prof. di filosofia e storia a Milano al Vittorio Veneto, al Liceo artistico Brera, pubblicista su Corriere della Sera ( scuola), Lotta continua, Re Nudo,testate straniere,autore dispense università filosofia antica e moderna, autore romanzi storici su anni settanta ecc. Volontario carcere s. Vittore...
Per non farsi dire che trattiamo male i clandestini che tentano di entrare in Italia lasciandoli sulle navi a marcire vicino alle coste italiane, il governo ha inviato negli spot albanesi 16 disgraziati su una nave militare.
Quattro sono già tornati indietro,due sono minorenni,due come oggi si dice, vulnerabili.
Per 16 desperados c’erano 64 membri di equipaggio;Inghilterra, Germania, e paesi del nord Europa si dice, guardano all’Italia come modello di contrasto all’emigrazione clandestina, con rinnovata fiducia nelle sorti dell’umanità.
Eppure anche questa bufalata del partito del baraccone dove ci sono i Lollobrigida, i Donzelli,i Salvini, Santanchè etc non ha smosso il sentimento italico di convenienza e benevolenza verso il Meloni pensiero.
Ogni volta che compare il sondaggio de la 7 di Mentana per chiarire come ” voterebbero gli italiani se si votasse oggi”, più che rimanere male, si rimane perplessi.
Nonostante le scemenze di Giuli,le cattiverie revanchiste del presidente del Senato,la tratta dei clandestini verso l’ Albania,le bugie della Meloni sul welfare italiano e sulla manovra finanziaria, infatti, Fratelli di Italia è sempre lì di poco sotto il trenta per cento.
E i nazi lega e i badogliani di Forza Italia non se la passano male.
Quale è dunque la forza di seduzione di un baraccone al limite della barzelletta?
Forse il fatto che finalmente i clandestini vengono presi e buttati a mare con viaggio di andata e ritorno,forse il decreto sicurezza bis che reprime le forme di dissenso più innocenti come quello dell’apicoltore di Desio, che avrebbe dovuto pagare,secondo i carabinieri, una multa di 430 euro per uno striscione contro la guerra in Palestina, forse la politica di equilibrio fra atlantismo esterno e simpatie autocratiche irresistibili da parte di Salvini e Meloni!?
Sull’autonomia differenziata poi il sogno di relegare i “terroni”in terronia si sta avverando.?
Ma quella del contrasto ideologico e razzista ai clandestini, dove anche la sinistra segue la destra pure negli Stati Uniti, è un porcheria che va oltre l’illuminismo liberale e il cristianesimo del papa.
Persino un moderato come Paolo Mieli ha dichiarato che bisogna allargare le maglie sul problema dei migranti,considerato le guerre in corso.
Rizzo,che conta come il due di picche e chè è un rossobruno di destra,esprime meglio di tutti il contagio psichico della svolta reazionaria anche dei nazi comunisti.
Ricordo così per diletto, che Adolf Hiltler aderì con la tessera n.5 al partito nazionalsocialista dei lavoratori, per proteggere gli operai tedeschi dai clandestini boemi che migravano in Germania per lavorare.
Il male è nato dal fascismo biologico, cari camerati e rossobruni.
La frase “l’uomo è misura di tutte le cose” che fa compagnia al “panta rei “eracliteo fu oggetto di critica da parte di Socrate e Platone.
Secondo la metafisica di Platone, infatti, il bello, il giusto, il santo e il vero, le idee in sè, non possono essere la sommatoria empirica e democratica della soggettività senziente. Esiste un giusto in sè, un bello in sè, che è frutto di ricerca, ma anche di intuizione intellettulae noetica.
Oggi ha vinto il relativismo eracliteo.
Nelle varie baruffe parolaie e mediatiche ci si basa più sull’arte della persuasione attraverso le parole,che sull’arte del ragionamento: in fondo i grandi demagoghi del secolo scorso, Adolf Hitler e Benito Mussolini, non solo erano convinti che la folla femmina fosse da dominare, ma che la teatralità della comunicazione è decisiva nella ricerca del consenso.
