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La Storia sono Loro

– storia e storie della democrazia –

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7.4.Aprile di insurrezione

Brano tratto dall’ ebook 1939 – 1945 il racconto della guerra giusta volume II la vittoria della democrazia

1945 L’INSURREZIONE di aprile

L’offensiva alleata cominciata il 4 aprile travolse le forze tedesche nei pressi del Po.

La 10a Armata tedesca agli ordini del generale Heinrich von Vietingoff, comandante del settore italiano dal marzo del 1945, dopo il trasferimento di Kesserling in Germania, non potè resistere a lungo.

Il 12 aprile, infatti, i polacchi presero Castel Bolognese.

Il 17  fu la volta di Imola, il 21 aprile fu conquistata Bologna.

Il 22 aprile venne sfondata la Linea Gotica.

Ma il 10 aprile era stata la Resistenza a mettersi in moto per l’insurrezione generale.

La Direttive n.16 del PCI, redatte da Luigi Longo  e pubblicate sulla “Nostra lotta” erano una sentenza definitiva sul nazi – fascismo in Italia che non lasciava spazio a nessuna apertura diplomatica.

Nel documento, dopo un incitamento “all’assalto finale”, venivano indicate norme precise di comportamento per i militanti comunisti arruolati nella Resistenza:

“ Predisporre vere e proprie azioni insurrezionali;

iniziare gli attacchi in forze ai presidi nazifascisti e spingere a fondo la liberazione di paesi, vallate e intere regioni;

sviluppare azioni più ampie nelle città per la liquidazione dei posti di blocco, di sedi fasciste e tedesche, di commissari di polizia;

avviare lo sciopero generale insurrezionale”.

Nella seconda parte del documento si specificava la condotta da tenere davanti ad ogni forma di attendismo.

Era questa una sezione decisiva, che mandava praticamente a monte i tentativi dei moderati e degli Alleati di una consegna soft dei pieni poteri nelle mani delle armate inglesi e americane:

“…per nessuna ragione il nostro partito e i compagni che lo rappresentano in qualsiasi organismo militare o di massa, devono accettare proposte, consigli, piani tendenti a limitare, a evitare, a impedire l’insurrezione nazionale di tutto il popolo.

Ma se, nonostante tutti i nostri sforzi, non riuscissimo, in simili casi, a dissuadere i nostri amici e alleati, noi dobbiamo anche fare da soli, cercando di trascinare al nostro seguito quante più forze possibili ed agendo sempre, però, in nome del CLN e sul piano politico dell’unione di tutte le forze popolari e nazionali per la cacciata dei tedeschi e dei fascisti e mettendo bene in chiaro che con la nostra attività noi ci proponiamo affatto degli scopi e degli obiettivi di parte…..”.

Cfr. Gianni Oliva, I Vinti e i Liberati, Milano 1994, pag.544.

 Di fronte all’iniziativa di Mussolini di trovare in extremis una soluzione politica anche attraverso la mediazione della Chiesa, tramite l’Arcivescovado di Milano, il 12 aprile il CLNAI ribadiva che non era possibile nessun compromesso e ordinava al Corpo Volontari della Libertà di “ procedere alla cattura di Mussolini, Pavolini, Graziani, Zerbino, Vidussoni, Ricci e altri tredici gerarchi del direttorio fascista”.

Il partito comunista, che controllava almeno il 40 per cento delle forze armate partigiane, ebbe un’importanza determinante nel non trattare coi fascisti.

Ma bisogna dire che anche il partito d’azione e i socialisti erano pronti per l’insurrezione finale.

Così come all’insurrezione non si opposero democristiani e liberali.

In Emilia la resistenza tedesca durò per circa una settimana, prima che le armate alleate entrassero a Bologna il 21 aprile con gli italiani della Legnano e i polacchi.Sempre il 21 Ferrara insorse, Modena, Reggio, Parma furono liberate dalle forze patriottiche.

Seimila tedeschi furono imprigionati nella valle del Taro.

