” noi sotto attacco dei comunisti” non è una frase  figlia del maccartismo, quel periodo della storia americana contrassegnato dalla caccia paranoica al comunismo fra il 1948 e il 1954. Joseph MacCarthy,il giovane Richard Nixon , l’ Fbi,la Cia,stilarono  una lista nera di attori,registi,scrittori americani che secondo loro lavoravano per l’ Unione Sovietica: fini nella lista pure Charlie Chaplin. Quella frase però l’ ha pronunciata senza vergogna Donald Trump il 4 luglio nel corso delle calde celebrazioni dei 250 anni dalla fondazione degli Stati Uniti. Sulla fine degli anni quaranta inizio anni cinquanta del secolo scorso eravamo in piena guerra fredda.L’ Urss di Stalin aveva testato la prima bomba atomica nel 1949,la Cina di Mao aveva fondato la Repubblica,i movimenti anti colonialisti avevano  continuato la spinta propulsiva della Rivoluzione di Ottobre…Ma oggi far passare i democratici americani come comunisti, è cosa che richiama non solo i nazisti dell’ Illinois,ma rievoca l’ ABC del KKK,che riteneva comunisti tutti i democratici, ad esempio,che difendevano i diritti dei neri.Sembra impossibile, ma in Italia ci sono generali che ragionano come Trump,e poveracci  di ceto che credono che le ronde anti immigrati “Salvino” il sogno italiano.Forse Trump e ‘meglio si preoccupi dell’ odio che proviene dall’omaggio a Khamenei da parte degli sciiti di Teheran, lì l’ odio verso gli Usa  è feroce e il sogno americano è già un incubo infernale per gli americani