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La Storia sono Loro

– storia e storie della democrazia –

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1.3 Quelle belle manifestazioni di una volta….

Non esiste oggi un problema di ordine pubblico per manifestazioni nelle piazze.

Eppure ho sentito varie trasmissioni sulle manganellate toscane,sia in TV che alla radio, credo come tanti lettori che invocano scenari da assalto alle forze dell’ordine o al contrario da repressione da macelleria messicana.

Tutte fake news,balle si diceva.

Il ricordo degli anni settanta, quando con la polizia le manganellate erano solo un antipasto , perché le piazze bruciavano di rivolte,insurrezioni estemporanee,scontri epocali fra reazione e rivoluzione, con il corollario di morti e feriti non è proprio il caso di rievocarlo.

Si rischia il circolo della pesca dove si fa a gara a spararle grosse,non solo per millanteria,ma per dire c ‘ero anch’io.

Quel tempo è finito,come tutte cose umane nel bene e nel male, e ora reinventarsi una Stalingrado in ogni città di un ,”c’eravamo tanto armati’è solo utile in chiave estetico esistenziale a sinistra,a destra invece è fare l’ ossequio al coraggio indomito delle forze dell’ordine attaccate dai minorenni al grido di Palestina libera.

Oggi la grammatica della guerriglia non riguarda tanto le piazze,dove la forza rappresentativa è per forza frammentata,ma per luoghi come quelli del lavoro dove il ricatto dello sfruttamento funge da manganello micidiale e mortale per donne e uomini, visto la divisione fra gli stessi lavoratori.

Anche se la piazza rimane vincolata alla bandiere del movimento operaio,non solo in Italia,le sacche di resistenza che esprimono lotta di classe si sono per forza ridotte in manifestazioni di opinione.

Però la sceneggiata del sindacato di polizia che sostiene che gli studenti abbiano usato i pugni a Pisa per sfondare i cordoni è pura sfacciataggine.

Il presidente Mattarella ha chiamato fallimento le botte in senso pedagogico ,educativo,culturale.

I fatti di Torino,con la volante sequestrata da parte di antagonisti, per impedire l’ arresto di un extracomunitario ha riportato il discorso sulla illegalità diffusa degli “autonomi”, ( sanno manco cosa sono), gli anarco – insurrezionalisti (stupidate).

E Piantedosi si è fregato le mani insieme alla Meloni.

Scelba,Restivo,Cossiga,e poi Scajola al G8 di Genova hanno violato più volte la Costituzione con repressione in salsa cilena ad esempio, lastricando di sangue i muri e le porte ….

Nelle piazze si scontravano due visioni della propria vita,il periodo delle grandi mobilitazioni di folla era l’ effetto di trascinamento di fascismo – antifascismo,comunismo anticomunismo,uguaglianza da socialismo – privilegio da borghesia liberista: guerra fredda da Secolo breve.

Oggi la nostalgia dei boomer,degli anta,dei vecchi,degli anziani e del me medesimo, è la normale constatazione di essere invecchiati e di non essere più giovani.

Alzare lo scontro è normale per chi non accetta lo status dell’ inciviltà edulcorata dai consumi,ma gli “anta” possono solo fare numero e forse ripensare agli errori fatti.

Ci sono di giovani e giovanissimi,ragazze e ragazzi, che si battono per il clima,i diritti,la libertà, l’ antifascismo,senza per forza passare dall’ ideologia monografica dottrinaria marxista leninista: magari pure per una pace giusta.

Non ci sono più le manifestazioni di una volta,come le mezze stagioni.

Ma ci sono giovanissimi che vogliono lottare.

28.2 Elezioni : ” bisogna saper perdere ,non sempre si può vincere,” (the Rokes).

Alessandra Todde,genio pluri laureata,candidata 5 stelle nel campo “giusto” con il PD, ha vinto le elezioni in Sardegna per una manciata di voti, diventando la prima presidente donna della regione sarda.

Il suo 45,4,su un numero di votanti del 54 per cento, è bastato a mandare a casa Paolo Truzzu di Fdi,il più scalcinato e fallimentare fra i sindaci di Cagliari, fermatosi al 45 per cento,fortemente voluto dalla Meloni,che esce ammaccata dalla figuraccia.

Renato Sorru,sostenuto da Calenda ha racimolato un 8,6 per cento, non male, ma inutile:non entra nel parlamento sardo per non aver raggiunto il 10 per cento.