In Liguria la 5a Armata americana, dopo aver liberato Carrara, stava viaggiando in direzione di Genova.In Piemonte l’insurrezione fu preceduta da uno sciopero generale: il 18 aprile, a Torino , gli operai uscirono dalla fabbriche assaltando le sedi fasciste, i combattimenti furono aspri a Cuneo.

1945 Fronte orientale: la vendetta dell’ Armata Rossa

Brano tratto dall’ ebook 1945 la morte dei caporali criminali Hiroschima,la fine della guerra completamente gratuito dal 2 al 6 aprile di Pierluigi Raccagni

Se sul fronte Occidentale la sconfitta delle Ardenne aveva messo fine alle ultime speranze dei nazisti, sul fronte orientale l’arrivo dell’Armata Rossa diede il colpo finale al Terzo Reich.

Il 12 gennaio del 1945, dopo mesi di preparativi curati nei minimi particolari, fu lanciata un’altra gigantesca operazione per portare i sovietici a 65 chilometri da Berlino.

Il gruppo delle armate russe di Konev, partendo dalla testa di ponte di Baranov, sull’alta Vistola a sud di Varsavia, puntò sulla Slesia.

Più a nord le due armate di Zukov attraversarono la Vistola a nord e a sud di Varsavia che cadde il 17 gennaio.

Più a nord ancora due armate sovietiche percorsero velocemente la Prussia orientale in direzione di Danzica.

Fu quella la più grande offensiva russa della guerra: Stalin in Polonia e nella Prussia orientale stava impiegando 180 divisioni

L’operazione “Vistola – Oder”,  che ebbe inizio il 12 gennaio, vide, infatti, 6 milioni di sovietici fronteggiare 2 milioni di soldati tedeschi.

Non c’era partita.

Accanto a pochi reparti tedeschi ben armati c’erano al fronte reggimenti di coscritti formati da giovanissimi e di vecchi volontari. Questi avevano poche armi, pochi carri armati, ma soprattutto poco carburante.

Riassumiamo il piano sovietico per la spallata finale alla Germania:

  1. 1.il primo fronte ucraino iniziò la campagna il 12 gennaio e in due settimane riuscì a infiltrarsi in Slesia;

2.il primo fronte bielorusso di Zukov attaccò il 14 gennaio spazzando in due settimane le forze tedesche dalla Polonia;

  • 3.il 29 gennaio Zukov si fermò sulle rive dell’Oder,in vista di Berlino.

In  quelle tre settimane di gennaio, sul fronte orientale,si svolsero battaglie di una ferocia inaudita, come mai si era visto in Europa.

Il furore dell’Armata Rossa era distruttivo e vendicativo.

Non è possibile tacere sul trattamento che i sovietici riservarono alla popolazione tedesca.

Le donne vennero stuprate in massa nella Prussia Orientale, ma anche in tutte le città conquistate dall’Armata Rossa.

Scrisse un tenente russo addetto alle comunicazioni:

“ Tutte le strade erano gremite di vecchi, donne, bambini, grandi famiglie che procedevano con lentezza verso ovest su carri e veicoli, oppure a piedi. Le nostre truppe – carri armati, fanteria, artiglieria, trasmissioni – li raggiunsero e si fecero largo spingendo i loro cavalli e i loro carretti nei fossati di fianco alla strada; quindi, migliaia di loro costrinsero vecchie e bambini a mettersi da parte, e dimenticandosi del loro onore, del loro dovere e delle unità tedesche in ritirata, saltarono addosso alle donne e alle ragazze. Le donne – madri e figlie – giacevano a destra e a sinistra della strada principale e di fronte a ciascuna di loro c’era una banda di uomini che ridevano con i pantaloni abbassati. Quelle già coperte di sangue e che stavano perdendo coscienza venivano trascinate via: i bambini che cercavano di aiutarle venivano fucilati. Si sentivano risate, urla, irrisioni, strilli e lamenti…

…Era soltanto una diabolica infernale orgia di gruppo”.

Cfr.Antony Beevor,La seconda guerra mondiale, Milano, 2013, pag 865

I comandi sovietici erano al corrente di quello che stava accadendo sul fronte Orientale: non solo in Germania, ma anche in Jugoslavia, in Ungheria: dove passava l’Armata Rossa erano distruzioni insensate,crudeltà di ogni genere verso la popolazione civile, tutta quanta considerata collaborazionista delle stragi naziste in Urss.

