IL CREPUSCOLO DEI CRIMINALI Anche se i generali facevano pressione su Hitler perchè lasciasse la città,alla fine il Piccolo Caporale decise di rimanere.Se la Germania doveva perire, lui sarebbe morto con la Germania, o viceversa:in quella follia criminale c’era tutto l’idealismo del Male Assoluto.
Il problema era che la direzione del Reich era in disgregazione, tutti volevano svignarsela da Berlino.Il fuggi fuggi generale dal bunker, era iniziato con la defezione dei collaboratori storici del Fṻhrer, Goering e Himmler, come già accennato.
“ Solo ora,giunta ormai la fine, i più stretti subalterni di Hitler, cominciarono ad abbandonarlo.Informato delle intenzioni del Fṻhrer ( di non lasciare il bunker n d.a), da uno dei generali presenti alla scenata isterica del 22 aprile, Hermann Goering ritenne prossimo a entrare in vigore il decreto del 1941 che lo nominava a capo dello Stato nel caso in cui Hitler non fosse stato in grado di assolvere alla sue funzioni. In un telegramma spedito al bunker annunciò che, se non avesse avuto notizie entro le 22 del 24 aprile, avrebbe assunto i pieni poteri……( ..)Hitler rispose abolendo il decreto del 1941 e chiedendo al maresciallo del Reich di rassegnare le dimissioni da tutte le cariche per motivi di salute.Goering ubbidì. In capo a qualche ora si trovava agli arresti domiciliari sull’Obersallzberg.Il successivo a disertare fu Himmler…( ..)… Il 23 aprile, informato della decisione hitleriana di togliersi la vita,incontrò il conte Bernadotte, suo intermediario.
Himmler si presentò maestosamente come nuovo capo effettivo della Germania, e stilò un documento di capitolazione da inoltrare agli Alleati occidentali.”
Cfr.Richard J Evans, Il Terzo Reich in Guerra, come il nazismo ha portato la Germania dal trionfo al disastro,Milano, 2008, pag.661
Il 22 aprile del 1945 Hitler ammise apertamente per la prima volta che la guerra era perduta.
Il morale crollò definitivamente, si lasciò andare ad una furiosa tirata contro tutti i comandanti che lo avevano abbandonato, dichiarò che mai avrebbe lasciato Berlino e che preferiva suicidarsi che cadere prigioniero in mano ai russi.
Weidling, che aveva anch’egli a disposizione armate raccogliticce e che era stato nominato comandante della piazza di Berlino, doveva proteggere i ponti della capitale fino all’arrivo dell’armata di Wenck, ma in pratica questo non avvenne.
I nazisti continuavano sì a combattere, ma anche il generale più audace, mai avrebbe potuto fermare la marea dell’Armata Rossa.
In tutto quel disastro materiale e morale Hitler, però, non aveva perso la sua vocazione criminale.
Le SS che si ritiravano avevano l’ordine di impiccare tutti quelli che si arrendevano. Quando Hermann Fegelein, ufficiale di collegamento, lasciò il quartier generale delle SS, Hitler lo fece arrestare nel suo appartamento a Charlottenburg, dove pare, fu trovato con una valigia piena di gioielli e denaro, insieme a una donna.
Fegelein, che era il marito della sorella di Eva Braun, fu portato alla Cancelleria e fucilato senza che Eva Braun dicesse una parola in suo favore.
La battaglia di Berlino stava raggiungendo il suo epilogo.
Zukov e Konev, con manovre sempre più avvolgenti, e con la penetrazione nella città dei carri armati, raggiunsero velocissimi la cerchia dei canali.
A difendere la capitale del Reich millenario erano rimasti 94.000 soldati, quasi 19.000 uomini fra i 60 e i 75 anni, 2.300 ragazzi fra i 13 e i 16 anni.
Fuori dal bunker l’avanzata sovietica mieteva vittime fra la popolazione civile, soprattutto fra le donne, che puntualmente venivano stuprate con spirito di vendetta.
“ Tuttavia il pericolo principale non era la fame. Molti non erano preparati per lo shock della vendetta russa, per quanto la propaganda vi avesse insistito sopra….
….La figlia di un macellaio di 14 anni, era stata uccisa perché aveva resistito. La cognata di Gerda, che abitava poco distante, era stata violentata dai soldati e l’intera famiglia aveva deciso di impiccarsi..”.
Cfr.Antony Beevor, Berlino 1945, Milano,2002, pag.341
Fra il 24 aprile e il 2 maggio si assistette ad una apocalisse della ragione, l’uomo razionale divenne peggio dell’animale,la civiltà sprofondò nel sangue e nell’orrore.
I sobborghi esterni ben presto furono travolti, la battaglia si restrinse prima ai rioni di Mitte, Kreuzberg e infine divampò nel quartiere del Tiergarten.
A mezzogiorno del 24 aprile le truppe sovietiche di Zukov e Konev si erano incontrate alla periferia della città.
L’accerchiamento dell’armata di Busse era così completato.
La speranza di unire l’armata di Busse a quella di Wenk era fallita, l’aerodromo di Tempeltof era sotto il fuoco dell’artiglieria sovietica.
Il 25 aprile Hitler, a sorpresa, dichiarò che la situazione non era così grave come sembrava.
Insomma, fino all’ultimo Hitler optò per la sua immagine.
Teneva di più a quello che avrebbero pensato di lui post –mortem, che alle decine di migliaia di vecchi e ragazzi che mandava ancora a morire contro l’Armata Rossa.
Ma in superficie le cose stavano lentamente cambiando.
Non tutti volevano la bella morte hitleriana.
La stessa guardia personale hitleriana pensava a come uscire dall’assedio sovietico, i vecchi della Volkssturm se ne tornavano a casa cercando di evitare le squadre delle SS, che trucidavano disfattisti e disertori.
“ Tra le rovine fumanti della metropoli, le condizioni di vita peggioravano rapidamente.Il cibo si stava esaurendo. Il sistema idrico era fuori uso.Vecchi, malati, donne e bambini, soldati feriti e profughi si tenevano aggrappati alla vita nelle cantine, nei rifugi sovraffollati,nelle stazioni della metropolitana”.
Cfr.Ian Kershaw,Hitler,Milano, 2016, ediz.on – line,pag.1860