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La Storia sono Loro

– storia e storie della democrazia –

Otto settembre 1943 Senza vergogna: l’infamia della fuga del Re…seconda parte

Brano tratto da 1939 – 1945 il racconto della guerra giusta,la vittoria della democrazia di Pierluigi Raccagni

Badoglio, che arrivò sul posto direttamente dalla sede dell’Eiar, dopo aver fatto riempire due autocarri di cose preziose dalla servitù, aveva le idee chiarissime

1943 SENZA VERGOGNA

La fuga del re, di Badoglio e della classe dirigente monarco – liberale la notte dell’otto settembre è stata un’infamia senza confronti.Dopo l’annuncio dell’armistizio delle 19,45 diramato dall’Eiar l’appuntamento per tutti quelli che contavano in quel momento, (i responsabili dell’armistizio e la famiglia reale), era al ministero della guerra in via XX settembre.Badoglio, che arrivò sul posto direttamente dalla sede dell’Eiar, dopo aver fatto riempire due autocarri di cose preziose dalla servitù, aveva le idee chiarissime.

Il generale che era entrato trionfante ad Adis Abeba, ora se ne andava al mare lasciando nello sfacelo un’intera nazione: poco da ridere, ma fu così.La cronaca è ricca di eventi quanto povera di coraggio civile e militare

.Dopo Badoglio, verso le 21 il re e la regina arrivarono al ministero della guerra, il ministro della guerra, per precauzione, ospitò quella notte i capi di stato, di governo e delle forze armate.lla compagnia si unì il principe Umberto, il duca di Acquarone, e per ultimo si aggregò pure il generale Roatta, che proveniva direttamente dalla sede dello Stato Maggiore di Monterotondo, paese a pochi chilometri dalla capitale.c’era anche un certo ottimismo fra i fuggitivi.ra anche un certo ottimismo fra i fuggitivi.

Praticamente si diceva che secondo voci ufficiose i tedeschi stavano abbandonando la capitale, distruggendo documenti e salutando gli italiani con bevute di vino…Non era vero, naturalmente, perché paracadutisti tedeschi avevano già colpito fra Pratica di Mare e Ostia.Dopo mezzanotte, però il clima mutò. I generali compresero che i tedeschi non avevano nessuna intenzione di andarsene, anzi secondo notizie provenienti da Milano e altre città del Nord la Wehrmacht stava commettendo violenze e sopraffazioni contro i soldati italiani.La situazione della notte dell’8 e 9 settembre fu certamente tanto caotica da renderne difficile la ricostruzione. I difensori della linea monarchica e istituzionale hanno sempre sottolineato anche in questo caso che Badoglio non poteva fare altro: attaccare subito gli ex alleati avrebbe comportato una reazione tedesca violenta e omicida. Ma evitare altri lutti significava fuggire davanti al nemico, lasciando soldati e popolo allo sbando?

6.9 SETTEMBRE 1943: lo stato monarchico – fascista si dilegua… Prima parte

Brano tratto da 1939 – 1945 il racconto della guerra giusta,la vittoria della democrazia di Pierluigi Raccagni

1943 L’OTTO SETTEMBRE

Nella notte dal 6 al 7 settembre una corvetta della marina raccolse in mare, presso Ustica, due ufficiali dell’aviazione americana: erano il generale brigadiere Maxwell Taylor, vice comandante della 82a aviotrasportata americana e il colonnello di complemento William Gardiner, dell’aviazione statunitense.

I due alti ufficiali americani, fatti sbarcare a Gaeta, dovevano definire gli accordi con il supremo comando italiano sulle modalità di un ‘operazione militare chiamata “Giant 2”, riguardante la difesa di Roma.

Il povero Castellano, preso, in un primo tempo per un ufficiale italiano infingardo, conquistandosi la fiducia degli Alleati era riuscito a Cassibile ad ottenere il via libera per un’operazione che prevedeva lo sbarco alleato a sud di Roma e contemporaneamente l’azione della 82a divisione aviotrasportata americana, un reparto d’elite, sugli scali di Cerveteri e Furbara.

I due ufficiali arrivarono verso il tramonto, trovarono banchetti sontuosi a Palazzo Caprara, sito davanti al ministero della guerra.

I colloqui iniziarono con ritardo e pigrizia, come se la guerra fosse davvero lontana; la situazione era tragica, ma il buon appetito degli italiani sorprese non poco gli americani.

Badoglio e soci, infatti, non si erano minimamente preparati ad una azione collaborativa con gli Alleati sul piano militare, per cui la notizia dell’operazione bellica fu accolta come un fulmine a ciel sereno.

