Ricerca

La Storia sono Loro

– storia e storie della democrazia –

Categoria

Senza categoria

28.8 Male e bene,senza rendersene conto: il tramonto dell’ Occidente?

Nel 1918 un professore di ginnasio,Oswald Spengler, scrisse Il Tramonto dell’ Occidente, intendendo con ciò sottolineare che ogni epoca nasce,vive e muore come ogni essere umano.

A distanza di un secolo e passa l’ Occidente è di nuovo in crisi,non solo per i cultori dell’ antiatlantismo,ma soprattutto per chi dall’ Occidente ha avuto tutto,nel bene e nel male.

Siamo a volte incoscienti, senza quel minimo di consapevolezza che fa dell’ umano un animale razionale: l’ omologazione fra bene e male è la cifra più cospicua di una certa decadenza.

Anche se il ” dove andremo a finire della modernità” è la domanda tipica di ogni decadenza storica.

La sfiducia nel futuro ci insegue in ogni percezione di una realtà in continua evoluzione.

È questa la constatazione che più scorre sotto gli occhi del  bombardamento di notizie quotidiane prive di pietas.

Siccome anche Plutarco si  lamentava che i templi degli dei erano vuoti di fedeli,non si può dire che solo l’ inverarsi della morte Niciana  di Dio sia colpevole della perdita di senso fra il bene e il male.

Un bellissimo articolo di Vito Mancuso su La Stampa di Ferragosto sottolinea che se manca la religione,manca l’ umanità,e quindi quella consapevolezza dell’ in sé e del per sé che Hegel reputava come vera fonte di civiltà.

Un uomo o una donna in sé,infatti,che si preoccupa solo di se stesso,non coglie l’ umanità del per sé,il legame,la res – lego che ci lega agli altri come un Tutto vivente.

“volevo spararle nelle gambe,non ucciderla” dixit l’ ennesimo criminale della mattanza sulle donne”

È lo stesso frasario che usa Tarantino nei suoi film: scegliere fra vita e morte è in sé una banalità,come scegliere dove andare in vacanza .

Interrogarsi sul” perché” della mondanità è un’ irreversibile perdita di tempo,senza rendersi conto dell’ omologazione fra sacro e profano,non si può vivere perlomeno sereni.

E sì che Occidente,occaso ,ponente,tramonto significa anche cadere,come decadere,come dubitare,come velare di indefinito la scelta fra il bene e il male.

Vale anche per gli atei e/o agnostici

26.8 Il volontario israeliano diventa obiettore : la guerra a Gaza è solo sterminio

Pioggia di razzi su Tel Aviv dal Libano,risposta di cento caccia israeliani sul Libano.

Attentati in Germania e Francia dell’ Isis contro i sionisti: la filastrocca del massacro è la stessa.

Il mondo islamico vuole vendicare la causa palestinese,la guerra fa bene alla propria identità in crisi.

Ogni tanto  però qualche curiosità di pace auspicata.

Yuval Green,soldato riservista volontario israeliano arruolatosi dopo il 7 ottobre,ha sottoscritto un documento per denunciare che l’ occupazione di Rafah da parte dello stato di Israele non ha nulla a che fare con la ricerca degli ostaggi.

È invece una guerra di annientamento del popolo palestinese,una vendetta studiata nei minimi particolari,per annientare fisicamente e culturalmente un intero popolo.

Il giovane soldato ha raccontato la sua disperazione a Francesca Mannocchi sulla Stampa del 23 agosto con una chiarezze espositiva cristallina.

Quando il suo comandante gli ha chiesto di bruciare una casa di palestinesi, perché poteva essere una base di Hamas,Yuval ha compreso che la guerra era l’annientamento di ogni possibilità di avere due popoli in due stati: ovunque morte e distruzione.

Si può dire che il soldato israeliano abbia fatto la scoperta dell’ acqua calda,sporca di sangue.

Ma avete mai sentito,se non di sfuggita,qualche militante di Hamas  interrogarsi sul  7 ottobre?

Si può dire che si sapeva già tutto,solo che questa volta la fonte proviene da chi indica anche nella politica dei coloni un apartheid apertamente xenofoba vs.i palestinesi in Cisgiordania,di chi denuncia l’ intento imperialistico della estrema destra di Netanyahu.

Le conseguenze per Yuval possono essere durissime,ma lui ha già dichiarato che è  dovere denunciare  la follia di questa guerra

Una cosa è certa: il futuro a Gaza sarà un futuro di odio,rancore,vendette.

