Salvini che ha dato del fascista ai cortei antagonisti è il solito idiota provocatore.
Ma anche quelli che credono che Hamas sia il risultato solo della guerra santa, ignorano che quando si gridava in tutta Europa “Palestina rossa,Palestina libera”, i socialisti i comunisti gli anarchici erano in prima fila per la causa palestinese,in tutto il mondo.
Non per distruggere lo stato d’ Israele ma per riavere quella terra che gli era stata tolta.
Anche i palestinesi avevano subito la loro diaspora,come Israele.
Il Dio di Abramo,Isacco e Giacobbe era stato duro con i due popoli.
“Ma perché aspettare duemila anni come gli ebrei per riavere la propria terra?” dice un fedayn di Al Fatha in un bellissimo libro di J.Le Carrè,la Tamburina
La crisi del marxismo,della lotta di classe,il crollo del socialismo reale ha messo in crisi i movimenti di resistenza all’ imperialismo in tutto il mondo.
Tutti a casa per quei popoli che,bene o male,avevano vissuto il periodo della fase propulsiva della Rivoluzione di Ottobre nei vari processi di decolonizzazione.
Sì,abbiamo perso non solo la lotta di classe in Occidente,ma la lotta per una pace senza ingiustizie in Palestina.
La trasformazione antropologica della giusta guerra laica di emancipazione proletaria è stata veicolata in una guerra santa e nazionalista senza via d’uscita.
La questione palestinese,capitanata da fondamentalisti senza scrupoli, ben foraggiata dai vari nazionalismi medio- orientali ,( Libano,Siria,Iran etc) con il timbro di Khomeini, Saddam, Bin Laden,( che hanno impiccato migliaia di comunisti), ha prodotto anche gli effetti di oggi.
Sono rimasti a Gaza e in Cisgiordania i fantasmi dell’ insurrezione risorgimentale palestinese: fra le macerie di Gaza si trovano i bimbi e le donne che non vogliono che il Corano sia un libro di odio e vendette.
Se questo è solo il passato di un’illusione, dove un proletariato senza nazione doveva diventare avanguardia per una giustizia universale,siamo all’ anno zero.
E se questa è solo archeologia vetero socialista,allora che cosa è la storia della nostra civiltà greco – giudaico – cristiana?
Un professore di filosofia palestinese della Cisgiordania ha portato i suoi studenti a visitare il campo di sterminio di Auschwitz , spiegando: “rimaniamo nazionalisti,ma siamo più umani”.
In questi giorni nei quali Israele sta violando ogni convenzione internazionale sui diritti umani, i commenti feroci sui sionisti,scanditi anche alla manifestazione della Milano antagonista e antifascista meticcia e solidale e dalla comunità palestinese, sono prassi normale.
Palestina terra mia,Israele via via: era comunque il senso di un Netanyahu assassino.
Non si può pretendere equilibrio emotivo da comunità palestinesi e arabe che hanno la propria gente sotto le bombe di un genocidio in mondovisione.
Il massacro di Gaza,contro il quale sono avverse alcune comunità ebraiche, anche secondo Guterres,Segretario generale delle Nazioni Unite e l’ amministrazione americana, è un errore gravissimo sul piano umano e politico.
Per cui il ritorno dell’antisemitismo nazifascista ( Francia,Germania,Austria Daghestan …) e il suprematismo brutale e decennale di Israele, vanno sottobraccio nell’ inferno dell’ odio.
Anche se i vari episodi delle pietre d’inciampo,e delle stelle di Davide poste sulle case di ebrei e delle bandiere israeliane bruciate durante i cortei, sono sporadiche iniziative di razzismo,almeno in Italia
Esiste, però, in modo diffuso l’ anti ebraismo di tradizione nazionalsocialista e pure in una certa sinistra(?), che nulla ha da spartire con la storia del movimento operaio.
Nella pubblicistica e nella filmografia sulla Shoa ricorre spesso una domanda retorica agli ebrei chiusi nei campi di sterminio da parte delle SS: perché vi siete fatti massacrare senza reagire? Risposta: perché siete un popolo di vigliacchi,dice il nazista.
Qualche cialtrone posta che gli ebrei soffrono di vittimismo.