Insomma si dice che il fuoco amico di Salvini,con il voto disgiunto su Soru,abbia dato il colpo di grazia a Truzzu candidato dall’ arroganza dell’ invincibilità di Giorgia Meloni che ha peccato di presunzione e sicumera.

Elly Schlein,pronta ad essere sbranata da De Luca e dalla destra del partito,con questa vittoria,(il PD è il primo partito sull’isola),ripropone la sua leadership all’ interno del centrosinistra.

Naturalmente,chi era pronto a vociare sul fallimento della Schlein,ora è in prima fila a tesserne le lodi.

Un classico,come quando un gol al 95′ nel tempo di recupero,fa gridare all’ impresa,mentre un minuto prima era una catastrofe da allenatore da cacciare.

Questo in politica è un classico,davvero non c’è da meravigliarsi,basta pensare al 25 luglio 1943.

Poco da dire,comunque: è troppo presto per affermare che è cambiato il vento,fosse stato il contrario per tremila voti avremmo sentito echeggiare il dio,patria e famiglia in tutti i talk e su tutti i media.

In un comunicato congiunto Meloni,Salvini,Tajani hanno ribadito che il centrodestra è forte e che una elezione regionale non ha valenza nazionale.

Scoperta dell’ acqua calda per la prima sconfitta dell’ era meloniana.

Per la cronaca due donne,Todde e Schlein,hanno vinto in una regione che dal 2015 era in mano alla destra.

Salvini con il 3,8 per cento ha fatto pena come sempre,così come pena ha fatto tutto il governo sul piano istituzionale: all’ anniversario della strage di Cutro ( 94 morti) non si è presentato nessuno, manco con un fiore.

Todde ha dichiarato che la vittoria è la risposta sarda ai manganelli.

Poi….

Bella ciao.

26.2 Manganelli e inquietudini reazionarie,non diventino paura dei lego fascisti

Ha avuto ragione Sergio Mattarella a chiamare fallimento le manganellate in testa agli studenti di Pisa e Firenze.

Il cantautore Roberto Vecchioni si è messo a piangere da Gramellini vedendo le immagini.

Tajani, dopo il congresso di Forza Italia,forse gasato dalla maggioranza bulgara che lo ha eletto presidente, si è palesato pasoliniano sostenendo che la colpa delle botte vs.i manifestanti di Pisa e Firenze è colpa degli studenti radical chic della sinistra,campo da ridefinire.

Salvini,solito provocatore,ha ribadito che attaccare gli agenti è da delinquenti,peccato che sia stato il contrario: gli agenti hanno attaccato gli studenti.

Il falso è sotto gli occhi di tutti,menzogne solite come le contumelie vs.i radical chic:, è un repertorio idiota e già sentito mille volte,studiare è diventato un lusso?

Ne fanno di tutti i colori i governanti di estrema destra,e vogliono innescare intimidazioni e paure verso quelli che ritengono oppositori.

Persino il sindaco di centrodestra di Pisa ha deplorato l’ accaduto.

Il tutto e ‘ grave,certo,ma averne paura e’ puerile e lamentoso.

E poi sembra che siano gli stessi agenti a forzare il Manganello,con questo governo, si sentono nei migliori dei mondi possibili.

L’ orco grottesco della ns.democrazia sgangherata in fatto di violenza repressiva è uno stato che se ne frega delle carceri,dei migranti,dei Cpr,dei morti sul lavoro,della burocrazia invadente la quotidianità

E pure inquietante è un personaggio alla Vannacci ,un soldato del mondo al contrario dalla bella vita a Mosca,a spese nostre, sembra.

Forse quello di cui aver paura,dal punto di vista istituzionale è l’ attacco alla presidenza della Repubblica, quando Mattarella dissente dalle baggianate governative su immigrati e ordine pubblico, e quando richiama la Costituzione antifascista vs il saluto romano.

23.2 Da quando un miliardario mafioso e assassino ha così successo a sinistra?

Morire giorno dopo giorno per le proprie idee in una prigione del Circolo Polare Artico, dopo essere stato in Germania, liberato dall’avvelenamento.

Non è cosa di tutti i giorni, se si pensa che il fondatore occidentale della filosofia morale ,Socrate, si rifiutò di lasciare la cella anche quando Alcibiade, Platone e i suoi discepoli potevano corrompere i carcerieri.