Netanyahu , è un criminale di guerra,oltre le verbose ed inutili analisi assolutorie della destra israeliana bisognerebbe sentire le voci contro,che non sono poche anche fra gli israeliani.

Cosa vuole Israele, uccidere tutti i palestinesi per mettersi al sicuro?

.

  23.8 -Storia- La  Carta Atlantica,il patto storico vs.il nazifascismo

Brano tratto da 1939 1945 il racconto della guerra giusta,vol.I di Pierluigi Raccagni gratuito fino al 25 agosto

1942: Guerra alla svastica

  • Prima la Germania

Il 1942 si aprì con un avvenimento che risulterà determinante per i rapporti internazionali nel corso del conflitto.

A Washington 26 paesi firmarono un patto con il quale si impegnarono a non concedere la pace separata alla Germania o al Giappone, in pratica aderirono alla Carta Atlantica targata Churchill – Roosevelt.

L’obiettivo della Carta Atlantica sottoscritto dalle 26 nazioni era chiaro: era necessario prima annientare la Germania e poi il Giappone.

Intanto fra il 22 dicembre e il 14 gennaio andava in scena la Conferenza Arcadia fra Churchill, Roosevelt e i capi di Stato Maggiore anglo – americani, nella quale fu deciso di mantenere un atteggiamento difensivo riguardo al Giappone, per concentrare tutti gli sforzi contro il nazismo che stava flagellando l’Europa, ma in particolare l’Unione Sovietica.

Il piano delle operazioni fu steso dal generale George Marshall, capo di Stato Maggiore dell’esercito americano. Nel piano fu specificato che era necessario schiacciare la Germania e l’Italia prima di volgere l’offensiva contro il Giappone.

Mentre Churchill attraversava l’oceano, sotto la minaccia dei sommergibili tedeschi, il ministro degli Esteri Eden svolgeva a Mosca trattative con i sovietici per aprire un secondo fronte che potesse alleggerire la pressione dei nazisti sull’Unione Sovietica.

Era soprattutto Roosevelt a voler imprimere una svolta alla guerra contro la Germania, il presidente ammise serenamente che al momento i sovietici stavano uccidendo più tedeschi di Usa e Inghilterra messi assieme.

Per ora, comunque, era veramente difficile approntare un secondo fronte: quello che risultò importante fu che la diffidenza di Churchill verso Stalin venne meno. 

Fu preso l’impegno di aiutare in tutti i modi la grande madre Russia anche se era in mano ai comunisti.

Il fronte antifascista si andava componendo sotto la bandiera del “meglio bolscevichi che nazisti”; visto come stavano in precedenza le cose, non era una scelta da poco per gli Alleati.

Promemoria di Churchill a Molotov:

“…Stiamo compiendo i preparativi necessari per uno sbarco sul continente nell’agosto o settembre 1942.Come già è stato spiegato il maggiore ostacolo a un grosso corpo di spedizione sta nella scarsità degli speciali mezzi da sbarco. È chiaro tuttavia che non servirebbe né alla causa russa né a quella degli alleati nel loro complesso di fatto che, per onor dell’azione a ogni costo, ci avventurassimo in qualche operazione che terminasse in un disastro e desse al nemico la possibilità di vantarsi d’averci sconfitti. È’ impossibile dire in anticipo se la situazione sarà tale all’epoca indicata, da rendere l’operazione fattibile. Non possiamo pertanto fare alcuna promessa in proposito, ma non esiteremo ad attuare i nostri piani qualora appaiano pratici e sensati”:

Cfr. Enzo Biagi, La seconda guerra mondiale, op. cit. n.29, pag.268

Le due guerre separate che seguirono…furono piuttosto un’ottima incubatrice per il sospetto che gli Occidentali, non aprendo un secondo fronte fino al 1944, cercassero di dissanguare l’Unione Sovietica, accusa che è difficile respingere con argomenti validi…”.

Cfr. Walter Kerr, Il segreto di Stalingrado, Milano,1976 pp.8,9             

                                    

21.8  – Storia – Quando i generali volevano far fuori  Adolf Hitler

Brano tratto dall ebook la svastica sull ‘ Europa da” 1939 1945 “il racconto della guerra giusta vol.I di Pierluigi Raccagni gratuito dal 21 al 25 agosto.