Affrancarsi da Hamas e dalla guerra santa è fondamentale per trovare una risposta universalmente democratica,antifascista, laica,di sinistra socialista, all’ arroganza di Israele ,ma soprattutto per trovare subito un equilibrio di valori positivi che non metta in discussione lo Stato d’ Israele e i diritti civili.
Solo che è facile dirlo,difficile farlo.
Questa guerra fa paura perché dietro vi sta l’ombra della svastica, l’ ombra del nazionalismo sionista israeliano, l’ombra del complesso di colpa europeo, l’ ombra della guerra santa e la realtà di macerie morali e fisiche difficili da dimenticare.
Ad Auschwitz c’era la neve e il fumo saliva lento,cantava Guccini, Dio è morto cantavano i Nomadi e lo stesso Guccini.
Ma Dio era morto da tempo secondo F.Nietzsche,e l’ avevano ucciso danzando sulle macerie dei subumani ebrei,nel nome dei superuomini antisemiti.
Brano tratto da Il racconto della guerra giusta vol.II di Pierluigi Raccagni
1945 MORTE DAL CIELO: DRESDA
Fra il settembre del 1944 e l’aprile del 1945, gli Alleati occidentali sganciarono sulla Germania oltre 800.000 tonnellate di bombe, pari al 60 per cento della quantità totale scaricata fra il 1939 e il 1945.
Il Reich millenario, nel gennaio del 1945, risultava una landa misera e desolata.
Mancava il carburante, gli spostamenti erano sempre più difficili, la Lutwaffe aveva anche i nuovi aerei da combattimento, ma non potevano volare causa la mancanza di piloti addestrati e di aeroporti adatti al decollo: questi ultimi erano stati completamente distrutti dalle incursioni anglo – americane.
Con cadenza pressoché quotidiana, le città tedesche venivano colpite con tale intensità da creare incendi devastanti, analoghi a quello che nell’estate del 1943 avevano distrutto buona parte di Amburgo.
Il 16 gennaio del 1945 a Magdeburgo furono uccise 4.000 persone, il 21 febbraio più di 2.000 bombardieri attaccarono Norimberga radendo al suolo intere aree urbane.
Tra il 23 e il 24 febbraio 360 bombardieri britannici effettuarono un’incursione aerea sulla città di Pfozheim.
Ventidue minuti di intensi bombardamenti cancellarono il centro cittadino, uccidendo 17.000 dei suoi 79.000 abitanti.
Il 3 marzo fu bombardata Berlino, 100.000 persone rimasero senza casa, quasi 3.000 morirono.
Il 16 e il 17 marzo fu la volta di Wṻrzburg, con un bilancio di 5.000 morti.
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L’ultimo grande bombardamento avvenne a Potsdam, fra il 14 e il 15 aprile, dove rimasero uccise almeno 3.500 persone.
Il bombardamento sulle città tedesche era stato deciso dal comando supremo della Raf.
Anche se nell’autunno del 1944 alti responsabili dell’aviazione britannica si pronunciarono a favore del bombardamento degli stabilimenti petroliferi e degli impianti industriali, Arthur Harris, capo del Comando Bombardieri, decise di portare a termine la distruzione delle città tedesche.
Disse Harris:
“Negli ultimi 18 mesi il Comando Bombardieri ha praticamente distrutto 45 delle 60 principali città tedesche.
Malgrado lo storno di forze dovuto all’invasione di terra, siamo riusciti finora a mantenere e perfino a superare la media di due città e mezzo devastate ogni mese(…). I centri abitati industriali ancora intatti non sono molti. Vogliamo dunque abbandonare questa grandiosa impresa, in cui da tempo gli stessi tedeschi ravvisano la loro più dolorosa spina nel fianco, proprio ora che stiamo per portarla a termine?
Cfr.Max Hastings, Apocalisse tedesca, la battaglia finale 1944 -1945, Milano 2006, pag.410
Non si trattava di una questione morale, Harris era fin troppo chiaro ed esplicito.
Quello che indeboliva il morale della popolazione, quello che faceva a pezzi il rimanente apparato militare tedesco, quello che era il messaggio più eloquente per la distruzione del nazismo era la morte che veniva dal cielo.
La più devastante incursione aerea degli ultimi mesi di guerra, comunque, fu quella sulla città di Dresda.
La bellissima città sull’Elba fino ad allora era stata risparmiata dalla ferocia dei bombardamenti Alleati.
