Invito,cortesemente a vedere il film di J. Glazer,”zona di interesse”.
È la fotografia della vita quotidiana del responsabile criminale nazista di Auschwitz,Rudolf Hoss e famiglia,in una villa molto ben tenuta con bambini e fiori stupendi, separata da un muro dal campo di sterminio,quindi dentro il perimetro del campo.
La colonna sonora del film è quella dello sferragliare dei treni che portano i detenuti, dei tonfi delle esecuzioni,delle grida di dolore che provengono dall’ Inferno del campo,mentre i bambini di Hoss vengono educati dalla madre al rispetto religioso della natura.
Non si vede nulla dello sterminio,tranne il fumo nero dei forni crematori.
È uno dei film più riusciti sulla Shoah, un racconto sulla banalità del Male che non ha eguali nella filmografia sul genocidio degli ebrei,dei sub umani,delle razze inferiori,dei comunisti,anarchici,cattolici etc..
Lo scrivo perché le polemiche nell’ uso del termine genocidio, ( di origine forense),per quanto riguarda l’ atteggiamento di Israele verso i palestinesi, ha portato persino ad una spaccatura nell’ ANPI con le dimissioni di Roberto Cenati ,da presidente dell’ ANPI di Milano,che non si riconosce nell’ antisemitismo dei cortei pro Palestina,e nelle parole d’ ordine di “impedire il genocidio”( come da lui stesso dichiarato al Corriere della sera)
Insomma,riassumendo brevemente,secondo Cenati,quota PD,non si può paragonare il massacro dei palestinesi a Gaza con quello che è accaduto dal 1939 al 1945 in Germania e nella zona di interesse della banalità del Male,quindi non si può parlare di genocidio da parte Israeliana.
Per la cronaca affermare che gli israeliani facciano ai palestinesi quello che i nazisti hanno fatto a loro è un’ esagerazione grossolana dei fascisti antisemiti tipo Forza Nuova.
E di qualche nazi comunista internazionalista o superficialone ideologizzato.
Il presidente nazionale dell’ Anpi Gianfranco Pagliarulo,ex Senatore PdCI,al contrario ,è su posizioni più radicali pro Palestina,con uno sguardo rivolto a Rifondazione,Potere al Popolo,movimentismo diffuso,credo. ( Anche sull’ Ucraina di Zelensky non è felice nell’ appoggio a prescindere,)
La questione ovviamente non è nominalistica,ma nasconde una profonda lacerazione all’ interno del movimento antifascista fra posizioni radicali,antisioniste e oggettivamente a volte anche antisemite, e quelle meno violente che non salvano Netanyahu, ma salvano lo stato di Israele pur sempre formalmente democratico.
Se chiamo genocidio quello che sta facendo Israele,non è che possa augurare la stessa cosa agli ebrei, sembra dire una parte dell’ antifascismo istituzionale .
Hanno già dato,in questo senso.
Liliana Segre si è dichiarata dispiaciuta delle dimissioni di Cenati, può dire quello che vuole,lei nella zona d’interesse c’è stata.
Ogni tanto, invece,ci si trincea dietro le interpretazioni storiografiche per non affrontare l’ accaduto, cioè la storia: la storiografia infatti interpreta ciò che è stato.
Da una parte sì teme che lo antisemitismo veda marciare insieme,ideologicamente ovvio,la feccia nazifascista con posizioni filo Hamas e del 7 ottobre.
Dall’ altra si evidenzia che dietro il pro Israele vi sia l’ imperialismo Usa,la destra liberale,il governo Meloni etc.,il colonialismo sionista di sempre.
Le divisioni italiane,sono quelle internazionali,nulla di strano che vi siano posizioni moderate e radicali sulle guerre.
Bisognerebbe approfondire con la Comunità Palestinese, che ha dato prova in generale di maturità politica.
E la pace?
Tutti la invocano,tutti dichiarano che bisogna fermare la orrenda strage di civili in atto…
Come in Ucraina è diventato un modo di dire…qualcosa

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