Finalmente la retorica si infrange contro il muro dei 5.000 morti, contro la pandemia, contro le inevitabili confusioni di un periodo tragico per tutti.
Quel resto a casa, virtuoso, ma non certo eroico, sbandierato da artisti,palastilisti, sportivi andava bene per chi non era costretto a uscire di casa per lavoro, per chi ha bisogno di andare mangiare ( nelle mense dei poveri), non al supermarket, per quelli che la casa non ce l’hanno, per i detenuti che non possono uscire anche con minime pene perchè senza fissa dimora; una casa dove scontare la pena domiciliare.
Per noi Inferno, per loro Paradiso.
Il ducismo del governatore della regione Puglia che disse che andava a prendere uno per uno quelli che erano venuti dal nord era dettato dalla paura e dalla visione corporativa di un regionalismo impotente ( l’Ilva è aperta contro il Coronavirus o contro il cancro?)
D’altronde tutti i governatori fanno la stessa cosa: siamo tutti italiani, ma prima siamo lombardi, piemontesi, liguri, siciliani……
Poi ci sono le sviolinate dei poeti da trincea che stanno in salotto: queste le lascio alla lacrima sul viso di chi sa leggere e scrivere.
I sindacati hanno riscoperto che prima viene l’uomo poi il profitto, dopo aver monetizzato tutto lo sfruttamento possibile: l’uomo è ciò che produce, non ciò che mangia, diceva Marx , ma questo era da vetero marxisti rincoglioniti.
La tragedia, quando ci sono di mezzo i morti non è solo un dramma, che ha colpito l’Italia e mezzo mondo non ha bisogno di dire quasi più nulla, si deve dare senza ricevere se si vuol essere solidali davvero.
E allora io resto a casa, ma non dimentico mai chi si va a infettare perchè la baracca funzioni in tutti i sensi.
Mi sembra il minimo sindacale, di cui non c’è da vantarsi per rispetto a chi è morto senza manco un funerale.
Si è speculato sui terremoti, sulle disgrazie della guerra alle porte, si sono insultati quelli che scappavano e scappano dalla guerra, a Lesbo migliaia di persone vivono fra topi e miserie da medioevo: per loro la BCE potrà far ben poco.
Tanto come scriveva Heidegger solo un Dio ci può salvare.

tutto gratuito anche oggi 23 marzo
Lascia un commento