Preferì la morte che vivere in un mondo malato,: il livello più alto della coerenza etica.

L’ altro ieri ho fatto una foto al ritratto di Navalny esposto a Milano dalla comunità russa anche in Piazza Mercanti vicino al Duomo, nessuna Digos. Postato su facebook ho avuto una manciata di approvazioni.

Questo per dire, se ce ne fosse bisogno, che Assange è più popolare di un dissidente che anni fa era considerato xenofobo e razzista.

(Anche se il russo era contro la guerra,si batteva per le famiglie arcobaleno….aveva comunque sposato la democrazia ..)

Soprattutto Assange è vs gli Usa il grande Satana, non solo per Khomeini.

Che Assange non meriti 175 anni di detenzione per il suo coraggioso lavoro di controinformazione è un’ idea cartesiana, chiara e distinta.

Putin,invece, è un assassino,ex Kgb. che sta preparando la sua campagna elettorale.

Lui e Trump, Orban, e Salvini in Italia,dall’internazionale Sovranista sono passati all’Internazionale nera. Hanno simpatie fra i nazifascisti europei, e pure fra i rossobruni italioti,forse in cerca di voti per le Europee.

Vannacci,Forza Nuova,Afd,…sono tutti per lui,ma lo si tace soprattutto a sinistra.

Nalvalny è stato un uomo condannato a morte e torturato per le proprie idee, ed è stato ucciso o suicidato IN STATO DI DETENZIONE, quindi indifeso.

Non sarà un eroe, ma una cosa è sicura: non è un assassino cialtrone come i suoi carnefici.

Questo è vero.

21.2 La retorica che oscura la ragione: si vuole la pace….con l’elmetto in testa

Si grida pace e giustamente da ogni parte di Italia, di Europa,del mondo e via..

Ma questo grido di pace diviene pura retorica quando la guerra di tutti contro tutti sembra il corso del mondo.

E non soltanto perché le donne vengono uccise, come prima, più di prima senza t’amerò,oppure perché si polemizza su tutto fino a raggiungere il caos della guerriglia quotidiana per un apericena,un concerto,un festival,una partita,uno spot ( le inchieste di Selvaggia Lucarelli,le polemiche sanremesi ,le baruffe sugli chef stellati..etc)

Che ci fosse più solidarietà fra gli umani in tempo di guerra lo raccontavano i padri e i nonni che erano pronti a dividere il poco che avevano quando piovevano bombe degli Alleati sulla testa, fra retate naziste,caccia agli antifascisti,esecuzioni sommarie di ambo le parti etc.

Almeno la ferocia trovava giustificazioni vitali di sopravvivenza.

Ma oggi sembra che il mondo diventato merce e oggetto da vendere o comprare non dia più speranze di solidarietà.

Che deve essere sempre cercata,promossa,spiegata,pubblicizzata perché istintivamente il voglio vivere in pace esclude sempre qualcuno che non detiene il lusso della pace.

Perché è perennemente in guerra, magari per non essere schiacciato dalla tracotanza dei più forti,come avviene nelle migliaia di incidenti sul lavoro.

È guerra ,sempre , quando discuti sulla scelta demenziale di volere la morte di un popolo per rendere giustizia ad un altro.( Israele Palestina e viceversa,Ucraina, Russia e viceversa….)

È guerra sottrarsi ad un gesto di pace sincero,di buona volontà che consenta di mettersi nei panni altrui.

Lo trovi sempre più raramente in una psicosi lamentosa e querula.

19.2.I grandi navigatori sul fiume dell’ odio: Putin, Netanyahu e Haniyeh (Hamas)

Cosa hanno in comune Putin, Netanyahu e Haniyeh,leader di Hamas?

La predilezione per l’ assassinio che permette loro di stare a galla politicamente su un fiume di morti; il fiume dell’ odio e della morte: lo Stige del Sommo poeta.

Putin,tagliagole ex Kgb condanna a morte gli oppositori e appoggia i gruppi nazifascisti nell’ Est Europa per destabilizzare l ‘Occidente, per una visione del mondo in antitesi coi valori del socialismo e della democrazia dei diritti civili.

La morte di Aleksei Navalny, già avvelenato da Putin,soprattutto per aver denunciato la corruzione mafiosa degli oligarchi,ha aperto e chiuso la campagna elettorale russa.