Il Führer voleva fare la guerra alla Francia, attaccare l’Occidente, ven- dicare Versailles, distruggere la Polonia, annientare gli ebrei, pensare a liquidare il comunismo internazionale…

Un po’ troppo per i generali che avevano battuto la Polonia, ma che non

ritenevano la Germania in grado di iniziare una guerra anche a Occi- dente.

Così, come abbiamo visto per quanto riguarda l’autunno del 1938, in occasione della crisi dei Sudeti, si pensò di spodestare il caporale che voleva fare il generale senza averne le physique du rôle.

Franz Halder, generale in capo delle forze armate, pensò di liquidare Adolf Hitler con un colpo di stato.

Se Hitler fosse passato alla guerra vera, i vecchi piani golpisti del 1938 risultavano sempre buoni.

E qui cominciò il balletto delle responsabilità, i voltafaccia, la mancanza di coraggio, i soliti e irrinunciabili equivoci di ogni complotto.

Halder, che comunque voleva evitare il colpo di stato, voleva che Brauchitsch, andasse da Hitler esponendogli il punto di vista dei generali. Si puntava al colloquio chiarificatore che Hitler aveva concesso a Brauchitsch per il 5 novembre 1939.

Così il nostro Brauchitsch andò da Hitler dicendogli che il tempo era cattivo, che insomma non si poteva attaccare la Francia con quel tardo autunno da lupi.

Hitler diede una risposta che forse avremmo dato anche noi. Semplicemente rispose che, se il tempo era cattivo, lo era anche per il nemico e che non era detto che in primavera le cose sarebbero andate meglio.

Ma l’errore di Brauchitsch andò oltre.

Il tentennante generale tedesco quando disse al Führer che le truppe avevano il morale sotto i tacchi peggio che nel 1917, il Piccolo Caporale non ci vide più. (Nel 1917 i soldati tedeschi, stanchi della carneficina, cominciarono a disertare, a manifestare segni di insubordinazione ecc.). Secondo il diario di Halder, unica fonte si presume attendibile, Hitler esplose in quei momenti di rabbia da far gelare il sangue.

Hitler urlò: “in quali reparti vi sono stati atti di indisciplina? Come? Dove?”

Si sarebbe recato lui in persona, aggiunse il caporale criminale, a verifi- care lo stato delle truppe.

Brauchitsch, che aveva esagerato nel descrivere la situazione delle truppe per cercare di dissuadere il Führer, fu preso in castagna dagli argomenti inconfutabili di Hitler che con la bava alla bocca aggiunse: “che misure sono state prese dal comando dell’esercito? Quante con- danne a morte sono state eseguite?

La verità è che l’esercito non vuole combattere?”.

A Norimberga Brauchitsch ammise che la conversazione non poté più continuare e che la cosa finì lì.

Bastò dunque un attacco collerico di Hitler a mandare in frantumi il famoso complotto di Zossen, la località del comando dei generali golpisti.

Questo successe il 5 novembre.

L’8 novembre, invece, una bomba esplose nella birreria di Monaco ove Hitler si era recato a commemorare il putsch della birreria del 1923.

Hitler e i gerarchi nazisti si salvarono; Himmler e Goebbels cercarono di sfruttare l’episodio dando la colpa ai servizi segreti inglesi che man- tenevano contatti con i generali tedeschi golpisti.

Dell’attentato non si seppe mai nulla di certo.

Fu accusato un certo Elser, un comunista che si trovava nel campo di concentramento di Dachau, che fabbricò la bomba in accordo con la Ge- stapo, facendo finta di essere in combutta con due ufficiali inglesi.

Il processo a Elser non fu mai fatto, e Himmler fece uccidere Elser il 16 aprile del 1945, per non lasciare traccia del finto complotto.

Ci voleva ben altro per far fuori il Signore del Male.

1939. GUERRA FASULLA E GUERRA VERA

La guerra fasulla, è un’espressione coniata dalla stampa americana. Si- gnifica che quei mesi che intercorsero fra il crollo della Polonia nel set- tembre 1939 e l’inizio dell’offensiva sul fronte occidentale nella prima- vera del 1940 da parte dei tedeschi, furono mesi in cui la Germania da una parte e Francia e Inghilterra dall’altra evitarono di scontrarsi.

19.8 Il silenzio del pensiero   e il rumore infernale della vana chiacchiera

Il silenzio che custodisce il mistero  di un  Dio,( cfr . Salmi),davanti ad un mondo che sembra impazzito,che più che parlare,latra in un rumore infernale di meschinità, è avvolto nell’ angoscia.