Capita in ogni istante.
Salvini a Pontida cerca di convincere gli astanti che lui è un eroe, ingiustamente accusato per aver difeso i confini nazionali.
Tutti sappiamo che è una boutade orribile, ma proprio Eraclito sosteneva che ” l’uomo è misura di tutte le cose ,di quelle che sono e di quelle che non sono.
Se io sento caldo per mè sarà caldo, anche se la temperatura si avvicina allo zero?
Sì, ma il modo di superare la soggettività della temperatura sta nel provarla, in questo caso si affaccia la quantita oggettiva, al posto della qualità soggettiva.
Infatti, quando si discute su guerra e pace la quantità dei morti ci invita a prendere posizione: 49.900 morti a Gaza sono più di 1.800 morti del raid del 7 ottobre di Hamas.
Solo che Hamas non riconosce in Israele nessuna verità,così Israele in Hamas.
La verità allora dove sta?
Per secoli il credere è stato il criterio della verità oggettiva, quella soggettiva era delegato al singolo, la ricerca dell’universale non era cosa per le masse.
Poi fortunatamente è arrivata la vituperata società di massa con le sue rivolte e rivoluzioni.
Oggi coi social, i referendum,le statistiche,il parere della maggioranza si avvicina a quello che si accetta come verità del momento, più in là non si puo andare e questo bisogna accettarlo come progresso della democrazia.
Per finirla con il tormentone plurisecolare: sono le leggi dello stato e degli stati che determinano lecito e illecito al di là delle sensazioni eraclitee.?
Quindi siamo nel campo della convenienza delle convenzioni.
Certo che se passasse un referendum sulla castrazione chimica io la legge non l’accetterei.
Si dovrebbe legiferare nel bene, non nel male e poi il PANTA REI ERACLITETO ci assolve all’infinito.
Ieri i carri armati israeliani sono entrati nella sede dell’ Unifil dell’ Onu,altro non si può dire.
Netanyau vuole mano libera in Libano, a costo di imporre all’Onu una nuova ricollocazione delle basi Unifil.
Sembra questo al momento, con tutti gli interrogativi del caso,il motivo dominante che porta l’estrema destra israelliana, i coloni armati, e pure i vertici militari ad aprire continuamente fronti di guerra per cercare una pace che si presenta cimiteriale per palestinesi civili libanesi etc-
In attesa dell’ennesima vendetta di Israele, i sacertoti criminali di Teheran fanno quello che hanno fatto da Khomeini in poi: reprimere il dissenso interno, maciullare i diritti delle donne e delle minoranze, fornire armi alla Russia e pensare, come ha ricordato Putin, che il nuovo ordine mondiale possa nascere dalla sintesi fra fondamentalisti sciiti, nazionalismi parafascisti russi, autocrazie europee modello Orban etc.
Netanyau non sarà mai un liberatore di popoli visto che tiene in scacco il proprio con un atteggiamento sionista che lo porta a dire che Guterres, segretario generale delle Nazioni Unite, non è ben voluto a Tel Aviv .
In questo modo non solo rifiuta la soluzione di due popoli in due stati, ma rilancia continuamente le ragioni di Hamas e Hezbollah.
Lucio Caracciolo ha ricordato che Hamas prendeva soldi da Israele per far fuori l’Olp.
Il welfare della sopravvivenza di Gaza,monopolio di Hamas ha permesso a questi di presentarsi come la formazione paramilitare che ha cuore la povera vita reale del proletariato palestinese ( brutta parola proletariato, per chi vede il mondo attraverso le ragioni delle cancellerie).
L’iran in tutto questo è lo stato canaglia per eccellenza, non certo la sua popolazione.
Proliferano omicidi efferati in serie di tutte le categorie e in tutte le classi che riempiono i media di tutti i generi e che fanno della cronaca nera un argomento simile al campionato di calcio.
” E ‘ sempre stato così, anzi una volta era peggio,ma non si sapeva”, così ci si consola della modernità criminale e decadente
Non ci vuole un esperto in comunicazione,per scoprire che cio’ che sembra folle è pane quotidiano.