Quando Giuseppe Stalin fu informato del comportamento dei soldati dell’Armata Rossa, così rispose a Milovan Gilas, comunista jugoslavo:

“Lei hai letto Dostoievskij, vero? Ha visto quanto è complicato l’animo umano, la psiche? Bene, immagini allora un uomo che ha combattuto da Stalingrado a Belgrado, attraverso migliaia di chilometri della sua terra devastata, fra i cadaveri dei suoi compagni e dei suoi cari. Come potrebbe reagire normalmente quest’uomo? E cosa c’è di così terribile se, dopo tanti orrori, si diverte un po’ con una donna? Lei aveva idealizzato l’Armata Rossa, ma l’Armata Rossa non è ideale e non può esserlo…L’importante è che stia combattendo contro i tedeschi…”.

Richard Overy, Russia in Guerra, 1941- 1945, Milano 2003, pag 270.

Stalin non ordinò nessuna vendetta verso la popolazione civile, ma considerava stupri e massacri di donne un “ divertimento”, che uomini stanchi di aver combattuto duramente, potevano pure prendersi.

Nell’atteggiamento dei soldati, non tutti ovvio, non c’era solo vendetta.

C’era la sensazione che il saccheggio e lo stupro fossero bottini di guerra “ normali”, a cui mai un esercito avrebbe dovuto rinunciare.

E poi i soldati scaricavano il terrore e la tensione che accumulavano nei feroci combattimenti con i i tedeschi che difendevano la loro terra su tutto quello che trovavano da bruciare, distruggere, rapinare, violentare.

“ La maggior parte dei soldati dell’Armata Rossa, ben poco istruiti, risentiva dell’ignoranza sessuale e aveva un atteggiamento primitivo nei confronti delle donne. Di conseguenza i tentativi dello stato sovietico di reprimere la libido del proprio popolo diede vita a quello che uno scrittore russo definì una specie di “ erotismo da caserma”, molto più primitivo e violento della “più sordida pornografia straniera” Il tutto combinato con l’influenza disumanizzante della propaganda moderna e con gli atavici impulsi bellici di uomini marchiati da anni di terrore e sofferenze”

Cfr.Antony Beevor, op.cit. pag.64

Hitler, che aveva sempre sostenuto che l’offensiva russa era un bluff, e che non era il caso di distogliere truppe dalle Ardenne, viveva fuori da ogni cognizione razionale della realtà.

Il Fṻher, quindi, non diede nessuna ragione  a Guderian, capo di stato maggiore dell’esercito, che lo avvisò dell’imminente crollo del fronte a est.

Guderian aveva proposto di far ripiegare il grosso delle truppe in Polonia per evitare l’iniziale bombardamento dei sovietici.

Ma Hitler si infuriò, dicendo che mai avrebbe regalato 20 chilometri al nemico.

L’unica concessione che fece fu quella di scoraggiare lo spirito aggressivo delle sue truppe facendo costruire delle fortificazioni sulla Vistola da 1.500.000 civili tedeschi nelle settimane precedenti l’attacco sovietico….

31.3 Solo l’ Occidente conosce la storia,disse il prof dei prof…

L’ esimio professore Galli della Loggia sul Corriere della sera di qualche giorno fa si è imbufalito vs.quelli che hanno detto o scritto che il medesimo avrebbe sottolineato che solo l’ Occidente ha una storia.

Invece,sempre il.ns ha specificato che non hai mai detto questo …e ci mancherebbe altro, perché l’ accusa è da idioti.

Al massimo ha sancito  che solo l’ Occidente conosce la storia.

E la conoscenza parte da Tucidite,dalla civiltà greco romana,dal  cristianesimo che hanno raccontando il mondo con la sapienza dell’ alta cultura classica e umanistica,primato fondativo della civiltà.

In altri termini e a quanto ho capito solo l’ Occidente ha avuto nei secoli la coscienza di sé nel bene e nel male.

