibolo migliaia di dissidenti,Russia e Cina stanno con Hamas, ed Hezbollah,con prudenza doppiezza e cinismo
Israele sta con gli Stati Uniti, che sono avversi al fondamentalismo sionista, ma fanno poco per fermare il massacro:il copione, però ,è quello di un ritorno della guerra fredda.
Ma gli Stati Uniti devono destreggiarsi fra forti comunità ebree e musulmane endogene e Trump non può prendersi le contestazioni degli universitari americani pro Palestina, in vista delle elezioni presidenziali visto che Robert De Niro lo insulta a tutte le ore e la Harris non è sionista.
Insomma la pace non è solo una categoria degli spiriti di buona volontà: una tregua che porti a casa speranze e non lutti è sempre possibile e auspicabile.
E vista la concomitanza delle Olimpiadi era utopistico sperare in una tregua nei massacri?
La magnifica utopia,la pace e la dignità fra i popoli,non si possono costruire con slogan elettorali: al popolo palestinese interessa vivere,non partecipare alla partita a scacchi dei vari nazionalismi sciovinisti.
..Piovono medaglie alle Olimpiadi di Parigi, anche sull ‘ Italia con l’ oro di Martinenghi nel nuoto,ma le polemiche sono quotidiane.
E ci mettono il becco le più alte autorità della cultura europea italiane.
Salvini, ad esempio,che brilla per ignoranza raffinata,Fdi che dovrebbe perlomeno riconoscere che l’ egemonia gramsciana non coincide con Ignazio La Russa,hanno sputato sentenze maligne contro la Francia e l’ apertura dei giochi olimpici
Sostenute da tutta la stampa di estrema destra.
Anche per il fatto che i post- fascisti hanno preso recentemente una tranvata proprio in Francia.
Una cerimonia d ‘apertura da Gay Pride secondo Fdi,un ‘offesa al cristianesimo per le presunte blasfeme rappresentazioni del sacro ,mischiato con il profano, di un’ Ultima cena,secondo il bugiardo patentato Salvini,che manco il quotidiano della Cei ha denunciato.
E gli organizzatori si sono scusati per aver toccato sensibilità diverse.
L’ anti francesismo vandeano è stato resuscitato in pieno anche da alcuni tabloid inglesi che hanno parlato di flop del cerimoniale e dell’ organizzazione.
Che una donna di colore abbia cantato la Marsigliese ha dato fastidio alla Le Pen,la Francia in questo senso paga il colonialismo perduto,ed esalta la quotidianità multietnica.
Anche se le delegazioni tunisine e algerine sono state fra le più applaudite.
Certo il clima,pioggia compresa,non era dei più felici: sabotaggi, città blindata,deserto il centro, più poliziotti che spettatori,disfunzioni organizzative come può accadere in circostanze di emergenza emotiva.
E poi una certa immancabile supponenza della grandeur.
Ma che le critiche ,” itagliane ” siano un attacco rancoroso,invidioso,fascista e imbecille a Macron,e pure a Melenchon, che hanno sbaragliato recentemente la Le Pen,è un dato da non sottovalutare.
La storia d’ Europa passa per la Senna,Salvini meriterebbe un bagno di umiltà nei navigli,Fdi pure: ma è ancora troppo poco.
Sono le fogne la loro Senna.
Perché con tutti i limiti del regno del perfettibile, le Olimpiadi vogliono essere anche fratellanza,condivisione,accettazione degli altri.
Alla fine del 1943 i russi avevano compiuto un passo decisivo per la liberazione dell’Unione Sovietica dai criminali nazisti.
Fra i primi di settembre e ottobre l’Armata Rossa in Ucraina aveva compiuto una grande impresa. La barriera del fiume Dniepr era stata superata dalle migliaia di soldati che con zattere di fortuna, barche e barchette erano riusciti a superare il grande fiume.
E poi, come abbiamo visto, il 6 novembre Kiev era stata riconquistata.
All’inizio del 1944 la situazione morale dell’esercito tedesco era disperata. Mai come in quel momento era convinzione generale che la guerra fosse perduta e che la fine delle sofferenze, invece, fosse ancora lontana.
Dopo il fallimento dell’operazione Cittadella, d’altronde, il fronte orientale con i suoi infiniti spazi era diventato l’ossessione di Hitler. Affrontare il terzo inverno di guerra in Urss sulla difensiva e credere ancora nella vittoria finale, a quel punto era un atto di fanatismo e di misticismo nazional – socialista.
