Parlare di marxismo quando in tutto il mondo sta vincendo il capitalismo sembra anacronistico.

Eppure il Capitale, edito nel  1867,Marx in vita,libro primo di altri due curati da Engels, è stato recentemente riedito come classico nientemeno che da Einaudi.

L’ utopia marxiana continua ad affascinare gli studiosi di filosofia,economia,sociologia,storia come fosse un’ enciclopedia esaustiva  del sapere umano,anche se il capitalismo sembra il solo modello di sviluppo del genere umano.

Da parte di masse proletarie che hanno vissuto la prassi comunista in tutto il mondo,finita male,oppure viventi nel marx consumismo cinese,nello stalinismo ottuso nord coreano,oppure in dittature rette da burocrati  fuori dalla storia,il pensiero marxista è interpretato con diffidenza e ignoranza.

Eppure Marx è stato a suo modo un benefattore dell’ umanità conferendo senso alla lotta di classe,alle rivoluzioni dei sottomessi,ai desideri di liberazione dal lavoro salariato del plusvalore,dei profitti costruiti sullo sterminio della razza proletaria.

Sterminio che è avvenuto sia per le guerre imperialiste,sia per il primato delle macchine sulla umanità,sia nel primato del valore di scambio rispetto al valore d’uso.

Nessuna sinistra che si definisca tale può rinunciare a quella pars destruens che rimane un capolavoro filosofico letterario.

Il denaro ha bisogno della merce per moltiplicarsi,e la merce a buon mercato era ed è la classe operaia che costruisce quel mondo che poi la opprime.

Internet e robot sostituiranno milioni di lavoratori manuali che come oggi si sentiranno appagati di fare lavori ripetitivi,monotoni,massacranti: perché alla tuta si è sostituito un camice.

Buona lettura.