Insomma il cogito ergo sum,il dubbio cartesiano , l’ illuminismo,il marxismo sono tutti manufatti di uno sviluppo culturale che altre civiltà millenarie non hanno avuto.

Tutto questo sembra stato generato dal fatto che il prof dei prof faccia parte della commissione Valditara per la definizione dei programmi.

L’ ho già scritto: la nostra grande tradizione culturale ha fondato la civiltà, ma ha pure partorito due guerre mondiali con cento milioni di morti,compresa Shoa.

Non è un dettaglio,le orde asiatiche erano considerate razze inferiori anche dai nazisti europei.

Nessuno adombra la scienza del prof dei prof e banalmente si può affermare che da noi, doverosa mente,ci sia un’ attenzione particolare a come siamo   come conseguenza del come eravamo.

Ma sul pianeta terra oggi Cina,India, Russia sono la metà del genere umano.

E Cina e India ,in particolare,hanno una cultura millenaria….

Che non sanno  essere tale.

28.3 Putin,il criminale,non vuole fare guerra all’ Europa,ci pensa Trump coi dazi….

Una telefonata ti salva la vita,diceva lo spot.

Questa volta pure ad un russo è scappata la paroletta” be’ non è che sia importante come Yalta..

Ti telefono o no,se telefonando etc,davvero il mondo è appeso al dialogo fra due autocrati dalla ferocia antidemocratica in vena di cambiare il corso della storia ?

Non credo .

Il gioco delle parti prevede l’ annullamento di uno stato sovrano senza bisogno di pettegolezzi.

Che Trump,Putin,Orban detestino l’ Europa è un fatto,che la tregua annunciata da Trump si inveri su una strada riconducibile alla diplomazia  autentica del rispetto reciproco è una menzogna.

Solo che,secondo me,aiutare la resistenza ucraina non vuole dire per l’ Europa entrare in un economia di guerra,come prospettato dai suprematisti europei a Roma

Aiutare l’ Ucraina non vuole dire investire 830 miliardi per un futura guerra…

Anche se la sospensione dei bombardamenti sulle strutture energetiche ucraine è stata una concessione paternalistica ad un morto che cammina.

Tutto ora più che mai dipende dal meraviglioso popolo ucraino e dalla sua tenuta morale e materiale se sostenuta dalla consapevolezza della resistenza,tanto celebrata in Italia.

I primi a volere la pace,infatti,sono i coscritti ucraini e russi.

Tramutare la guerra imperialistica in una guerra civile non è possibile ed è da parolai.

Così come sponsorizzare un kit di sopravvivenza europea in caso di guerra è un messaggio criminale.

Putin un criminale di guerra non vuole fare la guerra all’ Europa,ci pensa Trump con i dazi.

26.3  La pace nella storia è solo un intervallo fra le guerre?

Posso essere un pacifista tutto di un pezzo.

A 75 anni nemmeno Hitler mi chiamerebbe al fronte.

Posso contribuire alla pace del mondo lottando per un mondo migliore,mettendoci tutta la forza che rimane per me,per gli altri, anche quelli che non conosco.

Se la pace nella storia è solo un intervallo fra le guerre,non è questo il determinismo che mi consola.

Ma continuare a parlare di pace senza giustizia e ‘pure un’ offesa verso chi è morto per la libertà.

Pensieri semplici si dirà,per un mondo complesso e difficile,ma pur sempre un motivo per interessarsi della cosa pubblica.

Salvini che brinda a vodka dopo che Trump ha cacciato Zelensky,le titubanze omertose di Meloni e Tajani per non scontentare nessuno,la viltà di chi sta in mezzo per essere pronto a saltare sul carro del vincitore,significano che gli ideali sono morti e sepolti sotto una montagna di convenienze.

La dialettica guerra – pace è quella di morte – vita: senza l’ una non c’è l’ altra.

Ma se qualcuno rischia di persona per mantenere la parola data al suo popolo è sempre meglio di chi invoca un ‘impossibile pace  assoluta ,per aspettare che il tempo passi, senza guardare l’ orologio.