Vorrei essere chiaro su questo punto: Navalny sarà stato di estrema destra,però era uno dei pochi che aveva il coraggio di opporsi alla corruzione degli oligarchi miliardari, l’ unico cerchio magico dello Zar,violento e antidemocratico per vocazione originaria.

Il massacro organizzato da Netanyahu a Gaza e Rafah, invece, vuole sottolineare che lo sterminio dei palestinesi è l’ unico futuro possibile per lo stato di Israele.

Hamas ,nome proprio di assassini nazisti nel nome di Dio,voga sullo scempio del 7 ottobre, con relativi stupri che hanno sporcato la nobile lotta del popolo palestinese per avere una dignità in un libero stato.

Il via alle guerre del post COVID l’ ha data Putin, con l’ invasione dell’ Ucraina,poi Hamas e lo stato sionista israeliano hanno.messo la ciliegina sulla torta della guerra mondiale a pezzetti,come si pubblicizza oggi.

C è da vedere cosa diranno i vari putiniani nostrani,che stanno aspettando la denazificazione dell’ Ucraina e la resa di Zelensky, per dirsi figli dell’Armata Russa, che di Rosso non ha niente.

Nota: Navalny è morto al Circolo polare artico per cause naturali,mangiava poco,faceva freddo,….

(La Lega tramite Salvini in pratica ha detto questo,e Umberto Bossi si rammarica che il partito da lui fondato sia diventato di estrema destra)

Poi i legofascisti hanno fatto marcia indietro,per carità di patria.

Vladimir Putin è un oligarca mafioso che ha sparato sulla popolazione civile e che oggi rivendica l’ operazione speciale come suprema attività di una paranoica guerra patriottica senza fine: pro domo sua.

Benjamin Netanyahu e ‘un estremista di destra sionista,Ismail Haniyeh un fascista del fondamentalismo islamico : tutti e tre trovano la loro sintesi nella certezza che la guerra etnico- nazionalista,la repressione del dissenso interno, sia l’unico corso del mondo praticabile.

Perché non affermare che Putin è un assassino?

Perché non affermare che Hamas ha fallito miseramente il ruolo guida del popolo palestinese e che un paese di tradizione parlamentare, come Israele, ha imboccato una strada senza ritorno sulla lunga e tortuosa strada della convivenza possibile?

Perché bisogna schierarsi,avere una parrocchia,possibilmente anti occidentale , soprattutto quando si vive in Occidente sotto l’ ombrello della Nato…

Putin terrorizza il dissenso interno, centinaia di arresti in questi giorni ,Netanyahu pure, Haniyeh,comodo in Qatar ,promette lacrime,sudore e sangue…ai palestinesi.

Fate voi.

PS.Magari in Italia ci fosse il coraggio del” nazista” Navalny nel denunciare mafia,corruzione, autoritarismo….poteva starsene in Germania dopo l avvelenamento

16.2 “Annientare le plutocrazie parassitarie e fare del lavoro il soggetto dell’ economia” ( bmussolini,1943)

Allora, anche oggi le plutocrazie parassitarie, vivono di rendita se non di finanza.

La vulgata di destra le individua, in genere, come quelli della Ztl,del radicalismo chic,che favoriscono la proliferazione di immigrati,diritti civili,lobby ebraiche ,( Soros) etc.vs gli italiani patrioti brava gente

Mussolini nel 1943 dopo il 25 luglio rilanciò la sua vena socialista nella Repubblica sociale italiana vs.le plutocrazie liberali,reazionarie e decadenti.

Che la sinistra parlamentare in Italia non rappresenti più gli ultimi è indiscutibile,ma certo il senso di certe posizioni ha trovato le gambe su cui marciare.

Il movimento degli agricoltori è nel segno che l’ aratro traccia il solco,ma è la spada che lo difende?

Non credo,ma l’ interesse di Forza nuova e forconi alle proteste dei trattori nasconde subculture profonde,anche se la Marcia su Roma di ieri si è trasformata in una barzelletta.

Per fascisti e reazionari da sempre la borghesia democratica e intellettuale è nemica del popolo lavoratore ;per accattivarsi le simpatie del popolino durante il fascismo ,ad esempio, vi furono storiche repressioni di questa componente antifascista.

La pensa così la pletora reazionaria alla Meloni, Salvini,Orban,i fratellini gemelli polacchi, i trumpiani etc.che garantiscono che solo il duro lavoro non loro,ma degli sfruttati per la patria, possa garantire il futuro della nazione, contro l’ ideologia della lotta per l’ ambiente,del Green Deal,delle famiglie arcobaleno, dell’ accoglienza, che di certo male non fanno alla salute.

