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La Storia sono Loro

– storia e storie della democrazia –

4.12 Rapporto Censis: “siamo un popolo di sonnambuli paurosi,rassegnati al declino?!”

I rapporti del Censis che fotografano lo status del paese sono sempre impietosi.

L’ ultimo rapporto annuale uscito venerdì delinea un quadro di declino inarrestabile soprattutto dal punto di vista demografico.

Abbiamo perso 3 milioni di giovani dal 2003,nel 2050 saranno 8 milioni,le coppie senza figli saranno il 25 per cento della popolazione nel 2040.

Ma il declino non è solo questo.

Per l’ 80 per cento degli italiani il paese in declino vuol dire rassegnazione passiva , incapacità di guardare avanti, SONNAMBULISMO di chi vive in trans e non vuole essere svegliato.

Secondo il rapporto gli Italians hanno paura di tutto: dall’ immigrazione incontrollata,alle catastrofi per clima e ambiente,al debito pubblico che collassa,alle guerre,al terrorismo etc

Forse,dico forse, il rapporto è una mazzata che non ci meritiamo del tutto, perché per quanto riguarda il volontariato e il terzo settore verso i più bisognosi, siamo tra i primi posti,dico io.

Ma se, secondo l’ austro marxista Karl Kraus l’ ottimismo è il paradiso degli idioti,in questa caso il pessimismo della ragione cristallizza verità scomode,ma oggettive.

Nella quotidianità’,ad esempio,la burocrazia devastante tutta l’ amministrazione pubblica vuol dire disagi per ospedali,cure mediche, lentezza nei ricoveri,giungla burocratica per disabili: se hai un problema, e non hai molti quattrini dimenticati del welfare,dico.

La macchina inceppata dell’ amministrazione riguarda anche il mondo del lavoro: infortuni ,sfruttamento tramite caporalato,sfruttamento delle donne,bassi salari etc sono ormai pre- requisiti dell’ essere italiano vero,non ricco,ma nemmeno tanto povero da suicidarsi,dico.

Quando davanti a calamità naturali,e alle varie incurie che devastano le nostre regioni i politici dicono “mai più”,ti cadono le braccia, ad essere civili.

Poi,però,alla televisione senti che siamo tra le eccellenze mondiali nel turismo ,nella manifattura,nel risparmio,sempre primi nell’ arte d’ arrangiarsi ,pure nella maleducazione civile.

No,non ci dobbiamo estinguere, :mandolini,pizza,mafia, spaghetti saranno sempre al top nel senso comune universale,anche perché nel contempo abbiamo il 37 per cento del patrimonio artistico mondiale.

Il Sonnambulismo è un corto circuito del cervello,determinato da tanti fattori,compreso lo stress.

Il sonnambulo non ricorda più nulla,dopo il risveglio.

Come gli italiani: il primo partito ha nostalgie fasciste,nonostante tutti i bonus, i poveri aumentano,le disuguaglianze pure.

Infine vogliamo più libertà, e fare meno sacrifici.

Gli esempi di malessere nel relativo benessere sono tanti: se le guerre fanno paura e gli immigrati di più è anche vero che dopo il Covid c è stato un breve sussulto di orgoglio e passione.

Il lavoro sommerso era una risorsa della disperazione,il lavoro nero oggi è solo una piaga strutturale,come dicono gli esperti del talk show,che frega le nuove generazioni.

Sonnambuli per i diritti e per i doveri,ciechi davanti alle ingiustizie, stanchi degli annunci del cambiare tutto, purché non cambi niente,isterici e nevrotici nelle giungle d’asfalto metropolitane.

Questo è il declino,ma c’è chi dice no,sperare si deve

1 .12.Il gotha della xenofobia e del razzismo, ospite del bullo fascio leghista…

Domenica 3 dicembre Matteo Salvini ,vice primo ministro ha intenzione di chiamare al stringiamoci a coorte i partiti dichiaratamente di estrema destra che siedono sui banchi di Bruxelles.

A Firenze,sede della kermesse,sono previsti duemila invitati,ospiti di onore le recenti star olandesi xenofobe di Wilders,poi non mancherà il partito di Marine Le Pen,qualche rappresentante dell ‘Afd tedesca, i fiamminghi belgi e quindi una pletora di nostalgici parafascistii da urlo.

