Di Pierluigi Raccagni vol II il racconto della guerra giusta

A fine di gennaio i russi si impadronirono di alcune teste di ponte lungo l’alto corso dell’Oder, a monte e a valle di Breslavia.

Già il 20 gennaio erano state adottate misure per la difesa della città. Ovunque circolavano uomini del “ Volkssturm” armati di Panzerfaust. Hitler anche per questa città aveva scelto la difesa ad oltranza, ma l’avanzata di Konev non conosceva soste e anche l’Alta Slesia ben presto finì sotto il controllo dell’Armata Rossa.

In questa occasione che Albert Speer, ministro degli armamenti, architetto prediletto da Hitler nella progettazione del “ Reich millenario”, inviò un memoriale a Hitler nel quale si diceva:

Dopo la perdita della Slesia”, concludevo, “gli armamenti tedeschi non potranno coprire più, neanche lontanamente, le richieste del fronte in fatto di munizioni, armi e carrarmati, e l’eroismo dei nostri soldati non basterà più a controbilanciare la superiorità materiale del nemico.

”Cfr. Albert Speer, Memorie del Terzo Reich, Milano,1995, pag.503

Anche gli uomini prediletti da Hitler, ormai, erano coscientemente convinti che la guerra fosse perduta, soprattutto dopo aver perso le fabbriche di armi della regione.

Hitlet però, era sempre convinto che per i tedeschi ci fosse ancora tanto sangue da versare prima di arrendersi ai russi; quelli che la propaganda dipingeva come la razza giudea- comunista che avrebbe distrutto la civiltà occidentale.

Pr questo i soldati tedeschi, dai 15 ai 60 anni, continuavano a ricevere un solo ordine: resistere fino alla morte. Il 15 gennaio Zukov aveva superato la Vistola e raggiunta la Slesia, i russi nel mese di gennaio avanzavano ad una media di 60 chilometri al giorno, superando le più ottimistiche previsioni dell’alto comando sovietico.Le armate di Zukov continuarono a spingere verso ovest senza sosta.l 18 gennaio fu presa Lodz, il 19 gennaio Cracovia.Il 26 gennaio il 3° fronte Bielorusso occupò Marienburg e assediò Koenisberg, in pratica la Prussia Orientale veniva tagliata fuori.nche se nei primi giorni di febbraio la conquista di Berlino sembrava alla portata di Stalin, c’erano da sistemare ancora forti centri di resistenza tedeschi, come Koenisberg e Poznan, mentre a nord le armate di Zukov,in Pomerania trovavano una certa resistenza da parte delle SS di Himmler.A Koenisberg  erano rimasti intrappolati ancora quasi 200.000 civili con pochi viveri.Ogni giorno 2.000 persone fra donne e bambini intraprendevano a piedi, con una temperatura glaciale, fra neve e ghiaccio, il viaggio della disperazione verso Pillau, il porto sul Baltico che doveva portarli fuori dalla sacca.’Armata Rossa non attaccò la città ma, circondandola, la rese un luogo dove dolore e morte per la popolazione civile erano assicurati.auleiter Koch,il  criminale che in Ucraina si era distinto per  lo zelo nazista, continuava a dare ordini perentori di difendere la città fino all’ultimo uomo: intanto abbandonava la città a se stessa.Tornò poi a Pillau, dove mise in scena una fittizia e inconcludente opera di salvataggio della popolazione, attraverso l’organizzazione del naviglio per evacuare la città,quindi tornò a mettersi in salvo.