Non scherziamo,sono cose più grandi di noi che alterniamo resort con kibbutz e siamo fuori dal fuoco amico e nemico.

Anche perché la Cina dice di lavorare per la pace,Russia e Usa pure, l’ Europa anche: si crede  nella pace e si può vivere senza la guerra in un mondo di disuguaglianze e sfruttamento.

Zelensky,ad esempio, che sta provando tutte le strade per non svendere la sua terra,la sua cultura,la sua indipendenza non è Putin,Trump, Netanyahu.

Intanto  chez  nous vediamo chi è disposto a lottare per sanità,salari ,dazi,rischio recessione.

Anarchici e movimentisti di ieri,ma forse anche di oggi….

Quando ero a Re Nudo agli inizi degli anni settanta fu inviata una copia della rivista a Cassius Clay.

Per il movimento antagonista anarchico filo Lotta Continua ( Mauro Rostagno credo fosse il primo direttore,) i punti di riferimento erano la beat generation,Alain Ginsberg, Ferlinghetti,Angela Davis,il movimento afroamericano per i diritti civili vs.l’apartheid,Jimi Hendrix,Miles Davis e tanto ancora

Il maggio francese,gli anarchici di Nanterre,la Renault il nostro internazionalismo creativo,storico,operaista.

Per quello si andava d’ accordo con Lotta continua.

Erano assenti Breznev,Stalin non certo il movimento operaio giovanile.

Per noi era naturale confrontarsi con il proletariato giovanile senza dogmi.

I giovani operai che andavano ai concerti,che si facevano pure le canne,ma che lottavano nelle fabbriche erano tanti nel movimento.

Eravamo anti americani,nel senso di antimperialisti,vs la Nato,ma non per il patto di Varsavia.

Quelli del movimento studentesco quando si andava a vendere il giornale in Statale volevano sprangarci.

Oggi gli stalinisti da soap opera,sono per Putin,che spera,tramite Trump, di soffocare l’ Ucraina.

Forse  non conoscono Hegel , certo non Marx: trasformò  la dialettica servo padrone nel motore della civiltà.

21.3 Trump fa paura agli ucraini, ai palestinesi… e pure agli americani

Le sparate di Trump su Gaza,sull’ Ucraina,e tramite Musk,sull’amministrazione americana ,fanno paura,ribrezzo, e piacciono molto a Salvini e Orban in primis.

Piacciono a Putin,alla Nord Corea,al Sudan,anche se è oggettivamente difficile pensare ad un mondo senza  l’ influenza yankee.

Viene descritto il nostro come un giocatore di poker che bleffa in continuazione,perché si crede, con le sue bombe atomiche,i suoi droni,i suoi satelliti il marchese del Grillo internazionale.

Ma all’ Italia,dal 1945 legata agli Usa, fa paura solo di riflesso.

Diversa è la posizione dei palestinesi che secondo Donald devono essere trasferiti in massa in Giordania e in Egitto,degli ucraini che devono vendere a Trump il sottosuolo,agli americani che non lo hanno votato  e che devono fare i conti con un delirio di  Onnipotenza da quarto Reich .

Il recente bombardamento di Gaza di Netanyahu,i bombardamenti sullo Yemen di Trump sono tutti elementi che si sintetizzano in un concetto: la guerra è padre di tutte le cose per gli imperialisti di turno.

Credo,spero,auguro che la vituperata Europa faccia muro vs.le ingerenze yankee in politica estera,che non vuole dire riarmarsi.

Se Canada,Groenlandia finissero come protettorati amerikani,qui cosa vuoi che succeda,?

Che Meloni sarebbe costretta a dire di si,e tutto l’ occidente pur perplesso si adeguerebbe.

Ma nulla più.

La visione di un Amerika e Russia padroni del mondo,insieme alla Cina è già di fatto una certezza

Per dominarlo il mondo,dal punto di vista territoriale ci vuole però una guerra,che nessuno vuole sia  mondiale, visto le bombe atomiche in circolazione.

Ogni tanto viene il sospetto che la minaccia della guerra e l’ invocazione della pace siano un formidabile business per cancellare democrazia egualitarismo e solidarietà punti saldi, anche di un socialismo libertario e democratico.