Per la cronaca,Tajani si è defilato dalla giornata dei partiti di “Identità e democrazia” che vedono personaggi della Afd tedesca teorizzare classi differenziate per bambini disabili…

Salvini,che difficilmente potrà mettere insieme 29 deputati con il 30 e passa per cento dei voti, come alle ultime elezioni europee,non vede l’ora di lanciare una campagna contro islamici,stranieri, subsahariani: il solito repertorio reazionario che cerca qualche voto che trasmigri dalla ,”moderata” Meloni.

In questo modo abbiamo il cultore dell’ onagrocrazia,(onagro, asinello asiatico simpatico e più utile dell’ inutile padrone) che si appresta a seminare odio insieme all’ altro simpaticone del generale Vannacci.

Non vanno sottovalutati.

Sempre pronti a inquinare i pozzi, a credere nel suprematismo bianco modello KKK,dovrebbero essere inquisiti dalle istituzioni per incitamento all’ odio razziale.

Salvini,con cinismo e premeditazione,sfida le forze democratiche e antifasciste,magari aspettando che qualche cosa fili storto sul piano dell’ ordine pubblico.visto i tre presidi della sinistra tutta, organizzati per domenica.

Con un ‘opposizione democratica in senso radicale,la kermesse avrebbe dovuto essere denunciata con ben altro vigore .

29.11″Finalmente gli italiani provocano orrore, anziché soddisfazione coi mandolini…” Benito.M.

Nel 1938,durante la guerra civile spagnola,su una Barcellona ridotta alla fame,il 16 marzo i Savoia Marchetti italiani bombardarono i quartieri operai della città,causando 1000 morti e 2.000 feriti.

Mussolini ne fu contento.

” Gli piacque molto il fatto, annotò Ciano,che gli italiani con le loro aggressioni sono riusciti a provocare orrore anziché soddisfazione coi loro mandolini”. ( cfr A. Beevor,pag 382 la guerra civile spagnola).

Quando si pensa al fascismo si pensa al Male assoluto, quello tedesco.

Quello italiano,con questo governo autoritario e paranoico di fronte a qualsiasi critica, mussolinismo e fascismo vengono sempre minimizzati.

Basta pensare alla reazione Meloni – Salvini sulla manifestazione oceanica delle donne di sabato.

Basta constatare che qualsiasi iniziativa di dissenso,anche la più blanda,viene percepita come complotto dell’ opposizione.

Bisogna pensare,infatti, che Meloni e il suo intervento passato alla storia della stupidità patriarcale ( sono una donna,sono una madre,sono cristiana…), lo ha fatto al cospetto del popolo di Vox,che in Spagna attualmente rappresenta l’estrema destra fascista e falangista,nostalgica del franchismo.

Nostalgica nell’ aver messo al muro democratici,anarchici,socialisti,comunisti,liberali.

Sono davvero indulgenti verso se stessi la banda dei nostri governanti, che vuole vendicarsi in tutti i modi dell’ antifascismo e della democrazia determinanti nelle nostre istituzioni.

Quello che i post fascisti e fascisti in atto indicano come egemonia culturale della sinistra.

Cominciando dalla storia della Spagna di estrema destra, per poi passare alla Argentina di Milei,per andare verso Wilders in Olanda e il solito Orban, sprezzando tutto ciò che la democrazia e il socialismo hanno costruito,nonostante tutto,dopo il 1945.

27.11- Violenza sulle donne:” sapere è dolore”,Prussia Orientale 1945…

Brano tratto da 1939 – 1945 il racconto della guerra giusta vol.2 di Pierluigi Raccagni

Il furore dell’Armata Rossa era distruttivo e vendicativo.

Non è possibile tacere sul trattamento che i sovietici riservarono alla popolazione tedesca.

Le donne vennero stuprate in massa nella Prussia Orientale, ma anche in tutte le città conquistate dall’Armata Rossa.

Scrisse un tenente russo addetto alle comunicazioni:

“Tutte le strade erano gremite di vecchi, donne, bambini, grandi famiglie che procedevano con lentezza verso ovest su carri e veicoli, oppure a piedi. Le nostre truppe – carri armati, fanteria, artiglieria, trasmissioni – li raggiunsero e si fecero largo spingendo i loro cavalli e i loro carretti nei fossati di fianco alla strada; quindi, migliaia di loro costrinsero vecchie e bambini a mettersi da parte, e dimenticandosi del loro onore, del loro dovere e delle unità tedesche in ritirata, saltarono addosso alle donne e alle ragazze.

