Ricerca

La Storia sono Loro

– storia e storie della democrazia –

Categoria

Senza categoria

19.8 Il silenzio del pensiero   e il rumore infernale della vana chiacchiera

Il silenzio che custodisce il mistero  di un  Dio,( cfr . Salmi),davanti ad un mondo che sembra impazzito,che più che parlare,latra in un rumore infernale di meschinità, è avvolto nell’ angoscia.

“Il naufragar m’è dolce in questo mare”,di leopardiana potenza seduttiva di una solitudine metafisica,si traduce spesso nel rumore infernale del dire tutto e il contrario di tutto, di mettere veleno in ogni considerazione,nel maledire l’ altro che non la pensa come te .

L’ infinito che si respira nella ricerca filosofica,il  pensare di pensare, l’ autocoscienza della propria finitezza,quale limite insopportabile  del divenire, ha lasciato il posto alla volontà di potenza  della propria cattiva egoita’.

L’ infinito matematico sta tutto nella testa, l’ infinito metafisico nell’ anima,anche se Dio,anima ,mondo sono noumeni,sosteneva Kant,enti intellegibili.

A rovinare la contemplazione oggi come mai il rumore della chiacchiera,il dire il falso per disarticolare il vero,tutto connesso ad un nulla feroce,assente di umanesimo.

Il silenzio infinito  del mare  ad esempio, più percepibile,soprattutto quando te ne vai al largo e tutto appare remoto,oppure anche in montagna, per fare un altro esempio, dove il silenzio sembra privo di volgarità,di parole,di esortazioni a riempire vuoti esistenziali, che le parole non possono colmare non hanno bisogno di analisi.

I.Kant nella Critica del Giudizio sosteneva che un bel quadro sembra vero,e che uno spettacolo naturale sembra un quadro.

Il silenzio delle onde marine o il vento fra le montagne,tramontana in senso letterale,conferiscono voce all’ infinito.

E l’ infinito lo puoi ipotizzare pensando solo che quel mare e quelle montagne ci sono sempre state e sempre ci saranno .

Ipotesi,non certezza scientifica.

A Tel Aviv e Odessa,in Palestina,a Beirut etc si va egualmente al mare,nel Mediterraneo oltre la mucillagine  trovi i corpi e il dolore dei migranti.

The sound of silence, e’ rimasto al Central park di New York.

Photo by Jess Vide on Pexels.com

Ferragosto :il ritorno di Marx, filosofo della prassi

Parlare di marxismo quando in tutto il mondo sta vincendo il capitalismo sembra anacronistico.

Eppure il Capitale, edito nel  1867,Marx in vita,libro primo di altri due curati da Engels, è stato recentemente riedito come classico nientemeno che da Einaudi.

L’ utopia marxiana continua ad affascinare gli studiosi di filosofia,economia,sociologia,storia come fosse un’ enciclopedia esaustiva  del sapere umano,anche se il capitalismo sembra il solo modello di sviluppo del genere umano.

Da parte di masse proletarie che hanno vissuto la prassi comunista in tutto il mondo,finita male,oppure viventi nel marx consumismo cinese,nello stalinismo ottuso nord coreano,oppure in dittature rette da burocrati  fuori dalla storia,il pensiero marxista è interpretato con diffidenza e ignoranza.

Eppure Marx è stato a suo modo un benefattore dell’ umanità conferendo senso alla lotta di classe,alle rivoluzioni dei sottomessi,ai desideri di liberazione dal lavoro salariato del plusvalore,dei profitti costruiti sullo sterminio della razza proletaria.

Sterminio che è avvenuto sia per le guerre imperialiste,sia per il primato delle macchine sulla umanità,sia nel primato del valore di scambio rispetto al valore d’uso.

Nessuna sinistra che si definisca tale può rinunciare a quella pars destruens che rimane un capolavoro filosofico letterario.

Il denaro ha bisogno della merce per moltiplicarsi,e la merce a buon mercato era ed è la classe operaia che costruisce quel mondo che poi la opprime.

Internet e robot sostituiranno milioni di lavoratori manuali che come oggi si sentiranno appagati di fare lavori ripetitivi,monotoni,massacranti: perché alla tuta si è sostituito un camice.