Il lavoro generico,come suprema attività dell’ emancipazione umana, è un ossequio dovuto al populismo di matrice socialista,visto che Mussolini fu direttore dell’ Avanti e dell’ala massimalista del partito socialista.

Infatti la Repubblica sociale italiana,voluta dai nazisti ( che non ha nel nome il fascismo), è appunto sociale,popolare, come il Movimento sociale,come si addice al socialismo nazionale, poi noto nella forma tedesca come nazionalsocialismo.

Non è un gioco di parole, né una forzatura che vuole screditare il nuovo partito di maggioranza relativa.

Tutto questo è stato ufficialmente sepolto da An di Gianfranco Fini e da Fdi di Meloni,costole pro tempore del Partito delle Libertà.

Ma la galassia della cultura di destra,si è visto con la benevolenza verso le corporazioni , è ancora convinta che il percorso che parte dal Mussolini repubblicano e arriva alla socialità lavorativa e corporativa della Repubblica sociale italiana sia virtuoso per la Patria.

Che poi nella storia i fascisti abbiano sparato alla schiena di operai,contadini,che li abbiano pure portati sui treni che andavano a Est durante l’ occupazione nazista, dove militavano Almirante e Romualdi, padri del MSI,è un dettaglio .

Le Plutocrazie parassitarie naturalmente stanno a guardare..il soggetto dell’ economia non è il lavoro,ma il profitto come sanno da sempre i nazifascisti.

14.2 Storia- A proposito di Jugoslavia..e di avvoltoi mussoliniani

Brano tratto dall’ ebook il racconto della guerra giusta vol.1 gratuito il 14 e 15 febbraio

1941. LA JUGOSLAVIA

Nella notte fra il 4 e il 5 aprile il ministro jugoslavo a Mosca fu convocato da Stalin.

Stalin in persona gli presentò, pronto per la firma, un patto di non aggressione fra lo stato slavo e la Russia sovietica.

Era troppo tardi e non se ne fece nulla.

L’esercito jugoslavo, naturalmente, non era attrezzato per una guerra contro i tedeschi, che erano al massimo della loro potenza.

È vero che contava 1 milione di uomini organizzato in 28 divisioni, ma gli aerei erano tutti antiquati, il materiale andava bene per le guerre balcaniche di venti anni prima.

Alle prime ore del 6 aprile 21 divisioni tedesche si trovarono pronte per l’attacco, 10 di queste erano corazzate.

Secondo alcuni storici l’esercito tedesco era all’apice della sua efficienza, molto più organizzato di quel 10 maggio del 1940 quando iniziò l’attacco a Occidente.

Il complesso di forze era appoggiato dall’aviazione di Göring.

L’attacco alla Jugoslavia, condotto dalla dodicesima armata di Wilhelm List, sostenuta dagli Stukas del gen. Wolfram Von Richthofen, aprì ufficialmente la campagna, mentre dall’altra parte sulla linea Metaxas, in Grecia, i tedeschi si lanciavano alla conquista di Salonicco.

Il bombardamento su Belgrado fu sconvolgente, un vero e proprio atto terroristico che causò oltre 3 mila morti.

La Jugoslavia, attaccata da più parti, non poteva che prendere atto che anche nel suo caso, come in quello della Polonia, l’entusiasmo popolare, lo stringersi a coorte erano sentimenti nobili, ma erano poca cosa di fronte alla macchina bellica nazista.

Gli italiani, sempre più avvoltoi e pronti a prendere le briciole dello strapotere nazista sul continente, avanzarono sul fronte albanese e cominciarono una nuova offensiva contro la Grecia grazie al gen. Ambrosio e alle otto divisioni schierate nella Venezia Giulia, nella regione di Zara e sul fronte albanese.

Mussolini finalmente riuscì ad avanzare congiungendosi con le truppe tedesche in Macedonia.

Si rovesciò in questo modo il postulato mussoliniano del primato della politica sulla prassi militare.

La vittoria militare italiana era di fatto una sconfitta politica per il fascismo che nei Balcani e in Grecia chiudeva definitivamente quella che doveva essere una guerra autonoma e parallela.

La guerra era subordinata ai nazisti per i rapporti di forza espressi dai due regimi nel primo anno di guerra.