In città girava la storiella che “Churchill avesse una zia a Dresda”, e quindi la città era “raccomandata” in alto loco.
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Ma Dresda non era solo la monumentale “Firenze dell’Elba”.
Era diventata anche un importante nodo di comunicazione, nonché un centro di produzione bellica, dopo che la Slesia era stata circondata dalle truppe alleate.
I sovietici avevano chiesto agli Alleati di colpire il sistema stradale e ferroviario.
Il 13 e il 14 febbraio, prima due stormi inglesi e poi due americani bombardarono la città al punto da causare incendi e devastazioni che la ridussero ad un cumulo di macerie.
Bisogna menzionare che la popolazione di Dresda era raddoppiata, perchè chi fuggiva dall’Armata Rossa si rifugiava nella città che la sorte aveva risparmiato: erano aperti i teatri, i cinematografi, i ristoranti, la vita scorreva quasi normalmente.
Il 13 febbraio era martedì grasso, i bambini indossavano i costumi di carnevale, pagliacci del circo correvano a cavallo degli asini, il pubblico applaudiva divertito.
Intanto dall’Inghilterra il Bomber commander Harris, aveva preparato la sua flotta aerea: 6.000 aviatori, 1.400 apparecchi, tra cui i Lancaster e i Mosquito specializzati in bombardamenti a tappeto.
La capitale del re di Sassonia non immaginava che che alle 22.10, con il lancio di alcuni bengala, iniziasse una mattanza dal cielo che sarebbe entrata nella storia:
“Nessuno era preparato ai bombardamenti. Cominciò il primo attacco: il lancio delle incendiarie. Durante le tre ondate ne furono lasciate cadere, precisano le statistiche, 650.000.
“Dresda, ha detto uno degli aviatori che parteciparono all’impresa, aveva ogni strada disegnata dal fuoco”.
“E’ un buon lavoro”, osservò con tecnica imparzialità l’osservatore dell’aereo guida, guardando dall’alto quel mare di fiamme”.
Cfr.Enzo Biagi, La seconda guerra mondiale, parlano i protagonisti, Milano, Corriere della sera, pag.677.
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Il giorno dopo quando arrivarono i B – 17 americani, il fumo degli incendi era salito a 5 chilometri di altezza, e la città che bruciava, era visibile a 70 chilometri di distanza.
Le persone venivano uccise dal monossido di carbonio, in ogni parte di Dresda giacevano corpi deformati e carbonizzati.
“Una casa dopo l’altra erano tutte rovine in fiamme. Là sotto, al fiume, dove si muovevano o si erano accampate diverse persone, nel terreno smosso erano incastrati gli involucri angolari delle bombe incendiarie. Da molte case, lungo la strada sopra di noi, continuavano a sprigionare le fiamme. A volte sul cammino giacevano, sparsi qua e là, dei cadaveri: piccoli fagotti, nient’altro che abiti ammassati. Uno aveva il cranio fracassato e la parte superiore della testa era una scodella di un rosso cupo. C’era un braccio con una mano pallida, non brutta, come quegli arti modellati che si vedono nelle vetrine dei parrucchieri. Telai di metallo appartenuti ad automobili distrutte, rimesse bruciate. Le persone che abitavano fuori dal centro erano evidentemente riuscite a salvare qualcosa, portavano con sé, caricati sui carri, biancheria da letto o altro, oppure se ne stavano sedute sopra le casse o le balle. Fra l’una e l’altra di queste isole, accanto ai cadaveri o ai rottami delle automobili, continuava a fluire, in su e in giù, il traffico lungo l’Elba, un corteo silenzioso e agitato”.
Cfr.Richard Evans , Il Terzo Reich in guerra, come il nazismo ha portato la Germania dal trionfo al disastro,Milano 2014, pp.639, 640
Ora che è esplosa la Var del dolore,delle stragi,del martirio delle guerre sante e non,bisogna ricordare, così per pura e presunta oggettività anglo sassone, che il dio dello stragismo è diffuso in tutte le guerre.
Il Gott MIT uns delle SS,e il viva Cristo Rey dei falangisti nella guerra civile spagnola,ebbero gran successo fra la borghesia europea negli anni Trenta.
