Dicono che il prossimo best seller letterario sarà ,” In nome della libertà” di Paolo del Debbio, dedicato al testamento politico spirituale di mister B.
Il titolo è suggestivo,direi fondativo di una nuova filosofia,inedito nella sua profonda ontologia.
Mister B,infatti, lasciando in pochi fogli il senso della sua vita terrena, secondo la presentazione on line,ci dice in pratica che:
Si nasce
Si vive
Si muore.
Lo sapevamo .
Siamo stati convinti da mister B che la medicina ci avrebbe fatto vivere almeno 120 anni,ma poi il panta rei eracliteo avrebbe posto anche noi nella “terra alla terra,cenere alla cenere”.
Tutti si muore,anche se siamo stati gettati nel mondo, al di là del nostro volere,come sostiene Heidegger.
Il problema quindi è perché siamo nati,non che dobbiamo morire,dal punto di vista filosofico.
( Oppure il mistero secondo Wittgenstein, è ” che c’è il mondo” non che il Mondo debba finire).
In ‘nome della libertà” in realtà è in nome del libero arbitrio, che dipende da circostanze storiche,temporali,di classe,secolari.
Mister B in questo è stato Lui fino alla fine,ha lasciato a figli,nipoti,pronipoti,amici degli amici tutta la libertà che può dare la sfera dell’ economia: in questo è stato coerente e generoso.
Dal punto di vista storico il centro destra gli dedicherà un francobollo, come a Giacomo Matteotti,Giovanni Gentile, Guglielmo Marconi.
Dal punto di vista politico era un liberale populista anticomunista.
Non mi interessa giudicare l’ uomo Berlusconi,che non ho mai conosciuto.
Non sono così presuntuoso.
La presunzione,invece, è far passare il lascito spirituale berlusconiano come un’ odissea pietrificata nella storia dello spirito.
Si nasce,si vive,si muore,oltre a questo pure Silvio.non poteva andare.
Anche se Ruby era la nipote di Mubarak.

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