Hitler, però, riponeva ancora estrema fiducia nella supremazia tecnologica tedesca che aveva permesso di elaborare il carro armato Panther e riteneva che il soldato tedesco, se ben guidato dal suo genio e non certo dai suoi generali, fosse un Superuomo invincibile.
L’Armata Rossa, però, che continuava a ricevere cospicui aiuti dall’Occidente, aveva raggiunto una supremazia sulla Germania incolmabile in breve tempo.
Il Fṻhrer, poi, aveva dovuto accettare due grandi Stati maggiori: l’Okh, (Stato Maggiore dell’esercito), agli ordini del generale Zeitzler sul fronte russo, l’Okw, (Alto comando delle forze armate), del generale Keitel su tutti gli altri fronti.
La questione dell’offensiva russa nell’inverno del 1943 – 1944 che si sviluppò sulle due ali dello schieramento sovietico, nel Nord presso Leningrado e Novgorod, nel sud in tutta l’Ucraina, assumeva per i nazisti un’ulteriore minaccia che diventerà terrore nel 1945.
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Quando Stalin aveva promesso di trasformare l’Urss in un campo di battaglia non aveva di certo fatto retorica, ogni aspetto della vita quotidiana era stato trasformato, gli operai dovevano lavorare sessantasei ore alla settimana, tutto era stato subordinato alla produzione di armi o rifornimenti per l’Armata Rossa.
Ora si trattava di attuare la riconquista, ma anche la vendetta spietata contro coloro i quali avevano trattato i russi come subumani:
“Göring, circa nello stesso periodo, si lamentò con Ciano di casi di cannibalismo fra prigionieri russi, aggiungendo ridendoci su, che adesso stavano un po’ esagerando, avevano mangiato persino una sentinella tedesca! La politica di Hitler, nel periodo prima di Stalingrado mira chiaramente a dimostrare la natura d’Untermensch dei russi, riducendoli precisamente al cannibalismo.
Quando noi gli gettammo un cane morto seguì uno spettacolo da far vomitare. Strillando come pazzi, i russi si gettarono su quell’animale, facendolo a pezzi con le mani nude (…) Si cacciavano in tasca le budella, una specie di razione d’energia”.
Cfr.A. Werth, op.cit.pag.684
Nel 1944 l’Armata Rossa riconquistò le zone occupate dai tedeschi e verificò cosa questi avevano fatto alla popolazione civile. I prigionieri tedeschi e tutti quelli che capitarono sotto il dominio dell’Armata Rossa pagarono il massacro dei nazisti.
Una definizione di comunismo questa,trovata per caso leggendo un lungo articolo di Victor Erofevv su La Lettura del Corsera.
Si riferisce alla figura di Molotov che Victor Erofevv, scrittore russo nato nel 1947 a Mosca e poi espulso dall’ Unione Sovietica ,scrisse ricordando le sue vacanze con lo zio Slava,appunto Molotov.
Il quale messo in pensione da Krusciov nel 1962 mai rinnegò i milioni di morti fra i contadini per la grande collettivizzazione degli Anni Trenta e le sanguinarie purghe del 1937.
Uomo mite,silenzioso fu di fatto il numero due del partito fino alla morte di Stalin,che aveva cominciato a sospettare di lui nel dopoguerra e lo aveva costretto a divorziare dall’ amata moglie,considerata inaffidabile dal “meraviglioso georgiano”.
Il totalitarismo divorava i suoi devoti e fedeli servitori con la convinzione,in Urss,che un altro mondo era possibile.
D’ altronde Vladimir Putin,il più anti leninista di tutti non disse forse che ” restaurare il comunismo è da pazzi,ma non averne nostalgia è da senza cuore?”
Paura ,terrore anche esistenziale,ma convinzione che la tragica necessità del comunismo abbia comportato per un istante l’ entusiasmo che al mondo non si è mai soli,anche se si è proletari.
Alibi per non credere che qualsiasi religione scritta dall’ uomo comporta fede cieca,fanatismo acritico,vocazione al massacro purificatore ?
A noi che siamo i posteri di una sentenza che ci accompagna da tutta una vita, la consolazione che la storia del movimento operaio non fu solo stalinista.
Perché è certo che il comunismo fu una forma di eresia religiosa,
20 luglio 2001. Una delle pagine più luride della storia repubblicana.