Le ingiustizie vs.il proprio ego sono tutte da vendicare,se no non si ha abbastanza carattere.
Il carattere,gli attributi,le palle per dirla come vuole la mediocrità concettuale,prevedono quindi anche la soppressione fisica dell’ altro.
La giustizia del fai da te, a qualunque livello sociale e culturale è ammirata come segnale di forza primitiva,incontaminata dalla legge .
Basta vedere quello che accade negli ospedali dove medici e infermieri vengono malmenati senza ritegno.
Oppure il caso dell’ imprenditrice balneare di Viareggio che investì ‘ il clochard che le aveva rubato la borsa,oppure il poliziotto che ha sparato a Crotone.
Quello che ha sorpreso nel dibattito sulla tragedia di Sharon Verzeni e della strage di Paderno Dugnano,ad esempio, è la mancanza,nel dibattito pubblico,del tema della depressione,della schizofrenia,delle patologie mentali.
Sembra che un benefattore dell’ umanità come Franco Basaglia nel tempo abbia solo elaborato una pseudo scienza dei ” matti”.
La sofferenza psichica,il dolore del vivere,non giustifica gli efferati omicidi, né le violenze sul prossimo che sono la scorciatoia di ogni conflitto nella società civile
Ma il male oscuro,il cancro dell’ anima,uniti a solitudine possono generare drammi familiari che la normale felicità non contempla.
Lo studio dell’ infelicità non si può quantificare con l’ algoritmo di giornata.
I recenti fatti del patto ultrà fra curve di Inter e Milan ha sorpreso solo chi di calcio non sa nulla,per fortuna,a questo proposito.
La mafia ‘ndranghetista da anni gestiva tutto ciò che lo stadio possa offrire: biglietti,merchandising,chioschi,posteggio etc: per stessa ammissione dei capi curva rossonero azzurri la passione c’entra poco o quasi nulla.
Le curve sporche degli anni di cuoio risalgono per analisi sociologica addirittura agli anni ottanta.
La crisi della militanza a Milano,ad esempio,aveva portato la Curva dell’ Inter a schierarsi con l’ estrema destra con i Boys San,quelli rossoneri con la sinistra con le Brigate rossonere.
Ma questa è preistoria.
Curve e discoteche in questi venti anni sono diventati luoghi di socializzazione giovanile,ma solo i centri sociali per i reazionari sono minacce all’ ordine pubblico.
Oggi le curve sono luogo di spaccio istituzionalizzato,riguardano tutte le curve che ormai sono di destra estrema ,basta vedere cosa accade a Roma fra laziali e romanisti al derby,nessuna grande squadra si salva dalla contaminazione malavitosa,mafiosa e pure fascista con differenze però: non tutti i curvaioli sono facinorosi e idioti, c’è chi ha entusiasmo e adrenalina da vendere solo nell’ Agorà della pedata.
Ma come non ricordare la curva laziale vs.Lotito,quella del Napoli vs.De Laurentis,quella della Juve vs Andrea Agnelli:il motivo è sempre il solito,lo stadio deve essere terra di nessuno.
Roberto Saviano sul Corriere della Sera ha scritto che il grande mercato della droga è il vero business delle mafie negli stadi: sull’ argomento poi ci sono da anni decine di pubblicazioni,sempre ignorate.
A Milano i recenti regolamento di conti fra capibastone interisti ha portato morti in seno alla mafia che vuole controllare il business.
Ammazzano con piacere,facendo finta di essere ultra assassini,non spacciatori internazionali di droghe pesanti.
Giocatori e dirigenti di società sono sotto ricatto,ma anche parte lesa,inutile nasconderlo.
Le bande curvaiole sono più armate dei centri sociali.
Anche all’ estero non è differente.
In Inghilterra dopo l’ Heysel di Bruxelles e incidenti con vari morti in patria, la signora Tatcher smantellò le curve violente con la repressione,da noi la sequela di morti,gli incidenti domenicali hanno portato alla tessera del tifoso, a controlli più stringenti.