Delegato alla difesa di Roma da un eventuale attacco tedesco era il generale Giacomo Carboni, che doveva orchestrare le operazioni.

Quando incontrò gli americani fece immediatamente capire loro che il loro progetto era inattuabile.

Troppi tedeschi intorno e dentro Roma, (non era vero, i tedeschi in quel momento avevano manco un carro armato nelle vicinanze), troppo pericoloso usare i paracadutisti per occupare gli aeroporti,perché la contraerea tedesca li avrebbe fatti a pezzi, (non era vero, perché Cerveteri e Furbara erano fuori tiro).

Gli americani, come è ovvio, si irritarono e pretesero di conferire immediatamente con Badoglio, il quale dormiva profondamente. Le cronache ci dicono che il vecchio generale, destato di soprassalto nella sua villa, decise il futuro della nazione in vestaglia.

Prese per buone le paure di Carboni e concordò con Taylor un telegramma al comando americano per sospendere l’operazione Giant2.

Facendo poi una scena patetica, in cui si commiserò come un vecchio generale che sarebbe caduto nelle mani dei tedeschi che l’avrebbero sgozzato.

Eisenhower rispose duramente agli ennesimi tentennamenti italiani, e confermò che l’otto settembre avrebbe dato l’annuncio dell’armistizio.

Alle 19,45 dell’otto settembre, interrompendo i programmi radio, fu dato l’annuncio dell’armistizio dal generale Pietro Badoglio:

“Il governo italiano riconosciuta l’impossibilità di continuare l’impari lotta contro la soverchiante potenza avversaria, nell’intento di risparmiare ulteriori e più gravi sciagure alla nazione, ha chiesto un armistizio al generale Eisenhower, comandante in capo le forze alleate anglo – americane. La richiesta è stata accolta. Conseguentemente ogni atto di ostilità contro le forze anglo – americane deve cessare da parte delle forze italiane in ogni luogo. Esse però reagiranno ad eventuali attacchi da qualsiasi altra provenienza”.

Cfr.Italia drammatica op.cit. pag 1

Gli italiani fino all’ultimo avevano sperato in un rinvio, basandosi sulla data del 12 settembre che, dicevano, Castellano aveva negoziato il 3 settembre a Cassibile. Forse questa è stata l’ennesima bugia di Badoglio, che continuava a cambiare le carte in tavola in attesa della manna dal cielo che non compromettesse lui stesso, la Corona e il cerchio magico dei Savoia Il popolo italiano era naturalmente all’ultimo posto dei pensieri.

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Il paese piombò nel caos.

Così come la sera del 25 luglio soldati e popolazione credettero nella pace, anche in questo caso il fraintendimento del messaggio era scontato.

Un popolo stremato voleva uscire dalla guerra ad ogni costo: il 25 luglio pochi avevano prestato sufficiente attenzione all’annuncio radio che ricordava che la guerra continuava, l’otto settembre pochi vollero sentire che ci doveva essere una reazione contro altre forze che non fossero quelle degli Alleati.

Insomma voleva dire che la guerra contro gli anglo – americani finiva, e continuava quella contro i tedeschi, anche se era una finta guerra, visto che la famiglia reale e Badoglio prepararono le valige, lasciando l’onore agli eroi.

Il disonore, insieme alle ricchezze accumulate, se li tennero però ben strette.

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4.9 L’ odio di una parte della società civile verso i più deboli: guerra d’inciviltà

Si direbbe che il successo editoriale del libro ” il mondo al contrario”del Generale Vannacci sia ben riposto.

Non solo vende bene e razzola male,ma il successo sembra normale.

Mi ha schifato,come a tutti ,i meschini insulti a Michela Murgia,ma anche alla vittima dello stupro di Palermo,gli evviva agli stupratori di Caviano,il compiacimento maggioritario per le parole di Giambruno sulle ragazze ree di ubriachezza.

Questo solo in due giorni.

I social la fanno da padroni e amplificano l’orrore,ma l’orrore ormai è sedimentato in una coscienza di fallimento generale,dei rapporti umani,che forse non è una novità: anche se ora lo spettacolo dell’odio e dell’insulto e ‘ accettato a livello di massa.

E tutto ciò non riguarda solo l’estrema destra che gioca con Hitler e Mussolini con la goliardia di una festa universitaria.

Riguarda anche personaggi di ogni latitudine politica, sinistre istituzionali o no,con assenso senza riserve ai crimini di guerra in Ucraina.

Insomma la libertà di vomitare sul prossimo, magari in difficoltà, diffamazioni,è stata sdoganata come libertà d’espressione.