“Il naufragar m’è dolce in questo mare”,di leopardiana potenza seduttiva di una solitudine metafisica,si traduce spesso nel rumore infernale del dire tutto e il contrario di tutto, di mettere veleno in ogni considerazione,nel maledire l’ altro che non la pensa come te .

L’ infinito che si respira nella ricerca filosofica,il  pensare di pensare, l’ autocoscienza della propria finitezza,quale limite insopportabile  del divenire, ha lasciato il posto alla volontà di potenza  della propria cattiva egoita’.

L’ infinito matematico sta tutto nella testa, l’ infinito metafisico nell’ anima,anche se Dio,anima ,mondo sono noumeni,sosteneva Kant,enti intellegibili.

A rovinare la contemplazione oggi come mai il rumore della chiacchiera,il dire il falso per disarticolare il vero,tutto connesso ad un nulla feroce,assente di umanesimo.

Il silenzio infinito  del mare  ad esempio, più percepibile,soprattutto quando te ne vai al largo e tutto appare remoto,oppure anche in montagna, per fare un altro esempio, dove il silenzio sembra privo di volgarità,di parole,di esortazioni a riempire vuoti esistenziali, che le parole non possono colmare non hanno bisogno di analisi.

I.Kant nella Critica del Giudizio sosteneva che un bel quadro sembra vero,e che uno spettacolo naturale sembra un quadro.

Il silenzio delle onde marine o il vento fra le montagne,tramontana in senso letterale,conferiscono voce all’ infinito.

E l’ infinito lo puoi ipotizzare pensando solo che quel mare e quelle montagne ci sono sempre state e sempre ci saranno .

Ipotesi,non certezza scientifica.

A Tel Aviv e Odessa,in Palestina,a Beirut etc si va egualmente al mare,nel Mediterraneo oltre la mucillagine  trovi i corpi e il dolore dei migranti.

The sound of silence, e’ rimasto al Central park di New York.

Photo by Jess Vide on Pexels.com

Ferragosto :il ritorno di Marx, filosofo della prassi

Parlare di marxismo quando in tutto il mondo sta vincendo il capitalismo sembra anacronistico.

Eppure il Capitale, edito nel  1867,Marx in vita,libro primo di altri due curati da Engels, è stato recentemente riedito come classico nientemeno che da Einaudi.

L’ utopia marxiana continua ad affascinare gli studiosi di filosofia,economia,sociologia,storia come fosse un’ enciclopedia esaustiva  del sapere umano,anche se il capitalismo sembra il solo modello di sviluppo del genere umano.

Da parte di masse proletarie che hanno vissuto la prassi comunista in tutto il mondo,finita male,oppure viventi nel marx consumismo cinese,nello stalinismo ottuso nord coreano,oppure in dittature rette da burocrati  fuori dalla storia,il pensiero marxista è interpretato con diffidenza e ignoranza.

Eppure Marx è stato a suo modo un benefattore dell’ umanità conferendo senso alla lotta di classe,alle rivoluzioni dei sottomessi,ai desideri di liberazione dal lavoro salariato del plusvalore,dei profitti costruiti sullo sterminio della razza proletaria.

Sterminio che è avvenuto sia per le guerre imperialiste,sia per il primato delle macchine sulla umanità,sia nel primato del valore di scambio rispetto al valore d’uso.

Nessuna sinistra che si definisca tale può rinunciare a quella pars destruens che rimane un capolavoro filosofico letterario.

Il denaro ha bisogno della merce per moltiplicarsi,e la merce a buon mercato era ed è la classe operaia che costruisce quel mondo che poi la opprime.

Internet e robot sostituiranno milioni di lavoratori manuali che come oggi si sentiranno appagati di fare lavori ripetitivi,monotoni,massacranti: perché alla tuta si è sostituito un camice.

Buona lettura.

9.8 Un caldo da morire, emozioni all inclusive …

Lo scirocco che viene dal Sahara attraversando il Mediterraneo si carica di umidità e cancella mediaticamente l’ inquinamento globale.

Beirut,Tel Aviv,Teheran,Kurks,Kiev,Londra,Caracas…..Dacca,venti di guerra come non mai.

Guerre razziali a Londra, stragi di studenti a Dacca,capitale del Bangladesh,a Caracas guerra civile per presunti brogli elettorali..tutto diverso,tutto uguale all’ inquinamento morale.