Ma anche in questo caso l’antistato mafioso e fascista controlla:lo status quo giovanile lo garantisci anche così.
Cosi nel lessico anni settanta ci si informava sulle manifestazioni del sabato pomeriggio, dette anche del sabato gauchista.
Poi. come si enunciava,a quel punto ognuno si assumeva le proprie responsabilità, che voleva dire che quasi sicuramente ci sarebbero stati scontri.
Scrivo con un linguaggio fuori lessico post moderno perchè la manifestazione di sabato a Roma per la Palestina ha richiamato lo spettro dei black bloc modello G8 Genova.
Eppure la manifestazione,in tutta sincerità, nell’ anniversario del 7 ottobre,per tre ore è stata pacifica.
Erano 5000 e più i partecipanti,con bandiere di Hezbollah,cori per Hamas,e poi qualche vaffa per il governo.
Dal mini corteo autorizzato si sono staccati 200″ famigerati” del blocco nero,anarchici e militanti dei centri sociali del Nord,secondo ministero degli interni.
C’ erano anche studenti palestinesi,e questi volevano manifestare la loro rabbia come hanno fatto pacificamente per un anno.
Ma Palestina terra mia non poteva essere liquidata con una sfilata senza rabbia,troppo sangue su palestinesi, libanesi e popolazioni civili.
Mi pare che il 7 ottobre sia stato vendicato da parte Israeliana con dovuti interessi.
Ma se il 7 ottobre viene rilanciato dai sacerdoti criminali radicali iraniani come inizio dell’insurrezione contro il sionismo è chiaro che in Occidente, a Roma ,la manifestazione non poteva che degenerare in maniera prevedibile.
La battaglia è durata molto meno degli scontri fra le curve di calcio parafasciste:senza minimizzare, un po’ di onestà intellettuale, da parte di tutti, ci vorrebbe.
Pure perché nonostante il clamore post gazzarra nessuno si è accorto dell’ importanza politica della disfida di Barletta 2.0.
Il parere politico lo lascio agli esperti di comunicazione: battersi per manifestare è sacrosanto,ma sostenete Hamas e Hezbollah,tagliagole funzionali a Netanyahu, è fuori luogo in Occidente.
OlP,Fronte di liberazione della Palestina erano anti israele fino alla morte,non fondamentalisti reazionari che si esaltano nel negare diritti civili a tutti, soprattutto alle donne e alle minoranze.
I liberali italiani portarono il fascismo al potere cominciando proprio da Casa Savoia.
Benedetto Croce,che aveva firmato il manifesto antifascista,il vecchio Giolitti, che si era opposto alle gazzarre dannunziane,furono messi in minoranza da industriali e agrari,che evidentemente vedevano in Mussolini il Salvatore della patria.
Vittorio Emanuele III,detto Re sciaboletta,lo adorò fino al 25 luglio quando i liberali di corte, e non solo, ritornarono antifascisti per salvare l’argenteria.
In Germania Hindenburg e Franz von Papen liberali monarchici,accettarono il nazismo,meglio nazi che rossi.
Ma non tutti i liberali erano così ruffiani con i nazifascisti.
I liberali inglesi,ad esempio,erano fortemente anticomunisti,ma radicalmente antifascisti, come Sir Winston Churchill che applaudì Mussolini,ma lo detestò quando questi si alleò con Hitler.
Un partito gollista in Italia, tanto per andare in Francia, non c’è mai stato.
Silvio Berlusconi,che voleva costruire un partito liberale di massa, è inciampato nel G8 di Genova,in Eluana Englaro,e poi pure nella Lega e Fratelli d’ Italia. Tutti lo sappiamo, l’ anticomunismo viscerale del berlusconismo aveva poco di liberale.
Oggi la compagnia della reazione, ha portato i liberali di facciata alla guerra contro diritti costituzionali, come si evince nel ddl 1660.
Una porcheria reazionaria,parafascista e basta. Sulle carceri e diritti dei detenuti poi meglio tacere,non ci fossero i radicali e pure il Papa.