Con la stessa sicumera,se sei contro Putin,sei un bastardo filoamericano, se sei vs. Zelensky uno stalinista fallito( buona la seconda…)

La discussione via chat rasenta diffamazione,rancore,odio contro tutti quelli che analizzano il problema con categorie razionali,non fatte solo di statistiche,ma anche di approfondimenti non banali.

Poi ci s’indigna se le giovani generazioni prendono a calci umani e animali,fino a ridurli in fin di vita.

Per non farsi prendere dallo sconforto bisogna avere molta forza.

Guardare ad esempio le migliaia di iniziative del terzo settore,la semplicità di chi si occupa di chi sta male.

Piuttosto di atteggiamenti fasulli e disgustosi alla Marco Rizzo,alla Salvini,alla Santanchè,alla Donzelli e via di seguito, un interrogarsi sui propri limiti sarebbe un passo in avanti.

La terza guerra mondiale non ci sarà,speriamo.

Ma se l’odio è il cemento della convivenza si va ad affondare nell’ abisso del nulla.

Quanto ci manchi

1.9 La fascisteria clownesca governativa si prepara all’autunno: sarà caldo?

La sortita della Meloni a Caviano dopo l’intreccio fra pedopornografia e camorra,salutata con plauso dalle istituzioni in prossimità (?)non è entrata nelle storia: poca gente che gridava vogliamo lavoro e claque di supporto alla premier.

Per la cronaca,la presidente ha fatto il suo,e che doveva fare?

Perché intanto il Belpaese,bello,ma inutile, fa acqua da tutte le parti,non solo per colpa dei reazionari governativi,ma per il dissesto psichico e culturale degli ultimi vent’anni.

Sono le proteste per le promesse non mantenute che cominciano a preoccupare i padroni del vapore.

Proteste molto tiepide a dire il vero,come se la maggioranza della popolazione fosse contenta di quello che non ha.

Dagli aiuti all’Emilia Romagna non pervenuti,all’eliminazione del Rdc con corsi di formazione fantasma,dalla tassa sugli extraprofitti in banca,finita in vacca,al mancato taglio delle accise sulla benzina,dal taglio del superbonus per l’edilizia,al salario minimo non legiferato: ci si domanda se tutto ciò e molto altro non fossero altro che spot elettorali per le elezioni europee.

L’antisemitismo di De Angelis,il sessismo da parte di Giambruno compagno – camerata di Giorgia,il generale Vannacci e il suo mondo al contrario triste e reazionario, il clownesco modo di rivedere la storia in chiave repubblichina negazionista,lasceranno il posto alla rabbia sociale?

Sembra di no,per ora.

L’autunno caldo dopo l’estate torrida e’auspicato,da almeno vent’anni.

Ma lo scetticismo in proposito non è disfattismo.

Se un governo toglie il minimo di sussistenza ai morti di fame dovrebbe esserci una insurrezione,almeno etica.

Se vi sono quattro milioni di lavoratori poveri,falcidiati dall’inflazione,qualche migliaia di persone in strada dovrebbero sfilare.

Invece vince l’impotenza,la rassegnazione per la prossima mancia,il prossimo ristoro,il prossimo straordinario detassato.

Il governo, stabile nei sondaggi, che tiene i conti a posto e le ingiustizie al suo posto, gode di buona salute e discreta stampa.

E le varie mafie che controllano lavoro nero e caporalato sono senz’altro alleate della pace sociale.

Bisognerà tirare la cinghia con la nuova legge di Bilancio?

Per tirare la molotov la benzina costa troppo…

30.8 Migranti “La pacchia è finita”,ma la pacchianeria abbonda.

“La pacchia è finita”,è la grande frase che il ministro Salvini pronuncia sulla questione migranti da quando faceva il buffone al Papeete.

Adesso che gli sbarchi sono aumentati del 100 per cento nel 2023,ci vuole un nuovo decreto sicurezza che assicuri i confini nazionali dall’invasione,secondo il più fascista della compagnia.

A dire il vero ha già fatto tutto la destra:dall’annuncio del blocco navale, all’ arresto degli scafisti,alla morte delle vittime: senza distinzione di razza,sesso e religione…la fortuna elettorale ha ripagato la generica xenofobia.

Secondo gli ” studiosi” targati lega e fratelli di Italia,la sinistra spinge per accogliere tutti,il centrodestra per selezionare in base ai flussi fra regolari e irregolari.

Per questo, però, bisognerebbe mandare al macero la Bossi Fini,mai messa in discussione manco dalla sinistra..(non si capisce perché la legge sia stata scolpita sulle Tavole Sacre ).

