Il nostro Paolone Mieli ha scritto sul Corsera di ieri che tanto tuonò che non piovve,riferendosi agli isterici allarmi da fine della civiltà dopo l’ assalto alle vetrine a Milano. Al filosofo Cacciari quando è stato chiesto se non vi fosse una regia straniera dietro il fenomeno imprevisto della gioventù bruciata spaccatutto ha risposto come al solito:ma quale regia straniera, è anni che si denuncia la crisi di un sistema che schiaccia i giovani e giovanissimi costringendoli a salari da fame,a precariato ,a subire sfruttamento. Così l’ ipocrisia della brava gente che si sente come Gesù nel tempio e che dà buoni consigli dopo aver dato cattivo esempio non ha richiamato Bocca di rosa. Ma ha evocato i fascisti di ogni sfumatura,la borghesia più ignorante e idiota di sempre e i moralisti pure di sinistra che come un disco rotto continuano a ribadire che insomma non c’ è da confondere chi manifesta pacificamente,con chi scende in piazza per usare violenza. Storicamente il proletariato non ha mai potuto manifestare pacificamente,gli hanno sempre sparato nella schiena da buoni liberali reazionari anche in periodo di Guerra fredda. Sono i rapporti di forza che hanno liberato energie di progresso ed emancipazione. Il 68′ italiano cominciò nelle università: ma le stragi di Avola e Battipaglia a danno di contadini e operaie lo fece durare un decennio. Voglio dire che l’ arretratezza di un welfare dignitoso contro il carovita ,caro alloggi, per una sanità pubblica ,per una accoglienza civile della diversità può creare malessere anche incontrollato,ma autentico e vero. Insomma dopo Lula e studenti serbi si puo ben dire che quando si ragiona e si lotta per cause giuste,non c’ è fascismo che tenga . Anche nel migliore dei mondi possibili non si possono salvare tutte le vetrine del plusvalore arrogante e sfacciato senza pietà.

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