Sono entrato alla nuova Feltrinelli di Milano.
Il nuovo ipermercato della Kultur è stato inaugurato recentemente in pompa magna.
Tutti d’accordo che sarà un’occasione di scambi culturali, di nuovi posti di lavoro ( sperando che i salari non siano quelli della grande distribuzione..).
Mi ha colpito che, appena entrato, ho trovato al reparto “Libreria” una scritta che diceva così CULTURA= CAPITALE.

La cultura del capitale,però, non è la stessa cosa che una capitale della cultura.
In Unione sovietica, dove senz’altro la cultura era abbondante, c’era ben poco da consolarsi con Tolstoi e il balletto del Bolscioi.
La cultura da sola non crea ricchezza, crea semmai un capitale umano che può salvare dalla barbarie e dal genocidio dello spirito.
Le cattedrali della cultura sono possibili solo quando un’articolata e precisa divisione del lavoro, crea una cultura del capitale.

E poi, mi sono chiesto, non è proprio la sinistra che mi ha insegnato che non sono le idee a produrre il mondo, ma sono i rapporti di produzione a produrre le idee?
Se invece di scrivere CULTURA = CAPITALE avessero scritto “ IL LAVORO RENDE LIBERI”, sarebbe stato teoreticamente perfetto.