Gli spagnoli clerico – fascisti terrorizzati dai repubblicani rossi del Fronte Popolare,(che avevano vinto le elezioni), inquadrati nella Falange fondata nel 1933 da Primo de Rivera che attirava clero,esercito aristocratici,cantavano una canzoncina che recitava così:
Dammi il mio basco
Dammi il mio fucile
Ammazzerò più rossi
Dei giorni di maggio e aprile.
C’ è da dire che le vittime del Terrore rosso furono durante la sola estate del 1936, 38.000. ( cfr. Antony Beevor,La guerra civile spagnola).
Alla fine della guerra il terrore falangista uccise circa 200.000 persone, 55.000 quello rosso.( idem A.Beevor)
La guerra civile non è un pranzo di gala,come si sa anche in Italia.
Ai massacri dei cattolici falangisti non assisteva solo plebaglia vandeana reazionaria,ma credenti sinceri,gente per bene,persone altolocate.
A Valladolid,quando furono massacrati 900 proletari anarchici della Cnt,del Poum, del partito comunista,dei socialisti dell’ Ugt,furono organizzati chioschi per vendere ciambelle agli spettatori,soprattutto se bambini.
Il terrore fascista,uno dei tanti,si basava sulla limpieza, cioè il ripulire la Spagna da comunisti,anarchici.democratici ,liberali ed ebrei massoni naturalmente.
La stessa limpieza Hamas l’ ha usata il 7 ottobre contro gli ebrei in quanto ebrei,Israele ha risposto continuando a massacrare i palestinesi in quanto tali.
Nel vedere il calcolo dei morti civili da ambo le parti,mi viene in mente che per preparare il successo dell’ Operazione Overlord del 6 giugno 1944,gli anglo americani coi loro bombardamenti sul suolo francese per colpire strutture logistiche naziste, causarono la morte di 25.000 civili.
Poi sconfissero,con Stalin il Terzo Reich.
La bomba atomica di Hiroshima fu il costo che il Giappone dovette pagare per il suo imperialismo fascista.
Poi fini’ la seconda guerra mondiale.
Proprio perché la strage degli innocenti riguarda tutte le guerre,quella contro un popolo senza terra e una terra senza un popolo,la Palestina, dovrebbe essere fermata subito.
Difficile tentare di fare la parte dell’ analista super partes,per quello che sta accadendo a Gaza in queste ore.
Se Hamas vive su dieci piani di cunicoli sotterranei, con benzina, derrate alimentari,medicinali etc, in superficie,la popolazione di Gaza non sta subendo un attacco da parte dell’ esercito israeliano,ma un genocidio.
L’ offensiva di mare,cielo e terra ha il fine di eliminare l’estremismo radicale di Hamas che il 7 ottobre ha invalidato la ragion d’essere dello stato di Israele.
Ma questa risposta militare sembra l’ altra faccia di una soluzione finale che non crea vie di uscita,se non quella dell’ esercito israeliano : o noi o loro.
Si dice che Hamas stia ottenendo il massimo; riconoscimento politico militare in Libano,Yemen,Cisgiordania,Iran,Russia,Turchia.
Per Erdogan,nuovo Saladino della dinastia degli ottomani,ad esempio,Hamas non è un’ organizzazione terrorista,ma sta combattendo vs i sionisti e il colonialismo di Israele, per una Palestina ridotta in macerie,ma pronta sempre a schierarsi per l’ ‘Islam sunnita.
Questo sfruttare l’ irredentismo palestinese per rilanciare il primato della guerra santa contro gli infedeli è strumentale ai giochi di potere fra vari governi autocratici,dispotici,antidemocratici .
Hamas, a prevalenza sunnita, flirta con il governo sciita iraniano e con il patriottico governo di Mosca dove la repressione del dissenso è all’ ordine del giorno.
E nessun democratico ,dovrebbe ignorare, con colpevole omertà, la mattanza delle donne da parte dei compagni di merende di Hamas, quella polizia morale,veri nazisti crudeli contro donne pacifiche che cercano un riscatto.
Palestina terra mia è un dovere morale per tutti,la posizione dell’ Italia che si è astenuta sulla risoluzione dell’ Onu,sul cessate il fuoco o tregua immediati,palesa il poco coraggio di un esecutivo determinato a galleggiare sopra tutto il globo terracqueo.