Fa caldo dappertutto e meno male,le vacanze ci vogliono pure in piscina, la terza guerra mondiale,secondo i bene informati,è cosa da rientro autunnale.

Il massacro dei ragazzi drusi israeliani,che giocavano a calcio, che esigeva una calcolata  e fredda reazione israeliana a colpi di missili chirurgici, ha già spaventato mezzo mondo nell’ attesa di una ritorsione di qualsiasi attore.

Non c’è nessuna gratificazione allo scorrere del sangue,tranne per quelli che optano per una soluzione spendibile nel mercato dei media,dove la morte violenta regna sovrana per tutti i gusti del macabro.

Anche per chi fabbrica armi,ma anche medicine,la guerra comunque è una manna.

Tutti siamo spettatori di una tragedia che sembra non aver fine, si è dimenticato l’ inizio delle guerre: facendo finta di sapere tutto gli analisti last minute si sono buttati nelle implicazioni politiche della Senna inquinata:

La Senna sarà balneabile,fin quando lo deciderà Macron?

L’origine del movimento irresistibile della guerra non è solo il 7 ottobre :il Likud,i coloni, l’ esercito israeliano gareggiano con Hamas e Hezbollah nel fare il male.

Tanto per fare un esempio.

Provate voi a mettervi in mezzo con proposte diplomatiche: Russia,Cina,Iran,Hamas da una parte, giudei,sionisti,Usa dall’ altra.

Non si credeva di parlare di guerra fra un oro olimpico, una mascalzonata come quella del linciaggio della pugile argentina,il vittimismo di un presidente del  Consiglio che cancella la propria storia fascista,senza provarne vergogna.

Odiare i migranti fu l’ ouverture di un Mein Kampf alla portata di Vannacci e Salvini ,poi è venuto tutto il resto sponsorizzato pure da Trump.

Odio,vendetta,omofobia,maschilismo,sessismo,razzismo:in queste guerre  c’ è la sintesi della quotidianità della pace sonnolenta e rassicurante dell’estate,compresi i suicidi in carcere.

Ma il vero problema è  il caldo…. o lo sciopero dei Balneari?

Mettere tutto insieme perché senza maligno il benigno non vale niente.

La guerra è l’ ultimo dei problemi.

7.8 Il crollo dell’ Urss e i dividendi della pace per un sonnambulismo occidentale

Si credeva nella pace perpetua,nella fine della storia,nei dividendi in una libertà diventata liberalizzazioni e libero mercato.

Siamo invece nei tempi delle guerre indefinite,dei massacri quotidiani, delle mobilitazioni generali, dell’ esposizione spettacolare dei bambini morti a Gaza,rapiti e uccisi in Ucraina etc.

E si che lo storico francese Adoine Rouzeau,nel suo libro”,Zona d’ombra,il  rischio dimenticato della guerra” uscito l’ anno scorso in Francia, aveva già elencato i motivi di un rinnovato ritorno della guerra su scala industriale .

Dopo Afghanistan,Siria,Iraq,regioni troppo esotiche per eccitare fantasmi bellici o sogni pacifisti pericolosi,le guerre in corso in Ucraina e Palestina hanno messo all’ordine del giorno il “che fare” della coscienza normale  illuminista, dove si rifiuta giustamente la guerra,ma non si  sa come ottenere almeno una tregua.

Non è solo perche von Clausewitz abbia sentenziato che” la guerra è il proseguimento della politica con altri mezzi” che questo secolo sembra quello dei sonnambuli permanenti.

È che il mondo del diseguale,del disordine etico,del postmoderno ha trovato un muro prima di indifferenza verso chi soffre ( miliardi di proletari globalizzati).

Poi una corsa ad armarsi per non fare precipitare la propria nazione  nella povertà delle risorse: ceti medi e borghesi, privati dei consumi, non saprebbero come convivere senza.

La darwiniana lotta per stare al mondo con meno problemi dei disperati ,delegata ai vari nazionalismi sciovinisti, è il nuovo modello di sviluppo: sfruttamento dappertutto, l’ economia vale una guerra di annientamento.

Nelle opinioni pubbliche occidentali la guerra è uscita dall’ orizzonte esistenziale ,la leva obbligatoria è stata abolita:successo della civiltà,certo.

