Non esiste oggi un problema di ordine pubblico per manifestazioni nelle piazze.

Eppure ho sentito varie trasmissioni sulle manganellate toscane,sia in TV che alla radio, credo come tanti lettori che invocano scenari da assalto alle forze dell’ordine o al contrario da repressione da macelleria messicana.

Tutte fake news,balle si diceva.

Il ricordo degli anni settanta, quando con la polizia le manganellate erano solo un antipasto , perché le piazze bruciavano di rivolte,insurrezioni estemporanee,scontri epocali fra reazione e rivoluzione, con il corollario di morti e feriti non è proprio il caso di rievocarlo.

Si rischia il circolo della pesca dove si fa a gara a spararle grosse,non solo per millanteria,ma per dire c ‘ero anch’io.

Quel tempo è finito,come tutte cose umane nel bene e nel male, e ora reinventarsi una Stalingrado in ogni città di un ,”c’eravamo tanto armati’è solo utile in chiave estetico esistenziale a sinistra,a destra invece è fare l’ ossequio al coraggio indomito delle forze dell’ordine attaccate dai minorenni al grido di Palestina libera.

Oggi la grammatica della guerriglia non riguarda tanto le piazze,dove la forza rappresentativa è per forza frammentata,ma per luoghi come quelli del lavoro dove il ricatto dello sfruttamento funge da manganello micidiale e mortale per donne e uomini, visto la divisione fra gli stessi lavoratori.

Anche se la piazza rimane vincolata alla bandiere del movimento operaio,non solo in Italia,le sacche di resistenza che esprimono lotta di classe si sono per forza ridotte in manifestazioni di opinione.

Però la sceneggiata del sindacato di polizia che sostiene che gli studenti abbiano usato i pugni a Pisa per sfondare i cordoni è pura sfacciataggine.

Il presidente Mattarella ha chiamato fallimento le botte in senso pedagogico ,educativo,culturale.

I fatti di Torino,con la volante sequestrata da parte di antagonisti, per impedire l’ arresto di un extracomunitario ha riportato il discorso sulla illegalità diffusa degli “autonomi”, ( sanno manco cosa sono), gli anarco – insurrezionalisti (stupidate).

E Piantedosi si è fregato le mani insieme alla Meloni.

Scelba,Restivo,Cossiga,e poi Scajola al G8 di Genova hanno violato più volte la Costituzione con repressione in salsa cilena ad esempio, lastricando di sangue i muri e le porte ….

Nelle piazze si scontravano due visioni della propria vita,il periodo delle grandi mobilitazioni di folla era l’ effetto di trascinamento di fascismo – antifascismo,comunismo anticomunismo,uguaglianza da socialismo – privilegio da borghesia liberista: guerra fredda da Secolo breve.

Oggi la nostalgia dei boomer,degli anta,dei vecchi,degli anziani e del me medesimo, è la normale constatazione di essere invecchiati e di non essere più giovani.

Alzare lo scontro è normale per chi non accetta lo status dell’ inciviltà edulcorata dai consumi,ma gli “anta” possono solo fare numero e forse ripensare agli errori fatti.

Ci sono di giovani e giovanissimi,ragazze e ragazzi, che si battono per il clima,i diritti,la libertà, l’ antifascismo,senza per forza passare dall’ ideologia monografica dottrinaria marxista leninista: magari pure per una pace giusta.

Non ci sono più le manifestazioni di una volta,come le mezze stagioni.

Ma ci sono giovanissimi che vogliono lottare.