Le donne – madri e figlie – giacevano a destra e a sinistra della strada principale e di fronte a ciascuna di loro c’era una banda di uomini che ridevano con i pantaloni abbassati. Quelle già coperte di sangue e che stavano perdendo coscienza venivano trascinate via: i bambini che cercavano di aiutarle venivano fucilati. Si sentivano risate, urla, irrisioni, strilli e lamenti (…).

  • Era soltanto una diabolica infernale orgia di gruppo”.

Cfr.Antony Beevor, La seconda guerra mondiale, Milano, 2013, pag 865

I comandi sovietici erano al corrente di quello che stava accadendo sul fronte orientale: non solo in Germania, ma anche in Jugoslavia, in Ungheria: dove passava l’Armata Rossa erano distruzioni insensate, crudeltà di ogni genere verso la popolazione civile, tutta quanta considerata collaborazionista delle stragi naziste in Urss.

Quando Giuseppe Stalin fu informato del comportamento dei soldati dell’Armata Rossa, così rispose a Milovan Gilas, comunista jugoslavo:

“Lei hai letto Dostoievskij, vero? Ha visto quanto è complicato l’animo umano, la psiche? Bene, immagini allora un uomo che ha combattuto da Stalingrado a Belgrado, attraverso migliaia di chilometri della sua terra devastata, fra i cadaveri dei suoi compagni e dei suoi cari. Come potrebbe reagire normalmente quest’uomo? E cosa c’è di così terribile se, dopo tanti orrori, si diverte un po’ con una donna? Lei aveva idealizzato l’Armata Rossa, ma l’Armata Rossa non è ideale e non può esserlo…L’importante è che stia combattendo contro i tedeschi…”.

Richard Overy, Russia in Guerra, 1941- 1945, Milano 2003, pag. 270.

Stalin non ordinò nessuna vendetta verso la popolazione civile, ma considerava stupri e massacri di donne un “divertimento”, che uomini stanchi di aver combattuto duramente potevano pure prendersi.

Nell’atteggiamento dei soldati, non tutti ovvio, non c’era solo vendetta.

C’era la sensazione che il saccheggio e lo stupro fossero bottini di guerra “normali”, a cui mai un esercito avrebbe dovuto rinunciare.

E poi i soldati scaricavano il terrore e la tensione che accumulavano nei feroci combattimenti con i tedeschi che difendevano la loro terra su tutto quello che trovavano da bruciare, distruggere, rapinare, violentare.

“La maggior parte dei soldati dell’Armata Rossa, ben poco istruiti, risentiva dell’ignoranza sessuale e aveva un atteggiamento primitivo nei confronti delle donne. Di conseguenza i tentativi dello stato sovietico di reprimere la libido del proprio popolo diede vita a quello che uno scrittore russo definì una specie di “erotismo da caserma”, molto più primitivo e violento della “più sordida pornografia straniera”. Il tutto combinato con l’influenza disumanizzante della propaganda moderna e con gli atavici impulsi bellici di uomini marchiati da anni di terrore e sofferenze”.

Cfr.Antony Beevor, op.cit. pag.64

24.11.Nasce il partito rossobruno: ragli d’asino Alemanno- Rizzo….

..Quando da questo blog e altri si denunciava il rossobrunismo dell’ ex comunista Marco Rizzo mai si pensava che il nostro,spudorato Anti occidentale con vitalizio amerikano,si sarebbe unito a Gianni Alemanno della destra sociale,a destra della Meloni.

Ora che è stato presentato il connubio del “Forum per l’ indipendenza”,in cerca di voti per le Europee, con un programma di superamento di destra e sinistra, il dado è tratto, anche se profuma di trattoria fascio – stalinista.

Marco Rizzo ne ha fatte di tutti i colori,anche se conta come il due di picche nel panorama politico.

Nel collegio di Monza e altri collegi si è presentato come leader di Democrazia sovrana e popolare,forse per ribadire che lui è per il socialismo in un solo paese.

Questa pagliacciata pseudo stalinista è comunque il suo cavallo di battaglia.

Persino i giovani comunisti del suo partito lo hanno abiurato.

Putiniano acritico,contro i migranti che rubano il posto di lavoro agli italiani ( argomento leghista,ma pure socialista nazionale anti internazionalista nella forma), è il classico rossobruno,come tanti lo sono stati nella storia( cfr Repubblica di Weimar o fondazione del fascismo di Piazza S.Sepolcro a Milano)

Fosse solo questo,niente di straordinario,ma la presunzione inconscia di scimmiottare Molotov che fece l’ accordo con von Ribentrop (Alemanno), lo mette fra i grandi buffoni del politicamente scorretto.