Oggi dichiararsi liberal democratici è un vezzo del politicamente corretto della destra dal volto umano.
Balle, perché quando c’è da votare la destra diventa omogenea nell’ estrema destra fascistoide.
Ormai dopo lo sdoganamento del fascismo,si assiste allo sdoganamento del nazismo in quasi tutta Europa.
In Austria Herbert Klick,erede di Haider,capo della formazione ultranazionalista Pfo e sostenitore della Fortezza Austria,con toni messianici alla Adolf Hitler ha aizzato i fedeli con il.programma tipico del nazi pensiero e ha vinto le elezioni politiche.
Società chiusa all’ immigrazione, programma di rimpatrio,donne a casa ad accudire la prole,rifiuto radicale di una cultura inclusiva delle minoranze,tutte cose che girano dall’ Est europeo delle terre di sangue, ( Ungheria,Polonia,Slovacchia),e arrivano nella patria di Hitler,che come tutti sanno era austriaco e non tedesco.
A Verona un concerto nazirock ha mobilitato il nazismo europeo,poca cosa,che scandisce però il mala tempora currunt della democrazia,soprattutto quella che fa capo a movimenti liberati ,ecologisti,antifascisti.
Klick,che ha abbassato i toni per le elezioni politiche è il fratello.minore di quella Afd che fa del populismo nazista il Volchish che va per la maggiore.
E qui ha ragione Primo Levi citato da Malaguti sulla Stampa che sosteneva che ” a fare paura è la gente comune che si piega ai mostri”.
Si piega alle ragioni dell’ odio e della sopraffazione dei movimenti populisti di estrema destra che cantano gli inni delle SS,che fanno del nazismo una macchietta come alcuni giovanottoni di Fdi,che fanno spallucce alle manifestazioni razziste in tutta Europa.
È la vulgata,il si dice,la diffamazione, l’ insulto a quelli di un colore diverso,una religione diversa,una famiglia diversa: i nazisti sostengo che la Fortezza Austria difenderà il loro sangue.
Brano tratto dall’ ebook 1941 Operazione Barbarossa e Pearl Harbor: guerra totale di Pierluigi Raccagni gratuito dal 2 al 6 ottobre
Il consolidamento della resistenza sovietica implicò già alla fine di lu- glio 1941 un primo rallentamento dei tempi che i tedeschi avevano pianificato per lo svolgimento della campagna orientale, e ciò si ripercosse immediatamente, data l’estrema compressione del programma di guerra lampo, sull’ulteriore pianificazione della strategia, costringendo i tedeschi a rinunciare per tutto il 1941 sia all’avanzata sull’Egitto attraverso la Libia, sia a quello contro le posizioni britanniche nel vicino Me- dio Oriente attraverso la Bulgaria e la Turchia.”
Cfr. Hillgruber, op. cit. pag. 96
La guerra in Africa per i nazisti era secondaria, tutto doveva essere con- centrato sull’Operazione Barbarossa.
Ma i tedeschi capirono che dopo gli ultimi insuccessi militari degli ita- liani “l’Italia non può tenere”, come disse Raeder al Führer.
Mussolini, che aveva sempre rifiutato l’aiuto tedesco in Africa, poiché metteva in discussione il suo terreno di caccia, dopo i continui insuccessi si decise a malincuore ad accettare l’aiuto offertogli da Hitler.
D’altronde l’8 febbraio del 1941 il generale Graziani aveva telegrafato a Mussolini nei seguenti termini: “Gli ultimi avvenimenti hanno fortemente depresso i miei nervi e le mie forze tanto da non consentirmi di tenere più il comando nella pienezza delle mie facoltà…Vi chiedo pertanto di essere richiamato e sostituito”.
Graziani aveva preso atto del suo fallimento dopo che il 7 febbraio del 1941 si era svolta l’ultima controffensiva d’inverno. Gli inglesi avevano raggiunto El Aghelia: in due mesi avevano compiuto un’avanzata di 800 Km, polverizzando 9 divisioni italiane, catturando 120.000 prigionieri e 400 carri armati.
