Il grande freddo è una metafora che richiama il titolo del film cult dell’ 83 di Kasdan,sulla disillusione di 7 amici ex sessantottini che si trovano a fare  il bilancio della loro vita. Quel ghiaccio emotivo dei  rapporti umani,a giudizio universale, si è  consolidato dal 2020 in poi causa COVID,e due guerre che hanno sconquassato soprattutto  il Convivio gauchista.ll rancore e l’ odio presenti nel binomio vax no vax si sono spostati nell’ antinomia guerra e pace a Gaza e in Ucraina.La guerra dell’ homo homini lupus non riguarda solo  la politica fra destra e sinistra,almeno in Italia.Riguarda il vivere quotidiano,dove fidarsi di qualcuno al di fuori della stretta cerchia tribale è diventato impossibile.Poco senso civico individualismo,bullismo,superbia,arroganza,la legge del più forte di chi vede nel male una prerogativa di un carattere forte, sono i master dell’ oggi.In politica o politichese all’ estrema destra piccoli Ducetti crescono e ballano sulle macerie della Costituzione e della Resistenza,la sinistra intontita soprattutto fra noi vecchi boomers,si è lasciata trasportare da cattivismo stalinista- polpottiano in modo incredibile fino a pochi anni fa.Insulti a chi prova a ragionare,a chi appena sente nominare Israele  ricorda che gli ebrei sono stati massacrati per secoli, ma che i palestinesi di Hamas sono anche guerriglieri e non satanisti, che Putin ha iniziato una guerra in Europa dopo 80 anni,ma che Zelensky non è solo un  presunto e diffamato  cocainomane,ma può essere pure un liberale  coraggioso…che sbaglia.Questo grande freddo è difficile che non lasci tracce e piaghe,soprattutto nella sinistra tutta,che sta insieme con lo sputo e che non vuole guardarsi dentro.Per migliorarsi, per comprendere dove ha sbagliato,e dove,nonostante tutto, può avere ancora una visione del mondo nobile,sincera,sempre al servizio degli ultimi che comprendono quei dannati della terra che manco il cielo vuole più.