Anche se in fondo fa solo ridere,per non piangere

Alemanno,il sindaco di Roma accolto al Campidoglio dai saluti romani dei camerati piaceva pure a Mario Capanna che disse che preferiva lui a Rutelli.( derby fra privilegiati).

La discriminante antifascista non è retorica passatista, è un dato di fatto delle forze democratiche .

Al forum erano stati invitati pure Moni Ovadia,Basile,ma sembra si siano sfilati.

Vogliono pescare nell’ astensione, è ovvio, e puntano sul generone anti atlatista,a prescindere.

Piuttosto che votarli,voto il partito dei pensionati marxisti libertari,leninisti,interisti,pardon, internazionalisti.

22.11 Un’ armata di assassini nazifascisti, sacerdoti dell’ orrore,spesso dimenticata

Brano tratto da:” 1942 Ordine nuovo prime sconfitte dell’ Asse” e book gratuito di Pierluigi Raccagni

Le responsabilità della Wehrmacht erano evidenti, in molte zone i soldati tedeschi liberi da impegni venivano invitati a partecipare ai massacri e a scattare foto quali souvenir della campagna russa

Nel febbraio del 1942 su 5,9 milioni di soldati sovietici catturati dai tedeschi, 2,8 milioni erano morti.

Le favole accomodanti di certa storiografia che imputano solo alle SS e ai gruppi dell’SD lo sterminio di prigionieri militari e popolazioni civili era, è e rimarrà una ipocrita interpretazione della guerra in chiave reazionaria.

Durante l’avanzata dal giugno al dicembre del 1941 all’euforia per la vittoria, si unì l’euforia per il sangue: all’ orgia nazista, una putrefatta ideologia della morte, parteciparono esercito, polizia e autorità civili tedesche.

I dissensi che provenivano da alcuni generali dell’aristocrazia prussiana erano flebili voci, non sempre contraddistinte da azioni pratiche sul campo.

Il day by day della guerra in Urss era all’insegna di chi massacrava maggiormente i più deboli: ad un certo punto gli alti comandi proibirono ai soldati tedeschi di mandare fotografie dei massacri. 

“Il 5 ottobre 1942 il mio capo operaio e io ci recammo direttamente alle fosse.

Udii una rapida successione di spari dietro uno dei mucchi di terra.

Le persone scese dagli autocarri – uomini, donne, bambini di ogni età – per ordine di un milite delle SS che impugnava una frusta da cavallo o da cane, erano costrette a spogliarsi e collocare ordinatamente gli abiti (…)

Senza piangere o gridare la gente, nuda, se ne stava in gruppi divisi per famiglie, si baciava e salutava in attesa del segnale di un altro milite delle SS, anch’esso con una frusta, che stava vicino alla fossa. Durante i quindici minuti che trascorsi accanto alla fossa non udii nessun lamento.

Dichiarazione giurata di Hermann Friedrich Graebe, ingegnere tedesco, davanti al tribunale alleato di Norimberga”.

Cfr. Enzo Biagi, Seconda guerra mondiale op. cit.n.31, pag.329

L’esercito tedesco era mal ridotto e si dice che avesse imparato la pratica locale di segare le gambe dei morti, per disgelarle su un fuoco, così da levare gli stivali ai cadaveri.

Nel suo libro” Fronte Orientale “(op.cit.), Omer Bartov descrive come la mancanza di un vestiario invernale adatto contribuisse fortemente a rendere più acute le sofferenze dei soldati. “Gli uomini della 12a divisione, ad esempio, portavano ancora all’inizio del terribile inverno russo, le uniformi indossate all’inizio della campagna”

Il comando si limitò a consigliare di imbottire le divise con dei giornali, ma anche la carta scarseggiava.

La fiducia nella vittoria finale non era venuta meno fra le fila della Wehrmacht. Però, così come Hitler aveva sottovalutato i sovietici, così Stalin fece lo stesso errore presupponendo che i tedeschi, con la mancata presa di Mosca, fossero in procinto di essere cacciati dall’Unione Sovietica.

 

1942 VERSO IL CAUCASO

Il 22 agosto venne annunciato a Hitler che la bandiera della croce uncinata sventolava sul picco all’Ovest dell’Elbrus, alto m. 5.633.