Ma non per tutti,secondo me

La solidarietà, l’ internazionalismo, il disarmo hanno lasciato il posto alla volontà di potenza di chi dalla grande cuccagna dei dividendi della finta  pace  si è sentito tagliato fuori,e quindi ha optato per la guerra come riconversione di un modello di sviluppo compatibile con l’ autocrazia  istituzionale e mercantile. ,( Russia Uber alles,Cina pure,sperano di diventare una nuova America senza democrazia liberale).

Ci si può sbagliare ovvio.

5.8 1940 : “il maiale è andato al fronte Occidentale”

Tratto da ‘ La guerra dei caporali nazifascisti” e book gratuito dal 5 agosto al 9 agosto di Pierluigi Raccagni

La sera del 9 maggio, Oster e Sas cenarono insieme. L’ufficiale tedesco confermò che era stato dato l’ordine definitivo di iniziare l’attacco a Occidente: “Il maiale è andato al fronte Occidentale” disse Oster a Sas. Il maiale era il Piccolo Caporale, l’imbianchino criminale, il Signore della Guerra, senza dubbio Adolf Hitler.

Peccato che dall’altra parte inglesi, francesi, belgi e olandesi non realiz- zarono l’importanza di quella informazione che fu dattilografata in questo modo:

BERLINO il 9-5-1940                        W. FA/abt. L-Nr. 22-180/40 g k CHEFS

il Führer e comandante supremo ha deciso. Giorno A l0-V   Ora X 05:35

Le parole convenzionali “Danzig” o “Augsburg” saranno date ai vari reparti della Wehrmacht il 9-V prima delle 21:30.

Il Capo dell’Oberkommando della Wehrmacht.

Keitel

Il 10 maggio: ecco il messaggio alle truppe al fronte da parte di Hitler:

“In duecento anni la Francia da sola ha dichiarato trentun volte la guerra alla Germania. Soldati del fronte occidentale, l’ora è suonata per voi. La battaglia che ha inizio oggi deciderà la sorte della nazione tede- sca per il prossimo millennio. Fate il vostro dovere. Il Popolo tedesco vi accompagna con le sue benedizioni”.

Il maiale inizierà le sue porcate dall’invasione dei Paesi Bassi.

1940. TULIPANI ROSSO SANGUE

Facili tutti i giochi di parole sulla bestialità nazista.

Sull’Olanda, però, gli aggettivi sono tutti troppo tenui per sottolineare la criminalità di Hitler.

L’Olanda del 1940 non aveva partecipato al primo conflitto mondiale, non aveva niente a che fare con le rivendicazioni territoriali della Germania, come nel caso di Danzica o dei Sudeti, aveva combattuto l’ultima guerra nel 1830: la bestialità con la quale i nazisti trattarono gli olandesi è spiegabile solo con le ragioni del maligno, più che della politica.

E il movente di tanto male lo svelò Anna Frank, come vedremo.

Per ora vediamo le mosse dei criminali nazisti contro il paese dei tulipani.

E contro la neutralità del Belgio.

Perché se i tedeschi volevano sfondare a Sedan si proponevano di invadere l’Olanda che era fuori dal vero teatro della battaglia?

Nella direttiva n.6 “per la condotta delle operazioni” il 6 ottobre 1939 erano state fornite precise disposizioni sul Belgio e sull’Olanda.

La Direttiva segreta data agli alti comandi così recitava al primo punto: “Se nel prossimo futuro, Inghilterra e Francia non si mostreranno disposte a cessare le ostilità, sono deciso, senza frapporre ulteriori indugi a passare all’offensiva.

Se attendessimo oltre, il Belgio e forsanche l’Olanda sarebbero indotti a rinunciare alla propria neutralità a beneficio delle potenze occidentali e inoltre si avrebbe un cospicuo progressivo rafforzamento militare del nemico, facendo vacillare la fede dei neutrali nella vittoria finale della Germania e dissuadendo l’Italia dallo schierarsi al nostro fianco (…)”.

Se poi si vuol essere pignoli bisogna risalire addirittura ad una circolare del 20 novembre 1938, segretissima al solito, che rimanda alle radici del Piano Giallo: “la protezione della Ruhr non è irrilevante riguardo all’intera condotta della guerra.

Più territorio olandese occuperemo più efficace diventerà la difesa del bacino renano”. Tutto firmato Adolf Hitler.

Il 10 maggio gli ambasciatori dell’Olanda e del Belgio a Berlino vennero convocati alla Wilhelmstrasse.

Crea un sito web o un blog su WordPress.com

Su ↑