Nel 1976 il flop di Democrazia proletaria fu mortificante: 600.000 mila voti a fronte di milioni del PCI.Eppure non si disse che i leader o militanti non sapessero comunicare al popolo, cioè alle masse. Oggi,invece,tutti i notisti e analisti della politica e della sua comunicazione concordano che in Italia il campo cosiddetto Largo non sa più parlare al popolo, perché troppo trincerato nei propri privilegi elitari,troppo snob nella comunicazione,troppo lontano da popoli che cercano uomini (meno donne) sicuri,forti,semplici e Insomma la sinistra storica ( i cinque stelle populisti ne sono fuori, ma possono trionfare alle primarie per questo ) è in crisi perché ha abbandonato i poveracci per abbracciare la culture Ztl.Ho sempre chiamato la sinistra vuota di idee,ma ricca di censo riformista,fru fru. A parte che trovare una sinistra è quasi impossibile,tanto è disunita,frammentata,non c’è bisogno di scoprire ogni volta la famosa acqua calda: si può essere benestanti e coerenti,popolari e raffinati come furono ad esempio i grandi uomini della storia del proletariato e del movimento operaio. O come sono le persone vere.Che oggi sono tante ma rimangono una minoranza,quasi più senza forse. O forse perché non c’è più la classe operaia come soggetto politico,forse perché le innumerevoli rivoluzioni tecnologiche di questo secolo hanno distrutto la comunità operaia e proletaria nella scomparsa di fabbriche,uffici,quartieri,luoghi di lavoro in genere. La Germania e la crisi della socialdemocrazia storica dell Europa dice questo.In Italia pure. Basta frignare,quindi, perché bisogna tornare a Marx dice l’ intellettuale organico al ceto medio riflettente. E i migranti? Il proletariato del plusvalore assoluto,visto che lavorano 12 ore al giorno, torneranno necessari al capitale.

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