Era la più alta cima del Caucaso, i super – uomini tedeschi avevano fatto il loro dovere.

Il Führer, però, era tutt’altro che soddisfatto e la croce uncinata, infatti, avrebbe già dovuto sventolare su Stalingrado; il folclore di quell’impresa non fece altro che imbestialire il Piccolo Caporale.

Puntare su Stalingrado era l’obiettivo dell’Operazione Blu.

All’inizio la scelta era parsa di secondaria importanza quale obiettivo strategico, ora era diventata un obiettivo da centrare al più presto. Fu la caduta di Rostov ad aprire la via del Caucaso ..

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20.11″La presunzione del sapere dell’ ignoranza Wikipedica”

Aldo Grasso, indiscusso maestro di comunicazione,sul Corriere della Sera di ieri,ha scritto che grazie alla bulimia del web oggi tutti credono di sapere tutto.

Onestamente vero.

La presunzione di sapere,vero culto di massa che spazia dall’analisi dei femminicidi,alla causa delle guerre,ai rebus del campionato di calcio, la ritroviamo in ogni circostanza nel mondo reale-irreale di internet,dove l’ intolleranza verso le idee altrui è ormai norma di crudeltà mentale e psichica legalizzata.

Grasso sostiene che una volta chi non sapeva si rivolgeva a chi ne sapeva di più,magari con umiltà.

Oggi invece è diventata abituale la superficialità,il pressappochismo, l’ informazione che si crede alternativa perché ritrovata su milioni di piattaforme, che filtrano verità relative spacciate per verità bibliche.

Si evita in questo modo la ricerca delle sudate carte:Wikipedia,che comunque rimane uno strumento utile di informazione, va sostituendosi,ad esempio, alla cultura storica,filosofica e scientifica comprovata da serie letture disciplinari.

La questione non è solo l’ effetto del COVID post COVID per cui la psiche collettiva si è sottomessa alla società del “tutti siamo virologi”.

La complessità di un mondo indecifrabile dovrebbe trovare secondo me,il socratico sapere di non sapere,la curiosità intellettuale per chi ti presenta difficoltà intriganti.

Non per il possesso di verità epistemologiche,ma per dare un significato ai percorsi della buona volontà.

Senza comunque cadere nello stereotipo scemo – qualunquista che chi usa internet è imperialista,(come dire che chi beve Coca Cola è guerrafondaio yankee.)

A proposito Yanis Varoufakis nel suo ultimo lavoro ” chi ha ucciso il capitalismo – il tecno feudalesimo,” invita alla ribellione

Noi tutti servi della gleba e vassalli del Cloud consumista,dovremmo insorgere contro la manipolazione della mente delle piattaforme economico informative,per una tecno democrazia al servizio delle masse.

Parole sante,davvero.

Bisognerebbe però impossessarsi dei mezzi di produzione.

Anche se fra l’ utopia e l’ alienazione quotidiana può esserci il sentiero dello “nosce te ipsum” del tempio di Apollo.

Tanto per cominciare.

Conosci te stesso

17.11 Autunno tiepido: “Siopero” generale nonostante le minacce dei lego fascisti..

Per scuola, università,ricerca, sanità,poste,trasporti( 4 ore),treni lo sciopero è nazionale,poche storie.

Anche perché doveva essere un autunno caldo per via della eliminazione del RDC, doveva esplodere una bomba sociale per i bassi salari e il salario minimo,le promesse elettorali naufragate in una finanziaria che per i diseguali,non cambia niente.

La manifestazione partecipata e vivace di sabato scorso sotto il segno della Schlein può essere stata allora l’inizio di una opposizione che ritrova la sua compattezza?

È auspicabile,cominciando dallo sciopero generale di oggi vs.la vuota legge di bilancio governativa, indetto da CGIL,UIL, ostacolato dal garante e dal governo fascio leghista, contrario agli scioperi per cultura antisindacale,che ha pure precettato i lavoratori dei trasporti.

E qui, da buon senso politico,bisogna dire che il non fatto della sinistra è stato sconcertante.

In questi mesi di maccartismo de noantri, si sono erette solo barricate di parole e concetti ripetitivi e stancanti da parte della opposizione politica e sociale.

Per cui quelli di sinistra attaccano il governo Meloni sui vari provvedimenti e quelli di destra rispondono chiedendo il perché le cose non si sono fatte quando i sinistri erano al governo.