Cessare il fuoco subito,aiuti umanitari per la popolazione,liberazione ostaggi,trattative sui detenuti palestinesi…e poi un lungo eccetera sui diritti umani, sono sul tavolo di equilibrismi in parte morali,ma anche politici, da parte di Qatar,Iran,Hezbollah,Jihad,Israele..
Li vorremmo vedere solo sul tavolo di una prospettiva di tregua sincera.
Anche se Hamas e il sionista Netanyahu non sono d’ accordo, questa volta la mobilitazione per la pace dovrebbe essere mondiale con islamici ed ebrei sottobraccio.
Le manifestazioni vs.la guerra di sabato siano solo l’ inizio.
Si sente spesso dire,soprattutto nel vasto mondo del sinistrese,ma anche nell’opinione pubblica pop che tutto è finito.
Nel senso,ormai accreditato,che la caduta verticale di tutti i valori, ideologie,religioni, convenzioni statuali, in tutto il pianeta, sono il segno di una fine della storia a cui non c’è rimedio.
O meglio, l’ unico rimedio è farsi i fatti propri.
Nessuna novità: il millenarismo, con la fine di un mondo, è sempre stato interpretato come un segnale di una controrivoluzione o rivoluzione ” epocale’.
Ma,se non mi sbaglio,qui niente è finito,nel bene e nel male i problemi dell’ umano vivere sono sempre eguali, solo che le soluzioni sono assolutamente finte.
Per cui niente è finito,ma il tutto è indefinito,da sembrare un indifferenziato.
Le guerre che si susseguono,e che si inseguono,fra palestinesi,Israeliani,ucraini,russi ,ti fanno capire che il bagno di sangue è manna per lo spettacolo della guerra e per il complottismo seriale.
È indefinito il massacro degli israeliani del 7 ottobre da parte di Hamas, è indefinito che i bombardamenti di Gaza siano un genocidio, è indefinito il missile di Hamas sull’ospedale di Gaza, è indefinito, che il missile sia israeliano..
Nella sfera della politica interna poi,la finzione costruita ad arte e ‘ pane quotidiano dell’ indefinito.
Blocco navale,Lampedusa mon Amour,RDC sparito,lavoro per tutti,salario minimo o salario massimo, povertà assoluta un giorno, l’ altro ripresa del PIL,influencer che vendono i sentimenti come fossero caramelle ,statistiche fatte con l’ algoritmo, per poi essere smentite,operazioni speciali che diventano guerre….tutto dura il tempo della confezione social o televisiva.
Che cosa è vero,che cosa è falso,che cosa è autentico?
Le scommesse nel calcio: erano tutte finte le scommesse o le partite?
Per rimediare a tale brutale e continua menzogna ermeneutica va di moda cercare di rifondare il mondo (con riforme strutturali),che in Italia aspettiamo dal dopoguerra..
Sembra il gioco delle parti, ma non lo è.
È il gioco del potere per il potere ,della ricchezza per la ricchezza,del lamento che mai diventa ribellione,della frustrazione esistenziale che diventa colpa collettiva.
E non c’è bisogno di scomodare il grande filosofo Gianni Vattimo, scomparso recentemente ,che era convinto che allo schianto della morte di Dio era comparso il politeismo dei valori.
Troppo alto il pensiero che vola alle altitudini della filosofia.
Qui trionfano i baccanali della doxa: ed è il modo con il quale ci si convince che vivere nella menzogna è la sostanza del regno degli uomini.
Il libro del Generale Vannacci è stato adottato in una quinta di un liceo in provincia di Brindisi,da un insegnante di Lettere che non guarda in faccia a nessuno che limiti la libertà di pensiero.
Dovrebbe guardarsi nello specchio dell’ omofobia,del razzismo,e della scemenza, perché porta a scuola un testo che inneggia all’ odio.
Ma dato che rappresenta quella maggioranza silenziosa che fa del fascismo una barzelletta sporca e crudele,bisogna girarsi dall’ altra parte.
Il sindaco di Lucca dice no ad un via dedicata a Sandro Pertini perché ” partigiano”, cioè di parte,e probabilmente perché l’ ex presidente della Repubblica diede l’ ordine di giustiziare Mussolini.
Almirante sì,Pertini no: ma in che paese viviamo?