Tutta la Cirenaica era perduta.
Hitler stava preparando la madre di tutte le guerre contro la Russia, aveva già perso del tempo prezioso in Grecia per colpa degli italiani, detestava apertamente i comandi dell’esercito regio, si fidava solo di Benito Mussolini.
E allora dovette scegliere in fretta come tamponare la falla anche in Nord -Africa, nonostante avesse sparso divisioni in mezzo mondo.
Così convocò Erwin Rommel, nato a Heidenheim an der Brenz nel 1891, già decorato nella prima guerra mondiale per le sue gesta nelle Ar- gonne, in Romania e in Italia.
Il generale, che si era messo in luce al comando della 7a divisione coraz- zata del XV corpo nelle operazioni sulla Mosa, ad Arras e a Lilla, sulla Somme, e che raggiunse per primo la Manica nel giugno del 1940, stava godendosi due giorni di licenza nel villaggio di Herrlingen, quando un aiutante del quartier generale del Führer bussò alla sua porta conse- gnandogli un messaggio urgente.
Hitler lo voleva vedere subito per affidargli il comando generale di due divisioni della Wehrmacht in Libia.
Quando l’indomani fu introdotto dal Führer questi gli fece una minu- ziosa relazione di quello che si aspettava dal suo intervento.
Hitler fece un riassunto e un’analisi della situazione con la solita sicu- rezza, parlò per due ore e in sintesi presentò a Rommel il quadro gene- rale delle operazioni.
Dopo la vittoria tedesca sulla Francia, disse il Piccolo Caporale, l’Inghilterra si trovava isolata. La Luftwaffe non era riuscita ad ottenere la su- premazia sui cieli, ma era impegnata a bombardare fabbriche e città bri- tanniche.
I sommergibili tedeschi colpivano in gran numero navi mercantili ne- miche: gli inglesi avevano perduto due milioni di tonnellate di naviglio dall’inizio della guerra, mentre dai cantieri navali tedeschi uscivano di- ciotto sommergibili al mese.
Non era necessario attuare l’invasione dell’Inghilterra, (operazione Leone Marino), considerato che gli inglesi sarebbero stati costretti pre- sto a chiedere una pace separata.
Prima di tutto bisognava risolvere il problema dell’orso sovietico che mirava ad avere un’influenza sugli stati Baltici e su zone tradizional- mente sottoposte all’influenza di Berlino.
Dato che questi avrebbe rifiutato qualsiasi imposizione da parte tede- sca, sarebbe servito impartire una dura lezione a Stalin attraverso una guerra lampo sul modello di quelle di Francia e Polonia.
Tutto questo non poteva far dimenticare gli obblighi verso l’alleato italiano, truppe tedesche sarebbero entrate in Bulgaria per aiutare gli italiani in Grecia.
E la perdita della Libia per Mussolini sarebbe stata un’umiliazione troppo grave.
Un corpo di spedizione tedesco composto da due divisioni corazzate sarebbe stato inviato al più presto nel Nord-Africa per impedire agli inglesi di avanzare verso Tripoli.
Hitler concluse dicendo a Rommel che gli affidava il comando dell’Afrika Korps e che era certo che avrebbe saputo adattarsi benis- simo alle condizioni particolari della guerra di Libia.
“Tornate a trovarmi fra sei settimane. Mi riferirete su quello che avrete visto” concluse Hitler.
Rommel non si fece pregare due volte, pochi giorni dopo, il 12 febbraio, era già a Catania dopo un breve incontro a Roma con il generale Guz- zoni per stabilire la linea del fronte nella Sirte.
Il tedesco non perse tempo.
Quasi tutti i giorni faceva la spola fra Tripoli e il Golfo della Sirte, dedicandosi allo studio del territorio.
Si muoveva con un Fieseler Storch, piccolo aereo di ricognizione bipo- sto.
Appena sul posto l’ufficiale tedesco, dal viso affilato e dallo sguardo mobilissimo, impose subito il suo carisma conquistandosi il rispetto da parte delle truppe.