Alcuni autori di quella macelleria messicana,oggi sono ancora al governo,Lega,Forza Italia,An – Fratelli d’ Italia.
Qualcuno è morto,quello che si preoccupava delle mutande stese ai balconi nel Giorno del G8.
Oltre a Carlo Giuliani,oltre ai torturati di Bolzaneto,ai massacrati della Diaz,alle prove false delle molotov introdotte nella scuola,agli insulti e diffamazioni su un ragazzo ribelle di quella porcheria, lì iniziò il massacro di una meglio gioventù che voleva essere se stessa.
La colpa di un insurrezione fallita fu dei black Bloc,degli anarchici,delle teste calde che infestano il mondo della legalità borghese.
Le idee radicali non si processano,meglio non si processavano .
Su quei giorni di Genova,nei quali nel nostro paese furono abolite le libertà democratiche( secondo ONU), sono state scritte migliaia di pagine,sono stati girati documentari,film…
Uno,due,tre viva Pinochet,si dicevano le forze dell’ ordine per telefono.
Mi sono fatto a piedi da Genova a Quarto per evitare retate,manganellate,ma soprattutto calci in faccia da parte dei dirigenti Digos ……
Noi,credo sia giusto dire noi,vorremmo ricordare Carlo Giuliani,in quel silenzio che accompagnò un dio prima della creazione del mondo.
È già tornato in pista il miliardario golpista Donald Trump.
Un centimetro in più o in meno, saremmo qui a parlare di un altro film:guerra civile in Usa,crollo delle Borse,sospensione delle elezioni in Usa,crollo dell’ economia globale come nel 2008.
Quanti movies americani rievocano questi scenari?
In un film di Quentin Tarantino il cervello di Trump sarebbe schizzato sul viso di un bambino con palloncino.
In Oliver Stone la scena al rallentatore avrebbe evidenziato il ” fight”di Trump con il pugno chiuso.
Qualcuno ha detto che Trump è stato sparato,ma Biden è morto.
Ma la macchina della strage infinita di bravi studenti bullizati, che solitamente sparano su colleghi e professori come succede da qualche decennio,visto le cento e passa milioni di armi in circolazione,ha prodotto uno spettacolo da fare impallidire la società dello spettacolo di Guy Debord.
Ma è tutto vero,tutto autentico, è successo veramente, in un continente che è sempre stato il sogno quasi metafisico della democrazia.
Invece è una democrazia complessa,fragile,multietnica, se si pensa che lì c’è il mondo:le vittime dell’ imperialismo,del colonialismo vs.i nativi, i discendenti di schiavi e schiavisti,i carnefici del comunismo,ma anche i discendenti di quelli che morirono sulle spiagge della Normandia.
God bless America come nel finale del Cacciatore di Cimino: lì però il cervo meritava un colpo solo.
È vero che i bolscevichi persero le elezioni vs.i menscevichi e poi vi fu la rivoluzione.
Ma il Trump che ha perso le elezioni non ha mai accettato il verdetto delle urne, perché è sembrato amare la violenza dei bianchi su tutto,soprattutto su neri,messicani,latino -americani,minoranze.
In questo caso l’Europa è lontana,secondo me: non c’ è complotto,regna il caos ,trionfa lo spettacolo,e alla fine è arrivato pure il Marine.
Mondo mediatico sotto choc per l’ attentato a Donald Trump:attentatore ucciso,un morto e due feriti fra i supporters del comizio in Michigan…non manca niente nell’ estate del 2024.
Le analisi sono premature e sinceramente sono cose più grandi di noi (di me sicuro).
Basta pensare che Mosca parla di servizi segreti ucraini, mentre a Gaza Netanyahu manda a quel paese la Casa Bianca e le trattative con Hamas con una strage biblica, orribile, di 90 morti.
Si dice che negli Usa la contrapposizione fra democratici e repubblicani sia sull’orlo di una civil war: dopo il fallito golpe a Capitol Hill delle forze più reazionarie del paese, l’ assoluzione di Trump,la delegittimazione reciproca dei candidati,fa dire che la nazione americana sia spaccata in due più che ai tempi del Vietnam.
Divisa non in avversari,ma da nemici esistenziali pronti a combattersi.
Certo che la storia è perfida e non fa sconti.
Trump fautore di un mondo privatamente armato, e pronto a difendere la proprietà a colpi di winchester, è stato oggetto di un attentato di un cecchino di 20 anni,pare repubblicano e dotato di fucile di precisione.