Sulla tragedia personale della Meloni il pettegolezzo e il gossip sono stati un’ oscenità giornalistica- mediatica.
Peccato che Meloni e fascisti vari non hanno memoria che loro negano libera affettività privata a milioni di persone
Giorgia,la signora Meloni, da underdog vittimista, discepola prima di Almirante, poi del trumpiano di estrema destra Steve Bannon, è sempre stata con quei poteri storti che ne hanno fatte storicamente di tutti i colori vs. i democratici in genere.
Siamo di fronte al solito pastone per cani affamati di emergenze per fare denaro,e poca informazione.
Per finire con la vera tragedia che ha cambiato nel secolo scorso la nostra storia: quella fra palestinesi e israeliani,Musulmani ,ebrei,sionisti e antisionisti nel dopo Olocausto.
Qui il pensiero normale agita gli opposti estremismi con contabilità aziendale dei morti,sperando ,secondo sondaggi,che ciò non comporti inflazione e aumento bollette .
Brano tratto da 1939 – 1945 il racconto della guerra giusta vol.I Pierluigi Raccagni
1942 IL TERRORE DEL NUOVO ORDINE Era molto bello starsene a Wannsee, un sobborgo berlinese, con tanto di laghetto annesso. In fondo Roosevelt aveva visto giusto, era il nazismo tedesco, la Germania di Hitler il primo nemico da abbattere. Perché a Wannsee, il 20 gennaio del 1942, si era radunato il gotha dei criminali della storia dell’umanità. Per discutere l’operazione umanitaria (secondo Hitler qualcuno doveva prendersi l’onere di migliorare l’umanità…) al laghetto si erano dati appuntamento quindici nomi fra i più quotati dell’istituzione nazista: Heydrich, la Bestia Bionda, maestro di cerimonie, che aveva convocato la riunione. Il nuovo segretario del ministero della giustizia del Reich Roland Freisler, che diventò famoso come pubblico ministero dei congiurati del luglio 1944. Il dirigente nazista, membro del ministero degli esteri tedesco, Martin Luther, il cui compito era quello di cercare di convincere i governi europei a cooperare per quella che venne definita “la soluzione finale”. Adolf Eichmann, che prendeva appunti e aveva organizzato la logistica della riunione. C’erano poi membri delle SS e responsabili dei territori occupati.
Bisognava far fuori gli 11 milioni di ebrei stanziati in Europa, spiegò la Bestia Bionda, e gli altri, spinti da tanto entusiasmo, fecero le loro proposte: sterilizzazione obbligatoria per tutti i non ariani, scioglimento forzato dei matrimoni misti fra ebrei e non ebrei, eliminazione dei malati nei ghetti, “evacuazione”, eufemismo di eliminazione, anche per chi aveva una parte di sangue ebreo, lavoro forzato fino alla morte per ebrei capaci di tenere una pala in mano.
Gli ebrei anziani e quelli che avevano combattuto per il Kaiser con onore sarebbero stati mandati al campo modello di Theresienstadt vicino a Praga. Insomma il programma era vasto e anche interessante, secondo i criminali del laghetto di Wannsee. Avrebbe coinvolto medici, scienziati di tutti i livelli, biologi, soldati, filosofi, criminali incalliti, assassini di ogni risma per la manovalanza nei campi. La chicca però era quella delle camere a gas. L’orrore di Chełmno, dove da metà dicembre mille ebrei al giorno venivano gasati nelle terre di Polonia, era un buon esempio da imitare e semmai migliorare. Le camere a gas, e non i camion chiusi e invasi da monossido di carbonio, vennero adottate in modo strutturale a cominciare da Bełżec. Ad Auschwitz, già nel 1941, il sistema funzionava. Non era più il caso, dissero i criminali del laghetto, di far distinzioni che lasciavano spazio a considerazioni benevole: distinguere fra ebrei, zingari, omosessuali, comunisti, persone antinaziste era superfluo. Così come risultava superfluo dividere i deportati fra lavoratori forzati, donne da sfruttare, bambini da far crescere in Germania: la soluzione finale prevedeva solo la morte. Per organizzare le deportazioni Heydrich reclutò al suo progetto Adolf Eichmann, che, dopo la riunione, si mise a giocare a scacchi con lui per rilassarsi della faticosa conversazione. Il sogno comunque si stava realizzando. Il cancro giudeo – comunista sarebbe stato annientato, il mondo, secondo i nazisti, sarebbe stato migliore. Ma bisognava industrializzare lo sterminio.