Buona lettura.

9.8 Un caldo da morire, emozioni all inclusive …

Lo scirocco che viene dal Sahara attraversando il Mediterraneo si carica di umidità e cancella mediaticamente l’ inquinamento globale.

Beirut,Tel Aviv,Teheran,Kurks,Kiev,Londra,Caracas…..Dacca,venti di guerra come non mai.

Guerre razziali a Londra, stragi di studenti a Dacca,capitale del Bangladesh,a Caracas guerra civile per presunti brogli elettorali..tutto diverso,tutto uguale all’ inquinamento morale.

Fa caldo dappertutto e meno male,le vacanze ci vogliono pure in piscina, la terza guerra mondiale,secondo i bene informati,è cosa da rientro autunnale.

Il massacro dei ragazzi drusi israeliani,che giocavano a calcio, che esigeva una calcolata  e fredda reazione israeliana a colpi di missili chirurgici, ha già spaventato mezzo mondo nell’ attesa di una ritorsione di qualsiasi attore.

Non c’è nessuna gratificazione allo scorrere del sangue,tranne per quelli che optano per una soluzione spendibile nel mercato dei media,dove la morte violenta regna sovrana per tutti i gusti del macabro.

Anche per chi fabbrica armi,ma anche medicine,la guerra comunque è una manna.

Tutti siamo spettatori di una tragedia che sembra non aver fine, si è dimenticato l’ inizio delle guerre: facendo finta di sapere tutto gli analisti last minute si sono buttati nelle implicazioni politiche della Senna inquinata:

La Senna sarà balneabile,fin quando lo deciderà Macron?

L’origine del movimento irresistibile della guerra non è solo il 7 ottobre :il Likud,i coloni, l’ esercito israeliano gareggiano con Hamas e Hezbollah nel fare il male.

Tanto per fare un esempio.

Provate voi a mettervi in mezzo con proposte diplomatiche: Russia,Cina,Iran,Hamas da una parte, giudei,sionisti,Usa dall’ altra.

Non si credeva di parlare di guerra fra un oro olimpico, una mascalzonata come quella del linciaggio della pugile argentina,il vittimismo di un presidente del  Consiglio che cancella la propria storia fascista,senza provarne vergogna.

Odiare i migranti fu l’ ouverture di un Mein Kampf alla portata di Vannacci e Salvini ,poi è venuto tutto il resto sponsorizzato pure da Trump.

Odio,vendetta,omofobia,maschilismo,sessismo,razzismo:in queste guerre  c’ è la sintesi della quotidianità della pace sonnolenta e rassicurante dell’estate,compresi i suicidi in carcere.

Ma il vero problema è  il caldo…. o lo sciopero dei Balneari?

Mettere tutto insieme perché senza maligno il benigno non vale niente.

La guerra è l’ ultimo dei problemi.

7.8 Il crollo dell’ Urss e i dividendi della pace per un sonnambulismo occidentale

Si credeva nella pace perpetua,nella fine della storia,nei dividendi in una libertà diventata liberalizzazioni e libero mercato.

Siamo invece nei tempi delle guerre indefinite,dei massacri quotidiani, delle mobilitazioni generali, dell’ esposizione spettacolare dei bambini morti a Gaza,rapiti e uccisi in Ucraina etc.

E si che lo storico francese Adoine Rouzeau,nel suo libro”,Zona d’ombra,il  rischio dimenticato della guerra” uscito l’ anno scorso in Francia, aveva già elencato i motivi di un rinnovato ritorno della guerra su scala industriale .

Dopo Afghanistan,Siria,Iraq,regioni troppo esotiche per eccitare fantasmi bellici o sogni pacifisti pericolosi,le guerre in corso in Ucraina e Palestina hanno messo all’ordine del giorno il “che fare” della coscienza normale  illuminista, dove si rifiuta giustamente la guerra,ma non si  sa come ottenere almeno una tregua.

Non è solo perche von Clausewitz abbia sentenziato che” la guerra è il proseguimento della politica con altri mezzi” che questo secolo sembra quello dei sonnambuli permanenti.