Basta vedere, a proposito, come vennero spartiti i Balcani.

12.2 1944 Ucraina liberata dall’ Armata Rossa, non occupata da Putin

E book gratuito 1944 Assalto al Terzo Reich da tutte le parti di Pierluigi Raccagni

1944 L’UCRAINA LIBERATA

Dopo la liberazione di Kiev, nel novembre del 1943, ebbe inizio l’operazione che aveva come obiettivo l’accerchiamento di tutto il gruppo di armate di Von Manstein.

Manstein reagì decidendo di ritirarsi sulle linee del Dniepr, per far questo però dovette conferire con Hitler per ben sette volte.

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Secondo un’ordinanza generica la riva occidentale del Dniepr doveva essere ridotta a terra bruciata.

Il che voleva dire saccheggio e distruzione dei macchinari, delle case, degli edifici pubblici e di tutto quello che avrebbe potuto servire all’Armata Rossa una volta raggiunta la sponda.

Manstein, che per la prima volta aveva avuto libertà di ritirarsi, seguì alla lettera le indicazioni, facendo raggiungere alle sue truppe la riva destra del fiume sane e salve, ma di certo non al sicuro.

Il fronte di Manstein misurava 720 chilometri; per difenderlo aveva 37 divisioni di fanteria e 17 divisioni di Panzer e Panzergrenadier.Poco per fermare l’Armata Rossa di Konev.

Il 24 gennaio del 1944 le armate di Konev avanzarono sostenute da un massiccio fuoco di sbarramento, penetrando di 5 chilometri nelle linee avversarie.

La mattina successiva la 5a Armata di Romistrov passò fra i tedeschi chiudendoli nella famosa sacca di Korsun – Cerkassy.

E’ ovvio che Hitler diede ordine di resistere ad ogni costo.

Per salvare i tedeschi intrappolati furono mobilitate 4 divisioni corazzate che riuscirono ad aprire una piccola breccia.

Konev non si fermò, martellò il settore, incendiando le case dove i tedeschi si erano rifugiati.

A questo punto il generale Wilhelm Stemmermann ordinò ai suoi uomini di ritirarsi e di incamminarsi verso le forze che erano state inviate in loro soccorso.

Sembrava di essere ritornati ad una “piccola Stalingrado”, questa volta gli accerchiati, però, erano riusciti a muoversi e a trovare un piccolo pertugio dal quale fuggire dalla sacca.

Fu in quell’occasione che si potè constatare la ferocia con la quale i sovietici combattevano contro i tedeschi: le colonne tedesche furono prese allo scoperto senza armamento pesante, l’artiglieria e i carri armati russi le fecero a pezzi stritolandole sotto i cingoli, la cavalleria cosacca si dedicò alla caccia al tedesco massacrando con le sciabole anche quelli che volevano arrendersi.

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“Ebbene, il suo desiderio di servire l’umanità si trasformò in un’esplosione di veemenza, e lui comprese con tutto il cuore, non soltanto con l’intelletto, ciò che Gor’Kij aveva voluto dire parlando dell’amore che aveva generato e alimentato l’odio di Lenin per i nemici di classe. Non bisogna considerare più i tedeschi esseri umani!Al ricordo di quelle donne e di quei bambini morti che tanto lo avevano commosso anni prima….lui si crogiolò con spirito

vendicativo nella loro sofferenza. Se solo avesse potuto uccidere tutti i tedeschi uomini, donne, bambini…”.

Cfr.William T. Vollman, Europe Central, Milano 2010, pag.307

Si parlò di 20.000 morti, compreso il coraggioso comandante Stemmermann, 8.000 furono fatti prigionieri.

Stalin promosse maresciallo Konev per la carneficina; Vatutin, che aveva iniziato l’operazione, non ebbe nessun riconoscimento anche perché fu ucciso in un attentato da nazionalisti ucraini.

Il 19 febbraio Stalin ordinò la fine delle operazioni dopo 16 giorni di battaglia.

Stalin, invece, confermava al mondo intero che la sua Armata ormai era pronta per arrivare a Budapest e quindi a Berlino.

Finirono sotto il tallone della repressione i tedeschi del Volga, i tartari di Crimea, i ceceni, gli ingusci, i karachi: la loro colpa era quella di aver creduto per buona fede, per opportunismo, per viltà, per anticomunismo, per antistalinismo, che i tedeschi li avrebbero liberati dal giogo stalinista.

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