Ora che la Confindustria ha sottolineato che ci vogliono mezzo milione di migranti per lavori che gli italiani non vogliono fare a prezzi stracciati ( è successo agli italiani emigrati in Germania,Svizzera,Francia, Belgio..etc soprattutto nel dopo guerra al posto dei locali),la destra ha finalmente pensato che non si può prenderli a cannonate.

Quello che non dicono i pacchiani e arroganti ministri governativi è che l’emigrazione è ancora un cavallo di battaglia per le elezioni amministrative,politiche,europee,stellari.

Ma qui gli italiani non sono soli.

Persino in Australia dove, ad occhio, c’è un continente per tutti,vi sono restrizioni all’immigrazione .

Non parliamo di quei paesi che prendono ucraini a valanghe,ma hanno paura degli africani,dei pakistani,afghani etc etc.

Quello di fare la colpa alle ONG è una pacchianata oscena: solo il 10 per cento degli sbarchi e ‘delegato alle organizzazioni non governative.

Gli appelli della presidenza della Repubblica e del Papa dopo la tragedia di Cutro hanno persuaso i maestri di pensiero nostrani trumpiani ad andarci piano a fare morire la gente in mare.

Non possiamo spostare Lampedusa, troppo vicina all’ Africa,comunque,e i 27 paesi europei,virtuosi nei conti bancari,sono poco propensi a contare le vittime in mare.

Siamo un paese di migranti,ieri morti di fame,oggi di giovani che vanno a cercare all’estero una sistemazione.

E l’ Europa è quello che è quando si tratta di accoglienza.

Ne abbiamo per tutti:ma non possiamo vivere di rancori,come vorrebbe il Generale Vannacci,che è amico del sor Mortacci.

28.8 Putin + Trump,binomio perfetto della reazione..

Putin, che presumibilmente ha abbattuto l’aereo che trasportava Prigozihn e comandanti Wagner, e Trump, che mostra la grinta del golpista dopo il formale arresto, sono il biglietto da visita che i reazionari di tutto il mondo aspettavano.

In comune l’amerikano e il russo hanno tante cose: il disprezzo della democrazia e dell’illuminismo, l’odio verso il diverso,le simpatie conclamate verso i movimenti sovranisti,la battaglia contro l’accoglienza, il capitalismo corporativo,le maniere spicce con le quali si proclamano portatori di una nuova visione del mondo,basata sul carbone fossile.

Putin,nella palude di una guerra indefinita vs.l’ Ucraina,Trump alle prese con una guerra infinita contro i procuratori dopo Capitol Hill, sembra piacciano all’Amerika profonda,alla Russia profonda e anche a un’Italia superficiale e rossobruna.

I motivi sono tanti, ma uno è semplice e dominante.

Hanno una visione del.mondo modello “generale dietro la collina”,vedono nel patriottismo il senso del loro egoismo nazionale,sono indifferenti alle disuguaglianze globali.

Nel nazionalismo mettono dentro tutta la coincidenza degli opposti possibile,ma su una cosa sono pappa e ciccia oltre misura.

La cultura della ricchezza,dello sfarzo volgare,della potenza assassina,della demagogia criminale.

Si ergono a paladini della libertà liberista: nel loro guardaroba non c’è posto per la solidarietà.

La ricchezza li rende immortali,ma non hanno imparato nulla dall’ amico Silvio Berlusconi.

25.8 Il generale segregazionista,sessista,omofobo: macchietta per i nazisti dell’ Illinois…

Lo si potrebbe definire una macchietta il generale Vannacci,che è l’erede più del generale fascista Graziani che del reazionario Badoglio.

Il suo libro,”il mondo al contrario”,non ha bisogno di particolari letture filologiche.

Su una cosa ha ragione: nel titolo.

Il Male,la discriminazione,il fascismo culturale,il qualunquismo che vomita sono degni di un mondo rovesciato, dove i valori della democrazia vengono messi in discussione da istituzioni che per Costituzione dovrebbero essere antifasciste.

Lui è solo il trombone di turno,che canta le lodi al KKK de noantri,che rivendica il diritto all’odio e alla discriminazione.

Donzelli,Salvini,sono degni di humus culturali da campi di sterminio, edulcorati da libertà di espressione.

Se tu disegni una stella a cinque punte su una latrina di periferia rischi il reato di istigazione alla violenza.

Invece istigare all’omofobia,al disprezzo verso la libertà affettiva,al razzismo verso i migranti e ‘ un esercizio di libertà di pensiero contro la egemonia di ebrei ricchi,di sinistra,neri,donne etc

Un’imitazione grottesca del nazismo,che Crosetto,ministro conservatore,ma non sciacallo fascista , ha bollato come farneticazioni e che i Blues Brothers hanno regolato nel capolavoro di J.Landis.