È che il mondo del diseguale,del disordine etico,del postmoderno ha trovato un muro prima di indifferenza verso chi soffre ( miliardi di proletari globalizzati).

Poi una corsa ad armarsi per non fare precipitare la propria nazione  nella povertà delle risorse: ceti medi e borghesi, privati dei consumi, non saprebbero come convivere senza.

La darwiniana lotta per stare al mondo con meno problemi dei disperati ,delegata ai vari nazionalismi sciovinisti, è il nuovo modello di sviluppo: sfruttamento dappertutto, l’ economia vale una guerra di annientamento.

Nelle opinioni pubbliche occidentali la guerra è uscita dall’ orizzonte esistenziale ,la leva obbligatoria è stata abolita:successo della civiltà,certo.

Ma non per tutti,secondo me

La solidarietà, l’ internazionalismo, il disarmo hanno lasciato il posto alla volontà di potenza di chi dalla grande cuccagna dei dividendi della finta  pace  si è sentito tagliato fuori,e quindi ha optato per la guerra come riconversione di un modello di sviluppo compatibile con l’ autocrazia  istituzionale e mercantile. ,( Russia Uber alles,Cina pure,sperano di diventare una nuova America senza democrazia liberale).

Ci si può sbagliare ovvio.

5.8 1940 : “il maiale è andato al fronte Occidentale”

Tratto da ‘ La guerra dei caporali nazifascisti” e book gratuito dal 5 agosto al 9 agosto di Pierluigi Raccagni

La sera del 9 maggio, Oster e Sas cenarono insieme. L’ufficiale tedesco confermò che era stato dato l’ordine definitivo di iniziare l’attacco a Occidente: “Il maiale è andato al fronte Occidentale” disse Oster a Sas. Il maiale era il Piccolo Caporale, l’imbianchino criminale, il Signore della Guerra, senza dubbio Adolf Hitler.

Peccato che dall’altra parte inglesi, francesi, belgi e olandesi non realiz- zarono l’importanza di quella informazione che fu dattilografata in questo modo:

BERLINO il 9-5-1940                        W. FA/abt. L-Nr. 22-180/40 g k CHEFS

il Führer e comandante supremo ha deciso. Giorno A l0-V   Ora X 05:35

Le parole convenzionali “Danzig” o “Augsburg” saranno date ai vari reparti della Wehrmacht il 9-V prima delle 21:30.

Il Capo dell’Oberkommando della Wehrmacht.

Keitel

Il 10 maggio: ecco il messaggio alle truppe al fronte da parte di Hitler:

“In duecento anni la Francia da sola ha dichiarato trentun volte la guerra alla Germania. Soldati del fronte occidentale, l’ora è suonata per voi. La battaglia che ha inizio oggi deciderà la sorte della nazione tede- sca per il prossimo millennio. Fate il vostro dovere. Il Popolo tedesco vi accompagna con le sue benedizioni”.

Il maiale inizierà le sue porcate dall’invasione dei Paesi Bassi.

1940. TULIPANI ROSSO SANGUE

Facili tutti i giochi di parole sulla bestialità nazista.

Sull’Olanda, però, gli aggettivi sono tutti troppo tenui per sottolineare la criminalità di Hitler.

L’Olanda del 1940 non aveva partecipato al primo conflitto mondiale, non aveva niente a che fare con le rivendicazioni territoriali della Germania, come nel caso di Danzica o dei Sudeti, aveva combattuto l’ultima guerra nel 1830: la bestialità con la quale i nazisti trattarono gli olandesi è spiegabile solo con le ragioni del maligno, più che della politica.

E il movente di tanto male lo svelò Anna Frank, come vedremo.

Per ora vediamo le mosse dei criminali nazisti contro il paese dei tulipani.

E contro la neutralità del Belgio.

Perché se i tedeschi volevano sfondare a Sedan si proponevano di invadere l’Olanda che era fuori dal vero teatro della battaglia?

Nella direttiva n.6 “per la condotta delle operazioni” il 6 ottobre 1939 erano state fornite precise disposizioni sul Belgio e sull’Olanda.