Vien fuori un dibattito dove si grida ” basta parole vogliamo i fatti”: a questo punto nei talk arriva la pubblicità…..che mette tutti d’accordo.

Insomma,chi deve contrastare il governo più a destra della storia repubblicana non dovrebbe sempre inseguire una sequela di politici mediocri, neri a metà,(il resto verde e azzurro fa da cassa di risonanza), senza fornire alternative reali,credibili,praticabili.

Anche oggi le divisioni non mancano.

La CISL ad esempio si ritira dagli scioperi confederali di CGIL e UIL contro la manovra,i sindacati di base ce la mettono tutta,ma si frammentano nei tempi e nei modi,il PD e M5S e Sinistra Verdi credono di colpire insieme stando separati,ma si separano senza colpire.

Né vien fuori un’ opposizione conformista nel piangere sul latte versato,sterile nel contrasto a baggianate pazzesche e spudorate su premierato,Albania, Sanità malata delle liste d’attesa,Scuola degli abbandoni, povertà dei sussidi una tantum etc

Ma oggi si può ribaltare, senza farsi troppe illusioni l’ andazzo generale: contro un reazionario in malafede come Salvini,che chiama lo sciopero un capriccio da precettare,come tutta la maggioranza di governo e suoi giornali che chiamano gli scioperanti,i ROSSI,con la tipica accentuazione fascista.

Chi continua a dire che le manifestazioni ormai si fanno solo di sabato, perché il popolo in settimana pensa solo a lavorare in straordinario, potrebbe ripensarla in termini propositivi.

I lavoratori che oggi scendono in piazza meritano rispetto da governo e pure dai sindacati: tentano di invertire una tendenza pericolosamente reazionaria,Landini in primis ne è consapevole e sembra determinato.

Piazza del Popolo in questo momento è piena anche grazie allo spot salviniano sulla precettazione.

15.11 Beppe Grillo:” io sono il peggiore”, con 300mila euro l’ anno vorrebbero esserlo in tanti…

Il ritorno di Beppe Grillo da Fazio meriterebbe di essere annoverato fra i casi dei senza Vergogna.

Per pubblicizzare il suo spettacolo “io sono il peggiore” ha finto di piangersi addosso con ironia filistea,se si pensa che per la comunicazione, il Garante 5 stelle si pappa 300 mila euro l’ anno.

Siccome il Migliore è stato Palmiro Togliatti,leader mondiale della classe operaia comunista,piaccia o non piaccia,Beppe Grillo non poteva essere che il peggiore fra gli opportunisti.

Sono i soldi che danno alla testa, è il potere mediatico che ti convince che sei un comico sprecato.

Da commissario del popolo,il Beppe rancoroso con il traditore Di Maio, è diventato un cappellano laico,per non dire confessionale quando nello show ha buttato dentro pure il caso del figlio,sul quale non gli era stato chiesto nulla.

La polemica con Conte,poi, è risultata politicamente qualunquista, se si pensa che Beppe Grillo trattò con sprezzo il povero Bersani che cercava un aiuto per governare dopo le elezioni del 2013.

Ma forse davanti alle tragedie odierne Grillo è solo un borghese di tasca,ma un piccolo borghese di intelletto: ha seminato pure odio raccogliendo una tempesta di consensi trasversali.

Potrebbe unirsi a Marco Rizzo e Gianni Alemanno che fonderanno ufficialmente un partito rossobruno chiamato ‘ Forum per l’ indipendenza’

Grillo infatti all’ origine fondo’ un movimento di massa dove dentro c’ erano tutti,: anticomunisti,antifascisti,ex forzisti,post fascisti al grido onestà, onestà.

Fece comunque da apripista alla modernità della società dello spettacolo, l’ altra faccia del Berlusconismo.

Il grillismo è stato importante per fare dell’ antipolitica una proposta politica pro tempore,ma nulla più.

Ora Conte fa quello che può,nel solco del socialismo fai da te,dopo essere transitato nel leghismo,con la coalizione giallo- verde,per passare al giallo rosso,cacciando Salvini e portando a casa il PNR sui banchi a rotelle nel mezzo della pandemia..

E,secondo me,non merita di essere insultato dal padrone del marchio delle 5 Stelle.

Non ho mai votato i cinque stelle,né li votero’ mai,ma questi sono fatti miei.

Per me meglio essere comunisti libertari, che comici libertini senza illuminismo.

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