Il sangue versato gli permetterà di partire favorito per le elezioni di novembre alla presidenza.
Putin sarà contento,Netanyahu pure dato che l’ ambasciata Usa è stata trasferita a Gerusalemme da Donald,tutta la destra europea anti Usa anche, perché il ventilato isolazionismo americano di Trump sulla guerra in Ucraina tornerà comodo ai filoputinismi.
Novembre però è lontano.
E non si sa come possa finire da nessuna parte, né in Palestina, né in Israele, né in Russia: in Italia comunque vada in Usa, non cambierà molto,credo.
La semina dell’ odio verso migranti,ecologisti,famiglie arcobaleno,neri,il suprematismo bianco di Trump, il suo odio verso la sinistra,ha nel generale Vannacci il suo ambasciatore antieuropeista, presso l’ Internazionale nazionalista para – fascista di Trump e Putin.
E finalmente Meloni con Trump avrà acquisito lo zio d ‘Amerika.
Il senso di un perenne conflitto globale fra dittature violente e democrazie liberali in crisi,si pensa sara’ il futuro prossimo di una nuova guerra oltre le ideologie del secolo breve.
(Anche se l’ ideologia della estrema destra è uscita dalle fogne in Europa e America).
La Resistenza alla prevaricazione del più forte,alle ragioni delle armi,alla guerre nazionaliste e imperialiste ha visto sempre la sinistra storica stare con l’ aggredito
Invece in Ucraina per un’ opinione pubblica unica in Europa,quella italiana pure de sinistra,stare con Putin è state dalla parte del bene contro il Male.
Ora poi che lo Zar avanza l’ “arrendetevi ucraini nazisti” , perché se voi aderite alla Nato c’è il pericolo di una guerra atomica chiude ad ogni possibilità di dialogo.
Il blocco russo- cinese- nordcoreano -iraniano è l’ utopia di un nuovo mondo di repressione e terrorismo compatibile con la vendita di limousine?
Difficile non essere stanchi della guerra.
Lo erano pure gli inglesi e gli americani che nel 1945 stavano vincendo la seconda guerra mondiale.
Non parliamo dei sovietici, quindi anche degli Ucraini, che avevano vissuto terrore e morte dallo stalinismo degli anni venti al 1945. e oltre.
La stanchezza di oggi viene rinfacciata a tutti coloro che sostengono la causa della resistenza del popolo ucraino.
” L’avevamo detto, dicono i Travaglio i Santoro, i Diba, etc non era possibile sconfiggere la seconda potenza mondiale, bastava accettare le proposte di Putin dopo una settimana di guerra. e non mettersi al servizio della Nato e degli Usa”.
Quella di Putin,che voleva pure uccidere Zelensky bombardando il Palazzo presidenziale,non era un’ offerta di pace.
Era semplicemente l’ elenco della spesa dei territori conquistati e annessi.
Achille Occhetto, più saggiamente, in un talk televisivo, ha proposto un referendum vero controllato dall’Onu su Donbass e Crimea,non certo quello farlocco organizzato dallo zar.
. Altri analisti parlano di soluzione coreana da 38 parallelo, si ritorna in pratica ai confini ante 2022, la Crimea però rimane a Putin. Almeno così ho intuito.
Continuare a chiedere armi all’Occidente per miliardi per seguitare una guerra persa, dunque, è da irresponsabili: si foraggiano i trafficanti di armi, si riempiono i cimiteri ucraini e russi.
Tutto è giusto, ma estremamente grottesco, secondo me.
Non ci si chiede se il popolo ucraino sia disposto dopo tanti sacrifici a cedere una parte del proprio territorio all’aggressore,non ci si preoccupa della visione nazionalista e imperialista della cricca di Mosca,oligarchi mafiosi. miliardari.
Zelensky, bello o brutto che sia, vuole trattare da rapporti di forza, è dalla parte dello stato di diritto,l’Ucraina ha ridato alla Russia l’arsenale nucleare. Da un punto di vista morale ha già vinto la guerra con una resistenza eroica-
Ora che poi avrà altre armi dai paesi Nato diventerà finalmente l’ ebreo da uccidere.
Per fare finire una guerra bisogna perderla,notava George Orwell sull’ occupazione del Vietnam da parte della Francia.
Per Zelensky e popolo ucraino non può essere la stessa cosa.