La Direttiva segreta data agli alti comandi così recitava al primo punto: “Se nel prossimo futuro, Inghilterra e Francia non si mostreranno disposte a cessare le ostilità, sono deciso, senza frapporre ulteriori indugi a passare all’offensiva.

Se attendessimo oltre, il Belgio e forsanche l’Olanda sarebbero indotti a rinunciare alla propria neutralità a beneficio delle potenze occidentali e inoltre si avrebbe un cospicuo progressivo rafforzamento militare del nemico, facendo vacillare la fede dei neutrali nella vittoria finale della Germania e dissuadendo l’Italia dallo schierarsi al nostro fianco (…)”.

Se poi si vuol essere pignoli bisogna risalire addirittura ad una circolare del 20 novembre 1938, segretissima al solito, che rimanda alle radici del Piano Giallo: “la protezione della Ruhr non è irrilevante riguardo all’intera condotta della guerra.

Più territorio olandese occuperemo più efficace diventerà la difesa del bacino renano”. Tutto firmato Adolf Hitler.

Il 10 maggio gli ambasciatori dell’Olanda e del Belgio a Berlino vennero convocati alla Wilhelmstrasse.

26.7″ Come si fa a vivere con 4 mila euro al mese?” ( F.Briatore)

Di  supponenti è pieno l’ universo,ma il general.manager Flavio Briatore li supera tutti.

Il.nostro abituato a maneggiare barche,auto,locali sempre di grido, è in difficoltà quando deve confrontarsi con la normalità esistenziale.

Solitamente i poveri sono da lui trattati come sfigati ,come falliti,come pezzenti.

Il sogno italiano di Briatore,sintesi di Ferrari e Twiga, non prevede gente che guadagni dai 1300 euro ai 1500,pure se fanno mestieri utili come pulire le fogne da  lui ingolfate da presunzione,qualunquismo e classismo.

Il nostro manager, classe dirigente del Belpaese, non è informato che l’ Italia è dal 1984 che ha bassi salari ,oppure lo sa fin troppo bene.

Non ho 4 mila euro al mese in famiglia,non li avrò mai, come tanti.

Il problema è che poi milioni di ” falliti”non ne hanno manco duemila ,abitando magari a Milano,Roma con prole compatibile con il decremento demografico.

Ma Flavio è in un mondo a parte, che intende raggiungere l’ Oscar della ricchezza nella quiete cimiteriale.

Lunga vita Briatore,la tua saggezza è illuminante come la  solita lampadina nel buco del cesso.

Razza padrona,con la coscienza del servo di regine.

31.7 Strage infinita: Netanyahu, Hamas, Hezbollah,uomini delle tenebre,nel nome di un Dio

Hai voglia di gridare mai più.

Ormai pare che ancora più sangue e mai più pace sia il solo futuro per milioni di palestinesi,yemeniti,libanesi,israeliani,iraniani e poi speriamo basti così.

Se abiti a Gaza o  Rafah o sei sotto una tenda in Cisgiordania a mangiare polvere,oppure hai ancora familiari in ostaggio, il mai piu’ guerra e’ solo una giusta speranza.

Perché  forse manco ti ricordi cosa non dovrebbe più succedere fra Israele e Palestinesi.

La posizione del Likud,degli ortodossi di estrema destra,  dei coloni,dell’ esercito e di Netanyahu su  Gaza e dintorni è contro il diritto all’ esistenza di un popolo che non ha mai avuto uno stato.

È un crimine contro l’ umanità.

Ma la recente strage di ragazzi drusi  al campo di calcio in Israele, causata da un razzo di fabbricazione iraniana da parte di Hezbollah,ha rimesso in moto la vendetta israeliana anche contro il Libano.

Proprio ieri alle 19 italiane un drone israeliano ha colpito con tre missili a Beirut la casa di Fuad Shukr,consigliere militare di Rasnallah, capo carismatico di Hezbollah,che nel 1983 aveva causato la morte di 241 soldati americani e sul quale il Pentagono aveva posto una taglia di 5 milioni di dollari.

Stamattina,poi,da Teheran arriva la notizia dell’ uccisione da parte israeliana del capo politico di Hamas…

Le migliaia di morti causati dall’ invasione di Israele nella striscia di Gaza del 7 ottobre,11 settembre anti giudaico,non ha lasciato indifferenti popoli e stati di mezzo mondo, la reazione del governo Netanyahu è stato il via libera alla strage continua.