Basta con le esecuzioni di massa, che mettevano i soldati prescelti al massacro in difficoltà.
Basta con le soluzioni locali come quelle intraprese in tutto l’est. La soluzione finale doveva essere unica, il metodo universale. Lo Zyklon B, immesso nelle condutture di finte docce, avrebbe massacrato in un anno quasi tutti gli ebrei d’Europa. Entro la fine del 1942, provenienti dall’Europa centrale e occidentale, nonché dall’Unione Sovietica, sarebbero stati uccisi 4 milioni di disgraziati. “(…) Nei campi di sterminio, tale possibilità non esisteva. Erano creati con l’unico scopo di sterminare gli ebrei d’Europa e gli zingari. Di questi campi destinati esclusivamente allo sterminio ve ne furono quattro; il primo, il campo pilota di Chełmno (Kulmhof), fu costruito nel dicembre del 1941. Poi, dopo la conferenza di Wannsee del gennaio del 1942 che, presieduta da Reinhard Heydrich, diede la sanzione ufficiale al programma di sterminio, Bełżec (marzo 1942), Sobibór (maggio 1942), e il più grande di tutti, Treblinka (giugno 1942). Tutti entro un raggio di duecento miglia da Varsavia”. Cfr. Gitta Sereny, In quelle tenebre, Milano, 1999, pag. 133.
I manuali di storia in uso in licei e università convenzionano che dopo la Guerra dei Trent’anni,nel 1649 con la pace di Westfalia, cessò il periodo storico delle guerre di religione fra protestanti e cattolici in Europa nella modernità.
La carneficina che vide protagonisti luterani,calvinisti,anabattisti,cattolici dell’ Inquisizione definì i nuovi confini dell’ Europa e l’emigrazione forzata nel Nuovo mondo di una parte della variegata religione protestante.
In Medio Oriente,dove infiamma la guerra fra Israele e Hamas,Hezbollah libanesi,sciiti iraniani,la crisi di Gaza ha rinnovato non solo l’ Intifada,ma ha fornito il pretesto soprattutto ai gruppi della Jahad dì strumentalizzare il massacro israeliano di Gaza da parte di Israele in chiave religiosa radicale.
Chi continua a credere che Hamas sia un movimento che vuole solo la liberazione della Palestina commette un errore,perché applica categorie strettamente occidentali ad una vicenda di odio antico come quella dell’ ebreo palestinese chiamato Gesù di Nazareth.
Il sangue che scorre oggi rischia di diventare il solito fiume di rigetto dell’ illuminismo,del marxismo,del liberalismo che sono stati i punti fondanti del nostro modo di vivere per due secoli.
Che poi tutto ciò abbia voluto dire guerre mondiali,colonialismo,nazismo,fascismo etc non delegittima in senso assoluto l ‘Occidentalizzazione che il.mondo ha accettato come progresso delle libertà civili.
Il motivo religioso,confessionale,fondamentalista che riguarda l’ Islam radicale e il sionismo fascista,non riconosce nel suo estremismo le altre fedi.
(Il dialogo interreligioso di Papa Francesco ,a proposito ,non è un dettaglio qualunque).
Solo che Israele è uno stato laico,quello che l’ Olp voleva per la Palestina.
Lo stato laico e non teocratico in Occidente è stato anche l’ effetto della rivoluzione francese,russa,della rivoluzione scientifica che oggi avrà portato si alla globalizzazione dei consumi,alla materialità capitalistica del vivere,ma ha garantito l’ inverarsi di libertà che una volta non erano concesse.
La spiritualità,il rispetto della vita interiore,sono fonti di civiltà,( la filosofia), l’ estremismo religioso porta inevitabilmente al bagno di sangue.
Né capitalismo, né marxismo, ma soprattutto Allah,mi disse un ragazzo algerino accompagnandomi a visitare la casbah di Algeri cuore della lotta di liberazione dal colonialismo francese,prima della guerra civile degli anni novanta.
Il ragazzo,simpaticissimo,cordiale, aveva un desiderio nascosto: venire a Milano a fare shopping alla Rinascente.