E mi si consenta,berlusconiana mente,di scrivere che non è vero che le sortite quotidiane contro i diversi sono solo strumenti per distrarre dalla situazione economica non proprio in linea con “il salveremo tutti” e” non lasceremo indietro nessuno….”

Il generalissimo sa che un posto in parlamento fra i banchi della destra reazionaria e fascista nelle radici, e’ ‘prenotato.

Si dice che il libro del generale venda di più di quelli della Murgia: anche per il Mein Kampf il successo fu garantito dalla mentalità dei governanti in carica… e dai tedeschi patrioti ,brava gente in fondo.

23.8 La tavola rotonda per teste quadre del politicume italiota.

Non ci vuole un gran fiuto politico per denunciare che l’attuale classe politica rispetto a quella della prima repubblica è oggettivamente una nullità.

Lo dicono tutti i giorni gli addetti ai lavori alle prese coi disvalori della mediocrità rappresentativa.

Faziosa,ignorante,vociante,arrogante: pochi hanno il tratto intellettuale e culturale dei Martelli,Craxi,Andreotti, Spadolini,Berlinguer, La Malfa scusate se cito a caso,ma ci siano capiti.

La faziosità,peculiare ai Guelfi e Ghibellini,Bianchi e Neri,a fascisti e antifascisti ,patrioti e apolidi,etc è costume nazionale,

Ma non riguarda più scontri di fondatezza teorica,pratica,esistenziale.

La faziosità urlata nasconde un omologazione di comportamenti puerili,idioti,dove la classe dirigente finge di erigere barricate,ma in realtà è ben contenta che la contesa,fra destra e sinistra,diventi un tirare avanti all’indefinito di riforme mai fatte.

In questo modo la democrazia diventa un sacco vuoto,una filastrocca di opinioni buttate lì e poi rimangiate,un accontentare lobby,corporazioni,consorterie,associazioni,ma raramente il cittadino semplice,che onestamente si guadagna il magro salario .

E quindi si sente sempre narrare, davanti alle difficoltà, che bisogna creare un tavolo di lavoro che permetta di andare oltre a ideologie pregiudizievoli.

Poi si mette in discussione via Rasella,la strage di Bologna: fra un po’ diranno che le Br hanno messo la bomba di piazza Fontana…..

Falso, in atto pubblico.

Uno dei tantissimi.

Di bugiardi in malafede sempre a caccia delle streghe… Meglio se rosse…

Ma chi si ricorda?

21.8 Perché in Italia si parla ancora di comunismo e fascismo ?

È solo in Italia che il confronto fra fascismo e comunismo è ancora in auge?

Se lo chiedono i soliti liberali che considerano il fascismo e il comunismo due patologie antidemocratiche.

Il Galli della Loggia è sempre in prima fila nel chiedersi perché il secolo breve da noi è diventato lunghissimo.

Il Prof scrive che in Italia è facile vedere lapidi che testimoniano dello stragismo nero,mai del terrorismo rosso.

Osservazione quasi banale.

In Italia c’è stato il fascismo del Ventennio,quello della Repubblica di Salò,quello dell’Msi,quello del neofascismo stragista,quello istituzionale di oggi

Non mi risulta che i comunisti siano mai stati al potere: l’antifascismo, anche militante, ha accompagnato l’emancipazione di milioni di proletari,ha difeso la democrazia dalle logge,dalle collusioni con ampi settori dello stato,ha combattuto per la democrazia per decenni.

Il prof scorda che le Br firmavano i loro comunicati con la sigla Mpro,Movimento proletario di resistenza offensivo,scorda che il 68 è durato un decennio perché il contesto avveniva in un ‘ Italia ancora povera,analfabeta, clericale ,classista che sognava il socialismo,ma non riusciva a completare il ciclo di riforme sempre promesso e disatteso.

Insomma fascismo e comunismo,termini generici,si sono sempre battuti sul terreno della lotta di classe,diventata nei momenti più aspri guerra di classe,o meglio guerra civile strisciante.

La teoria degli opposti estremismi regge poco.

L’Italia ha generato il fascismo,ma anche il movimento comunista più forte d’Europa.

Il comunismo armato della fine anni settanta e’ stata una tragedia scaturita pure dall’ingiustizia sociale seminata per decenni dalla classe dirigente,poco liberale e molto reazionaria.

E Galli della Loggia dimentica che la Costituzione è antifascista.

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