La  fantasmagorica tregua prospettata da Hamas da mesi, con scambi di prigionieri, sembra ormai una mossa tardiva e illusoria da guerra dimenticata.

Netanyahu,isolato sul piano internazionale, condannato dal tribunale internazionale dell’ Aia per crimini di guerra insieme ai capi di Hamas,contestato  da mesi a Tel Aviv per non aver portato a casa gli  ostaggi, ha ribadito più volte,in sede internazionale ,che Israele non può riconoscere una Palestina egemonizzata dai terroristi di Hamas.

Da qui l’ oggettiva impossibilità di una tregua: Netanyahu vuole distruggere quello che rimane della Palestina,Hamas vuole nientificare Israele.

L’ Iran,orfana del sanguinario Raisi che mise sul patibolo migliaia di dissidenti,Russia e Cina stanno con Hamas, ed Hezbollah,con prudenza doppiezza e cinismo

Israele  sta con gli Stati Uniti, che sono avversi al fondamentalismo sionista, ma fanno poco per fermare il massacro:il copione, però ,è quello di un ritorno della guerra fredda.

Ma gli Stati Uniti devono destreggiarsi fra forti comunità ebree e musulmane endogene  e Trump non può prendersi  le contestazioni degli universitari americani pro Palestina, in vista delle elezioni presidenziali visto che Robert De Niro lo insulta a tutte le ore e la Harris non è sionista.

Insomma la pace non è solo una categoria degli spiriti di buona volontà: una tregua che  porti a casa speranze e non lutti è sempre possibile e auspicabile.

E vista la concomitanza delle Olimpiadi era utopistico sperare in una tregua nei massacri?

La magnifica utopia,la pace e la dignità fra i popoli,non si possono costruire con slogan elettorali: al popolo palestinese interessa vivere,non partecipare alla partita a scacchi dei vari nazionalismi sciovinisti.

29.7 I reazionari italioti vs.le  Olimpiadi francesi: rosicano per Macron – Melenchon..

..Piovono medaglie alle Olimpiadi di Parigi, anche sull ‘ Italia con l’ oro di Martinenghi nel nuoto,ma le polemiche sono quotidiane.

E ci mettono il becco le più alte autorità della cultura europea italiane.

Salvini, ad esempio,che brilla  per ignoranza raffinata,Fdi che dovrebbe perlomeno riconoscere che l’ egemonia gramsciana non coincide con Ignazio La Russa,hanno sputato sentenze maligne contro la Francia e l’ apertura dei giochi olimpici

Sostenute da tutta la stampa di estrema destra.

Anche per il fatto che i post- fascisti hanno preso recentemente una tranvata proprio in Francia.

Una cerimonia d ‘apertura da Gay Pride secondo Fdi,un ‘offesa al cristianesimo per le presunte blasfeme rappresentazioni del sacro ,mischiato con il profano, di un’ Ultima cena,secondo il bugiardo patentato Salvini,che manco il quotidiano della Cei ha denunciato.

E gli organizzatori si sono scusati per aver toccato sensibilità diverse.

L’ anti francesismo vandeano è stato resuscitato in pieno anche da alcuni tabloid inglesi che hanno parlato di flop del cerimoniale e dell’ organizzazione.

Che una donna di colore abbia cantato la Marsigliese ha dato fastidio alla Le Pen,la Francia in questo senso paga il colonialismo perduto,ed esalta la quotidianità multietnica.

Anche se le delegazioni tunisine e algerine sono state fra le più applaudite.

Certo il clima,pioggia compresa,non era dei più felici: sabotaggi, città blindata,deserto il centro, più poliziotti che spettatori,disfunzioni organizzative come può accadere in circostanze di emergenza emotiva.

E poi una certa immancabile supponenza della grandeur.

Ma che le critiche ,” itagliane ” siano un attacco rancoroso,invidioso,fascista e imbecille a Macron,e pure a Melenchon, che hanno sbaragliato recentemente la Le Pen,è un dato da non sottovalutare.