I dazi del 25 per cento all’ UE porteranno inflazione e disoccupazione.?

Questa è la guerra di tutti i giorni.

19.3  Storia –  Un nazi fascista ex comunista:  (oggi è routine)

Estratto e book 1940 la guerra dei caporali nazifascisti di Pierluigi Raccagni gratuito dal 19 marzo al 23 c.m

QUISLING IL FASCISTA

Il 21 aprile 1940 i tedeschi intimarono ai norvegesi l’accettazione di un’am- ministrazione tedesca.

Vidkun Quisling, simpatizzante fascista locale, diventò primo ministro della tranquilla Norvegia.

Interessante la storia di questo signore nato nel 1887, di ceto contadino, che frequentò l’accademia militare norvegese con spirito di intrapren- denza carrieristica.

Neppure trentenne venne mandato a Pietroburgo quale addetto mili- tare: nella terra di Lenin si mise in luce difendendo gli interessi della classe Gran Bretagna, la sua opera di mediazione gli fruttò il riconoscimento della commenda dell’Impero britannico.

Poi si esaltò per la rivoluzione bolscevica e quando ritornò ad Oslo volle organizzare una “guardia rossa”.

Il progetto venne respinto, così si rivolse all’altra parte.

Dopo essere stato ministro della difesa creò l’Unione nazionale, un raggruppamento di chiara matrice fascista.

Ottenne 200.000 marchi dal Führer, sul quale aveva fatto un’ottima im- pressione già dagli Anni Trenta.

Quisling è il tipico personaggio, lo vedremo anche con Pierre Laval in Francia, che per arrivismo, superficialità e balordaggine intellettuale, si mise coi gangster nazi-fascisti.

Quando re Haakon VII e il parlamento norvegese si rifugiarono al Nord della Norvegia, il nostro contadino emancipato dal nazismo si proclamò primo ministro.

Quisling era il servo dei nazisti in Scandinavia sia perché conosceva Rosenberg, che aveva incontrato a Lubecca, sia perché faceva la spia per conto dei tedeschi.

L’ammiraglio Raeder, che sovrintendeva per la Germania la situazione nel Mar Baltico, così annotò un suo incontro con Quisling: “Quisling ha affermato (…) che gli inglesi si propongono di sbarcare nei pressi di Stavanger e che l’attuale governo norvegese (…) il parlamento e tutta la politica estera sono controllati dal noto ebreo Hambro, grande amico di Hore-Belisha (…)

Sono stati illustrati in ogni particolare i pericoli derivanti per la Germania da una occupazione britannica”.

Cfr. William L. Shirer, Storia del Terzo Reich, Torino, 1962, pag. 1035

18.3.Oggi è il giorno di Fausto e Iaio e dei dispersi senza giustizia

Avevo 27 anni quando ero il professore di Fausto Tinelli al liceo artistico di via Hajech.

Oggi ne ho 75…e sono ancora il suo professore.

Nessuno mi può espropriare,non tanto di un titolo professionale,,quanto della stima che ho sempre avuto per il proletariato giovanile di quegli anni.e oltre.

Finalmente,pare che anche grazie alle sollecitazioni dell’ Associazione familiari,la procura voglia vederci chiaro su quella brigata Anselmi di Roma in trasferta a Milano il 18 marzo,due giorni dopo Moro,allo scopo di scatenare la guerra civile,sparando a due ragazzi di aspetto gauchista che andavano ad un concerto di blues.

Il duplice delitto è fascista,senza se e senza ma.

Spero che oggi il ricordo di Fausto e dell’ amico Iaio avvenga come da protocollo: testimonianze di amici,parenti,compagni,genitori gente comune che ami il giro armonico del.blues,come inno alla libertà.

Sulla questione sono stati scritti libri e articoli a valanga.

Ringrazio tutti di cuore,la retorica non serve,il cordoglio,invece è eterno.

Nb non bisogna dimenticare,per essere onesti,proprio con noi stessi, che si evita di parlare di pace e di guerra per stare più uniti.

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