La storia d’ Europa passa per la Senna,Salvini meriterebbe un bagno di umiltà nei navigli,Fdi pure: ma è  ancora troppo poco.

Sono le fogne la loro Senna.

Perché con tutti i limiti del regno del perfettibile, le Olimpiadi vogliono essere anche fratellanza,condivisione,accettazione degli altri.

26.7 1944 Quando i sovietici misero i nazifascisti in fuga, c’erano pure gli ucraini…..

I NAZIFASCISTI IN FUGA

Alla fine del 1943 i russi avevano compiuto un passo decisivo per la liberazione dell’Unione Sovietica dai criminali nazisti.

Fra i primi di settembre e ottobre l’Armata Rossa in Ucraina aveva compiuto una grande impresa. La barriera del fiume Dniepr era stata superata dalle migliaia di soldati che con zattere di fortuna, barche e barchette erano riusciti a superare il grande fiume.

E poi, come abbiamo visto, il 6 novembre Kiev era stata riconquistata.

All’inizio del 1944 la situazione morale dell’esercito tedesco era disperata. Mai come in quel momento era convinzione generale che la guerra fosse perduta e che la fine delle sofferenze, invece, fosse ancora lontana.

Dopo il fallimento dell’operazione Cittadella, d’altronde, il fronte orientale con i suoi infiniti spazi era diventato l’ossessione di Hitler. Affrontare il terzo inverno di guerra in Urss sulla difensiva e credere ancora nella vittoria finale, a quel punto era un atto di fanatismo e di misticismo nazional – socialista.

Hitler, però, riponeva ancora estrema fiducia nella supremazia tecnologica tedesca che aveva permesso di elaborare il carro armato Panther e riteneva che il soldato tedesco, se ben guidato dal suo genio e non certo dai suoi generali, fosse un Superuomo invincibile.

L’Armata Rossa, però, che continuava a ricevere cospicui aiuti dall’Occidente, aveva raggiunto una supremazia sulla Germania incolmabile in breve tempo.

Il Fṻhrer, poi, aveva dovuto accettare due grandi Stati maggiori: l’Okh, (Stato Maggiore dell’esercito), agli ordini del generale Zeitzler sul fronte russo, l’Okw, (Alto comando delle forze armate), del generale Keitel su tutti gli altri fronti.

La questione dell’offensiva russa nell’inverno del 1943 – 1944 che si sviluppò sulle due ali dello schieramento sovietico, nel Nord presso Leningrado e Novgorod, nel sud in tutta l’Ucraina, assumeva per i nazisti un’ulteriore minaccia che diventerà terrore nel 1945.

149

Quando Stalin aveva promesso di trasformare l’Urss in un campo di battaglia non aveva di certo fatto retorica, ogni aspetto della vita quotidiana era stato trasformato, gli operai dovevano lavorare sessantasei ore alla settimana, tutto era stato subordinato alla produzione di armi o rifornimenti per l’Armata Rossa.

Ora si trattava di attuare la riconquista, ma anche la vendetta spietata contro coloro i quali avevano trattato i russi come subumani:

“Göring, circa nello stesso periodo, si lamentò con Ciano di casi di cannibalismo fra prigionieri russi, aggiungendo ridendoci su, che adesso stavano un po’ esagerando, avevano mangiato persino una sentinella tedesca! La politica di Hitler, nel periodo prima di Stalingrado mira chiaramente a dimostrare la natura d’Untermensch dei russi, riducendoli precisamente al cannibalismo.

  • Quando noi gli gettammo un cane morto seguì uno spettacolo da far vomitare. Strillando come pazzi, i russi si gettarono su quell’animale, facendolo a pezzi con le mani nude (…) Si cacciavano in tasca le budella, una specie di razione d’energia”.

Cfr.A. Werth, op.cit.pag.684

Nel 1944 l’Armata Rossa riconquistò le zone occupate dai tedeschi e verificò cosa questi avevano fatto alla popolazione civile. I prigionieri tedeschi e tutti quelli che capitarono sotto il dominio dell’Armata Rossa pagarono il massacro dei nazisti.

Crea un sito web o un blog su WordPress.com

Su ↑